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  IN PRIMO PIANO (presto online l'archivio completo 2005/2009)    
 
INCONTRO MINISTERO DELLE POLITICHE SOCIALI-NUOVO PARTITO D'AZIONE
 
L'NPA CHIEDE UN INCONTRO CON IL MINISTRO ELSA FORNERO SUL REDDITO MINIMO GARANTITO
 
NOMINATA LA NUOVA DIREZIONE NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO d'AZIONE
 
COMUNICATO STAMPA DEL NUOVO PARTITO D’AZIONE CAMPANIA
 
NASCE LA SEZIONE NPA DI CATANIA
 
NOMINE DOPO FIRENZE
 
LETTERA APERTA A LA REPUBBLICA
 
UNA PROPOSTA AZIONISTA PER SOSTENERE I MOVIMENTI
 
EPPURE DA STASERA LA SITUAZIONE E' CAMBIATA
 
PROGRAMMA DEI SETTE PUNTI
 
COORDINAMENTO REGIONALE N.P.A CAMPANIA
 
QUNTA RADIO INTERVISTA IL SEGRETARIO DEL PARTITO D'AZIONE
 
L'NPA CAMPANIA PRONTO A RIPARTIRE DA BASI SOLIDE
 
Nomina Dipartimento Legalità
 
La Nuova Mappa del NPA
 
NPA: Una Crescita Costante e Sicura
 
Convocata la Direzione Nazionale NPA
 
L'ex senatore Garaffa entra nell'NPA
 
Appello al popolo "Orange"
 
Si condannano i giornalisti e non i delinquenti
 
La gratitudine dei berluscones plaudenti: meno male che Beppe c'è
 
La nuova e grande variabile astensionista
 
Nasce il COORDINAMENTO NUOVA SINISTRA
 
"Una sinistra nuova oltre gli antichi recinti"
 
Nuova nomina nel Dipartimento Democrazia ed Istituzioni
 
Manifestazione del 13 marzo a Roma
 
Convegno su Pannunzio alla Camera
 
Nuova nomina nel Dipartimento Comunicazione
 
Pino A. Quartana lancia una sfida ad Antonio di Pietro
 
Una simpatizzante intervista il Segretario nazionale NPA
 
Considerazioni del Segretario NPA sulle proposte di Paolo Flores d'Arcais
 
Intervista al Segretario NPA su prismanews.net
 

INCONTRO MINISTERO DELLE POLITICHE SOCIALI-NUOVO PARTITO D'AZIONE

Comunicazioni dalla Segreteria

Si è svolto nel pomeriggio di ieri a Roma al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un incontro tra il Ministero delle Politiche Sociali (e del Lavoro), nella persona del sottosegretario Maria Cecilia Guerra, ed una delegazione del Nuovo Partito d'Azione capeggiata dal Presidente nazionale, Pino A. Quartana, da Francesco Baroni, responsabile nazionale del Dipartimento Economia e Finanza NPA e da Lorenzo Vantaggiato, della Direzione Nazionale del Partito nonché Presidente del Comitato Nazionale per la Patrimoniale. L'incontro è durato un'ora e mezza ed ha avuto come oggetto prevalente di discussione e di confronto la necessità di introdurre anche in Italia il Reddito Minimo Garantito (RMG), un istituto sociale che è presente praticamente in tutta l'Europa, tranne che in Italia ed in Grecia, e che è al centro di una campagna nazionale di propaganda da parte del Nuovo Partito d'Azione, la prima condotta su queste attualissime tematiche da un partito politico nazionale. I tre esponenti nazionali del partito orange hanno sottolineato nel corso dei loro interventi la inderogabile urgenza del RMG, sia per motivi di giustizia e protezione sociale, sia per i motivi legati al sostegno alla domanda. Inoltre, hanno sottoposto al sottosegretario alle Politiche Sociali un articolato piano di protezione sociale per i due milioni di italiani più indigenti ed hanno illustrato nei minimi dettagli tutte le poste di bilancio che si possono attivare nel bilancio statale per coprirne i costi (circa 20 miliardi di euro l'anno). In altre parole, si tratta di un piano a trecentosessanta gradi per creare un sistema economico e sociale a protezione dei non garantiti e degli emarginati. Da questo punto di vista non era possibile per la delegazione NPA non fare cenno anche all'altro enorme problema italiano cioè alla riduzione del debito pubblico, un tema connesso all'introduzione dell'Imposta Patrimoniale, tema anch'esso oggetto di un'altra campagna, anch'essa lanciata dal Nuovo Partito d'Azione. Nel suo intervento di replica il sottosegretario Maria Cecilia Guerra ha manifestato vivo interesse per il nuovo sistema di protezione sociale ideato e portato avanti dall'NPA per difendere gli interessi della seconda società, sistema definito dal sottosegretario "interessante ed innovativo". Il sottosegretario alle Politiche Sociali ha assicurato inoltre che girerà le proposte del Nuovo Partito d'Azione al Ministro Fornero avvertendo, al tempo stesso, i dirigenti neoazionisti dei limiti in cui è costretto a muoversi il governo Monti, alludendo in particolare al poco tempo che il governo in carica ha a disposizione per fare riforme ad ampio raggio, alle priorità del risanamento finanziario e quindi anche ai margini effettivi di manovra riguardo i fondi a disposizione per una ampia riforma del Welfare, come quella prospettata dal Nuovo Partito d'Azione.. A conclusione del proficuo ed estremamente cordiale incontro con il Ministero delle Politiche Sociali, il Presidente NPA, Pino A. Quartana, ha chiesto inoltre che i responsabili del Dicastero si facciano carico presso il Presidente del Consiglio Monti dell'apertura di un tavolo governativo che si occupi del RMG e del nuovo Welfare e che a questo tavolo vengano ammessi anche i rappresentanti di Comitati o Forum rappresentativi di quelli che sono tuttora gli unici interessi sociali non rappresentati nelle istituzioni, alludendo a quelli di disoccupati, precari, non garantiti, emarginati ed incapienti, il nucleo duro di quella seconda società che è da sempre il soggetto sociale di riferimento del partito del nuovo azionismo.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 1 Febbraio 2012

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L'NPA CHIEDE UN INCONTRO CON IL MINISTRO ELSA FORNERO SUL REDDITO MINIMO GARANTITO

Nei giorni scorsi abbiamo cortesemente chiesto alla segreteria del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità, Dott.ssa Elsa Fornero, un incontro ufficiale nel corso del quale presentare quanto elaborato dal Nuovo Partito d'Azione in merito al Reddito Minimo Garantito. Una richiesta che, da un lato, trova ragione nel lodevole interesse palesato, per ora a solo titolo personale, dal Ministro e, dall’altro, trova fondamento nei principi statutari del Nuovo Partito D’Azione, fermamente schierato dalla parte degli “ultimi”, dalla parte di coloro, sempre più purtroppo, che quotidianamente soccombono in questa società soverchiata da esecrabili logiche anti-solidariste e neoliberiste. Il Nuovo Partito d'Azione è il primo e l'unico partito ad aver finora indetto una campagna di sensibilizzazione sulla tematica dell'RMG. Auspichiamo che l’attenzione del Governo e del Parlamento della Repubblica verso la seconda società e più in generale verso politiche sociali a reale favore dei cittadini si faccia quanto mai concreta e che la piena disponibilità di collaborazione del Nuovo Partito D’Azione sia considerata degna di gentile riscontro.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Dipartimento Politiche Sociali e Seconda Società-Ezio Pederiva, Roma 16/12/2011

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NOMINATA LA NUOVA DIREZIONE NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO d'AZIONE

Dopo l'azzeramento di tutte le cariche avvenuto nel mese di maggio e dopo l'adozione del nuovo Statuto (agosto) il Nuovo Partito d'Azione ha completato oggi la ricostruzione del suo organigramma nazionale. Dopo la lunga stasi dei mesi scorsi il Partito è quindi pronto a riprendere in pieno il suo percorso. E' il caso di ricordare che con il nuovo Statuto la Direzione Nazionale prevede un numero massimo di membri più ristretto che in precedenza; 18 (compresi i membri di diritto) al posto dei 25 dello Statuto che vigeva sin dalla fondazione del Partito. Questa la nuova composizione della Direzione Nazionale; Pino A. Quartana (Presidente nazionale), Barbara Salami (di diritto in quanto Tesoriere e Segretario Amministrativo) e Marco Arduino, che è il primo Segretario Nazionale della Federazione Giovanile dell'N.P.A. (si tratta della Federazione Giovanile Neoazionista - F.G.N.). Gli altri 12 membri della D.N. sono: Gabriele Oliviero, Francesco Baroni, Stefano Beretta, Pietro Scotti, Ezio Pederiva, Oscar Contino, Enea Melandri, Salim Bashani, Silvano Mulas, Francesco Postiglione, Lorenzo Vantaggiato e Ugo Tombesi. Tre posti sono stati tenuti ancora liberi. L'opera di ricostruzione delle strutture nazionali è stata perfezionata con la nomina anche dei nuovi responsabili nazionali dei Dipartimenti. Al Dipartimento Organizzazione e Propaganda va Pietro Scotti, al Dipartimento Economia e Finanza Francesco Baroni, al Dipartimento Politiche Sociali e Seconda Società va Ezio Pederiva, alla guida del Dipartimento Legalità ed Antimafie va Gabriele Oliviero, del Dipartimento Ecologia ed Ambiente si occuperà Mara Gladysz, mentre il Dipartimento Democrazia ed Istituzioni sarà guidato da Francesco Postiglione. Il Dipartimento Cultura e Formazione Quadri nonché la guida della neonata associazione culturale "Partito d'Azione" saranno nella competenza di Stefano Beretta. Il Dipartimento Comunicazione per qualche tempo non avrà un responsabile ma sarà coordinato dal Dipartimento Organizzazione con l'ausilio di 4 responsabili di Area che assorbiranno tutte le funzioni del Dipartimento. Da lunedì 9 si passerà all'ultima fase del processo di ristrutturazione e di rilancio che prevede la nomina dei collaboratori dei Dipartimenti, dei responsabili regionali nonché dei responsabili di 10 sezioni comunali e zonali. Queste ultime saranno ufficializzate per la prima volta.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa, Roma 8/10/2011

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COMUNICATO STAMPA DEL NUOVO PARTITO D’AZIONE CAMPANIA

Un voto storico contro i bassolinismi e i berlusconismi di una vecchia Napoli

Con il voto di ieri i cittadini di Napoli hanno tagliato il ramo secco della politica nel loro territorio, quel ramo che li teneva avvinghiati all’immobilismo da almeno dieci anni di mandato Iervolino. Ora bisogna fare lo sforzo più grande e difficile: tagliare il ramo velenoso, quello dei voti inquinati, dei brogli, dei cittadini intimiditi e accompagnati a forza ai seggi, delle granite e caffè offerto fuori ai seggi, dei voti comprati a 20, 30, 70 euro o scambiati con i biglietti della partita allo stadio. Napoli deve tagliare i ponti col voto dato ai politici legati alla camorra, ai poteri occulti, agli affaristi, a coloro che vogliono svendere l’acqua pubblica ai privati, a quelli che vogliono mantenere perenne l’emergenza rifiuti per costruire inceneritori inquinanti e costosissimi per lo stato ma ben fruttiferi per i loro amici imprenditori. La scelta ora è più chiara: da una parte un magistrato, appoggiato da una lista civica di cittadini onesti e per bene, della quale ci onoriamo di far parte, che è oggi il quarto partito della città, e difeso da persone come Gerardo Marotta, Dario Fo, don Vitaliano della Sala, Ferdinando Imposimato, dall’altra il “prenditore” Lettieri, la cui biografia parla per sé, appoggiato da Cosentino, Cesaro, Berlusconi, un individuo che non ha esitato nemmeno a ricevere l’appoggio delle forze nostalgico-fasciste di Amedeo La boccetta, pur di arrivare alla meta, e oggi parla di “appello al voto moderato”. Lettieri è il Berlusconi di Napoli e di moderato non ha nulla: la sua fame di affari alle spalle della città e coi soldi pubblici è anzi smoderata, e i cittadini di Napoli devono fermarlo. Napoli ha dimostrato di saperlo e di poterlo fare: e in tandem con Milano fra 15 giorni deve essere la città che contribuisce a dare la spallata nazionale al ventennio berlusconiano, e a far nascere finalmente in Italia una politica nuova, una politica vera. Il Nuovo Partito d’Azione è schierato con tutte le sue forze verso questa politica, e farà la sua parte fino in fondo per riportare Napoli ai cittadini e far vincere Luigi De Magistris sindaco per Napoli.

Francesco Postiglione
Segretario Regionale Campania del Nuovo Partito d'Azione
Napoli 17 Maggio 2011

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NASCE LA SEZIONE NPA DI CATANIA

L'NPA comincia a radicarsi anche nella importante e popolosa città di Catania. In data odierna è stata istituita infatti la sezione NPA di Catania che avrà un raggio di azione non solo comunale ma provinciale. Responsabile della sezione è il compagno Michele Greco, un altro giovanissimo a cui il Partito ha dato piena fiducia.

Nuovo Partito d'Azione
Dipartimento Organizzazione
Il Responsabile Nazionale Silvano Mulas
Roma 30 Marzo 2011

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comunicazioni Vita di Partito

NOMINE DOPO FIRENZE

La Segreteria Nazionale del Nuovo Partito d'Azione ha provveduto, sentito il parere del Coordinamento Nazionale, ad effettuare le seguenti nuove nomine;

- Francesco Baroni diventa il responsabile nazionale del Dipartimento Economia e Finanza NPA;

- Ezio Pederiva è da oggi Commissario Regionale NPA della regione Trentino- Alto Adige;

- Giacomo Licata è stato rimosso dall'incarico di Commissario per la Sicilia;

- Stefano Beretta è il nuovo responsabile nazionale del Dipartimento Cultura e Formazione Quadri, Dipartimento che viene da oggi inglobato nel Coordinamento Nazionale.

Nuovo Partito d'Azione
Ufficio Stampa
Roma 25 Marzo 2011

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LETTERA APERTA A LA REPUBBLICA

