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COMUNICATO NPA : RIDUZIONE STIPENDIO PARLAMENTARI
Non serve un provvedimento normativo approvato dalle Camere per ridursi lo stipendio, per dare il buon esempio, per dimostrare ai cittadini che i sacrifici sono davvero di tutti e per tutti.
La "legge del buon esempio" deve essere anzitutto una legge interiore, etica, morale.
Il buon esempio lo si può dare d’ufficio, destinando di propria iniziativa una parte del proprio stipendio di parlamentare ad associazioni che, senza scopo di lucro, aiutano gli “ultimi”, i bisognosi, i diseredati, i malati privi di mezzi, oppure devolvendola direttamente ad alcune di queste persone, sempre più purtroppo, oppresse da una società individualista e inquinata da ciniche logiche neoliberiste.
L’appello del Nuovo Partito D’Azione è che i singoli parlamentari di ogni partito, compiano tale dovere, ciascuno in misura e in ragione della propria disponibilità e sensibilità, e poi pubblichino sul loro sito e/o sul sito del partito di appartenenza l’attestazione dell’avvenuta transazione.
Se fossimo in Parlamento, noi, del Nuovo Partito d'Azione, compiremmo tale gesto senza alcuna esitazione, perchè per rappresentare veramente il popolo è necessario, anzitutto, comportarsi come degni cittadini.
Si tratta di un gesto nobile, concreto, reale, per nulla demagogico, giacché demagogia sarebbe invece seguitare nel dichiarare che c’è la volontà di accompagnare i cittadini nei sacrifici, ma, in verità, lasciarli soli.
Un’azione presente e non rinviata al futuro, non demandata ad una legge auspicata ma sempre posticipata e che, semmai arriverà, sarà profondamente edulcorata.
Su cari parlamentari, mostrate a tutti come vi comportate, cosicchè i cittadini possano riconoscervi, uno ad uno, e constatare che, in fondo, ora che le cose si sono messe male, non li avete presi in giro.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ezio Pederiva, Direzione Politiche Sociali e Seconda Società
Roma 11 Gennaio 2012
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COMUNICATO DIPARTIMENTO LEGALITA'
I recentissimi fatti di cronaca che hanno evidenziato, anche negli ultimi giorni, gli oscuri ed invasivi legami tra la criminalità organizzata e istituzioni dello Stato, non sono una novità per nessuno. Sono solo l'ennesima attestazione della perversa osmosi tra malavita e stato che aggrava i già seri problemi (finanziari e non solo) di questo Paese. La Magistratura accerterà le eventuali responsabilità dei singoli, ma è giusto che anche i partiti vengano sollecitati da parte di chi ha cuore la legalità ed il bene comune, ad avviare non solo una riflessione, ma una operazione di trasparenza e verità su tutti gli esponenti che a vario titolo occupano ruoli all'interno delle istituzioni. Noi neoazionisti non possiamo non rilevare con indignazione la scarsa selezione critica di alcuni "personaggi" da parte dei partiti e l'inefficace opera di controllo ed espulsione immediata degli stessi, in caso di accertamento di illeciti commessi. Questo sarebbe il minimo sindacale per un partito serio che opera in un Paese serio. Purtroppo per noi e per l'Italia, molti di questi non hanno neppure più il senso del pudore e si ostinano senza vergogna alcuna, non solo a tollerale tra le loro fila persone sospettate di collusione o associazione mafiosa, ma addirittura a candidarli e a portarli in Parlamento. E' giunto il momento che l'indignazione popolare ponga fine a questo vergognoso scempio che non delegittima e squalifica solo la politica, ma una Nazione intera.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Gabriele Oliviero, DIPARTIMENTO LEGALITA'
Roma 11 Dicembre 2011
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GOVERNO MONTI: L'NPA CHIEDE UN GOVERNO TECNICO SENZA POLITICI
Dichiarazione del Presidente nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana:
"Pur non essendo entusiasta dei governi tecnici, il Nuovo Partito d'Azione saluta con favore il probabile governo che il prof. Mario Monti si accinge a formare.
Già non ci sembra vero che il devastante ciclone del governo Berlusconi si sia dissolto e oltre a questo sollievo c'è il pensiero che l'Italia sarà finalmente rappresentata da una delle persone più serie, preparate e stimate di cui può disporre. Sicuramente dalla prossima settimana l'Italia non sarà più lo zimbello del mondo e già questa ci sembra un'ottima notizia. Nonostante ciò, i pericoli sono ancora all'orizzonte. I mercati internazionali non possono placarsi solo perché c'è Mario Monti e all'interno dei due grandi schieramenti residuano ancora troppi atteggiamenti irresponsabili ed egoistici.
Il Nuovo Partito d'Azione ritiene che il costituendo governo Monti debba essere un governo tecnico a tutti gli effetti, appoggiato sì dai partiti ma senza rappresentanti dei partiti, un governo tecnico-istituzionale a tempo che possa farci uscire dall'emergenza, riconquistare la fiducia dei mercati, rassicurare il Paese dalla paura dell'incubo default e ristabilire un quadro di normalità grazie al quale a giugno le coalizioni si possano affrontare elettoralmente. Ciò ovviamente sempre nella speranza che il nuovo centrosinistra possa prevalere e quindi che possa avviare l'inderogabile processo di ricostruzione e rinnovamento del Paese". .
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 12 Novembre 2011
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PATRIMONIALE E DEBITO PUBBLICO:
PARTE UNA CAMPAGNA DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE"
Il Nuovo Partito d'Azione ha dato vita nei giorni scorsi ad una campagna nazionale per l'introduzione dell'imposta patrimoniale e per la riduzione del debito pubblico.
E' il primo partito politico italiano ad assumere una iniziativa del genere su una tematica per la quale il Nuovo Partito d'Azione si è posto in una posizione di avanguardia rispetto a tutte le altre forze politiche sin dalla sua nascita avvenuta nel 2005.
Infatti il Nuovo Partito d'Azione è da anni l'unico partito a richiedere apertamente l'introduzione della Patrimoniale ed è ora il primo partito che si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica, le forze economiche e sociali e le forze politiche ai fini della introduzione di questa imposta, che si rende ormai urgente ed indispensabile data anche
l'emergenza del debito pubblico italiano.
La campagna nazionale di propaganda durerà un anno, fino al settembre 2012.
Moltissime sono le iniziative concrete che il partito orange metterà in cantiere nell'ambito della campagna.
Si è partiti con una proposta complessiva su Patrimoniale, rientro del debito pubblico e nuovo Welfare inviata a tutti i parlamentari italiani e a tutti i segretari nazionali dei partiti del centrosinistra.