Egregio dott.Augias,

nell’articolo a firma di Giovanni De Luna del 13/2, si parla dell’eredità possibile dell’azionismo oggi, a circa 60 anni di distanza da quella breve ma intensa esperienza. Una settimana prima, circa, dalle pagine di Repubblica era uscito un altro bellissimo articolo di Ezio Mauro sulla paura del fantasma azionista. In data 16/2, un altro articolo, di Barbara Spinelli, cita l’azionismo come valore e tradizione di moralità e laicità, nominando Bobbio e Foa giustamente come depositari di questa tradizione, e dicendo di loro che “Chi li bolla come moralisti teme come la peste che rinasca un'alleanza fra sinistra e liberali, in difesa dell'etica pubblica”. L’articolo di Giovanni de Luna, che nel sottotitolo recita “cosa resta di un’esigua minoranza” è stato pubblicato nelle pagine di cultura. Vorrei cominciare da qui, per la mia risposta. Perché quel che resta di quell’esigua, ma valente minoranza, quel che resta di un pensiero non sistematico, mai tradotto in una scuola ma appunto in azione, da Gobetti a Bobbio, non è solo un’eredità culturale, da trattare come una reliquia. E’ un’eredità politica, da cinque anni rediviva nel Nuovo Partito d’Azione, che nessuno di questi tre articoli cita. Eppure il Nuovo Partito d’Azione esiste, e ha tenuto la sua ultima direzione nazionale proprio in questi giorni, il 13/2 a Bologna. Siccome siamo azionisti fino in fondo, non ci arroghiamo il diritto di considerarci gli unici eredi di quella tradizione meravigliosa, che si espresse negli anni della costituente. Ci sono i circoli, tuttora attivi, di Giustizia e Libertà, ci sono gli attivisti dell’ANPI, e dell’API, alcuni dei quali azionisti fino in fondo. Ma l’unico partito che si ispira, nel nome, nelle idee e nei fatti, a quella tradizione è il Nuovo Partito d’Azione, cioè il PdA ma espresso in una forma nuova, aggiornata ai tempi che corrono. Anziani militanti nostalgici che si incontrano per celebrare un rito ormai stanco? Tutt’altro. Il Nuovo Partito d’Azione è composto nella maggioranza da giovani, moltissimi sotto i 40 anni, molti addirittura sotto i 30. Siamo l’unico partito d’Italia a vantare questo attivismo così giovane (e chi conosce la storia dell’azionismo sa che anche quelli erano giovani, e che Gobetti è morto a 25 anni). Insieme certo alla presenza di alcuni attivisti più attempati, attivissimi anche loro, che rappresentano, per così dire, la necessaria coscienza storica dell’azionismo originale, risorsa per noi più giovani imperdibile e preziosa. Abbiamo acquisito il diritto per via legale di nominarci come Nuovo Partito d’Azione, e soprattutto sul nostro sito web abbiamo indicato con chiarezza che il “pantheon” ideologico di riferimento è quello, l’azionismo di cui De Luna, Mauro e Spinelli parlano. Che, come gli studiosi sanno, non comprende solo i membri del PdA dal ’42 al ’47, ma anche i loro ispiratori, dai Rosselli indietro fino a Gobetti e oltre. L’azionismo era già minoranza (vorrei dire elité, ma lascio correre) all’epoca, ma non lo era solo numericamente: era una minoranza culturale e politica, perché è difficilissimo conciliare, come dice la Spinelli, la sinistra col liberalismo, specie in Italia dove il socialismo-comunismo ha fagocitato ogni espressione politica di sinistra e dove il liberalismo è sempre stato un’ideologia sfortunata, visto che, a parte il periodo fondativo della nostra unità (con Cavour, D’Azeglio, Cattaneo, e altri), è sempre stato del tutto minoritario, schiacciato com’era dalle due chiese, il comunismo e la corrente politica di ispirazione cattolica, ovvero il Partito Popolare prima e la Democrazia Cristiana poi. Oggi, ovviamente, in questi “mala tempora”, è ancora di più minoranza, persino all’interno del centro-sinistra a cui per costituzione genetica apparteniamo. Non siamo in Parlamento, né nelle istituzioni locali, quindi non abbiamo rimborsi elettorali. Quindi, nella pratica distorta della politica italiana, non esistiamo. Ed è molto difficile che un Vespa, ma anche un Santoro o un Floris, ci invitino a dibattiti in cui fronteggiare esponenti di destra, e sa perché? Per quella paura che Spinelli e Mauro citano: perché diremmo cose che nessun esponente di centro-sinistra finora ha detto, perché abbiamo la lingua e il pensiero libero, da veri laici. E’ facile dunque citare l’azionismo come cultura politica di riferimento a cui guardare per superare questi mala tempora, visto che questa cultura, da Gobetti fino a Bobbio, è e deve essere giustamente retaggio a cui tutta l’Italia degli onesti può e deve ispirarsi, senza distinzione di appartenenze partitiche. Molto più difficile (e in un paese come l’Italia, in basso nelle graduatorie internazionali quanto a libertà di stampa, quasi impossibile) è ottenere invece dagli organi di stampa e dai mass-media più influenti il riconoscimento che questa cultura politica da cinque anni è anche politica attiva, che si fa ogni giorno dentro un partito, piccolo certo, ma tuttavia esistente, e legittimato politicamente oltre che legalmente all’esistenza dall’incontro con il presidente Napoletano nel 2008 in occasione delle consultazioni a seguito della crisi del governo Prodi. Noi azionisti di oggi lo sappiamo: del resto, siamo abituati a essere minoranza. Sappiamo che non sarà facile ottenere questo riconoscimento, visto che anche altre forze del centro-sinistra possono avere paura di un fantasma che non è più fantasma, mentre preferiscono che quella tradizione esista solo come possibilità di citazione culturale quando fa comodo. Sappiamo che dovremo combattere per essere riconosciuti, partendo dal basso, dalle attività del territorio, come stiamo facendo. Lo sappiamo, ma non ci preoccupa. Figurarsi. Un partito che si ispira a uomini che sono stati prima esiliati o arrestati (Carlo Levi), poi pestati a morte (Gobetti) poi uccisi a freddo (Rosselli) o morti in battaglia durante la guerra partigiana (le brigate Giustizia e Libertà come dice bene De Luna, reclutarono il 20% di tutte le forze partigiane, a partire dalla guerra di Spagna, secondi solo ai comunisti al 50%, e pagarono un contributo di sangue di 4.500 uomini giovani e valorosi che De Luna ricorda) può mai preoccuparsi oggi di affrontare la repressione culturale e politica che si esprime semplicemente nel silenzio? Siamo azionisti, non abbiamo paura e abbiamo pazienza. Abbiamo pazienza e speranza, quella lucida folle speranza ideologica che fece dire ai Rosselli “oggi in Spagna, domani in Italia”: e chissà che quel domani non stia arrivando, visto che il più importante quotidiano italiano finalmente ricorda a più riprese l’azionismo (anche se si dimentica di citare il Nuovo Partito d’Azione). Il che fa dire a noi, con un entusiasmo forse eccessivo ma non ingenuo, “Oggi in Italia, domani in Europa”. Grazie

Francesco Postiglione
Direzione Nazionale Nuovo Partito d'Azione
Roma 17 Febbraio 2011

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UNA PROPOSTA AZIONISTA PER SOSTENERE I MOVIMENTI

La dialettica partito-movimenti non è una questione solo di questi giorni e dovrebbe interessare soprattutto la sinistra che è il campo politico dove poi i movimenti concretamente nascono. Il timore del Nuovo Partito d’Azione è che i movimenti vengano lasciati soli, senza sponda politica ed istituzionale, preda delle provocazioni di questo governo fasciopiduista, e che i partiti si inaridiscano senza lo stimolo e l’afflusso di energie fresche da parte dei movimenti. Facciamo nostre entrambe le preoccupazioni. Questi movimenti di oggi, studenti, precari, ricercatori non hanno una solida sponda istituzionale, né politica da parte dei partiti. Non serve a nulla, se non alle esigenze mediatiche di questo o di quell’esponente del centrosinistra, salire sui tetti e stringere la mano ai ricercatori purché solo per cinque minuti e solo in presenza delle telecamere. Occorre fare di più per non lasciare soli i ragazzi che protestano, gli studenti, i precari, i ricercatori. Il centrosinistra è all’opposizione e non può offrire ai movimenti sponde prevalentemente istituzionali, né c’è un partito che da solo possa fare da Lord Protettore per i movimenti. Per questo noi del Nuovo Partito d’Azione lanciamo una proposta ai quei partiti, fuori o dentro il campo del centrosinistra, che erano presenti insieme a noi con le loro bandiere ed i loro militanti in piazza il 14 dicembre a Roma al fianco dei movimenti e cioè a Prc, Pdci, Sel, Verdi, Sinistra Critica e Pcl. La proposta è quella di costituire con queste sigle partitiche un Coordinamento permanente nazionale che possa diventare la sponda politica di questi movimenti in modo tale che questi ultimi non siano lasciati soli in piazza così come nei luoghi istituzionali della politica.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Coordinamento Nazionale
Roma 21 Dicembre 2010

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EPPURE DA STASERA LA SITUAZIONE E' CAMBIATA

Gli stupidi ed i reazionari che stanno in questo squallido governicchio hanno davvero ben poco da festeggiare questa sera. Personalmente avevo già previsto questo esito che si invera solo per colpa dei principali due partiti del centrosinistra, Pd e Idv, che hanno combinato sciocchezze imperdonabili due anni fa alle ultime politiche candidando gente raccattata all’ultimo momento senza alcun criterio e, al contrario, mettendo nell’angolo forze e persone ben più serie all’interno della sinistra. Ma su questo aspetto vergognoso e grave, su questa incredibile occasione gettata via alle ortiche, tornerò successivamente. Quel che mi preme far rilevare in questo momento è che la responsabilità politica e morale di quello che oggi è accaduto nelle piazze di Roma e di tutta Italia è ascrivibile unicamente al Presidente del Consiglio. Un Presidente che aveva troppa paura fino al momento del voto alla Camera. La paura di Berlusconi si avvertiva nell’aria e nelle strade di Roma presidiate militarmente come non accadeva dai tempi più bui degli anni ’70. Mi è sembrata subito questa mattina una mattinata diversa dalle tante degli ultimi anni; mi è sembrat odi ritornare indietro al ’77. Ma non me ne preoccupo, anzi, tutto il contrario; saluto questo grande risveglio della coscienza popolare dopo anni ed anni di atrofia dell’opposizione antiberlusconiana, atrofia che si era interrotta solo nella breve stagione dei girotondi. Tutte le strade di accesso al centro erano sbarrate da blindati e camionette della polizia e della GdF e questa provocazione poliziesca voluta dal sempre più indegno Premier ha contribuito enormemente a far salire la temperatura ed il nervosismo di una sterminata piazza in cui oggi c’era veramente di tutto; terremotati dell'Aquila, comitati di protesta di Terzigno, studenti medi e universitari, disoccupati, precari e via dicendo. Dicevo della paura isterica di Berlusconi. Quest’uomo è pericoloso per la convivenza civile. Lo avevamo detto isolati ed inascoltati anni fa. Lo ripetiamo oggi con forza. Solo quando quest’uomo avrà finito di prendere l’Italia in ostaggio, solo quando avrà finito di irridere alle difficoltà sempre più angosciose di sempre più vasti ceti popolari, l’Italia potrà tornare a respirare ed a progettare un qualsiasi futuro. Le lotte devono continuare. Guai fermarsi. Guai mollare. Dopo la votazione Berlusconi ha ripreso la sua boria consueta, ma, come dicevo stamattina a diversi manifestanti, la sua sarebbe stata una vittoria di Pirro. Adesso che la riserva speciale di venduti e traditori sembra essersi esaurita, le mobilitazioni di piazza su scala sempre più vasta ed una auspicabile unità delle forze di opposizione non potranno far altro che accelerare il processo di liberazione da questo satrapo fasciopiduista.

Pino Quartana,
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione
Roma 14 Dicembre 2010

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PROGRAMMA DEI SETTE PUNTI

I sette punti del programma per la candidatura del Segretario NPA alle primarie del centro-sinistra

1) Lotta alla povertà con introduzione di un reddito universale di cittadinanza e di altre misure di Welfare universalistico.

2) Manovra straordinaria decennale di rientro del debito pubblico fino al raggiungimento ed oltre della soglia massima del 60% del rapporto debito/Pil prevista dal trattato di Maastricht.

3) Legge-quadro contro la corruzione con confisca totale dei beni oltre un accertamento superiore ai 250.000 euro.

4) Legge-quadro contro l'evasione fiscale con confisca totale dei beni oltre un importo evaso accertato superiore ai 500.000 euro.

5) Nuova legge di confisca dei patrimoni mafiosi.

6) Legge-quadro contro la delocalizzazione delle aziende e degli impianti produttivi all'estero.

7) Lotta agli sprechi ed ai privilegi della Casta politica. Riduzione dei costi del sistema politico.

Pino Quartana,
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione
Roma 07 NOVEMBRE 2010

 

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COORDINAMENTO REGIONALE N.P.A CAMPANA

Domenica 7 novembre, ore 18, presso Intra Moenia a piazza Bellini, Napoli, prima riunione ufficiale del coordinamento dell'NPA Campania. Sarà presente il segretario nazionale del Nuovo Partito d'Azione Pino Quartana, candidato alle primarie del centro-sinistra.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 07 NOVEMBRE 2010

 

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QUANTA RADIO INTERVISTA IL SEGRETARIO DEL PARTITO D'AZIONE

Quanta Radio intervista il Segretario del Nuovo Partito d'Azione. Lunedì 4 ottobre dalle ore 16:30 alle ore 17:30, il Segretario del Nuovo Partito d'Azione Pino A. Quartana, rilascerà un'intervista in diretta a Radio Quanta. Sarà un'occasione per conoscere più da vicino non solo la storia del glorioso Partito d'Azione, ma anche la proposta politica e le iniziative del Nuovo Partito d'Azione. Invitiamo dunque tutti gli iscritti ed i simpatizzanti dell'N.P.A. a seguire il dibattito collegandosi al sito www.quantaradio.it.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 02 OTTOBRE 2010

 

 

 

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L'NPA CAMPANIA PRONTO A RIPARTIRE DA BASI SOLIDE

Da oggi il Nuovo Partito d'Azione ha il suo nuovo responsabile regionale in Campania. Il compagno a cui il Segretario Nazionale ha riaffidato il compito di riorganizzare il Partito in Campania su basi finalmente stabili e solide è Francesco Postiglione, docente di filosofia, già quadro dirigente di Amnesty International. Si tratta di un altro giovane quadro dirigente preparato e fortemente motivato che l'NPA è in grado di esprimere. Trattandosi di una regione molto grande, molto promettente quanto, al tempo stesso, densa di fattori critici, il nuovo Commissario Regionale NPA potrà usufruire di tutto il sostegno del gruppo dirigente nazionale del Partito. Con questa nomina si fa sempre più vicino anche il raggiungimento del limite massimo statutario per i membri della Direzione Nazionale, un altro importante indicatore di uno sviluppo organizzativo che accelera sempre di più il suo ritmo e, tra l'altro, a questo punto solo due regioni italiane non hanno ancora il responsabile regionale dell'NPA. A Francesco vanno la fiducia e gli auguri da parte di tutti i neo-azionisti italiani.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 19 Settembre 2010

 

 

 

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Nomina Dipartimento Legalità

NUOVA NOMINA NELLA STRUTTURA DIPARTIMENTALE

Il Segretario Nazionale del Partito ha proceduto immediatamente dopo la conclusione dei lavori del Coordinamento Nazionale NPA di Rimini nel corso dei quali è stata deliberata la creazione del Dipartimento Nazionale Rete Neoazionista per la Legalità alla nomina del suo responsabile nazionale. Si tratta dell'ex senatore Vincenzo Garraffa, attualmente membro della Direzione Nazionale dell'NPA. Garraffa, come molti ricorderanno, fu, anni fa, vittima di una estorsione di stampo mafioso. Il caso giudiziario che partì da una denuncia di Vincenzo Garraffa nei confronti del braccio destro di Berlusconi, Marcello Dell'Utri, portò ad un processo che si concluse con la condanna in appello di Dell'Utri a due anni di reclusione per tentata estorsione aggravata. A Vincenzo Garraffa vanno i più calorosi auguri di buon lavoro da parte di tutti i nuovi azionisti.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 6 Settembre 2010

 

 

 

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La Nuova Mappa del NPA

La nuova mappa aggiornata del Nuovo Partito d'Azione dopoil Coordinamento di Rimini di fine agosto)

Organi nazionali

- Segreteria Nazionale

- Coordinamento Nazionale

- Direzione Nazionale

- SDN (Struttura dei Dipartimenti Nazionali)

Segreteria Nazionale;

Pino A. Quartana Coordinamento Nazionale;

Pino A. Quartana (Segretario Nazionale)

Gabriele Oliviero, Organizzazione e Comunicazione

Silvano Mulas,

Stefano Beretta

Direzione Nazionale

Pino A. Quartana - (Segretario Nazionale)

Gabriele Oliviero (Segretario Veneto)

Silvano Mulas (Segretario Lombardia)

Stefano Beretta (Segretario Emilia Romagna)

Vittorio E. Esposito (Segretario Calabria)

Antonio Sammartino (Segretario Toscana)

Vincenzo Garraffa Renato Bonini Teresio Panero (Segretario Piemonte e Val d'Aosta)

Mary Balzano (Segretario Trentino-Alto Adige)

Vincenzo Mazzotti (Segretario Lucania o Basilicata)

Irene Del Prato (Segretario Lazio)

Francesco Calvano

Ivan Buttignon (commissario Friuli Venezia Giulia)

Domenico Presutti (Segretario Abruzzo e Molise)

Fulvio Fabbricatore Vito De Bari (commissario Puglia)

Giacomo Licata (commissario Sicilia Occidentale)

Pia Piga (ref. Sardegna)

SDN (Struttura Dipartimentale Nazionale)

Coordinatore Generale della Struttura; Mulas

- Dipartimento Economia e Finanza; in corso di nomina

- Dipartimento Politiche Sociali e Seconda Società; Sammartino

- Dipartimento Rete Neoazionista per la Legalità; Garraffa

- Dipartimento Cultura; Esposito

- Dipartimento Democrazia ed Istituzioni; Mulas

- Dipartimento Ambiente; Presutti

Quanto prima renderemo noti anche i nominativi dei componenti dei vari Dipartimenti.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Dipartimento Nazionale Organizzazione
(Gabriele Oliviero)
Roma 6 Settembre 2010

 

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NPA: Una Crescita Costante e Sicura

Il Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione riunitosi a Rimini nei giorni scorsi ha esaminato la situazione organizzativa del Partito anche alla luce dei nuovi impegni e della nuova fase politica che si sta per aprire. Si è preso atto con estrema soddisfazione del processo costante di rafforzamento del Partito e delle sue strutture pur operando ancora in una condizione immeritata di scarsissima visibilità dovuta a tanti fattori, ma soprattutto ad un sistema dei mass media ormai totalmente asservito a logiche esterne rispetto a quelle che dovrebbero ispirare la libera informazione in un Paese libero e democratico, quella libera informazione che in Italia quasi non esiste. La stampa italiana e le televisioni sono asservite totalmente ai poteri forti e sono schiave del più sconsolante conformismo. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il Coordinamento Nazionale NPA ha rilevato un tasso di incremento valutabile intorno al 60% riferito a nuove iscrizioni ed adesioni e all'allargamento altresì della cerchia dei simpatizzanti. Il dibattito interno al Coordinamento ha messo in evidenza la necessità non solo di allargare ancora i confini della comunità politica orange, ma soprattutto di far salire la partecipazione e la qualità dell'impegno politico al suo interno. Sono state quindi adottate molte deliberazioni di carattere organizzativo; dalla riprogrammazione puntuale della presenza del Partito nei vari territori regionali al riassestamento dei Dipartimenti Nazionali, dalle nuove iniziative sul territorio, tra cui l'apertura dei primi circoli zonali e comunali, all'affidamento della supervisione delle iniziative già deliberate nel corso della riunione della Direzione Nazionale dell'11 luglio scorso a Pistoia. Sono state fissate e meglio precisate anche le modalità prioritarie di azione politica sui vari territori locali. Il tema di un migliore utilizzo della comunicazione di Partito,sia quella rivolta all'esterno, sia quella rivolta all'interno di una comunità politica ed umana ancora giovanissima ed in fase continua di assestamento come quella neoazionista, è stato al centro dei lavori. Da Rimini si è usciti con un ventaglio di proposte in questo settore; il rilancio del sito e del forum Orange, la creazione di una Community interna, l'accelerazione del varo del giornale ufficiale del Partito, la creazione degli spazi Facebook regionali oltre ai blog locali. "In conclusione - ha detto il responsabile nazionale del Dipartimento Organizzazione del Partito, Gabriele Oliviero - abbiamo alle spalle un enorme lavoro partito dal nulla cinque anni fa. Ma il lavoro che abbiamo davanti è ancora tanto anche se non abbiamo certamente obiettivi illimitati di crescita organizzativa. Siamo e resteremo pur sempre un piccolo partito di avanguardia,e tale era anche il vecchio PdA,che ha da proporre temi e battaglie grandi, molto grandi. Dobbiamo fare solo in modo che non si crei una distanza troppo grande tra le strutture e la missione politica a cui ci candidiamo e ci candideremo sempre di più. Per fare ciò abbiamo bisogno di formare meglio i quadri che abbiamo e di incrementarli ancora di almeno un altro 50% rispetto alle forze attuali".

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 6 Settembre 2010

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SINTESI DELL'INTERVENTO DI SALUTO DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE, PINO A. QUARTANA AL CONGRESSO NAZIONALE DEL PSI A PERUGIA

C'è una sovrapposizione di crisi diverse che gravano sull'Occidente. Riprendono spazio i seguaci dei profeti dela crisi, quelli di sinistra che si rifanno alle previsioni marxiane sul crollo del capitalismo, quelli di destra che riscoprono la profezia filosofica di Oswald Spengler sul tramonto dell'Occidente.. C'è una crisi ancor più grave che incombe sul'Italia, un Paese quasi fallito dove non c'è più nessuno che sappia parlare alla generalità del Paese, che sappia parlare al cuore del Paese, che sappia proporre un progetto, una nuova missione per l'Italia.

Tanti italiani scoprono il bluff ed il fallimento anche dell'uomo della Provvidenza, del ‘ghe pensi mi'. Ma il dramma vero è che mentre si sgonfia il soufflé del Cavaliere nero l'opposizione resta afasica, senza un progetto per l'Italia e senza un progetto per riprendersi il governo, senza un leader della coalizione e senza una coalizione.

La presente è una crisi epocale e mondiale del capitalismo che richiede strade nuove che non sono quelle della destra ma forse neppure quelle di buona parte della sinistra. Larghe zone della sinistra italiana, tra cui il sindacato, parlano di cose appartenenti ad un mondo che quasi non esiste più. Parlano solo dei problemi degli occupati, e nessuno si interessa delle tragedie della 'seconda società'; parlano solo di detassazione dei redditi da lavoro mentre non si accorgono della necessità di un reddito di cttadinanza per i ‘non garantiti', per gli invisibili, per gli emarginati, per i disperati di cui sempre più spesso leggiamo sui giornali che si sono suicidati lasciando moglie e figli affranti dal dolore ed ancor più disperati economicamente di prima, parlano di aumento di prelievi tributari sugli stipendi alti ma non parlano mai di patrimoniale, di perequazioni patrimoniali, parlano di aumento degli stipendi come quasi come variabile indipendente senza preoccuparsi dell'inflazione che si scaricherà non solo sui lavoratori garantiti ma soprattutto su precari ed emarginati. Lavoro e tasse sempre; patrimonio e redditi mai. Anche il centrosinistra poi ignora del tutto, così come le destre, l'economia mafiosa che è ormai la prima holding economico-finanziaria del Paese. Tutti i partiti del centrosinistra con rarissime eccezioni sono accomunati non dallo schema ‘laburista', ma dallo schema ‘lavorista'. Ma il lavoro, almeno nella sua morfologia tradizionale, è diminuito e già da molti anni Jeremy Rifkin ci avvisa che ce ne sarà sempre di meno nel mondo e in Occidente.

Il mondo a cui si riferisce ancora la sinistra tradizionale non esiste più, il mondo nuovo della nuova sinistra non esiste ancora ma abbiamo il dovere di offrire dei progetti nuovi. Una ricetta emerge sempre di più; il mondo nuovo, quello che salverà anche l'Occidente capitalistico, apparirà solo a condizione di una globale redistribuzione dei redditi, delle opportunità e dei patrimoni.

Per questi e per tanti altri motivi, che non starò qui naturalmente ad approfondire, ho apprezzato diversi passaggi della relazione congressuale del segretario Nencini. Intanto una premessa. In questi ultimi due anni, dal vostro congresso di Montecatini in poi, noi abbiamo collaborato insieme a voi già in diverse occasioni. Ricordo il Comitato per la Democrazia e ricordo la nascita della versione originaria della coalizione SeL, dalla quale noi ci staccammo subito perché ne avevamo colto sin dal primo momento i fattori di debolezza e di ambiguità. Ultimamente ci siamo incontrati a Napoli con Riccardo Nencini in occasione di un convegno sulla nuova sinistra ed oggi ci ritroviamo qui con una nostra folta delegazione cogliendo anche l'occasione per ringraziarvi dell'invito. Ci interessa in particolare il tema del reddito di cittadinanza, il tema della difesa di quello che Nencini definisce il ‘terzo popolo' e che noi neoazionisti definiamo, sin dal nostro atto di fondazione, la seconda società. Inoltre fa parte del nostro dna azionista e liberalsocialista anche il tema dei meriti e dei bisogni che noi decliniamo con priorità sui bisogni, quindi bisogni e meriti. Al di là quindi delle peculiarità dei nostri due partiti e dei motivi che ne rendono differenziate le identità culturali e politiche, credo che già questi temi siano sufficienti nella frammentazione del centrosinistra a giustificare un legame forte con voi.

Va bene quindi la proposta di Nencini di una Convenzione (il termine ha una sua semantica prettamente giacobina e quindi mi piace già per questo fatto), di un controparlamento delle forze politiche riformiste o riformatrici d'Italia.

Devo dire però per onestà verso di voi che c'è invece qualcosa nella relazionie di Riccardo Nencini che desta in noi azionisti delle riserve e perplessità non proprio secondarie. Non voglio nemmeno entrare per il momento nel merito della discussione sullo schema del Patto per l'Italia che dovrebbe sostituire l'Unione e non voglio entrarvi almeno per due motivi dettati non dalla passione politico-ideologica, ma dal crudo realismo politico. Il primo motivo è che non dipenderà certamente da noi azionisti e credo neppure da voi socialisti decidere veramente chi debba essere o sarà il leader della coalizione e quale sarà la sua composizione. Io credo che queste indicazioni spetteranno al solo partito del centrosinistra che ha il reale potere di aggregazione; il PD. Il secondo motivo nasce dalla considerazione che se nei tre anni che ci separano dalle elezioni politiche il pallino decisionale all'interno del PD dovesse tornare nelle mani dei teorici della vocazione maggioritaria del PD, i quali sembrano che non si arrendano ancora ai disastri che hanno combinato, allora, la formula del PATTO PER L'ITALIA, che essa piaccia o non piaccia, perderebbe di significato.

Un'ultima considerazione, che forse è quella a cui teniamo di più come NPA. Io noto che all'interno del piano strategico proposto da Nencini tra Patto per l'Italia, Patti Federativi bilaterali e Convenzioni manchi soprattutto un tassello, quello che per noi è nell'immediato il più importante, quello che invece dipende da noi azionisti e da voi socialisti e da qualche altro; la nascita di un nuovo polo federativo di aggregazione all'interno del centrosinistra. Manca l'anello di congiunzione rappresentato da una Federazione Laico-Progressista che mi sembrava l'idea venuta fuori in quel convegno napoletano organizzato dall'amico Jim Cassano. E' l'anello in grado di garantire una relativa autonomia ed una relativa soggettualità elettorale oltre che politica dei laico-progressisti italiani. Comunque sia, queste sono solo le prime impressioni a caldo. Abbiamo bisogno di capire meglio alcuni passaggi della ricca relazione di Nencini, abbiamo bisogno di formulare degli emendamenti, e senz'altro sarà il caso di farlo in un incontro fra i nostri due partiti, incontro a cui mi dichiaro immediatamente disponibile sin da ora e che può tenersi già prima delle vacanze estive.

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del ‘Nuovo Partito d'Azione'
Perugia 9 luglio 2010

 

 

 

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CONVOCATA LA DIREZIONE NAZIONALE NPA

Il Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana, ha indetto una riunione della Direzione Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione' che si terrà a Pistoia domenica 11 luglio 2010. All'ordine del giorno, l'esame della situazione politica nazionale e delle possibili alleanze, le iniziative politiche dell'NPA fino a settembre-ottobre, l'esame della situazione organizzativa ed amministrativa del Partito, il "Lodo Associazioni"; l'adeguamento statutario ed altre ratifiche nonché varie ed eventuali.".

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 27 giugno 2010

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L'EX SENATORE GARRAFFA ENTRA NELL'NPA

L'ex senatore del PRI nonché ex Vicesegretario Nazionale del 'Movimento Repubblicani Europei', dott. Vincenzo Garraffa ha chiesto ed ottenuto nella giornata di ieri l'iscrizione al 'Nuovo Partito d'Azione'. Entra insieme a lui nel Partito anche un piccolo gruppo di ex militanti repubblicani che probabilmente è destinato ad allargarsi ancora nelle prossime settimane.
Anni fa Vincenzo Garraffa balzò all'onore delle cronache per una vicenda che lo ha fatto assurgere ad icona della lotta alla mafia. In particolare, egli denunciò e fece condannare in primo e secondo grado Marcello Dell'Utri insieme al capo della mafia trapanese Vincenzo Virga. Il 15 maggio 2007 la terza sezione della Corte d'Appello del Tribunale di Milano ha confermato la condanna a due anni di reclusione al senatore del Pdl nonché braccio destro di Berlusconi Marcello Dell'Utri e al boss mafioso Vincenzo Virga.
Entrambi sono stati giudicati colpevoli di tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa.
"La convinta adesione al Partito da parte di una persona stimatissima come Vincenzo Garraffa è una ulteriore conferma - ha dichiarato il Segretario Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione', Pino A. Quartana - della sempre più forte e crescente credibilità che il nostro Partito si sta conquistando, pur nella assoluta penuria di mezzi propagandistici, soprattutto per quel che riguarda i valori di democrazia e legalità nella testimonianza dei quali l'NPA ha ormai davvero ben pochi che possono stargli alla pari. Tale credibilità d'altronde viene confermata quasi quotidianamente da nuove iscrizioni. Quello di Vincenzo Garraffa è un nuovo apporto per noi molto importante e da noi molto apprezzato e che ci rende da oggi molto più forti. Ovviamente il riferimento non è solo a Garraffa ma anche agli altri nuovi militanti che lo hanno seguito nell'NPA. Molto presto chiederemo ai nuovi entrati di assumere dei ruoli di grande responsabilità nelle strutture del Partito".

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 9 giugno 2010

http://www.youtube.com/watch?v=-N97O7BE3xM

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APPELLO AL POPOLO ‘ORANGE'

Cari compagni, care compagne, cari amici, care amiche,

mi rivolgo con la presente a tutti gli iscritti, agli aderenti, ai simpatizzanti attivi ed a quelli ‘vaghi' del Nuovo Partito d'Azione, a tutti coloro che cominciano a seguirci, a tutti coloro che hanno cominciato da poco o da qualche tempo ad interessarsi alle vicende del nuovo azionismo, a voi tutti.

E' la prima volta che lo faccio anche perché è la prima volta che comincio a mettere a fuoco non solo una cerchia ben delimitata di iscritti al Partito, ma un ambiente, una comunità, un piccolo popolo neoazionista.

Intanto ringrazio coloro che del Partito già fanno parte, coloro che già si impegnano per la sua affermazione e poi voglio ringraziare anche chi del Partito non fa ancora parte ma che all'NPA già guarda con concreto interesse, con stima e con simpatia.

In occasione della apertura della campagna tesseramento 2010, mi rivolgo direttamente anche a coloro che si sono registrati alla pagina dei nostri sostenitori su Facebook, che si sono iscritti alla nostra newsletter, che si sono iscritti al nostro forum Orange nonché a tanti altri compagni ed amici che stanno entrando in contatto con noi, sempre più interessati a far parte non solo di questo Partito, ma di questa comunità politica ed umana, di quello che possiamo cominciare a definire come il nuovo popolo ‘orange', il quale, giorno dopo giorno e senza schiamazzi populistici, sta prendendo sempre più forma e sostanza. Voglio comunicare per la prima volta qui con tutti voi, in forma ufficiale e pubblica, ma, al tempo stesso, diretta e personale, come se stessi parlando in privato con ognuno di voi singolarmente, per mettervi al corrente dello stato del nostro Partito e delle intenzioni che abbiamo per il futuro. Questa è una cosa che periodicamente facciamo al nostro interno tra la ristretta cerchia dirigente, ma credo sia arrivato il momento di farvi partecipi tutti dei frutti della nostra riflessione su noi stessi non solo per un bilancio consuntivo della prima parte di questa nostra esperienza, quella che va dalla fondazione dell'NPA e cioè dalla rifondazione dell'azionismo politico fino al momento attuale, ma anche per un bilancio preventivo di una nuova stagione che sta per aprirsi. Credo anche di poter dare per scontata la conoscenza da parte di tutti voi dei temi programmatici specifici dell'NPA, di quelli che potremmo chiamare i nostri cavalli di battaglia, per cui non mi intratterrò su di essi. So già che apprezzate le nostre posizioni per cui non è di queste cose che voglio parlarvi.

Per l'NPA sta per aprirsi una fase nuova, una fase positiva e promettente a giudicare dalla miriade di segnali che ci stanno arrivando quotidianamente negli ultimi mesi. Una stagione l'abbiamo conclusa in modo veramente appagante. Non era facile prevedere un esito positivo ad una esperienza nata nelle condizioni in cui ci trovavamo cinque anni fa. Oggi siamo in una situazione che non avremmo potuto immaginare neppure fino a pochi mesi fa, ma risentiamo ancora delle condizioni impossibili in cui siamo nati; senza alcuna rete politica ed umana precedente, senza un euro, senza niente. Quando si dice che questo è un partito nato dal basso, non si dice ancora tutta la verità e la verità è invece che questo è un Partito nato dal nulla. Mi aspetto ovviamente l'obiezione ben nota in matematica ed in fisica secondo la quale da zero si va sempre a zero e dal nulla non nasce nulla. Ex nihilo nihil fit , dicevano i latini. E' pur vero però che in politica due più due non fa sempre quattro e quindi la creazione ex nihilo ci può anche stare, magari con un po' di autoironia sempre benefica nella vita come in politica.