Si proseguirà in ottobre con la costituzione di un Comitato Nazionale per la Patrimoniale che a giorni avrà anche il suo sito internet. Il Comitato promosso dai nuovi azionisti sarà aperto al contributo di quanti, tra politici di ogni schieramento e partito, giornalisti economici, economisti e semplici cittadini, vorranno aderirvi contribuendo così alla formazione di una volontà politica che sia in grado di far fronte al compito di introdurre una misura straordinaria come la Patrimoniale che è l'unica atta a scongiurare un pericolo straordinario, quello di un default dei titoli di Stato italiani e, per estensione, dell'enorme ed incombente tragedia economica e finanziaria che grava sull'Italia.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 24 Settembre 2011
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NASCE L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "PARTITO D'AZIONE"
Con la recentissima adozione del suo nuovo Statuto il Nuovo Partito d'Azione ha previsto la possibilità di creare associazioni collaterali o di stipulare dei 'patti di adesione' con associazioni esterne già esistenti.
Nell'ambito di questo programma è stata appena costituita l'Associazione culturale "Partito d'Azione" il cui scopo sociale è quello di coltivare la memoria circa le idee, la storia, la cultura politica ed i personaggi del Partito d'Azione (1942-1947). Il primo obiettivo della Associazione è la creazione di un sito internet. Il Presidente della neonata associazione culturale è Stefano Beretta, già membro del Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 22 Agosto 2011
class="Stile7"> RIPARTE L'AZIONE POLITICA DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE
Riparte l'azione politica del Nuovo Partito d'Azione dopo l'azzeramento di tutti gli incarichi e di tutte le iscrizioni (e delle adesioni) dovuto all'adozione del nuovo Statuto. Passata quella fase, ora il Partito comincia a ricostituire i suoi organi. Proprio nei giorni scorsi il Presidente Nazionale dell'NPA, Pino A. Quartana (scompare la figura del Segretario Nazionale che viene sostituita da quella del Presidente Nazionale, una delle molte novità del nuovo Statuto), ha proceduto alla ricostituzione del Coordinamento Nazionale nominando i suoi nuovi membri.
Il nuovo Coordinamento Nazionale dell'NPA è composto, oltre che dal Presidente del Partito, da Gabriele Oliviero, da Stefano Beretta e da Francesco Baroni.
Tra le prime nomine ne sono state incluse anche delle altre in modo da poter riempire progressivamente fino alla metà di settembre tutte le caselle degli incarichi nazionali e regionali.
Silvano Mulas è il segretario regionale della Lombardia nonché commissario straordinario in Liguria, Gabriele Oliviero è anche il responsabile nazionale del Dipartimento Legalità mentre Pietro Scotti è il responsabile nazionale del Dipartimento Organizzazione e Stefano Beretta è il responsabile nazionale del Dipartimento CULTURA e FORMAZIONE QUADRI.
Subito dopo le nomine, il nuovo Coordinamento Nazionale si è riunito a Bologna nella giornata di sabato 20 agosto.
A conclusione di un vasto esame della situazione politica nazionale, il Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione ha assunto una decisione di grandissima importanza non solo per il Partito, ma per tutto il Paese; ha deliberato cioè il lancio della campagna nazionale per la patrimoniale e per la riduzione del debito pubblico. Il piano dettagliato della campagna, la prima ad essere varata da un partito politico italiano su quello che è il più drammatico argomento della politica nazionale nel momento attuale, sarà discusso, sempre in Coordinamento Nazionale, in una riunione che si terrà nei prossimi giorni. .
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 22 Agosto 2011
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COMUNICAZIONE STAMPA - NUOVO STATUTO NPA
Da oggi è in vigore il nuovo Statuto del Nuovo Partito d'Azione. Il nuovo testo si è reso necessario per conferire un maggior impulso alle attività di Partito, per rispondere alle nuove sfide e per favorire un adeguamento normativo più vicino alla realtà concreta del Partito.
Molte le novità previste: una Direzione Nazionale più ristretta, stabile ed efficiente, una maggiore articolazione interna fra iscritti ed aderenti, i congressi regionali, la Segreteria Nazionale che diventa Presidenza Nazionale, la creazione di una rete di associazioni collaterali di supporto al Partito oltre ad una definizione puntuale dei caratteri teorici del nuovo azionismo.
Il nuovo Statuto è un elemento che favorirà alla ripresa settembrina dell'attività politica il rilancio dell'azione politica del Nuovo Partito d'Azione
NUOVO PARTITO D'AZIONE Ufficio Stampa Roma 13 Agosto 2011
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DICHIARAZIONE DI PINO A. QUARTANA, SEGRETARIO NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE:" Adesso la responsabilità è tutta sulle spalle del PD"
Il risultato clamoroso di Milano non è solo incoraggiante per i cittadini della metropoli del Nord, ma per tutta l'Italia. La clamorosa umiliazione subita dal berlusconismo nella sua tana è un ottimo augurio per le future, non più remotissime, elezioni politiche nazionali. L'Italia è stanca di Berlusconi e il centrosinistra ha il dovere di presentarsi unito senza snobbare ed ostacolare i suoi outsider come De Magistris, con il quale noi del Nuovo Partito d'Azione ci siamo schierati senza esitazioni quando ha deciso di intraprendere questa magnifica avventura. Non era un buon momento per Luigi De Magistris tradito da Vendola e preso di mira da molti ambienti che cercavano rivalse dopo l'archiviazione delle sue inchieste giudiziarie. In quel momento nel nostro piccolo affermammo che lo avremmo appoggiato ancora più di prima ed è per noi, ma soprattutto per la Napoli e per l'Italia degli onesti e del cambiamento una grandissima soddisfazione assistere questa notte alla sua fantastica affermazione. Adesso bisognerà che De Magistris diventi Sindaco della sua città. Non ci è piaciuta affatto la dichiarazione del piddino Enrico Letta di ieri pomeriggio secondo cui il centrosinistra si può ritrovare unito solo intorno a Morcone. Parole vane superate dai fatti.
Adesso la responsabilità di non regalare Napoli agli amici di Cosentino è tutta sulle spalle del Pd e speriamo che il più grande partito del centrosinistra se ne faccia carico in modo convinto facendo confluire i suoi voti al secondo turno su Luigi De Magistris.