Abbiamo deciso cinque anni fa di riprendere una grande tradizione politica e culturale che aveva dato vita nella Resistenza a quello che, senza retorica, continua ad essere definito a più di sessant'anni dal suo scioglimento come un leggendario e glorioso Partito, ma per tantissimi italiani, per la stragrande parte dei giovani italiani quel Partito e quel nome erano sconosciuti. Ricordo che prima della fondazione dell'NPA addirittura alcuni autorevoli studiosi ed ammiratori dell'azionismo consideravano l'azionismo come una esperienza storica limitata ad un periodo particolare della storia italiana e senza più alcuna prospettiva politica per il futuro; insomma una cosa da convegni o da celebrazioni del 25 aprile. Proprio in questi giorni c'è stata una effervescenza di convegni sull'esperienza del PdA, ma questa volta, e per la prima volta in più di 60 anni, questo rifiorire di iniziative di studio sul PdA a cura di associazioni, circoli e istituzioni universitarie assume un altro e completamente diverso significato rispetto al passato anche recente. Il clima è di nuovo cambiato e l'azionismo oggi è considerato sempre più come un qualcosa di attuale e vivo che ha da dire la sua qui ed oggi, ma non solo questo; addirittura, dopo i tanti fallimenti della sinistra, cresce di giorno in giorno il numero di coloro che cominciano a vederlo ed a considerarlo come la sola speranza rimasta in piedi per la rinascita della intera sinistra italiana. Mi riesce difficile pensare che questo cambio di sensibilità si sia potuto verificare senza la novità del Nuovo Partito d'Azione, avanguardia di questo revival e suo punto di riferimento principale. Detto senza presunzione ma con tanto orgoglio, questa era la cosa più importante e siamo riusciti a farla, ma non era di certo l'unico nostro obiettivo; creare un Partito letteralmente dal nulla, come abbiamo fatto noi in un momento di estrema frammentazione, ricordo bene le elezioni politiche del 2006 nelle quali erano presenti ben 30 sigle nel campo del centrosinistra molte delle quali oggi sparite dalla circolazione, dargli un posizionamento politico, rilanciare e rinnovare in modo attraente ed originale una grande cultura politica conservandone al tempo stesso lo spirito originale, non erano certo imprese facili. La stessa cosa dicasi per quel che riguarda il farsi strada tra quella selva di sigle e ritagliarsi uno spazio culturale e politico specifico, nuovo e possibilmente originale. Oggi quella selva di sigle non c'è più e noi lavorando alacremente in silenzio, giorno per giorno come fanno le formichine, siamo arrivati al punto di proporci come l'unico nuovo partito nazionale, per quanto ancora molto piccolo, nato negli ultimi anni nel centrosinistra, il solo partito veramente nuovo (non nato cioè da scissioni e ricomposizioni del solito ceto politico) realmente attivo ed effettivamente operante, come testimoniano ogni giorno i contributi che vengono pubblicati sulle pagine dei nostri siti internet. Anche i colori sono nuovi; l'orange è la estrinsecazione cromatica di uno spazio che prima non esisteva nel centrosinistra e nella politica italiana e che adesso invece c'è. Abbiamo già stretto rapporti di collaborazione con almeno la metà dei partiti tradizionali del centrosinistra, stiamo valutando fin da questo momento possibilità di alleanze strategiche per contribuire alle prossime elezioni del 2013, abbiamo preso sempre le posizioni giuste su ogni aspetto della vita politica, abbiamo il programma più avanzato tra tutti e dieci i partiti del centrosinistra, abbiamo un partito dove tutti si sentono a casa propria e dove i vizi dei partiti tradizionali non sono e non saranno mai tollerati, quei vizi che hanno indotto masse enormi di militanti e di elettori del centrosinistra all'abbandono silenzioso del disincanto e dell'astensionismo rassegnato. Insomma di belle cose ne abbiamo già fatte diverse.

Dall'esterno forse quel che abbiamo fatto finora può apparire come poca cosa da un punto di vista assoluto, ma chi è in grado di avere anche un punto di vista relativistico lo capisce subito che abbiamo già fatto tante cose su cui nessuno avrebbe scommesso una cicca e che riescono a pochi. Queste cose le dico non perché io sia afflitto da enfasi autocelebratoria, ma solo perché essendo la prima volta che tento una riflessione sull'NPA destinata alla sua comunità, fatta anche di iscritti e di simpatizzanti che non conosco nemmeno più io di persona, il messaggio vero che voglio far passare all'interno della nostra comunità neoazionista o orange è un altro. Voglio dire a tutti coloro che già fanno parte del Partito o che si stanno avvicinando in questi giorni ad esso o che pensano magari di farlo in un prossimo futuro di avere fiducia in questo Partito perché se la merita davvero, come voi ben sapete, e sempre più se la meriterà; la vostra e quella di tanti altri che aspettano solo di conoscere da vicino un Partito come il nostro. Che vogliono saperne di più su di noi e che vogliono un discorso rivolto direttamente anche a loro, così come sto facendo qui per la prima volta in cinque anni.

Lo so bene che mai come in questo momento la fiducia nei partiti e nei partiti del centrosinistra in particolare, colpiti da una fortissima astensione “amica”, è ai minimi storici e quindi mi rendo ben conto di quanto possa apparire obsoleto un appello ad avere fiducia in noi. Eppure io a nome di tutti coloro che lavorano quotidianamente per l'azionismo e per l'NPA sento il dovere di rivolgermi a voi tutti e a tutti coloro che nemmeno ancora ci conoscono esattamente in questi termini. Non vi chiediamo una fiducia cieca e generica. Io vi chiedo a nome dell'NPA una fiducia convinta e ragionata. I sedicenti guru, i presunti semidei li lasciamo ad altri. I nostri riferimenti sono altri. I nostri modelli sono altri. Ad esempio, Ferruccio Parri che da Presidente del Consiglio scendeva personalmente al negozio dei tabacchi più vicino e comprava i francobolli che gli servivano per il suo alto incarico pagando di tasca sua. Sarebbe bello parlare tra di noi dello stile e dell'etica pubblica degli azionisti, ma magari lo faremo un'altra volta. Quello che voglio dirvi in questo momento è che il Nuovo Partito d'Azione, il nostro Partito, quello che spero diventerà per molti di voi il vostro Partito, è in questo momento ad una svolta definitiva. Sento ogni giorno di più la responsabilità per chi crede in noi e magari vede in noi l'ultima spiaggia per il proprio impegno politico prima di rassegnarsi alla passività e all'astensionismo. Vedo tanto entusiasmo crescente intorno a questo Partito da parte di giovani e di persone che cominciamo a considerarlo come l'ultima speranza per il proprio impegno e per il cambiamento. Mi rendo conto che in base alle dimensioni ancora molto piccole dell'NPA queste parole possano sembrare esagerate, eppure tutti quelli che stanno rivolgendo la propria attenzione e le proprie speranze verso di noi lo fanno animati da quello stato d'animo. Tutto ciò, da un lato, ci entusiasma e ci inorgoglisce, ma, dall'altro, ci indica nuovi e più impegnativi compiti e ci fa sentire più pesanti responsabilità. Aumentano le soddisfazioni ma anche le preoccupazioni di non essere all'altezza delle aspettative. Non siamo nati o rinati per essere l'ennesima delusione ed è per questo che ci preoccupiamo, forse anche più del dovuto, di non poter essere all'altezza del nostro compito, delle vostre aspettative. Vorrei anche che si aprisse un dibattito che coinvolgesse una platea più vasta dal quale poter avere indicazioni su quale debba essere questo ruolo in modo tale da sapere cosa ci si aspetta da noi. Comunque voglio tranquillizzare subito chi ci conosce poco e da poco; non siamo preoccupati di poter deludere coloro che si avvicinano all'NPA per quanto riguarda tutto ciò che è connesso alla qualità dell'impegno. In altre parole; state pur sicuri che rimarremo sempre quelli che siamo anche se dovessimo avere un giorno incarichi elettivi o istituzionali. Non abbiamo dato vita ad un Partito così particolare per essere parte della Casta come tutti gli altri o per svendere ideali e missioni in cambio di prebende. Né si dovrà mai temere per il venir meno della nostra carica radicale e riformatrice, sotto non pochi aspetti anche rivoluzionaria. L'unica vera preoccupazione che si può insinuare in me e negli altri dirigenti del Partito è quella di non aver le spalle, e quando parlo di spalle mi riferisco esclusivamente alla dimensione dell'organizzazione, abbastanza forti per reggere il peso dei nuovi compiti che stiamo per darci o che altri ci proporranno, considerando anche il quadro generale avvilente in cui versa il centrosinistra nel quale si avverte la preponderante necessità non di un nuovo partito che spazzi via tutti gli altri (e che poi magari si paralizza da solo), ma di un partito, anche piccolo, che possa essere l'avanguardia culturale, critica del centrosinistra. Il nostro problema è che anche questo compito, certamente molto più selettivo, non è un compito da poco neanche sotto l'aspetto delle dimensioni organizzative minime per poterselo assumere.

Questo è il problema principale che abbiamo noi ora: vogliamo assumere quel ruolo, prima o poi verrà fuori che dovremo farlo anche in orgogliosa solitudine (per quanto è bene chiarire subito che per noi quel ruolo non significa sparare a zero contro tutti in modo populistico e plebeo, ma sforzarsi sempre di offrire alle altre forze politiche tanto i rilievi critici quanto la collaborazione per fini più grandi), ma anche per quel ruolo specifico serve una soglia critica minimale di forze da poter disporre sullo scacchiere. Per dirla in termini più terra- terra; ci servono più militanti, più quadri dirigenti. Anche sotto l'aspetto organizzativo abbiamo fatto grandi passi in avanti, ma per potersi proporre in quel ruolo, per poter completare il nostro progetto, di forze ne servono ancora altre. Per questo motivo, in occasione dell'apertura del Tesseramento NPA 2010, io rivolgo a questo popolo ‘orange' ancora allo stato nascente un accorato appello all'impegno concreto, fattivo e radicato sul territorio (non confinato solo nella dimensione Internet) nel Nuovo Partito d'Azione. Abbiamo bisogno di un impegno maggiore in termini qualitativi e quantitativi da parte di un numero maggiore di militanti e dirigenti ai vari livelli. Dopo il tesseramento, partirà un Piano che chiameremo Piano Plus e che vuol significare che chiederemo a tutti, dirigenti, iscritti, aderenti, lontani simpatizzanti, di fare tutti un po' di più per l'NPA. Magari non sarà neppure necessario che tutti quelli che ci guardano con stima e simpatia entrino nel Partito, anche se ciò è quanto auspichiamo maggiormente; basta che mettano a disposizione del Partito una o due ore alla settimana e si rendano esplicitamente disponibili a farlo comunicandoci i loro dati e i settori della vita di Partito in cui avrebbero piacere ad operare. Se avessimo questo apporto aggiuntivo non solo da parte di alcune centinaia di simpatizzanti ancora esterni alla vita del Partito, ma anche da parte di molti iscritti passivi potremmo fare in pochissimo tempo quel balzo definitivo che ci occorre.

Se crediamo davvero in quello che diciamo (io e gli altri compagni che dirigono questo Partito ci credono davvero, ne potete star sicuri), allora qui non si tratta più solo del futuro di un piccolo partito dai nobili tratti e dagli ancor più nobili antenati chiamato NPA. Qui si tratta della sinistra, del centrosinistra, si tratta del cambiamento, si tratta, in definitiva, delle sorti dell'Italia. E si tratta del futuro dei nostri figli. Se ritenete sia il caso di rispondere positivamente a questo appello, sappiate pure che quando abbiamo deciso di imbarcarci in questa stupenda e difficilissima sfida lo abbiamo fatto pensando alla nostra sincera passione nel voler contribuire a cambiare in meglio non solo la nostra vita o quella di chi ci sta vicino, ma anche quella degli ‘altri'. La politica azionista non può che essere continuamente alimentata anche dalla dimensione morale e da quella culturale. La dimensione morale è quella della responsabilità verso i nostri figli ma anche verso quelli degli ‘altri', la dimensione culturale ci spinge a progettare i contorni di una società migliore di quella nella quale ci hanno costretti a vivere. Non è una politica, quella azionista, per politicanti, non è una politica per tempi facili. E' una politica fatta di resistenza, lotta, passioni, ansie progettuali di cambiamento su scala vasta, non è una politica per un ceto politico parassitario piccolo borghese che vuole escludere altri dai privilegi di casta, ma è una politica inclusiva per un grande cambiamento, una politica che ha bisogno di tanti apporti, a cominciare, cari compagni ed amici che già guardate a noi con simpatia, dal vostro.

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del ‘Nuovo Partito d'Azione'
Roma 26 maggio 2010

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SI CONDANNANO I GIORNALISTI E NON I DELINQUENTI
Ritengo gravissime le modifiche apportate al ddl sulle intercettazioni che prevedono pene pecuniarie e carcerarie per chi diffonde i contenuti delle intercettazioni telefoniche.

Questo ennesimo provvedimento è un colpo mortale alla liberta' di stampa ed una mano tesa ai delinquenti di cui i promotori dovrebbero provare vergogna.

Ovviamente questo stato dell'animo credo sia sconosciuto a certi individui che pur di occultare ed insabbiare le malefatte delle “cricche” non esitano a buttare nel fango la dignità di un paese intero.

Alla luce di tutto ciò mi aspetto una forte reazione popolare e di tutte le forze di opposizione politiche e della società civile, affinchè venga ripristinato lo Stato di Diritto vilipeso e calpestato da questo ennesimo e spregevole atto di forza da parte di un governo che dimostra di avere a cuore solo la salvaguardia degli interessi “sporchi” di pochi e che non trova il tempo per pensare ai problemi veri del Paese.

Gabriele Oliviero
Membro del Coordinamento Nazionale N.P.A.

 

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LA GRATITUDINE DEI BERLUSCONES PLAUDENTI: MENOMALE CHE BEPPE C'E'
(dal blog di Pino A. Quartana )

Le elezioni regionali di marzo hanno offerto una (amara) sorpresa: il Cavaliere ha trovato un nuovo ed insperato puntello al suo disegno eversivo e piduista, ultrafascista ed ultrareazionario di far fare all'Italia un salto all'indietro di decenni, se non di secoli (danno proprio questa impressione le genuflessioni servili verso le gerarchie ecclesiastiche di Santa Romana Chiesa degli ultimi giorni); il movimento di Beppe Grillo. Al di là delle chiacchiere che si leggono in questi giorni sui vari forum di discussione da parte dei fans del tribuno genovese, è evidente che questo movimento ha pescato in abbondanza dal voto del centrosinistra. Io credo che un buon 70% di questi voti venga da frange dell'elettorato del PD e dell'IDV o di altri partiti di sinistra, un 20% da elettori che erano diventati astensionisti e forse un 10% da elettori di centrodestra o dell'astensionismo di centrodestra. I fatti parlano chiaro; senza questa lista oggi il Piemonte sarebbe stato di centrosinistra e se il Piemonte fosse stato conquistato dal centrosinistra oggi staremmo tutti a commentare un film ben diverso, che avrebbe incoraggiato il tentativo di risalita dell'opposizione e le avrebbe dato linfa morale per giocarsi con molte più chanches le elezioni del 2013. Grazie invece ai fans del Grillo le cose sono andate purtroppo nella maniera che sappiamo. Le liste di Grillo non spuntano fuori in un Paese normale dove destra e sinistra si alternano legittimamente e pacificamente per governare; purtroppo da noi la posta in palio è già da tempo quella massima, la posta che parla di diritti fondamentali del cittadino e di conquiste sociali e democratiche da tutelare, seppur sviliti e traditi anche da parte di chi avrebbe dovuto difenderli (anche da parte dei partiti tradizionali del centrosinistra). Qui è già in atto una lotta tra democrazia e progresso, da un lato, (seppure rappresentati da autori non all'altezza della situazione, così come i nuovi azionisti ripetono da cinque anni) e revanchismo reazionario clerico-fascista (con contorni confindustriali, massonici ecc.), dall'altro. E' una lotta politica allo stato puro, quella che il giurista e filosofo politico tedesco Carl Schmitt avrebbe senz'altro definito come un luogo tipico per verificare l'esattezza della sua teoria basata sulla coppia primordiale ‘amico-nemico' (Freund/Feind) e che si alimenta da parte del blocco reazionario clerico-fascista di Berlusconi di un continua opera eversiva di abbattimento delle regole costituzionali del gioco in direzione di un non meno continuo “stato di eccezione” (Ausnahmezustand ) . Un archetipo che corrobora la credenza secondo cui la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi. In questo scenario drammatico che tenderà sempre più al tragico (per quanto nel nostro Paese il dramma non è mai disgiunto dalla farsa e dalla commedia all'italiana), in questo scenario già complicatissimo per il centrosinistra e per il suo compito, che si profila sempre più nettamente come una missione di nuova resistenza nell'emergenza democratica, è piovuta dal cielo, diciamo così, improvvisa ed improvvida la meteora del movimento dei grillini che in pochi giorni ha già lasciato molte macerie nel campo del centrosinistra (non solo il Piemonte, ma anche l'aggressione sconsiderata a De Magistris ed al movimento viola) e che molte altre promette di lasciarne per il gran godimento del centrodestra che attraverso i suoi giornali ed i suoi forum già ringrazia Grillo dei regali e lo esorta ad andare avanti. Qualcuno può pensare che lo scivolone piemontese sia stato giustificato dalle posizioni dei no-Tav, qualcun altro può legittimamente pensare che il movimento di Grillo è fisiologico dal momento che esiste nel centrosinistra una legittima e fondatissima insoddisfazione verso il PD. Tutto vero, se si trattasse solo di questo. Ma purtroppo credo che qui le cose stiano in un modo più complicato. L'isterica reazione del comico contro De Magistris, che aveva proposto una cosa ovvia e cioè l'unione di tutti i movimenti e partiti in funzione antiberlusconiana, dà da pensare su quali siano i reali e reconditi fini del signor Grillo. E dà da pensare molto male, a parer mio; su questo è bene essere chiari. Né servono le sue cortine fumogene da quattro soldi come le seguenti; destra e sinistra sono superate, il movimento non è di sinistra e non è nemmeno antiberlusconiano ma è per qualcosa. Si odono qui echi lontani di ben altri discorsi, fatti in ben altri contesti ed ambienti (accademici, giornalistici, culturali) che non credo il signor Grillo abbia mai frequentato. Si tratta di una retorica ambigua come le chiacchiere su destra e sinistra (qualcuno, sempre sui forum di questi ultimi giorni, ha detto che esse ricalcano esattamente le parole d'ordine del movimento fascista Casapound), di provocazioni qualunquiste e volgari come l'autistica coazione a ripetere i suoi Vaffa all'universo mondo, i suoi distinguo assolutamente non credibili su chi dirige effettivamente questo movimento (dice che ognuno conta per uno, ma poi in pratica lui conta e decide per tutti). A chi gli fa notare che non va bene che un movimento che si proclama favorevole alla democrazia diretta sia poi diretto e gestito nei modi di un sultanato tirannico (più o meno come il Berlusconi dirige il Pdl) allora il comico replica (furbamente come il suo opposto ed uguale omologo di Arcore al quale un Grillo fa così comodo) che nel suo movimento non si devono formare organi come una Segreteria o una Direzione Nazionale perché queste sono robe dei partiti, sono robe di cadaveri, che i partiti sono 'sputtanati' e sono morti e via dicendo con anatemi del genere, denotanti in ogni caso una incultura agghiacciante. Intendiamoci; quando il Grillo parla delle debolezze del PD dice cose che hanno una fondatissima base di verità, ma non è il solo a farlo e c'è tanta gente che lo fa prima di lui e indipendentemente da lui. Non basta denunciare il vizio degli altri per avere ragione e per ergersi a santone. L'unico effetto politico reale e concreto che il movimento di Grillo (non lo chiamo a 5 stelle perché mi dà l'idea di un albergo) produrrà sarà quello di annullare le fatiche che in tanti (partiti, movimenti ecc. ecc.) dovremo sobbarcarci in vista del 2013 o quello di dare il colpo di grazia a queste fatiche, come è appena successo in Piemonte. La prima cosa da far capire a tanti giovani in buona fede che vogliono liberarsi di questa Italia marcia e che vogliono liberarsi perciò anche dal pericolo rappresentato da Berlusconi (voglio sperare che nel movimento di Grillo ce ne siano tanti di giovani così; non credo che siano tutti fanatizzati) è che se è vero che non abbiamo bisogno di politici che hanno favorito in tutti i modi l'ascesa e la scalata o la sopravvivenza politica ed economica di Berlusconi, è altrettanto vero che la lotta deve essere quanto più unitaria possibile e che per liberarsi dall'uomo di Arcore l'Italia migliore non ha assolutamente bisogno né di un nuovo Giannini, né di un nuovo Poujade, né di un nuovo Coluche. Mai niente di buono per le vere forze di progresso è venuto dall'avere per compagni di viaggio gente così (ovviamente i tre casi sono diversi; Giannini e Poujade furono decisamente uomini di destra, di una certa destra, l'attore comico Coluche, che è quello a cui Grillo assomiglia di più, fu descritto dalla vedova Veronique come “uomo né di destra né di sinistra”, ma il suo tentativo di candidarsi alle presidenziali del 1981 fu visto come una minaccia da parte della sola sinistra). Sempre che vogliano essere dei compagni di viaggio.

Nel caso del comico genovese mi sembra che non sia neppure questo il caso; egli vaneggia di un futuro in cui tutti i partiti (leggasi; i partiti del centrosinistra) saranno spariti sotto le cariche dei suoi boys, in cui lui ed i suoi boys saranno i portatori di una rivoluzione dai tratti addirittura messianici. Nell'unico punto in cui la nuova narrazione grillina sembra aperta alla razionalità dialogante con gli altri partiti (tra parentesi; il signor Grillo asserisce che fare alleanze con i partiti fa parte di una vecchia politica, che non è più la politica che si deve fare. La dice seriamente quest'altra ca####a o fa solo finta?) entra in ballo il ‘Programma', che nella narrazione dei ‘grillini' assume tratti mitici, palingenetici. L'enfasi che mettono su questo aspetto è tale per cui vogliono dare ad intendere che col ‘Programma a 5 Stelle' avremo un mondo nuovo, altro che le quisquilie di liberarsi di Berlusconi… Avremo una società nuova e, forse, visto che ci siamo anche una nuova umanità, una rivoluzione culturale e chi più ne ha più ne metta; una rivoluzione globale e totale, qualcosa di epocale. Un altro genovese ci regalerà, come il suo predecessore di cinque secoli fa, un mondo nuovo. E naturalmente, sempre secondo la narrazione che si diparte sul web, forum dopo forum, blog dopo blog, tutti i partiti dovranno appoggiare il suo programma e possibilmente sciogliersi nel suo Movimento.

Ho deciso di colmare una mia lacuna culturale e sono andato di corsa a studiarmi il Programma.Cosa contiene di così epocale e rivoluzionario questo programma? Quali idee geniali delle quali mai avremmo potuto avere il dono se non fosse venuto tra di noi il signor Grillo, che conoscevamo prima come simpatico comico e che si è tramutato adesso in un irascibile ed arrogante santone-capopolo impegnato in politica? Ahimé, vi ho trovato poco o niente; ho trovato solo il segno di una sproporzione incredibile tra ciò che si è e ciò che si dice di essere.Si tratta di un programma di moderato riformismo, dai tratti spesso anche banali e scontati. Forse anche la definizione di moderato riformismo appare esagerata o troppo generosa; sarebbe più esatto definirlo come un programma di modernizzazione tecnologica. Potrebbe essere tranquillamente il programma di un rinnovato Partito Liberale all'europea o di un partito ecologista poco ideologizzato. Un programma che non ha per nulla bisogno di attendere il giorno dell'Avvento grillinico al Potere per vedere la sua realizzazione e che contiene diversi punti che stanno già per essere attuati da altri partiti del centrosinistra. Ad esempio, come fa giustamente notare un forumista su “Il Fatto Quotidiano” : “ Grillo chiede il wifi libero, giusto? Ebbene questa è un progetto che sta mettendo in atto l'attuale presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, del PD. Grillo è contrario al nucleare e alla privatizzazione dell'acqua e vuole che si dia impulso alle energie alternative, giusto? Ebbene questo è ciò che sta facendo Vendola in Puglia”.

La gran parte del programma di Grillo parla di internet, di wi-fi, di energie rinnovabili e di trasporti non inquinanti. A parte il fatto che queste cose le dicono e le auspicano anche altri partiti (i Verdi per esempio), per attuare alcuni o molti di questi punti non occorre né una rivoluzione né un Messia; basta, a seconda dei casi, un buon amministratore delegato dell'Enel oppure un ottimo Assessore alla Viabilità ed ai Trasporti. Si può pensare di far nascere un movimento politico e di boicottare il centrosinistra, che cerca di strappare il governo dalle grinfie di un fascista-piduista, solo per il wi-fi gratuito, che milioni e milioni di italiani e di pensionati che fanno la fame con 400 euro al mese neanche sanno cosa sia? E di spacciarlo addirittura come un evento politico messianico?

Ma che stupidaggine è questa? Mancano in questo programma messianico non dico i grandi temi rivoluzionari, come potevano essere i temi del ‘68 o del ‘77, ma i temi minimamente normali dell'agenda politica; sicurezza, immigrazione, lotta alle mafie, distribuzione del reddito e dei patrimoni, equilibri democratici, laicità, Welfare e via dicendo. Cioè quasi tutto. E che dire poi dell'abolizione del valore legale del titolo di studio, un tema da sempre caro alle destre, ai liberali ed alla Confindustria? L'abolizione delle Province? E' una cosa che ormai vogliono diversi partiti. I punti relativi alla moralizzazione della politica sono ormai entrati nella coscienza comune e su di essi il movimento di Grillo non ha nessuna primogenitura. Siccome mi pare poco elegante parlare di cosa propone il Nuovo Partito d'Azione a tal proposito, mi limito a ricordare le campagne antipartitocratiche dei compagni del Partito Radicale. Pur non essendoci niente di particolarmente nuovo o di originale nè tantomeno di rivoluzionario nel programma grillino, mi si potrebbe obiettare però il fatto che, a volte, la forza di un programma è nella sua armonia di insieme. Ma qui manca pure quella. Si vede bene che ci sono cose prese da un po' tutte le parti; il programma ‘grillino' non comunica alcuna organica e coerente visione di insieme della società. E' un insieme di items molto sminuzzati e tecnicistici (per capire la portata della prima parte della sezione programmatica dedicata all'energia basterebbe essere un bravo tecnico delle caldaie a gas più che un santone o un leader politico), con piccolissime proposte anche un po' reazionarie come ad esempio l'introduzione di una forte tassazione per l'ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo). Oppure basterebbe un buon amministratore di condominio per soddisfare l'ansia messianica prodotta dal bisogno, evidentemente ultraradicale, di istituire “spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette”. C ' è poi un blocco di punti programmatici del tutto ingenui come l'adozione, pensate un po', di “criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari”. C'è il blocco delle proposte vaghissime; investimenti nella ricerca universitaria (ok, ma i soldi dove si prendono?). C'è il blocco delle proposte superate già dalle offerte commerciali dei gestori di utenze pubbliche: eliminazione del canone telefonico per l'allacciamento alla rete fissa del telefono. L'unica cosa su cui concordo con Grillo ed con i suoi giovani fans è che si tratta di un programma né di destra né di sinistra. E non ideologico: questo glielo concedo ma solo nel senso che non è ‘avanti' rispetto alle ideologie; è solo abbondantemente sotto le ideologie. E solo nel senso che non sarebbe preso in considerazione per la sua inconsistenza politica né dalla destra né dalla sinistra. Questo Programma è poco più del nulla e questo poco è ottenuto con una del tutto spropositata enfasi sulle nuove tecnologie dell'energia, dell'informazione e della comunicazione internet; è spalmato su tanti piccolissimi obiettivi, del resto ampiamente condivisibili da tutti; è integrato da cosette prese un po' di qua e un po' di là. Sui pochissimi punti minimamente densi di valenza politica c'erano e ci sono già altri prima di Grillo (alcune cose le ha prese dai movimenti dei consumatori, tante altre dai verdi, qualcosa da Di Pietro e da altri antiberlusconiani intransigenti, così via). Del programma del Nuovo Partito d'Azione sempre per eleganza non parlo. Quindi dal punto di vista culturale e programmatico si può tranquillamente dire che si tratta di un movimento del tutto inconsistente ed inutile. Dal punto di vista più strettamente politico (o se si preferisce, strategico), se il buongiorno si vede dal mattino (elezione di Cota in Piemonte, divisione anche del cuore duro dell'antiberlusconismo), si è in presenza di un movimento dannoso per tutti coloro che vogliono liberarsi di Berlusconi e vivere quindi in un'Italia almeno un po' più decente. L'unica funzione rilevante del Grillo movement , può essere, lo ripeto volentieri, solo quella che già stiamo vedendo all'opera; una funzione distruttiva per il centrosinistra. Ma finanche su questo aspetto Grillo ha poco da esaltarsi. Per stroncare il centrosinistra basta molto meno (purtroppo) del danno che il signor Grillo potrebbe arrecargli; basta che qualcuno faccia venir meno 24.000 voti. Al contrario, per essere decisivi in senso positivo, basterebbe che qualcuno ce li aggiungesse (la storia delle elezioni del 2006 insegna).

P.S. – L'attacco di Grillo a De Magistris ed al movimento viola ha un precedente molto significativo di cui stranamente nessuno finora ha parlato. E' un precedente molto illuminante circa il modo di far politica del signor Grillo che consiste nello sparare addosso a tutti qualunquisticamente e demagogicamente e soprattutto nello stroncare proprio coloro che gli sono più vicini o si affidano a lui con speranza di collaborare e di lavorare uniti per un obiettivo. Il precedente è del 2006-2007, allorquando Elio Veltri, Pancho Pardi ed il sottoscritto cercammo di dar vita alla formazione di una Lista Civica Nazionale, tentativo che fu preceduto dalla sottoscrizione di un Manifesto per la Riforma della Politica che fu sottoscritto oltre che da noi tre promotori, anche da Marco Travaglio, da Dario Fo, da Franca Rame, da Antonio Tabucchi, da Lidia Ravera, da Oliviero Beha, da Gianni Barbacetto e da altri. Lo firmò anche Beppe Grillo. Io, in rappresentanza del 'Nuovo Partito d'Azione', ne uscii però ben presto perché non ero d'accordo con Elio Veltri (col quale comunque sono rimasto e sono tuttora in ottimi rapporti) sia sul fatto di inglobare certi personaggi delle liste civiche romane, sia sul fatto di dipendere troppo dalle fisime di attori, cantanti e nomi noti dello spettacolo, a cominciare proprio da Beppe Grillo. Il tentativo, come è noto, fu sconfessato a sorpresa e ‘a tradimento' proprio da Beppe Grillo e quindi fallì. Fu un gran peccato, ma su Grillo e sulla sua funzione distruttiva per le aggregazioni in quella vasta area radicalmente antiberlusconiana e legalitaria del centrosinistra avevo visto giusto già da allora. De Magistris può chiedere informazioni al suo collega di partito Pardi. Quindi il fattaccio subito da De Magistris e dai ‘viola' aveva già dei precedenti e, a parer mio, non potrà fare a meno di ripetersi.

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LA NUOVA E GRANDE VARIABILE ASTENSIONISTA
Roma 30 marzo 2010

Il recupero in extremis della destra e l'occasione sfumata dal centrosinistra sono poca cosa dinanzi al vero dato nuovo ed anche inquietante di queste elezioni regionali; il record dell'astensionismo che tocca ormai quasi 4 elettori su dieci; è come se si stesse materializzando un partito del non-voto pari quasi al 40% del corpo elettorale.

E' come se si fosse formato un immenso iceberg che ha congelato l'espressione del voto. Se questo iceberg si sciogliesse potrebbe sommergere tutto e sconvolgere la mappa politica italiana, aspettativa auspicabile dal momento che peggio di così è difficile immaginare come possano andare le cose. Sull'astensionismo va fatta più di una riflessione. Innanzitutto, colpisce il disinteresse ostentato della classe politica italiana, anche di quella del centrosinistra, verso questo fenomeno e verso i cittadini italiani che decidono di non votare. Un altro dato interessante è costituito dalla consolatoria e facile autosuggestione che circolava fino all'altro ieri nel centrosinistra, quella secondo la quale a queste elezioni regionali l'astensionismo avrebbe colpito solo la destra determinando già di per sé una vittoria storica del centrosinistra. Chi mi legge è ovviamente libero di credermi oppure no, ma devo dire che non credevo a questa teoria o almeno non in toto . Era vero che ci sarebbe stato un astensionismo anche corposo nella destra, ma, nello stesso tempo, ero convinto che il grosso degli astensionisti sarebbe stato destinato a restare un problema del centrosinistra. L'unica lista che ha, ma solo molto marginalmente, recuperato voti dalla grande regione polare dell'astensionismo è stata quella del movimento di Grillo, che si attesta a livello nazionale sull'1,8% (stessa percentuale delle sue precedenti prove elettorali), con un boom in Emilia Romagna e con un buon risultato in Piemonte che sarebbe stato molto meglio non ci fosse stato perché ha provocato la sconfitta per una manciata di voti della candidata del centrosinistra Bresso. Per il resto, i voti alle liste di Grillo sembrano essere venuti dall'IDV e dal PD. Neanche il movimento dei grillini incide minimamente sulla grande regione polare dell'astensionismo, regione enorme e ricca di risorse elettorali per il centrosinistra, risorse purtroppo congelate ed inutilizzabili.

Questo è il vero e grande problema che si pone d'ora in innanzi alla coalizione di centrosinistra; altro che inseguire Casini. Se il centrosinistra riuscisse a scongelare anche solo un milione di quei 14.600.000 voti stipati nel freezer astensionista si potrebbe pensare già fin d'ora con ottimismo alla grande prova del 2013.

Insomma invece della solita supponente autoreferenzialità da professionisti della politica, ci vorrebbero verso gli astensionisti rispetto ed attenzione massimi. Finora anche da parte dei nove partiti tradizionali, io li chiamo "consacrati", del centrosinistra non c'è stato né l'uno, né altra. Voglio solo ricordare, molto umilmente e molto sommessamente, a chi ci segue ed agli altri partiti del nostro schieramento che l'unico partito che nel suo programma si è fatto sempre portatore del rispetto e della dignità del non voto è stato ed è il Nuovo Partito d'Azione coerentemente ai suoi postulati della "rivoluzione democratica".

Cosa può dire a questo punto un partito come il nostro, l'unico nuovo partito del centrosinistra formatosi negli ultimi anni, per quanto ancora troppo debole dal punto di vista organizzativo, agli altri partiti, ai partiti consacrati, del centrosinistra? Possiamo ripetere quanto già scrissi poco tempo fa in occasione della manifestazione di Piazza del Popolo. Noi dell'NPA dobbiamo dire ai partiti tradizionali del centrosinistra che devono finirla di chiudersi nella totale autoreferenzialità, che debbono, da un lato, rafforzare l'unità del centrosinistra senza farsi tentare dal ritorno alla vocazione maggioritaria del PD (vocazione maggioritaria che se si fosse prolungata fino a queste elezioni regionali avrebbe determinato non un pareggio o una delusione per la mancata occasione ma una nuova catastrofe), ma che devono anche 'allargare il giro' perché ancora una volta le elezioni hanno dimostrato che nei sistemi bipolaristici si vince e si perde per una manciata di voti; 24.000 come alle politiche del 2006, 10.000 come in Piemonte per non dire di quando si votava con la legge a collegio uninominale dove si vinceva o si perdeva in certi collegi per 20 voti. Nessuno di noi neoazionisti è così superficiale dal dire:" via tutti ed arrivino partiti e simboli nuovi", ma bisogna che i partiti tradizionali capiscano davvero che senza l'aggiunta di forze nuove e fresche, le sconfitte amare come quella della Bresso saranno la regola senza dire poi della necessità estrema di sciogliere a proprio favore l'immenso iceberg dell'astensionismo. Su di esso intanto va fatto uno studio profondo non solo di tipo quantitativo (per studiare i flussi in entrata e in uscita), ma di tipo motivazionale. Bisogna insomma capire le ragioni vere dell'astensionismo, un fenomeno complesso e molto segmentato al suo interno.