Pino A. Quartana
Segretario Nazionale Nuovo Partito d'Azione
Roma 16 Maggio 2011, ore 23.38
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MESSAGGIO DI DE MAGISTRIS ALLA CONFERENZA STAMPA DEI CANDIDATI DELL'NPA CAMPANIA
Scusate se non posso prendere parte alla conferenza stampa di presentazione delle vostre liste a causa di impegni precedentemente presi. Voglio che vi arrivi, comunque, il mio sostegno e la mia vicinanza. Sono molto contento delle liste che mi appoggiano in questa avventura che ci porterà a realizzare una nuova stagione etico-politica, soprattutto quando in queste liste sono presenti esponenti di un partito dalla lunga tradizione come è appunto il vostro: il partito d’Azione di Parri, Gobetti e Rosselli. Un partito di cui ho profondo rispetto anche per il ruolo assunto dai suoi tanti esponenti nella lotta anti-fascista e in promozione della democrazia. Adesso ci aspetta, a Napoli, una sfida importate per realizzare una stagione di rottura rispetto a questa ultra decennale amministrazione, giudicata fallimentare dalla maggioranza dei cittadini perchè incapace di risolvere i grandi problemi: dalla immondizia all’occupazione, dal degrado urbano allo sviluppo. Una stagione di rottura con la tradizione consociativa, con il partito della spesa pubblica trasversale, con la riduzione del Sud a periferia nazionale. Di contro, potrà partire una rinascita cittadina fondata sulla difesa del welfare e dei beni comuni, in primis l’acqua, in cui venga attuato un controllo della spesa pubblica perché sia garantita trasparenza e correttezza nell’utilizzo dei fondi. Soprattutto, una stagione che veda la raccolta differenziata porta a porta estesa a tutto il territorio cittadino per rispondere ad un’emergenza, cronicizzata e diventata norma, che certo non potrà essere sconfitta con la politica delle discariche e degli inceneritori. E’ una sfida, la nostra, difficile, ma non impossibile. I sondaggi, anche nella peggiore delle ipotesi, evidenziano una sostanziale parità con il candidato del Pd Morcone. Dato che dietro i sondaggi non sempre ci sono autorità indipendenti, questi dati confermano che noi siamo già al ballottaggio. E’ dunque fondamentale il massimo sforzo di tutti, di ciascun candidato, perché i nostri avversari sono forti e potenti: gli apparati, il voto di scambio, le lusinghe, le clientele. Avversari forti e potenti ma non imbattibili, se riusciremo a realizzare un movimento pacifico popolare di riscossa che veda protagonisti i cittadini e le cittadine che credono nella politica come partecipazione e nella democrazia come attivismo, coinvolgendo coloro che – comprensibilmente- hanno invece smesso di crederci. Dunque vi chiedo di impegnarvi, come del resto sto facendo e farò io stesso, in questo rush finale: incontrate i cittadini e le cittadine, state tra la gente, parlate e soprattutto ascoltate. Napoli è pronta, come dimostrato in queste ultime settimane di campagna elettorale, dove non c’è stato quartiere in cui non abbia registrato una grande voglia di cambiamento, un grande entusiasmo civico. Vi auguro buon lavoro e soprattutto vi ricordo ciò che ricordo a me stesso in ogni momento: se ci crediamo tutti, abbiamo già vinto.
Luigi De Magistris
Napoli 6 Maggio 2011
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CONFERENZA STAMPA PER I CANDIDATI NPA NELLA LISTA NAPOLI E' TUA
Venerdi 6 maggio alle ore 16.30 presso i locali dello storico caffé letterario "Intra Moenia" di piazza Bellini si terrà una conferenza stampa del Nuovo Partito d'Azione per la presentazione dei suoi candidati nella lista civica Napoli é Tua a sostegno del candidato sindaco Luigi De Magistris.
Durante la conferenza il Segretario Nazionale Pino Quartana il Segretario Regionale Francesco Postiglione e il candidato al comune di Napoli Bruno Brillante presenteranno le motivazioni della scelta di appoggiare Luigi De Magistris. Seguirà una breve presentazione dei candidati alle municipalità
NUOVO PARTITO D'AZIONE CAMPANIA
Il Segretario Regionale
Francesco Postiglione
Napoli 29 Aprile 2011
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IL NUOVO PARTITO D'AZIONE DI MILANO E DELLA LOMBARDIA APPOGGIA LA LISTA DELL'ARANCIA DI MILLY MORATTI
Il Nuovo Partito d'Azione di MIlano e della Lombardia ha deciso di appoggiare la Lista dell'Arancia di Milly Moratti, consigliere comunale e moglie del presidente dell’Inter che lotta da sempre per il suo progetto di "amministrazione condivisa".
Nella Lista dell'Arancia, dove ogni spicchio corrisponde ad una zona di Milano, figura un lungo elenco di professionalità: capolista è la stessa Moratti, l'altra Moratti avversaria dell'attuale sindaco della città Letizia, cui seguono l’avvocato Massimiliano Gaspari, presidente del Circolo Arci Bellezza, molti medici, architetti, docenti universitari, giornalisti, ma anche artisti, attori e registi. Tra i nomi di spicco quello di Claudio Trotta, fondatore di Barleys Arts, traghettatore in Italia di tanti spettacoli e concerti, del fondatore di Zelig, Saturno Bioschi e quello di Gabriele Mazzotta, presidente dell’omonima Fondazione.
Il Nuovo Partito d'Azione di MIlano e della Lombardia ha deciso per questa volta di non partecipare direttamente con propri candidati alla competizione elettorale, ma di sostenere in particolare due candidati della Lista di Milly Moratti, due candidati molto vicini al Nuovo Partito d'Azione; Elio Veltri (Presidente del Movimento Democrazia e Legalità) e Fabio Greggio (fondatore del Movimento Radicalsocialista)
NUOVO PARTITO D'AZIONE LOMBARDIA
Il Segretario Regionale
Silvano Mulas
Milano 23 Aprile 2011
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CHIEDIAMO AL PRESIDENTE NAPOLITANO DI SCIOGLIERE LE CAMERE
La legge sul cosiddetto processo breve è infame ed odiosa per tantissimi motivi.
E' l'ennesima leggina ad personam concepita all'unico scopo di salvare il Caimano. Per ottenere questo scopo, l'orrida maggioranza di governo fasciopiduista non esita a gettare nel fango quel quasi nulla che resta del suo onore. Ormai il gioco è scoperto; in Italia nell'anno 2011 chi governa lo fa spudoratamente per scopi eversivo-criminali; proteggere i criminali, abbattere il sistema della giustizia, combattere i magistrati in quanto tali.
Mai nulla di simile si era visto in Italia e nel resto del mondo. Con tutti i problemi che ha l'Italia, questa maggioranza di servi ha come unica preoccupazione quella di salvare il suo capo dalla galera e dall'interdizione dai pubblici uffici, anche se da questa legge ne deriverà che 15 mila processi salteranno. Reati gravissimi come Viareggio e L'Aquila saranno di fatto amnistiati soltanto per garantire, ancora una volta, l'impunità di Mister Bunga Bunga.
Il Presidente Napolitano già fa sapere che dirà la sua. E' già qualcosa, ma secondo il Nuovo Partito d'Azione qualunque cosa il Presidente Napolitano potrà dire non basterà a salvare l'Italia dal banditismo politico-governativo. Qualche giorno fa il Presidente ventilò la possibilità di ricorrere alle prerogative dell'art. 88 della Costituzione.
In quella occasione il Presidente Napolitano disse che non si poteva più andare avanti così.
Il cosiddetto processo breve con tutti i danni e le ingiustizie che infliggerebbe al tessuto sano della società italiana, alle vittime dell'Aquila e di Viareggio ed ai loro familiari, è la goccia che fa traboccare un vaso già troppo colmo. Chiediamo al Presidente Giorgio Napolitano di sciogliere le Camere
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Segreteria Nazionale
Roma 14 Aprile 2011
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NUOVO PARTITO D'AZIONE, DIPARTIMENTO COMUNICAZIONE
A seguito delle deliberazioni della Direzione Nazionale N.P.A. e delle
proposte operative emerse nella riunione del Coordinamento Nazionale, il
Dipartimento Comunicazione del Nuovo Partito d'Azione, rende noto a
tutta la comunità azionista la nascita del nuovo forum nazionale:
http://orangeforum.forumfree.it/ Questo nuovo spazio virtuale sostituisce il precedente divenuto ormai
obsoleto e non più rispondente ai requisiti di interattività ed
usabilità di cui una comunità in continua espansione come la nostra
necessitava.
Il nuovo forum sarà amministrato dal compagno Andrea Fontana e ricadrà
sotto la supervisione del Dipartimento Comunicazione.
Invito tutti gli iscritti ed i simpatizzanti del Nuovo Partito d'Azione
ad iscriversi ed a contribuire attivamente alle discussioni, con
l'auspicio che possa diventare nel breve periodo, il centro di
aggregazione e di discussione più significativo tra gli spazi virtuali
riconducibili all'N.P.A.
Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che a vario titolo hanno
contribuito a realizzare questo nuovo ed utile strumento.
Gabriele Oliviero
Responsabile Dipartimento Comunicazione
Roma 26 Marzo 2011
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Comunicato Vita di Partito:
LA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NPA DI FIRENZE
Si è tenuta nei giorni scorsi a Firenze una riunione del Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione che è stata dedicata interamente ai problemi dell'organizzazione e dalla quale sono scaturite le seguenti decisioni;
- A partire da lunedì 21 marzo il Dipartimento Organizzazione e Comunicazione si scinde in due Dipartimenti autonomi e separati; il primo seguirà tutti gli affari interni del Partito ed il secondo si occuperà solo della Comunicazione esterna ed interna del Partito;
- I due Dipartimenti suddetti si struttureranno al loro interno in modo articolato suddividendosi ulteriormente in 4 Aree ciascuno;
- Il Dipartimento Organizzazione diretto dal compagno Silvano Mulas assorbirà competenze finora assegnate in esclusiva alla Segreteria Nazionale ed avrà compiti specifici. Al tempo stesso, Silvano Mulas fungerà da supervisore di tutti gli affari correnti interni del Partito e da coordinatore di tutti gli organismi interni;
- Il Dipartimento Organizzazione appronterà a breve un piano attuativo per la campagna nazionale per la riduzione del debito pubblico e per la patrimoniale e redigerà, in collaborazione con il Coordinamento Nazionale, il primo Regolamento interno del Partito.
La nuova mappa organizzativa e l'organigramma aggiornato del Partito potranno essere consultabili su questo sito a partire dai prossimi giorni.
Nuovo Partito d'Azione
Coordinamento Nazionale
Roma 23 Marzo 2011
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IL NUOVO PARTITO D'AZIONE CAMPANIA CON DE MAGISTRIS PER RIPULIRE LA POLITICA A NAPOLI
Con l'ufficializzazione della candidatura di Luigi De Magistris a
sindaco di Napoli si scioglie finalmente uno dei momenti più oscuri e
vergognosi della politica cittadina e regionale di questi ultimi
tempi: finalmente qualcuno ha il coraggio di uscire allo scoperto.
Mentre il Pd locale latita, millantando candidature più volte
declinate come quella di Raffaele Cantone o impossibili come quella di
Roberto Saviano, solo allo scopo ormai chiaro di prendere tempo, Luigi
De Magistris dopo essersi offerto più volte esce a volto aperto e così
facendo invoglia tutto il centro-sinistra napoletano a svegliarsi e
darsi da fare.
Noi del Partito d'Azione, in prima linea nella campagna per le
primarie a sindaco col sostegno a Libero Mancuso, e poi in prima linea
nella denuncia dello scandalo brogli, con un comunicato di denuncia
pubblicato appena il giorno dopo l'esito scandaloso delle primarie,
non esitiamo adesso a contribuire a questo necessario scossone
appoggiando la candidatura di un uomo onesto,determinato, da sempre
fuori dalla logica del politichese, a sindaco di Napoli.
Non possiamo ignorare la situazione politica nella quale emerge infine
questa candidatura:
dopo gli incresciosi e oscuri episodi di brogli il Pd in primo luogo e
il centro-sinistra tutto ha fatto una pessima figura con la
cittadinanza e un grande favore al centro-destra affaristico dei vari
Consentino e Cesaro.
Noi non siamo stati al gioco: abbiamo prima denunciato, poi chiesto
con insistenza alla commissione di garanzia di continuare il suo
lavoro, e intanto (unici in tutto il centro-sinistra locale) abbiamo
sin da subito chiesto con forza al Pd di rimuovere ogni dubbio
cacciando via dal partito l'indecente Cozzolino, che ancora si vanta
di aver vinto le primarie.
Abbiasmo chiesto atutti gli altri partiti che hanno partecipato a
queste primarie di rendere nullo il responso del voto e di scegliere
come unico candidato del centro sinistra Umberto Ranieri, in
definitiva autentico e regolare vincitore, sottomettendoci alla
volontà, quella vera, degli elettori napoletani accettando la
sconfitta del nostro candidato.
Non è andata così: nessun broglio già denunciato con prove
inoppugnabili è stato portato alla luce, nessuna decisione sui ricorsi
presentati dal comitato elettorale di Ranieri o Mancuso è stata presa,
nessun atto doveroso come l'espulsione di Cozzolino dal Pd è stato
eseguito, nessun comportamento di responsabilità o di onestà è stato
preso dai partiti del centro-sinistra che governano attualmente questa
città.
E mentre gli uomini migliori candidati in queste primarie, Oddati,
Ranieri, Mancuso, si dichiaravano disponibili a fare passi indietro,
solo Cozzolino continuava a millantare la sua falsa vittoria, senza
nemmeno l'umiltà di sottomettersi al controllo dei voti.
Ora basta: con la candidatura di De Magistris si apre una pagina
nuova. E ora che il magistrato ha detto che la sua è una candidatura
aperta a tutte le forze che vorranno appoggiarlo, il Pd e gli altri
partiti che latitano devono uscire dal nascondiglio.
Noi intanto, coerenti e fedeli con la nostra strada, diciamo subito sì
a questa svolta, come abbiamo sin dal primo giorno portato il sostegno
al candidato Mancuso: e questo perché Il Nuovo Partito d’Azione,
fedele ai suoi valori azionisti che risalgono a personaggi come
Gobetti, Parri, Lussu, Galante Garrone, non si esalta per le persone
ma lavora per i programmi.