E poi, molto realisticamente, i partiti della coalizione di centrosinistra dovrebbero porsi la seguente domanda? Abbiamo noi la capacità da soli di recuperare non 14,6 milioni di voti non espressi, ma almeno 1 milione di essi? A questa domanda bisognerebbe che si diano una risposta sincera. A mio parere non ne sarebbero più capaci. Non ne sono più capaci, altrimenti dal 2006 ad oggi l'avrebbero già fatto ed oggi non avremmo la situazione quasi disperata che abbiamo in Italia. Se non sono riusciti a farlo neppure in una situazione di emergenza sociale e democratica così brutta come quella attuale del 2010 non credo ne saranno capaci neanche nel 2013. Quindi si pone per il centrosinistra un drammatico ed urgente bisogno di allargamento dei suoi consociati in direzione di soggetti nuovi ed emergenti, già nati o che potranno nascere. Inutile a questo punto farsi soverchie illusioni anche sulla capacità di strappare voti al centrodestra o voti moderati alla destra che in realtà o non esistono oppure sono stabilmente blindati oppure ancora possono rifugiarsi nell'astensionismo di destra ma senza alcun beneficio per il centrosinistra. La partita nuova, la partita vincente si sposta dal fronte moderato al fronte astensionista. Chi vince la partita con l'astensionismo avrà il governo del Paese nel 2013. Se tutta questa analisi è corretta, manca solo l'anello finale di questo ragionamento che è ciò a cui mi riferivo poco sopra. La domanda delle domande è; ma chi oggi nel centrosinistra è davvero attrezzato e credibile per farsi votare da chi ha deciso di divorziare più o meno stabilmente dalle urne elettorali?

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale NPA

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NASCE IL COORDINAMENTO NUOVA SINISTRA


Alleanza Lib-Lab e le associazioni, partiti e movimenti che hanno promosso il Convegno "UNA SINISTRA NUOVA OLTRE GLI ANTICHI RECINTI",

- confermano l´intenzione di contribuire a far emergere in Italia una sinistra moderna, laica e riformista, ispirata ai principi di libertà, democrazia, equità e sostenibilità ambientale, sinora assente dal nostro panorama politico.

- Prendono atto della mancata partecipazione dei rappresentanti di SEL all´odierno dibattito al quale erano stati invitati, ritenendo che questa assenza non può esser considerata come priva di significato.

- Stabiliscono di costituire un "Coordinamento Nazionale per la nuova Sinistra", aperto a chiunque condivida queste posizioni, e rivolto a concretizzare le idee che sono state il tema del convegno;

- Confermano la volontà di sviluppare un rapporto di collaborazione dialettica col PSI e con le altre forze di sinistra ed ambientaliste disponibili ad un confronto politico e programmatico per la costituzione
di un soggetto politico in grado di interloquire con il PD e con le altre forze di centro-sinistra in vista di una credibile alternativa alle destre.

- Annunciano sin d´ora un ulteriore appuntamento politico da svolgersi all´indomani delle elezioni regionali.


Napoli, 26 febbraio 2010


Gim Cassano, Giuseppe Vetrano, Maurizio Giancola, Pierpaolo Caserta, Felice Besostri, Francesco Somaini, Mimmo Di Giacomo, Claudio Pellecchia, Anna Falcone,Tommaso Lucia, Filippo Caria, Vincenzo Esposito, Franco De Magistris, Nino Cavaliere, Leopoldo Caccese, Franco Cassano

Firmatari del documento per il Nuovo Partito d'Azione:
Pino A. Quartana
Vittorio E. Esposito
Giancarlo Nobile

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PER UNA SINISTRA NUOVA OLTRE GLI ANTICHI RECINTI

Video dell'evento

alleanza lib-lab, in collaborazione con: Azionismo Repubblicano, Circolo La Riforma – Milano, Circolo Rosselli – Milano, Democrazia Socialista, Nuovo Partito d'Azione, Quaderni Socialisti.

presenta:

una sinistra nuova, oltre gli antichi recinti”
Napoli, Sala Comunale Santa Chiara, Piazza Gesù Nuovo (adiacente chiesa Santa Chiara),
26 febbraio 2010, ore 10,00-18,00

L'iniziativa intende contribuire a far emergere in Italia una sinistra moderna, laica e riformista, ispirata ai principii di libertà, democrazia, equità, e sostenibilità ambientale, sinora assente dal nostro panorama politico.

Gli insuccessi sinora registrati, oltre a richiedere la doverosa valutazione degli errori e dei limiti dei percorsi sinora seguiti, inducono a concepire questo obiettivo come lo sbocco di un processo, difficile ma necessario, che coinvolga tutte le espressioni del riformismo progressista italiano in un confronto politico e culturale ed in sperimentazioni non condizionate dagli attuali assetti organizzativi, e che non considerino questi ultimi come immodificabili.

presidenza: Daniela Brancati
la Presidenza potrà stabilire la durata degli interventi, in base alle esigenze della discussione.

programma dei lavori:
10,00- relazioni introduttive:
Gim Cassano
, presidente di Alleanza Lib-Lab;
Geppino Vetrano, Alleanza Lib-Lab;

segue la discussione, con interventi di:
Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi;
Claudio Fava, coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà;
Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano;

17,30- conclusioni.

nel corso del dibattito interverranno per i gruppi promotori:

Felice Carlo Besostri, Circolo “La Riforma” - Gruppo di Volpedo;

Filippo Caria, Democrazia Socialista;

Vincenzo Garraffa, Azionismo Repubblicano;

Pino A. Quartana, Nuovo Partito d'Azione;

Beatrice Rangoni Machiavelli, Alleanza Lib-Lab, presidente d'onore;

Giuseppe Sarno, Quaderni Socialisti;

Francesco Somaini, Circolo Rosselli - Gruppo di Volpedo;

partecipano:

Amici di Le Nuove Ragioni del Socialismo-Napoli, Gruppo di Volpedo, Istituto Fernando Santi-Napoli, Libertà e Responsabilità-Piacenza, Sinistra e Futuro, Unione Civica Riformatori di Vercelli-Biella,Tommaso Casillo, Paolo Cento, Cinzia Dato, Elettra Deiana, Guido De Martino, Marco Di Lello, Antonello Falomi, Grazia Francescato, Marco Fumagalli, Nicola Imbriaco, Pia Locatelli, Gianni Mattioli, Gianantonio Mazzocchin, Michele Ragosta, Luca Robotti, Dario Allamano, Carlo Annoni, Salvatore Arnese, Luciano Belli Paci, Bruno Brillante, Andrea Cabassi, Gianluca Capra, Franco Cassese, Luca Cefisi, Maria Rosaria Chirico, Salvatore Cianciulli, Nicola Cicchetti, Antonio Cimmino, Vincenzo Clarizia, Maria Rosaria Cuocolo, Roberto De Carli, Giuseppe De Cristofaro, Nicola Del Corno, Donatella De Gaetano, Franco De Magistris, Domenico Di Giacomo, Vincenzo Esposito, Vittorio Esposito, Anna Falcone, Maurizio Giancola, Gennaro Imbriano, Tommaso Lucia, Antonio Matasso, Carmelo Nucera, Philip Moschetti, Pietro Muraglia, Giovanni Oranges, Erasmo Palazzotto, Sabrina Palladino, Carlo Patrignani, Claudio Pellecchia, Carlo Piroso, Salvatore Prisco, Silvana Prosperi, Nicola Puorro, Gerardo Ragone, Edmondo Rho, Enrico Ricciuto, Mario Saccone, Anna Siracusano, Giovanni Scirocco, Francesco Sobberi, Sergio Tremolada, Maria Grazia Valentino, Francesco Velo.

comunicazione:
Massimiliano Amato, cell: 338-3257306 - e-mail: massimiliano.amato@email.it
Nicola Del Duce, cell: 329-6283960- e-mail: ndelduce@gmail.com

segreteria del convegno:
Pier Paolo Caserta,cell: 328-0226074 - e-mail: casertapierpaolo@gmail.com

Si prega chi intenda prender parte o aderire all'iniziativa di darne comunicazione alla Segreteria.

Comunicato sottoscritto a Roma, il 20 dicembre 2009, in occasione dell'Assemblea Nazionale di SEL, da Alleanza Lib-Lab e dai soggetti promotori di questa iniziativa.

I sottoscritti, socialisti, laici, liberali di sinistra, considerano oggi, in occasione dell'Assemblea Costituente di Sinistra, Ecologia, e Libertà, come sia necessario superare gli errori e le incomprensioni che hanno portato alla trasformazione dell'intuizione originaria di Sinistra e Libertà in un processo politico che, non vedendo la le partecipazione di tutte le espressioni culturali e politiche del riformismo progressista italiano, risulta più ristretto e meno innovativo.

Consideriamo che le condizioni della democrazia italiana, lo stato comatoso dell'economia, il decadimento morale e culturale, l'oscurità e la confusione delle prospettive di uscita dalla crisi rendono sempre più evidente la necessità di costruire un soggetto politico nuovo nei comportamenti e nelle forme di organizzazione e di partecipazione, fortemente caratterizzato sul piano dell'equità, della democrazia, della laicità, che per noi rappresentano la naturale premessa di un progetto di rinascita della sinistra. Questo progetto non può prescindere dall'apporto del patrimonio di idee e di culture del socialismo italiano, del liberalsocialismo, del liberalismo di sinistra, dell'azionismo.

Questo soggetto politico deve rappresentare il superamento della anomalia di una sinistra italiana storicamente divisa in termini ideologici.

Deve contribuire ad aggiornarne la strategia di risposta alla grave emergenza della vita democratica del Paese ed a una gravissima condizione economica e sociale, che in Italia ha radici preesistenti agli scompensi indotti da un liberismo senza regole, e che questi hanno ulteriormente aggravato. Deve essere il riferimento politico e l'autore di un progetto e di un programma diretto a riaprire speranza e fiducia in una qualità dello sviluppo attenta ai diritti di ogni individuo, al mondo del lavoro, alla qualità della vita sociale, alla difesa dell'ambiente naturale ed alle compatibilità ambientali, alla valenza strutturale dei processi di riforma, ad una crescita sociale e culturale più ricca in quanto arricchita dalle diversità.

Per tali ragioni, i sottoscritti si impegnano a lavorare per il chiarimento, il confronto, ed il superamento dei fattori che hanno determinato l'impoverimento ed il restringimento del progetto originario di Sinistra e Libertà. Dichiarano la costituzione di un Coordinamento che, a livello nazionale, ed in tutte le aree del Paese, operi per mantenere aperto il confronto politico con SEL e con tutte le componenti originarie di SL, nella prospettiva del progressivo congiungimento di tutte le diverse espressioni delle forze di sinistra laica e riformista, nessuna esclusa.

Roma, 20-12-2009

Felice Besostri, Filippo Caria, Gim Cassano, Vincenzo Garraffa, Pino A.Quartana, Francesco Somaini, Rita Rigitano, Giuseppe Sarno, Francesco Velo, Geppino Vetrano.

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NUOVA NOMINA DEL DIPARTIMENTO DEMOCRAZIA ED ISTITUZIONI
Roma 17 marzo 2010

Pietro Scotti è da oggi un nuovo membro del Dipartimento nazionale Democrazia ed Istituzioni del Nuovo Partito d'Azione. Il nuovo quadro dirigente è stato nominato oggi in questo incarico dal responsabile nazionale del Dipartimento, il compagno Silvano Mulas.

Ufficio Stampa NPA

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MANIFESTAZIONE DEL 13 MARZO A ROMA
Il Nuovo Partito d'azione aderisce alla manifestazione indetta per oggi, 13 marzo a Roma, in Piazza del Popolo, condividendo la protesta degli italiani contro un governo che mira ormai soltanto alla propria sopravvivenza e usa la menzogna e l'espediente come metodo per mantenere il consenso, coprendo in tutti i modi la propria inerzia e la propria indifferenza rispetto alla grave emergenza sociale.

Di fronte ad un Debito Pubblico fuori misura, alla disoccupazione crescente, ai massicci licenziamenti nella scuola, alla sofferenza delle imprese produttive, ad una povertà che si dilata in proporzione all'arricchimento degli speculatori senza scrupoli e delle cricche affaristiche, occorre una decisa svolta nel campo della politica finanziaria, economica, sociale, della giustizia, per realizzare la quale è urgente costruire una solida unione fra tutte le forze progressiste.

Non possiamo, tuttavia, allo stato, esimerci dal lamentare che, all'interno della manifestazione, non sia stato riconosciuto il ruolo che riteniamo debba spettare ad una forza politica come la nostra, sorta per rinnovare e attualizzare un'esperienza di lotta, di passione e di fede nella democrazia integrale, che sessant'anni fa ha contribuito in modo determinante alla rinascita dell'Italia libera.

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CONVEGNO SU PANNUNZIO ALLA CAMERA
Roma 8 marzo 2010

Organizzato dalla Presidenza della Camera dei Deputati, martedì 9 marzo alle ore 11,30 si terrà nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio un convegno dal titolo: “Mario Pannunzio, cent'anni dopo”. Sarà presente oltre al Presidente della Camera, Fini anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il giornalista di “Repubblica” Nello Ajello, il sen. Antonio Meccanico ed il professor Massimo Teodori saranno i relatori ufficiali del convegno.. Anche il Nuovo Partito d'Azione è stato ufficialmente invitato e sarà presente nella persona del suo Segretario Nazionale, Pino A. Quartana.

Ufficio Stampa NPA

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NUOVE NOMINE DEL DIPARTIMENTO DI COMUNICAZIONE
Roma 23/02/2010

Il responsabile nazionale Gabriele Oliviero ha nominato in data odierna due nuovi componenti nel Dipartimento Comunicazione.

Si tratta dei compagni Valentina Genovese e Lorenzo Vantaggiato.

Tutta la comunità neoazionista ringrazia i nuovi membri per l'impegno dimostrato nei confronti del partito e per la volontà di dare il proprio contributo affinchè il Nuovo Partito d'Azione possa affrontare al meglio le nuove sfide future.

Uff. stampa N.P.A.

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PINO A. QUARTANA LANCIA UNA SFIDA AD ANTONIO DI PIETRO
Roma 8 Febbraio 2010

L'affermazione di Di Pietro fatta al Congresso del suo partito, appena conclusosi, secondo cui l'Idv è il nuovo partito d'azione o si accingerebbe a diventarlo è alquanto risibile sia per motivi formali che per motivi sostanziali, non solo, ma anche provocatoria verso il Partito che rappresento. Intanto Di Pietro dovrebbe ben ricordarsi di chi aveva avuto per primo questa idea verso la quale, ricordo, non si mostrò mai interessato. Se egli non ricorda di cosa sto parlando potrebbe chiedere ai suoi fedelissimi Borghesi, Mura e Donadi. Adesso, chissà per quali pressioni esterne, qualcuno gli ha suggerito questa impresa che però, nel caso di Di Pietro e del suo partito, appare francamente impossibile, se non altro per la percentuale stratosferica di personale politico Idv proveniente dalla vecchia Dc, dall'Udeur, dall'Udc, da Forza Italia e dalla Lega. Comunque sia, il Nuovo Partito d'Azione già esiste, come Di Pietro ed i suoi collaboratori ben sanno, e chi lo ha fondato lo ha fatto proprio dopo aver appurato l'impossibilità di portare lo spirito azionista nell'IDV. Del resto, mi sembra che i sette anni passati da quel tentativo non abbiano fatto altro che darmi ragione. Ma se questa del nuovo partito d'azione non è l'ennesima boutade estemporanea del leader dell'IDV e se bisogna prendere sul serio i propositi neoazionisti di Di Pietro, allora egli deve anche capire che non può limitarsi a innestare un po' di azionismo parolaio nell'Idv facendolo convivere, come se nulla fosse, con il moderatismo democristiano, con ex comunisti rimasti tali, con tante altre cose opposte e contrastanti. Se il suo scopo non è di trovare l'ennesimo èscamotage propagandistico né quello di fare del suo partito un minestrone totale, allora non gli può affatto bastare dire di voler essere o di essere il nuovo partito d'azione. Dovrebbe cambiare il nome del suo partito e denominarsi appunto Nuovo Partito d'Azione. Il problema sarebbe però, in tal caso, che il Nuovo Partito d'Azione esiste già e che il 'marchio' dal punto di vista giuridico non è già da cinque anni più disponibile per l'operazione che si accingerebbe a compiere Di Pietro. A questo punto però, a nome di tutto il mio partito, io vorrei andare a vedere fino in fondo le carte azioniste del leader Idv e, nello stesso tempo, dargli anche una chance; se vuole il marchio 'Nuovo Partito d'Azione' se lo deve venire a prendere da noi. Non c'è altra via. Noi saremmo anche disposti a scioglierci ed a darglielo gratis (le nostre non sono parole da marinaio come quando qualcuno promise a Veltroni di sciogliere il proprio partito nel PD e poi invece fece tutto il contrario) ad un'unica condizione; che il presidente dell'Idv abbia il coraggio culturale, politico e civile di accettare una sfida sotto forma di un confronto pubblico con il sottoscritto; in data ragionevole ed in un posto da stabilire a sua scelta. Se accetterà, parleremo dell'IDV, del Nuovo Partito d'Azione, della democrazia e della legalità, dei progetti per far convergere tutto il centrosinistra intorno a certi valori e parleremo soprattutto di chi tra i nostri due partiti abbia veramente i titoli per rappresentare i valori della democrazia e della legalità e quindi per rappresentare il nuovo azionismo in modo da potersi fregiare del brand 'Nuovo Partito d'Azione'. In altre parole: chi dei nostri due partiti è veramente il nuovo partito d'azione. Se vincerà il confronto con me, allora può stare ben tranquillo già da ora che la denominazione 'Nuovo Partito d'Azione', che sembra destare gli appetiti di tanti soggetti del centrosinistra, passerà a lui. Se però non accetterà di confrontarsi o dovesse uscire oggettivamente poco bene dal confronto, noi dell'NPA ci sentiremo autorizzati ad invitare nel nostro Partito i tanti dissidenti dell'Idv che anelano a partecipare alla costruzione di una forza politica che rispetti veramente i valori di democrazia e di legalità, i valori di una politica veramente nuova e popolare e che rispetti veramente anche i suoi militanti. Credo che il coraggio per questa sfida Di Pietro non lo avrà, ma in ogni caso il Segretario Nazionale NPA gliela lancia lealmente e sportivamente.

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale NPA

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UNA SIMPATIZZANTE INTERVISTA IL SEGRETARIO ANZIONALE N.P.A.

La signora L.A. , una nostra nuova simpatizzante, ci ha fatto delle domande. Non è nostra abitudine rispondere pubblicamente a domande formulate in forma riservata. Nonostante ciò, abbiamo chiesto alla signora se potevamo renderle in forma pubblica di intervista e lei ha gentilmente acconsentito raccomandandoci solo di non citare il suo nome e cognome per intero. E' una eccezione ma crediamo ne valga la pena per l'interesse intrinseco che hanno queste domande e perché quest'ultime dimostrano la maturità di chi guarda con interesse e simpatia al 'Nuovo Partito d'Azione', un partito che, nonostante la sua forte carica di radicalità, cerca consensi ragionati e maturi, laici, e non fanatici. Quelli li lasciamo ad altri partiti ed ai presunti semidei della politica nazionale che sembra dimorino anche nel centrosinistra. Per l'occasione abbiamo girato le domande al Segretario Nazionale.

L.A. - Voi del 'Nuovo Partito d'Azione' volete un ritorno al proporzionale puro, senza quote di sbarramento, senza premi di maggioranza e con la possibilità di tener in conto anche la volontà politica degli astensionisti tagliando dei seggi in proporzione della percentuale degli astensionisti. Che cosa significa tagliare dei seggi in proporzione della percentuakle degli astensionisti in concreto?

Segretario Nazionale NPA - Innanzitutto mi lasci dire che il Nuovo Partito d'Azione è l'unico partito italiano che rispetta gli astensionisti i quali sono cittadini italiani che pagano le tasse, che non sono dei criminali e che non hanno perso i loro diritti politici.

Essi semplicemente non li esercitano e sempre più spesso alla base di questo rifiuto c'è una espressione di forte politicità che non trova negli attuali partiti i canali attraverso i quali esprimersi. Ma questa è colpa dei partiti attuali non degli elettori. Invece ormai il 30% o quasi dei cittadini italiani è considerato invisibile agli occhi della politica ufficiale. Perché proprio noi del Nuovo Partito d'Azione rimettiamo al centro i diritti degli astensionisti? Prima di tutto, perché noi intendiamo essere i paladini di tutti gli invisibili italiani sia per motivi economico-sociali sia nel campo della democrazia formale. Secondo, perché siamo il partito della "rivoluzione democratica" e mi sembra che ricordarsi dei diritti e dello status degli astensionisti faccia già parte di un ampio progetto di rivoluzione democratica che va ben oltre quello a cui assistiamo oggi; quasi una utopia, ma una utopia concreta. Venendo ai particolari, credo di poter dire senz'altro che se alle elezioni politiche il 30% non va a votare allora dopo la conta degli eletti e prima della convalidazione, si taglierebbe il 30% dei seggi, proporzionalmente a tutti i partiti. Molto semplice. Questo sarebbe un vero incentivo per i partiti attuali a pensare al popolo e non solo ai propri apparati. Se vogliamo, questo meccanismo risolverebbe già in partenza anche il problema di tagliare il numero dei parlamentari, un tema oggi molto alla moda. Il problema è che non basterebbe neppure questo per far cambiare la testa a questi partiti; bisognerebbe aggiungere al taglio dei seggi in Parlamento anche il taglio del 70% degli stipendi dei parlamentari ed il taglio, altrettanto robusto, dei cosiddetti rimborsi elettorali. Ma da queste orecchie i partiti, tutti i partiti, comprendendo anche quelli che si vantano di essere i paladini della legalità e del nuovo, non ci sentono proprio.


L.A. - Nel programma NPA si legge testualmente: "Introduzione di una tassa annuale progressiva e combinata, la TPPC, sui patrimoni mobiliari e sulle transazioni immobiliari a partire da patrimoni familiari mobiliari superiori a 200.000 euro il cui ricavato vada interamente in un costituendo ‘Fondo speciale per la riduzione del debito pubblico' (la tassa patrimoniale resterà in vigore almeno fino a quando il debito pubblico non sarà stato ridotto ad una percentuale oscillante tra il 40% ed il 60% (limite dei trattati di Maastricht) del PIL (attualmente il rapporto debito/Pil è al 106% e sta risalendo pericolosamente mentre il debito ha toccato il record negativo assoluto proprio nelle ultime settimane).
Nel vostro programma ci sono tassazioni ai proprietari immobiliari e ai parlamentari. Per risanare il debito pubblico esiste anche la via dello spendere meglio i soldi, favorendo tutti i progetti a costo zero. Perche' non ne parlate? Che posizione avete riguardo alle grandi opere?

Segretario Nazionale NPA - Prima di entrare nel vivo della domanda mi lasci fare una premessa. Innanzitutto un programma, per quanto sia una delle cose fondamentali per l'identità di un Partito, non è un testo sacro ed immutabile per quanto riguarda i dettagli.

Con questo voglio dire che, per esempio, la soglia di 200.000 euro la stiamo per alzare e per portarla a 400.000 euro; questa cifra si intende come patrimonio di un nucleo familiare e come patrimonio prettamente liquido. Questo lo si capisce anche da altri dettagli. Il programma è del 2006 ed oggi siamo nel 2010. A distanza di quattro anni anche il rapporto debito/Pil non è più del 106% ma del 115%. Ma questi appunto sono dettagli. Quel che contano sono i principi. Detto ciò, faccio una precisazione; il taglio degli stipendi dei parlamentari nella misura del 70% non è una tassa, mentre la tassa sulle transazioni immobiliari in fondo non è gran cosa. La vera e propria tassa è la TPCC cioè una tassa patrimoniale che per un certo numero di anni dovrebbe essere la misura di finanza straordinaria più importante ed innovativa per uscire fuori dall'emergenza del debito pubblico. Questa è la tassa vera e propria. Per quanto riguarda la ricchezza immobiliare, se uno è un ricco possessore di immobili e non li vende non paga nemmeno la modica tassa sulle transazioni immobiliari. Per questi casi ci sforzeremo di pensare a qualcos'altro, però, lo ripeto, quando parliamo di tassazione patrimoniale progressiva lo facciamo sempre pensando appunto ad un criterio di progressività, a patrimoni mobiliari e ad un periodo indefinito ma comunque non eterno. Il problema è uscire dall'asfissia del debito pubblico e per far ciò non abbiamo mai pensato che una tassa patrimoniale sia la sola cosa da fare. Nel programma si parla anche di tagli e di lotta agli sprechi, alle spese inutili, agli enti inutili. Mi faccia dire un'altra piccola cosa; in un programma serio non si può parlare di qualsiasi cosa altrimenti si va a produrre quella cosa mostruosa ed indigeribile che è stato il programma di Prodi in 280 punti. Sulle grandi opere possiamo solo dire che se sono davvero grandi debbono costituire un reale investimento produttivo per il Paese. A questa condizione ne aggiungiamo altre tre ed esattamente; a ) non debbono foraggiare la grande e piccola criminalità mafiosa; b) non debbono stuprare il territorio e le sue bellezze; c) non debbono devastare il bilancio soprattutto in tempi di magra come l'attuale anteponendole come fa Berlusconi col ponte di Messina a cose ben più urgenti e necessarie anche nel campo delle opere pubbliche. Se tutte queste quattro condizioni vengono rispettate allora in via di principio saremmo favorevoli anche noi.


L.A: - Nel programma NPA è scritto: "Adozione di una serie di politiche organiche convergenti sullo stesso obiettivo di determinare una diffusa e duratura tendenza alla riduzione dei prezzi al consumo e delle tariffe, soprattutto di un largo paniere di generi di uso comune, e inversione della tendenza speculativa, da ottenere se necessario anche con mezzi coercitivi, che, prendendo a pretesto l'introduzione dell'euro, ha operato una vera e propria rapina legalizzata ai danni dei consumatori italiani". La mia domanda è:
come pensate di realizzare la riduzione dei prezzi dei beni al consumo? Purtroppo il grosso dell'aumento dei prezzi si e' verificato anche nei servizi (ristorazione, visite specialistiche private, consulenze ecc..) e nel settore immobiliare. Come pensate di muovervi a riguardo?

Segretario Nazionale NPA - Comincio dall'ultimo aspetto. Come può muoversi un partito molto piccolo ed ancora quasi allo stato nascente come il nostro? Non siamo né al governo né in Parlamento e quindi possiamo, oltre a tener vivo il problema, oltre a sensibilizzare l'opinione pubblica, tentare delle petizioni. Infatti una l'abbiamo già fatta circa due anni fa in piena fase speculativa dei prezzi. In questo specifico momento il problema è un po' meno sentito ma non perché i governi abbiano agito con la mano pesante, assolutamente niente di tutto questo, ma solo perché è in atto una deflazione quasi naturale, potrei dire, che è la conseguenza della grande crisi finanziaria del 2008. In ogni caso, per abbassare i prezzi si possono fare tantissime cose a patto che ci sia la forte volontà politica di un governo che decida di stare dalla parte delle grandi masse popolari. Invece il governo Berlusconi è spudoratamente dalla parte degli speculatori di ogni risma ed il governo Prodi su questo tema è stato pavido e timido ed anche per questo motivo è stato sconfessato dallo stesso elettorato del centrosinistra. Il tema è amplissimo. Mi faccia fare solo un esempio. Dove sono finiti i farmer-market? Anzi mi lasci fare una denuncia; ci stiamo accorgendo che il principio del farmer market lo si sta completamente stravolgendo da noi in Italia? Ammesso che se ne veda qualcuno in giro.

L.A. - Il programma NPA parla anche di riduzione di tutte le sacche di spreco nel bilancio statale ed in quello degli enti locali e di sottogoverno. Il risparmio ottenuto va nel ‘Fondo per il reddito di cittadinanza'.
La riduzione degli sprechi passa, a parer mio, attraverso un migliore utilizzo delle risorse umane che devono essere utilizzate laddove realmente servono. E' assurdo far controllare i dipendenti assenteisti (come ha fatto Brunetta) e demotivare e lasciare inoperosi dipendenti pubblici con spirito di iniziativa e volonta'. Bisogna partire dall'idea che non tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni ed esistono risorse umane che, se ben utilizzate, potrebbero migliorare tantissimo il funzionamento degli uffici pubblici. Propongo una sorta di customer satisfaction in cui ciascun utente che ha a che fare con la pubblica amministrazione e la sanita' deve compilare, in modo da migliorare sacche di disservizio.
Il punto non e' solo “risparmiare” ma far funzionare la pubblica amministrazione. Che ne pensate?

Segretario Nazionale NPA - Anche questo è un tema vasto e molto spinoso. Comunque voglio dire qualcosa anche a questo riguardo. Veda, cara amica, il pubblico impiego è una giungla per cui non si può parlare con un unico criterio. Qui più che mai non bisogna recedere da un atteggiamento pragmatico che di certo non è quello di Brunetta contro il pubblico impiego e contro i 'fannulloni'. Questo non vuol dire che anche Brunetta non colga una parte della verità. Ma è una parte appunto, smentita in ogni momento da visioni della stessa realtà ben diverse dalla sua. C'è tanta gente che lavora nel pubblico impiego per poco e con turni massacranti e parlo di quelli già stabilizzati senza dire dello sfruttamento dei precari; c'è, al contrario, gente che fa poco o niente e c'è addirittura gente che se la spassa; penso a tanti dipendenti regionali di tante regioni, specialmente al Sud. Questi ultimi o molti di questi ultimi paradossalmente non hanno nemmeno colpa del loro parassitismo non solo perché in tutto il pubblico impiego l'organizzazione del lavoro è inefficiente ma perché molti posti nelle piante organiche sono del tutto inutili ed inventati per motivi clientelari. Insomma possiamo prendercela pure con i lavoratori del pubblico impiego fannulloni, ma il vero problema è che da decenni tutta l'organizzazione sociale, compreso il pubblico impiego, segue logiche distorte. Per rimodellare l'organizzazione del lavoro nel pubblico impiego occorrerebbe in realtà rimodellare la stessa organizzazione della società.


L.A. - L'NPA dice: "Lotta dura all'elettrosmog e cancellazione del decreto Gasparri. Riduzione a 0,3 elettronvolt come nuovo limite massimo di emissione per ogni centralina dei gestori telefonici già impiantata o da impiantare, delocalizzazione obbligatoria a cura dei comuni delle antenne fuori dai centri abitati ed introduzione di reati che prevedano pene severe per chi produce immissione nell'ambiente di onde elettromagnetiche oltre i nuovi limiti di 0,3 elettronvolt/metro". Che posizione avete riguardo al nucleare? E circa le grandi opere?

Segretario Nazionale NPA - Sulle grandi opere penso di averLe già dato una esauriente risposta. Sul nucleare in via di principio siamo molto contrari. Lei continua a farmi domande che stimolano non il nostro lato ideologico ma l'altro lato, quello pragmatico-empirico. Ci verrebbe facile e naturale dire che noi neoazionisti auspichiamo una società rinnovata anche nelle fonti di produzione energetica attraverso appunto energie pulite e rinnovabili. La nostra tendenza ideale sarebbe questa. Poi bisogna fare i conti con i bilanci e con la scienza. Alcuni dicono che le energie rinnovabili costano ancora di più dell'energia nucleare, altri dicono il contrario, altri ancora dicono che la questione è quella di far scendere i costi di produzione del fotovoltaico e di farne una produzione di massa. Bisognerà verificare tutte queste cose. Noi abbiamo istituito un Dipartimento Ambiente che approfondirà anche gli aspetti tecnici di questi discorsi. Poi c'è comunque un fatto puramente politico di cui i fautori del nucleare debbono tener conto; la volontà delle popolazioni che vivono presso le centrali nucleari da riadattare o da costruire ex novo. Per quel che ci riguarda non una sola centrale dovrà essere costruita contro la volontà delle popolazioni direttamente interessate.

L.A. - Leggo: "Introduzione, in casi limitati, della class action". Perche' in casi limitati? Considerate inoltre che molte leggi sono strutturate apposta per favorire il ricorso ad una causa, invece che cercare di risolvere le problematiche. Diventerebbe molto importante favorire dove e' piu' possibile il ricorso a metodi extragiudiziale per evitare la lunghezza dei processi.

Segretario Nazionale NPA - Per casi limitati intendiamo riferirci soltanto ai casi in cui ci sia un ragionevole fondamento di una causa collettiva contro aziende o settori aziendali. Niente di più e niente di meno. Certo non è che questi criteri siano di facile definizione, me ne rendo conto. Sarebbe preferibile la soluzione extragiudiziale anche in questi casi e per tanti altri motivi.