E perciò appoggiamo De Magistris, nella consapevolezza che a Napoli
non servono santi o eroi, ma persone che lavorano per un progetto.
Vanno affrontate tutte le questioni: il destino dell’area di Bagnoli,
la delocalizzazione degli impianti a rischio, il risanamento del
Centro Storico, lo sviluppo dell’idea di Napoli come città d’arte e di
cultura, di ricerca e di alta tecnologia e con essi l’inquinamento, la
mobilità urbana, la carenza di verde, la creazione di una rete di
servizi sociali adeguata alle esigenze della popolazione ma anche alle
necessità dello sviluppo civile della città, i parchi tecnologici, le
strutture di supporto all’impresa, al commercio, all’artigianato e via
elencando.
E pertanto appoggiamo De Magistris proprio in quanto condivide e fa
suo il nostro “progetto per Napoli”, già presentato al candidato
Mancuso, che muove intorno a questi punti cruciali:
1) Il ripristino della legalità
2) la riforma dell’azienda comunale
3) Il risanamento sociale
4) La scuola
5) la casa e l’assetto urbanistico
6) Il Ciclo dei Rifiuti
Appoggiamo De Magistris, ma certo nella consapevolezza che non basta
l'uomo, serve la squadra giusta e anche e soprattutto un consiglio
comunale di persone oneste e pronte a lavorare tanto e seriamente.
Siamo disponili e vogliamo partecipare alla costruzione di questo
nuovo consiglio comunale, dal quale deve partire il riscatto di questa
città ancora una volta bistrattata dai suoi politici dopo il 23 gennaio.
Con De Magistris per ripulire Napoli da un vecchio e insopportabile
modo di fare politica al di sopra e alle spalle della gente.
Oggi a Napoli, domani in Italia
Francesco Postiglione
Segretario Regionale del Nuovo Partito d'Azione Campania
Napoli 8 Marzo 2011
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LA QUARTA VIA E' LA SOLA VIA DI USCITA ALLA CRISI DEL MODELLO SOCIALE
Dalle giovani masse arabe in rivolta arriva un messaggio nuovo, un messaggio di libertà, democrazia, di rifiuto dell'esclusione sociale, di rifiuto a subire già da ragazzi un destino di miseria. Si delinea, a livelli ancor più insostenibili rispetto all'Italia o all' Occidente, una 'seconda società' anche in quei Paesi.
I fenomeni sociali si stanno globalizzando e sincronizzando in vaste aree del pianeta. Internet favorisce questa sincronizzazione, ma non solo Internet. C'è una crescente presa di coscienza della ingiustizia della distribuzione delle ricchezze non solo tra il ricco Occidente (ma non più tanto ricco) ed il Terzo e Quarto Mondo ma all'interno di tutte le singole società nazionali del Terzo Mondo (il Quarto è forse ancora troppo povero anche per ribellarsi). Questa è la novità degli ultimi tempi così come la 'seconda società' araba, che prende coscienza dei suoi diritti. Sembra venire questa volta da quei giovani arabi in rivolta un messaggio che sorprende anche noi occidentali. Speriamo che sia il '68 o il 1989 o il 1789 dei giovani arabi e non l'ennesima anticamera di altri regimi fondamentalisti islamici. Ma se è così come spero, si apre un quadro davvero diverso. La "seconda società" aumenta di numero e prende coscienza di sé un po' dappertutto; negli Usa (ancora poco), in Italia, in Europa, nei paesi dell'ex blocco comunista e ora anche nei paesi arabi.
Questo movimento non ha ancora il senso chiaro di molte cose. Mancano ancora le forze politiche che devono guidarlo. In Italia l'unica formazione politica che parla di questi temi, che ha la chiara consapevolezza di tutto ciò e che si candida a questo ruolo è il Nuovo Partito d'Azione, sia detto senza iattanza anzi con la profonda consapevolezza dei limiti organizzativi e dello spaventoso scarto di mezzi di supporto rispetto all'obiettivo.
Noi abbiamo ben chiaro che i problemi italiani non sono solo specificamente italiani e non dipendono solo dalla presenza di Berlusconi.
Senza che ciò significhi minimamente alleggerire Berlusconi e la sua cricca delle pesanti responsabilità che ha nella moltiplicazione delle sofferenze e delle ingiustizie sociali.
Bisogna a questo punto avere lo sguardo acuto e penetrante per il presente ed ancor più per il futuro. Bisogna far capire a tutti, forze politiche di sinistra, di centro, di destra, al popolo, che bisogna preparare una radicale riforma delle nostre società e della società italiana in particolare perché le tendenze storiche immanenti non promettono nulla di buono per il presente ed ancor più per il futuro. Il radicale riorientamento del modello di società non è che va fatto perché c'è un gruppetto di visionari o di idealisti o di rivoluzionari che da un giorno all'altro si mette in testa che così non si può più andare avanti.
Il radicale riorientamento sarà il necessario contraccolpo della convergenza di processi in atto su scala internazionale che moltissime persone ancora non vedono. Voglio dire, in altri termini, che un nuovo modello di società basato su più sobrietà, su una redistribuzione significativa di redditi, ricchezza patrimoniale, lavoro e opportunità, su una maggiore varietà di sistemi e forme di produzione, su maggiore equilibrio e felicità sociale, sulla conversione dell'eccesso di ricchezza verso la ricchezza sociale e solidale, sulle energie rinnovabili sarà la necessaria risposta ad un mondo che non ha più risposte da dare a masse sempre più ampie di popolazione ed in particolare ad una 'seconda società' composta soprattutto da un nuovo proletariato scolarizzato giovanile (ma non solo su quello ovviamente) che cresce sempre più come conseguenza anche di un impoverimento generale del Paese. L'impoverimento ha molte cause e purtroppo nessuna sembra congiunturale e tutte sembrano strutturali.
Nell'ordine;
1) Una perdita progressiva di posti di lavoro a sua volta generata da altri fattori; globalizzazione, delocalizzazione produttiva, continuo avanzamento del progresso tecnologico che sostituisce il lavoro umano con il lavoro delle macchine, caduta progressiva del saggio di profitto del Capitale, almeno nelle società occidentali;
2) Progressivo esaurimento delle risorse naturali e delle materie prime tanto più sull'onda dell'esplosione della domanda da parte dei paesi BRIC che stanno ripercorrendo le fasi di industrializzazione e di accumulazione originaria del Capitale che in Occidente sono state già raggiunte decenni fa;
3) Una scolarizzazione progressiva ed un aumento della domanda di qualità della vita a cui non corrispondono nel mondo della produzione adeguati livelli di offerta di lavoro sia in termini qualitativi che in termini quantitativi;
4) Una progressiva concentrazione in tutti i Paesi della ricchezza in poche mani ed una progressiva proletarizzazione del ceto medio che diventa tragica quando dal ceto medio di scende alla fisiologica area della seconda società di emarginati, precari, disoccupati ecc. ecc.