L.A. - Nel programma del Nuovo Partito d'Azione c'è scritto: "Inasprimento delle pene e delle leggi contro ogni altra forma di criminalità comune". A tale riguardo vorrei sottolineare come NESSUN PARTITO parli di un autofinanziamento delle carceri. E' inutile continuare ad inasprire le pene se poi i detenuti escono dal carcere perche' non ci sono i soldi per mantenerli. Credo invece che se per reati non gravi il carcere diventasse un luogo dove il detenuto apprende un mestiere, produce un prodotto che viene venduto e che consente al carcere di autofinanziarsi si avrebbero tre grandi vantaggi: 1) il carcere diventerebbe un luogo di recupero invece che un soggiorno di persone senza futuro; 2) la collettivita non dovrebbe farsi carico economicamente dei detenuti; 3) al termine del periodo di carcere il carcerato potrebbe avere un esperienza da riutilizzare per l'inserimento nella societa' civile e un piccolo risparmio per affrontare i primi periodi fuori dal carcere.

Segretario Nazionale NPA - Non credo che il problema sia l'autofinanziamento dell'istituto carcerario in quanto questa tipologia di spesa, relativa alla custodia dei soggetti detenuti, è giusto che sia a carico dello Stato ed i soldi per svolgere questo lavoro insieme a quello rieducativo ci sono, ci sarebbero; si
tratta ovviamente di scelte politiche e di corretta gestione della risorse pubbliche.
Molte altre strutture nuove a giro per l'Italia sono state inaugurate e mai utilizzate.
La “cialtroneria” della cosa pubblica è una costante che nel
nostro paese si ripercuote in tutti i settori, anche e soprattutto nelle politiche sociali che dovrebbero e non sono portate avanti con adeguata attenzione e senso progettuale.
Il problema del lavoro all'interno e all'esterno dell'istituto penitenziario è sicuramente un aspetto importante che più
come mezzo di autofinanziamento, che comunque non riuscirebbe mai a coprire i costi di gestione del carcere stesso, è importante perchè attraverso questo passa la rieducazione dei detenuti. Sviluppare la possibilità di accedere all'esperienza lavorativa che diventa così uno strumento rieducativo per i detenuti, è un elemento su cui investire in quanto rappresenta anche un
risparmio economico che può di fatto diminuire il fenomeno della recidiva.
Infatti un detenuto che lavora, che apprende un mestiere è un soggetto avviato verso un percorso di riabilitazione sociale che diminuirà le possibilità di una sua ricaduta nel circuito penale.
In tutti gli istituti di pena i soggetti detenuti sono ammessi
a turno per un breve periodo a lavorare, ma si tratta in prevalenza di lavori legati alla manutenzione e alla pulizia della struttura, svincolati dal sistema produttivo. Sarebbe importante che in tutti gli istituti si creassero dei laboratori, delle piccole officine dove si impara un mestiere e per fare questo occorre investire, facendo sostanzialmente una scelta politica.


L.A. - Sulla giustizia scrivete: "Revisione del Codice Penale, del Codice di Procedura penale e di tutte quelle leggi che obbligano i magistrati o meglio che consentono loro in base a discutibili ed arbitrarie interpretazioni delle norme il rilascio in libertà dopo periodi ridicoli di detenzione degli autori di gravi crimini". Io penso che i magistrati applichino la legge. Quindi, se le persone vengono messe in liberta', e' perche' la legge lo consente.


Segretario Nazionale NPA - Certo. Se i magistrati data la vaghezza di certe leggi applicano dei criteri un po' troppo discrezionali la colpa non è la loro ma di chi fa le leggi. Quindi la nostra indicazione programmatica è in realtà diretta a chi siede in Parlamento non certo ai magistrati.



L.A. - Leggo ancora: "Adozione di una legge contro il conflitto di interessi, che preveda l'esclusione dalla vita pubblica per i cittadini concessionari di un bene pubblico che risultino ancora, formalmente o sostanzialmente, detentori della concessione al momento dell'accettazione di una candidatura a cariche elettive e conseguente adozione di una norma di legge per cui nessun cittadino italiano o straniero può essere, formalmente o sostanzialmente, attraverso familiari o prestanomi, proprietario di più di una licenza di trasmissione televisiva a livello nazionale. Sono d'accordissimo con voi. Aggiungerei anche che la partecipazione alla politica deve essere temporanea e non deve diventare un mestiere... E poi che la persona che ha incarichi non deve essere né indagato, né condannato ad alcun grado e che quando la condanna interviene il politico deve dimettersi.

Segretario Nazionale NPA - Quelli che cita Lei sono anche ciò che alcuni partiti considerano come il massimo concepibile nell'ambito dell'autoregolamentazione etica: invece per noi del 'Nuovo Partito d'Azione' sono solo i criteri minimi. Per spiegarmi meglio dovrei tratteggiare una poco diplomatica comparazione con altri partiti, anche con i partiti del centrosinistra, finanche con quei partiti del centrosinistra che credono di avere il monopolio del tema della legalità. Già in altri interventi ho avuto modo di dire che per noi la legalità non è un feticcio, non è un criterio massimo ma solo un criterio minimo. Prima ancora della legalità c'è la moralità, c'è la decenza politica. Ma anche su queste tematiche in realtà l'intransigenza azionista si trova in uno splendido isolamento sia ai tempi nostri per quel che riguarda l'NPA, sia tanto tempo fa per i nostri padri del PdA.


L.A. - Vorrei qualche chiarimento anche sul punto dove scrivete di "Valorizzazione del Terzo Settore, dell'economia del ‘privato sociale', di nuove forme solidaristiche e di mutuo sostegno fra i cittadini, adozione di nuove leggi per un Welfare State deburocratizzato, efficiente, più avanzato, e, nello stesso tempo, meno costoso". A mio modo di vedere basterebbe favorire tantissime iniziative a costo zero che invece, oggi come oggi, vengono sistematicamente ostacolate dalla politica, perche' attraverso l'invasione della sfera privata, la politica costruisce il suo bacino di voti. Questo e' uno degli elementi devastanti del nostro sistema che deve essere eliminato. Si parla di libera iniziativa? E allora la libera iniziativa deve essere favorita davvero, anche per i piccoli, senza troppi ostacoli, burocrazie ecc... volti solamente a creare caste.

Segretario Nazionale NPA - Non so a quali iniziative a costo zero Lei si riferisca esattamente. Caso mai ce ne può segnalare qualcuna e ci farebbe cosa assai gradita. Quel che posso dire di sicuro è che i neoazionisti guardano con favore a tutte quelle iniziative private che si svolgono in modo lecito e che producono ricchezza non solo per le imprese ma anche per la società. Però, anche in questo siamo abbastanza avanguardisti, ci piace guardare lontano e quindi oltre le tradizionali forme di attività economica privata e oltre i tradizionali limiti; a noi piace progettare una società diversa e nuova, quella che definiamo da qualche tempo l'alternativa azionista al presente tipo di società. Nella nostra società ideale oltre alle forme tradizionali di attività economica privata c'è quella che definiamo del "privato sociale" cioè di un privato che lavora con le forme del privato ma con finalità che trascendono lo stretto utilitarismo dell'operatore privato. Quindi né veramente privato né veramente pubblico: per questo viene chiamato terzo settore e la logica e le finalità del terzo settore a noi piacciono moltissimo. Un altro nostro cavallo di battaglia è quello dei bisogni e dei meriti. Quel che dice Lei nel campo economico ci trova del tutto concordi. Auspichiamo il rispetto del valore del merito anche nel campo dell'economia dei privati, ma sempre un attimo dopo che sia stata soddisfatta l'ampia tematica dei bisogni e della 'seconda società' che per noi ha la precedenza.

L.A. - Per finire, vorrei capire meglio perché parlate di abolizione dell'Ente Provincia. Piuttosto che abolirla, io cercherei di dare all'Ente Provincia una funzione diversa.

Segretario Nazionale NPA - La prendo un po' da lontano. Purtroppo i partiti sulla scena ufficiale sono ancora ben lontani dall'aver preso coscienza del fatto che stiamo camminando su un vulcano che può svegliarsi da un momento all'altro. Fuor di metafora questo vulcano, questa montagna inquietante si chiama debito pubblico. Io ritengo che a quota 120% del rapporto debito/Pil, e ci siamo quasi, l'Italia possa di fatto entrare in uno stato di pre-fallimento tecnico. Che poi non si arrivi al default vero e proprio questo dipenderà anche da fattori di altro tipo, ma tecnicamente siamo prossimi al baratro. Il problema vero è che la gente non ha alcuna coscienza di ciò e che i partiti se ne fregano di dire la verità all'elettorato.

In questa situazione lo Stato italiano non può più permettersi di buttare ogni anno migliaia di miliardi di euro per mantenere in piedi un ente pressoché inutile come la Provincia. Quelle quattro funzioni residue che restano in capo agli enti provinciali possono tranquillamente essere assorbite dalle Regioni e in questo modo magari troviamo anche qualcosa da far fare a tanti impiegati regionali che stanno dalla mattina fino alle 14,00 del pomeriggio a chiedersi cosa debbono inventarsi per far passare il tempo di quelle poche ore di lavoro, se di lavoro in quei casi si può davvero parlare.

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CONSIDERAZIONI DEL SEGRETARIO N.P.A. SULLE PROPOSTE AVANZATE DA PAOLO FLORES D'ARCAIS

Concordo su molte delle cose scritte da Paolo Flores d'Arcais nel suo articolo pubblicato da “Il Fatto Quotidiano” del 29 dicembre dal titolo “ Caro Di Pietro l'Idv non basta” .

Dice bene il direttore di Micromega soprattutto quando richiama Di Pietro ai suoi nuovi doveri, quando lo esorta a non mettere davanti a tutto, se ho ben capito il sottinteso, solo la crescita del suo partito rinunciando ad una strategia più ampia. Faccio mio il suo invito; più ci si ingrandisce più i doveri aumentano. Il nuovo dovere dell'Idv, dice Flores, è che esso si renda promotore di un soggetto più grande che guidi una nuova opposizione. Fin qui ci siamo anche se non concordo del tutto con la forma che questo nuovo soggetto dovrebbe assumere. La mia idea è il rassemblement ; l'Idv non dovrebbe sciogliersi né dovrebbe fagocitare al suo interno movimenti viola, grillini, ex girotondini o altri soggetti che possano naturaliter ritrovarsi in questo progetto come noi del Nuovo Partito d'Azione ad esempio. Due annotazioni molto telegrafiche sulla cultura azionista che è rappresentata in politica soprattutto da noi, anche se non solo da noi. Per i rapporti fra il PD e la cultura azionista rimando il lettore ad un mio intervento sul quotidiano “Europa” del 24 dicembre scorso.

Per quanto riguarda invece azionismo e Idv posso portare una testimonianza personale che finora non era mai venuta fuori; anni fa, nel 2003, fui proprio io a cercare di creare nell'Idv un punto di riferimento che si richiamasse esplicitamente all'azionismo ma poi lasciai perdere. Per quanto possano sembrare assimilati nell'antiberlusconismo radicale ed in un acceso spirito legalitario, azionismo (Npa) e Idv sono due cose abbastanza differenti ed è da differenti che potrebbero partecipare al progetto proposto da Flores d'Arcais.

Ho una sola perplessità però molto forte; Di Pietro ed il suo partito saranno disponibili?

Ho forti dubbi al riguardo. Naturalmente mi auguro di sbagliarmi.

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del NPA

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NUOVO PARTITO D'AZIONE, INTERVISTA AL SEGRETARIO NAZIONALE QUARTANA
(pubblicata su prismanews.net)

Segretario, una battuta giusto per rompere il ghiaccio. Come sigla, l'NPA ricorda il quasi omonimo MPA… “Ah, il partito siciliano di Lombardo… Spero che nessuno faccia confusione: il nostro era una partito che non aveva rappresentanza malgrado una storia rilevante. All'inizio forse neppure noi credevamo in una rinascita – o resuscitazione – ma ce l'abbiamo fatta. E non che fossimo i soli a cullare tale progetto, anche potenti realtà finanziario-economico-editoriali lo avevano in mente… forse noi abbiamo avuto il vantaggio e il merito di rispettare la nostra storia, il nostro passato, i nostri valori. Dopo sessanta anni, rieccoci!”.
Ritorna dunque a vivere un partito storico. Lei ne ribadisce passato, valori e una tradizione che si potrebbe definire gobettiano/liberale. “Sì, è così. E' nella nostra storia la credibilità del nostro progetto politico: in sintesi potremmo definirlo come <azionismo radicale>, una formula che supera concettualmente esperienze come i girotondi, Pancho Pardi, lo stesso Di Pietro. Dall'IDV ci divide parecchio: lui è considerato un Masaniello mentre noi rifiutiamo l'idea stessa del giustizialismo alla quale sostituiamo quella di <intransigenza>… che senza remore né falsità potrei definire <giacobina>”.
Però, un giudizio netto. “Diciamo che ci lasciano perplessi alcuni aspetti dell'IDV. Se non proprio incoerenti, forse potremmo definirli contrastanti. Ma non ci interessa parlare degli altri”.
Giusto. Torniamo all'NPA e alla sua caratterizzazione di <azionismo radicale>. “Per essere chiaro: più riformista fra i radicali e più radicale fra i riformisti”.
Insomma, dobbiamo incasellarvi a sinistra. “Però prima chiediamoci cosa sia essere di sinistra. Se per molti Sinistra è sinonimo di comunismo, per noi assolutamente no. Ed è questo, paradossalmente, il nostro più grosso problema: non essere incasellabili visto che abbiamo estrema facilità di rapporti ma difficoltà di alleanze. Se teniamo conto che non ci interessano poltrone (piccole e grandi); che siamo depositari di una storia politica incontaminata; e che siamo oltre la socialdemocrazia senza essere né comunisti né marxisti, ecco spiegata la difficoltà del metterci nella famosa casella. Dalle alleanze precedenti siamo usciti, ad esempio da Sinistra e Libertà. Tuttavia è innegabile il nostro ruolo di filtro, di elemento decodificatore di tutto quello che sta accadendo nella Sinistra italiana, molto più che divisa… la nostra facilità di rapporti e dialogo dovrebbe essere tenuta a mente”.
Ma quanto vale in percentuale il Nuovo Partito d'Azione? “Avendo presente che siamo ancora in fase di organizzazione e che la nostra operatività risale appena al 2006, potremmo tranquillamente valere l'1%. E forse di più se valutiamo la nostra cultura di governo che ci ha spinti a prendere a cuore un tema davvero delicato per il nostro Paese: il debito pubblico”.
Avete una ricetta particolare? “Sì, la patrimoniale”.
Bè, non è una novità, ne parlava anche Bertinotti. “Sì, ma poi l'argomento è caduto nel dimenticatoio. Per noi è uno strumento decisivo… Più esattamente dovremmo definirla <perequazione patrimoniale>”.
Ce la spieghi. “Va applicata a patrimoni familiari a partire da 400mila euro. La prima aliquota è pari a 0,25% e le altre salgono con l'aumentare del patrimonio. La fascia massima è quella che verrà imposta a patrimoni familiari da 4 milioni di euro. L'idea è che il 10% più ricco d'Italia attui una sorta di filantropia forzata senza tuttavia vedersi alienata la proprietà… è come se venissero fuori tanti Bill Gates che con fondazioni, sovvenzioni, ecc. arrechino beneficio a chi sta dalla parte opposta della piramide”.
A parte la valutazione del resto della politica nazionale, il limite è quello dei furbetti, degli evasori… “Dobbiamo avere tutti chiaro che il sistema mondiale - non solo italiano - sta precipitando verso un modello insostenibile dove avidità, ingordigia, eccessi smodati stanno creando squilibri economici, finanziari, demografici, ambientali. Davanti a una situazione del genere, occorre invertire la tendenza… Per i furbetti o gli evasori una regola semplicissima: chi evade va in galera!”.
Uno dei mali nazionali è che si fa troppa <partitica> e poca <politica>. Ne discende una terribile mancanza di visione di medio-lungo periodo. “Sono d'accordo. La politica italiana è indietro anche nelle cose più banali… e alla Sinistra manca un ragionamento semplice che eviti di inanellare sconfitte. Proponiamo un fronte comune - al di là delle sigle e del nome che si darà - dove si possa lavorare tutti insieme anche se mantenendo la propria individualità. Ai dirigenti della Sinistra chiedo: ma non vi accorgete che con un governo conservatore si va incontro allo sfascio epocale? Se l'orizzonte è quello del cambiamento di tipo economico, finanziario, demografico, ambientale, ebbene la ricetta dei conservatori in ogni parte del mondo è perdente!”.
Una proposta contro lo spreco della politica italiana. Anche a costo di passare per qualunquisti. “Più di una: taglio del 70% degli stipendi per deputati, senatori, consiglieri regionali, ecc. Rivedere, ma in modo serio, i finanziamenti pubblici e i rimborsi elettorali. Abbassare gli stipendi degli europarlamentari italiani e attribuire un plafond di 3mila euro mensili solo alle cariche politiche più alte. Ecco, nelle idee, l'intransigenza giacobina!”.
Ultima domanda, le alleanze. Anche in vista delle Regionali di primavera. “Non ci impegneremo! Staremo alla finestra: nessuno a Sinistra ha le carte in regola, dunque non daremo il nostro appoggio nemmeno dall'esterno. Il rischio di essere poco visibili? Non ci sono partiti in lizza, solo capipopolo, soprattutto al Sud”.
Alfonso Palumbo

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