5) Debiti pubblici statali in crescita o comunque difficilmente comprimibili in assenza di misure straordinarie che comunque fuoriescono dagli schemi del 'pensiero unico' liberista.
La crescita delle fasce sociali in sofferenza e della 'seconda società' è anche il prodotto del progressivo disinteresse dello Stato rispetto ai meccanismi di regolazione sociale e dell'avvento della globalizzazione, che spinge l'impresa a produrre dove il costo del lavoro è molto minore e che, nello stesso tempo, determina un aumento dell'esercito di riserva, composto anche da molti immigrati, che comprime sempre più in basso le retribuzioni e le condizioni di lavoro. La finanziarizzazione dell'economia quindi in realtà c'entra poco o nulla ed è una schiocchezza retorica che la sinistra italiana sventola senza sapere di cosa sta parlando.
Tutte queste condizioni strutturali non sembrano, al momento attuale, suscettibili di una inversione di tendenza.
E qui si torna al mio discorso di partenza; tutte questi fattori determinano un progressivo impoverimento del Paese e dei ceti più deboli che si allargano in quantità e quindi la risposta non può che essere un riorientamento del nostro modello di società nel senso già detto. Questo riorientamento è, nella sostanza, anche la nostra ricetta; la Quarta Via neoazionista, un obiettivo al livello più alto possibile che il Nuovo Partito d'Azione metterà a disposizione di tutti coloro che cercano una via di uscita, sapendo bene che la via di uscita non potrà essere assolutamente il modello liberista che già sta producendo sconquassi immani, non potrà essere il comunismo che o è morto e seppellito storicamente oppure non si sa oggi cosa possa essere, non può nemmeno essere il modello socialdemocratico europeo che ha dimostrato di essere troppo blando di fronte alle nuove inquietanti tendenze prima descritte e troppo arrendevole nei confronti del totalitarismo insito nel liberismo selvaggio globalizzato.
Pino A. Quartana
Segretario del Nuovo Partito d'Azione
Roma 23 Febbraio 2011
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COMUNICATO FINALE DELLA DIREZIONE NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE
La Direzione Nazionale del ‘Nuovo Partito d’Azione’, riunitasi domenica 13 febbraio a Bologna, ha preso atto con orgoglio del processo di crescita qualitativo e quantitativo del Partito che prosegue senza soste al punto tale che al momento attuale l’NPA può essere oggettivamente considerato come l’unica nuova sigla politica, tra quelle nate negli ultimi anni, che si sta costruendo un suo riconosciuto spazio, seppur ancora non adeguatamente valorizzato, all’interno del centrosinistra.
Questo processo di crescita, che ha ancora possibilità enormi, potrebbe essere molto più rapido se non permanessero tuttora oggettivi ostacoli costituiti soprattutto da una totale mancanza di risorse finanziarie.
La Direzione Nazionale, anche in previsione di un ritorno anticipato alle urne, ha compiuto una ricognizione aggiornata del problema delle alleanze.
La decisione più importante scaturita da Bologna è che il Nuovo Partito d’Azione ritenendo assolutamente indispensabile il formarsi di un nuovo soggetto politico-elettorale all’interno del centrosinistra lo individua nella proposta dei Verdi e del loro Presidente Nazionale, Angelo Bonelli, per la costruzione di un Polo ecologista, democratico e civico.
Il Nuovo Partito d’Azione è quindi disponibile fin da subito ad aprire un canale privilegiato di confronto oltre che con i Verdi anche con tutti i soggetti (movimenti, associazioni della società civile, liste civiche locali) che possano riconoscersi in questo progetto, un progetto che può essere portatore di un valore aggiunto determinante per tutta la coalizione di centrosinistra.
Per quanto riguarda la candidatura del Segretario Nazionale alle future o ipotetiche Primarie Nazionali del centrosinistra, la Direzione Nazionale l’ha ratificata ed ha deciso di mantenerla almeno fino al momento in cui non ci sarà qualche sostanziale novità sul loro effettivo svolgimento oppure sul processo di costruzione delle alleanze.
La candidatura per le Primarie nazionali della coalizione sarà pubblicizzata unitamente ad una campagna nazionale che il Partito ha deciso a Bologna di indire e cioè una campagna per l’introduzione della tassa patrimoniale e per il rientro del debito pubblico. Il Nuovo Partito d’Azione sarà il primo partito italiano ad intraprendere una iniziativa del genere. I termini precisi della campagna saranno comunicati non appena il Dipartimento Economia e Finanza NPA avrà formulato una sua specifica proposta tecnica.
Al tempo stesso, si è deciso di incaricare il Dipartimento Economia anche dell’esame tecnico di alcuni nuovi punti programmatici che la Segreteria Nazionale ha chiesto di inserire nel Programma dell’NPA.
Infine è stata deliberata una generale riorganizzazione interna in modo che il Nuovo Partito d’Azione possa far fronte in maniera più solida ai nuovi grandi impegni che già nell’immediato sarà chiamato a sostenere.
Nuovo Partito d'Azione
Ufficio Stampa
Roma 15 Febbraio 2011
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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELLA DIREZIONE NAZIONALE NPA
La Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione è convocata per domenica 13 febbraio a Bologna presso la sala riunioni del Circolo ARCI Passpartout di Via Galliera 25 (zona Stazione - Via Indipendenza) con inizio ore 10,00-
All'ordine del giorno della riunione i seguenti punti;
1) Ratifica da parte della Direzione Nazionale di tutte le nomine effettuate dal 12-7-2010 fino al 12-2-2011;
2) Esame della politica delle alleanze del Partito in vista di eventuali elezioni politiche nazionali e delle elezioni amministrative di primavera;
3) Decisioni in merito alla partecipazione del Nuovo Partito d'Azione alle eventuali Primarie nazionali del centrosinistra ed alle Primarie locali;
4) Esame della situazione organizzativa del Partito e proposte in merito a quest'ultima;
5) Proposte di integrazione del Programma del Partito;
6) Proposte di eventuali modifiche statutarie e di eventuali modifiche al simbolo del Partito;
7) Varie ed eventuali
Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione
Roma 1 Febbraio 2011
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LE PRIMARIE NON GARANTISCONO DA SOLE LA DEMOCRATICITA' DEL CONFRONTO
Dichiarazione del Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana, nonché candidato alle future Primarie Nazionali del centrosinistra.
Dopo le Primarie locali di Napoli e di Bologna stasera qualcuno a sinistra ha scoperto che le Primarie forse non sono la panacea di tutti i mali della nostra coalizione. In realtà non si sa nemmeno se c'è la coalizione. Nonostante questa presa d'atto, è comunque il caso di continuare a credere nell'energia ricostituente delle Primarie, tanto è vero che il sottoscritto, unico candidato outsider alle future Primarie nazionali del centrosinistra, mantiene, almeno per il momento, la sua candidatura. Ma stasera forse è più chiaro che le Primarie non sono sempre positive 'a prescindere'.
Le Primarie "reali" possono essere truccate ed inquinate così come le Primarie "virtuali" possono essere alterate già in partenza dal sistema informativo o da regolamenti penalizzanti contro le forze politiche molto piccole. La positività delle Primarie dipende tutta dalle condizioni di contorno e dalle condizioni in cui i candidati partono già sin dal primo momento.
Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione
Roma 26 Gennaio 2011
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COMUNICATO STAMPA: ANNULLARE LE PRIMARIE DEL 23 GENNAIO PER SINDACO DI NAPOLI
Il Nuovo Partito d’Azione, a seguito degli incresciosi e oscuri episodi legati al voto delle primarie del centro-sinistra per sindaco di Napoli del 23 gennaio, chiede a tutti gli altri partiti che hanno partecipato a queste primarie di rendere nullo il responso del voto e di scegliere come unico candidato del centro sinistra Umberto Ranieri, in definitiva autentico e regolare vincitore delle primarie di ieri.
Denunciamo fortemente gli episodi accaduti nei seggi di Miano, dove secondo le cifre alle 12 aveva già votato un numero di 700 persone con una media di un votante ogni 20 secondi, e specificamente nel seggio di via Ianfolla dove 68 elettori hanno votato Mancuso, 200 Ranieri, 230 Oddati e ben 1067 per Cozzolino, in un’area in cui il Pd prendeva in tutto 2300 voti. Oppure nel seggio di Soccavo di via Adriano, dove in sole tre ore hanno votato in folla diverse persone che palesemente secondo il giudizio di un nostro scrutatore non sapevano nemmeno cosa fossero le primarie. Denunciamo gli strani movimenti avvenuti nel seggio di Barra dove esponenti del Pdl distribuivano facsimili di voto, o quanto avvenuto a San Giovanni a Teduccio, dove Michele Langella, rappresentante di lista di Libero Mancuso, è stato impossibilitato a svolgere la sua funzione, perché palesemente minacciato da un consigliere circoscrizionale del PD.
In attesa della risposta all’opportuno e anzi necessario ricorso di Ranieri, e al ricorso indipendente presentato da Mancuso, Il Nuovo Partito d’Azione annuncia con chiarezza che, pur avendo partecipato alle primarie sostenendo il candidato Libero Mancuso, non accetterà il responso delle stesse se questo dopo i ricorsi dovesse decretare la vittoria al bassoliniano Andrea Cozzolino, peraltro del tutto sfavorito nelle settimane precedenti.
Chiediamo al Pd campano di fare definitiva chiarezza sui suoi uomini, e di espellere in un sussulto di dignità che da troppo tempo gli manca andrea Cozzolino dal suo partito per la vergognosa gestione della sua campagna elettorale, effettuata “pagando e promettendo” come dice un suo collega del Pd e consigliere regionale Corrado Gabriele.
Se di fronte a esito negativo dei ricorsi nessuna posizione sarà presa dal Pd campano e dal candidato realmente e moralmente vincitore Umberto Ranieri, chiediamo al magistrato Libero Mancuso di farsi avanti con coraggio e di candidarsi a sindaco di Napoli in alternativa e in concorrenza con la candidatura dell’impresentabile Cozzolino.
Queste primarie che dovevano essere occasione di festa democratica e trionfo della partecipazione, rischiano di diventare emblema del solito stile di voto nel territorio napoletano che centro-destra e centro-sinistra ben conoscono da tempo e che il Nuovo Partito d’Azione condanna senza esitazione.
PER IL NUOVO PARTITO D'AZIONE
Francesco Postiglione ,
Napoli 24 Gennaio 2011
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NUOVA NOMINA NELLA DIREZIONE NAZIONALE NPA
La compagna Barbara Salami di Reggio Emilia, assistente legale, imprenditrice nel ramo metalmeccanico e presidente di un consorzio export di aziende metalmeccaniche del Reggiano è stata nominata nei giorni scorsi membro della Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione.
La nuova e valida compagna avrà un compito molto importante che porterà valore aggiunto al Partito su scala nazionale; sarà l'Amministratrice e la Tesoriera nazionale dell'NPA.
Alla giovane e motivata compagna vanno gli auguri e le felicitazioni di tutto il Partito e della comunità orange..
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa Nazionale
Roma 17 Gennaio 2011
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NUOVE NOMINE PER CHIUDERE AL MEGLIO IL 2010
Il Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana, ha proceduto nei giorni scorsi a due nuove ed importanti nomine in Direzione Nazionale chiamando a farne parte il compagno Oscar Contino di Bergamo ed il compagno Enea Melandri. Quest'ultimo avrà il compito di avviare i primi passi per il radicamento del Partito nelle Marche, unica regione finora senza mai una presenza, neppure informale, dell'NPA.
Ma il lavoro di rafforzamento non si è fermato qui. In previsione del lancio del giornale ufficiale del Partito, il Segretario ha nominato Francesco Postiglione, già membro della Direzione Nazionale e Segretario Regionale campano, come Direttore Politico.
Sarà affiancato e coadiuvato da Francesco Baroni nel ruolo di Vice-Direttore Politico.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa - Dipartimento nazionale Comunicazione
Roma 29 Dicembre 2010
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LETTERA ALLA CITTA': PERCHE' L'NPA CAMPANIA APPOGGIA LIBERO MANCUSO
Gentile cittadino/a,
Solo alcuni minuti del tuo tempo per spiegarti perché il Nuovo Partito d’Azione ha scelto di appoggiare senza esitazioni un personaggio pubblico di
indiscutibile integrità morale e politica, come Libero Mancuso, alle primarie del centro-sinistra per sindaco di Napoli.
Il Nuovo Partito d’Azione, fedele ai suoi valori azionisti che risalgono a personaggi come Gobetti, Parri, Lussu, Galante Garrone, non si esalta per le
persone ma lavora per i programmi.
E’ con entusiasmo verso un nuovo programma di governo della città che abbiamo scelto di appoggiare il candidato Mancuso, consapevole che a Napoli non servono
santi o eroi, ma persone che lavorano per un progetto. Vanno affrontate tutte le questioni: il destino dell’area di Bagnoli, la delocalizzazione degli
impianti a rischio, il risanamento del Centro Storico, lo sviluppo dell’idea di Napoli come città d’arte e di cultura, di ricerca e di alta tecnologia e con
essi l’inquinamento, la mobilità urbana, la carenza di verde, la creazione di una rete di servizi sociali adeguata alle esigenze della popolazione ma anche
alle necessità dello sviluppo civile della città, i parchi tecnologici, le strutture di supporto all’impresa, al commercio, all’artigianato e via elencando.
Il nostro progetto si chiama Progetto per Napoli ed è stato pubblicato mesi prima della candidatura di Libero Mancuso.
Esso verte intorno a questi punti cruciali:
1) Il ripristino della legalità
Nessun reale rinnovamento è possibile a Napoli se non si ristabiliscono le regole più elementari del vivere civile: rispettare la segnaletica stradale,
pagare i biglietti sull’autobus, operare la differenziazione della spazzatura e versarla negli appositi contenitori, ma anche rifiutare comportamenti che
trasformano diritti in favori e che alimentano la diffusione di attività illegali.
2) la riforma dell’azienda comunale
I servizi attualmente previsti vanno accorpati in aree e di dipartimento. Va rapidamente realizzato un esteso decentramento a livello di Municipalità per
migliorare la qualità dei servizi e la rapidità della loro erogazione.
3) Il risanamento sociale
a) risanamento e riqualificazione delle condizioni abitative delle aree più degradate in centro e in periferia;
b) attivazione di un dipartimento infanzia, di un dipartimento handicap e di un dipartimento anziani in seno ai servizi sociali del Comune
c) Attivazione in ogni quartiere di un consultorio socio-sanitario per coordinare le iniziative volte alla prevenzione sanitaria e alla salvaguardia della
salute dei cittadini oltre che per monitorare le singole situazioni sia dal punto di vista epidemiologico che da quello dell’efficacia degli interventi
attuali;
4) La scuola
La scuola dell’obbligo a Napoli deve essere a tempo pieno prolungato, fornito di mensa e di tutte le attrezzature necessarie a venire incontro alle esigenze
dei giovani (palestra, teatro, biblioteca, fonoteca, cineteca ecc). Deve accogliere iniziative e progetti extracurricolari e transdisciplinari incentrati
sull’educazione ambientale/alimentare, sull’ecoalfabetizzazione (orti didattici), sulla promozione della cittadinanza attiva. Iniziative e progetti
innovativi, capaci di contrastare il senso di demoralizzazione e inutilità che sempre più pervade ogni forma di didattica convenzionale, e di sviluppare
l’intelligenza emotiva, le attitudini cooperative e il pensiero critico degli studenti.
Insieme alla scuola dell’obbligo occorre agire sulla formazione professionale, riqualificando dei disoccupati napoletani nella direzione di un nuovo sviluppo
delle attività industriali ed artigianali.
Un progetto da costruire con i sindacati le associazioni e l’imprenditoria, dell’artigianato e del commercio, utilizzando i fondi già disponibili della
F.S,E. finora praticamente inutilizzato.
5) la casa e l’assetto urbanistico
Occorre:
a) Fermare la crescita quantitativa dell’apparato urbano, che consuma il suolo e che aggrava ogni altro problema e nel contempo riqualificare l’esistente.
b) Ristrutturare le periferie costruite nell’ultimo mezzo secolo dotandole di tutti gli spazi, i servizi le strutture che mancano
c) Coibentare il maggior numero possibile di case per abbassare al minimo il consumo di energia e renderle autosufficienti sul piano energetico col
fotovoltaico
d) Alberare vie e piazze (la città dovrebbe essere, per paradosso, un bosco con un’alta densità di edifici al suo interno).
e) Utilizzare al meglio il patrimonio di immobili ed aree che vengono dimessi da destinare a fini di utilità pubblica, centri sociali, day hospital
f) Decentrare l’apparato amministrativo in modo che la popolazione non debba spostarsi continuamente e possa vivere il proprio territorio e nel contempo
controllarlo. 6) il traffico e la mobilità
Puntiamo a:
1) accelerare la delocalizzazione al Centro Direzionale;
2) utilizzare gli edifici della 167 di Secondigliano (le Vele) per la costruzione di un nuovo Centro Direzionale orientato a servire la provincia e in
particolare la zona Nord di Napoli, dove dislocare uffici (Provincia, T.A.R. Giudice di Pace etc.) e attività di servizio alle imprese produttive della zona
Nord
3) chiudere totalmente il centro storico alla circolazione delle auto private.
4) Rifiuti
Bisogna far decollare la differenziazione. Nelle zone di Napoli dove essa già esiste (Bagnoli, Rione Alto, Colli Aminei) è un successo totale. Non esiste
altra strada. I cittadini devono avere i mezzi per differenziare ovunque.
Chi sposa questo progetto sposa l’impegno del Nuovo Partito d’Azione per Napoli.
Libero Mancuso ha scelto di condividere questi obiettivi, ed ha lo spessore morale e la competenza per realizzarli. Ha inoltre discontinuità totale con la
gestione del passato, e una storia di battaglie per la propria città che risalgono agli anni ’70. Ma né lui né altri riusciranno senza l’impegno di ognuno di
noi.
Chiediamo che il tuo, insieme al nostro, cominci con un voto, il 23 gennaio, alle primarie. Ma per noi sarà solo l’inizio.
Francesco Postiglione
Segretario Regionale Campania del Nuovo Partito d’Azione
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PRIMARIE; SI CANDIDA ANCHE IL SEGRETARIO NAZIONALE NPA
Dopo
una riflessione durata un paio di mesi e pure in presenza di alcune
riserve di ordine personale, il Segretario Nazionale del Nuovo Partito
d'Azione, Pino A. Quartana, ha deciso di correre per le prossime
Primarie nazionali del centrosinistra che designeranno lo sfidante
della coalizione contro Berlusconi.
Ricordiamo che l'idea di candidare Pino A. Quartana era venuta agli
inizi di settembre ad un gruppo di dirigenti ed iscritti del Nuovo
Partito d'Azione che gli avevano rivolto un pubblico appello in tal
senso.
Il Nuovo Partito d'Azione chiede ora agli altri partiti della
coalizione che le Primarie nazionali, se e quando si terranno, non
saranno inficiate e falsate da clausole-capestro rivolte soprattutto ad
eliminare dalla contesa quei candidati come il nostro che sono
espressione di forze politiche piccole.
Se le garanzie di par condicio ci saranno anche per noi e per il nostro
candidato, il confronto sulle Primarie non si esaurirà in uno schema
già da tempo scontato, quello della sfida, magari da combattere sul fil
di lana, tra Bersani e Vendola, ma si arricchirà anche di motivi
veramente nuovi e del tutto inediti come la candidatura del nostro
Segretario Nazionale al quale va la stima e la piena fiducia di tutta
la comunità neoazionista.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa - Dipartimento nazionale Comunicazione
Roma 28 Ottobre 2010
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L'NPA AL CONGRESSO NAZIONALE PSDI
Il
Nuovo Partito d'Azione è stato invitato al XXVIII Congresso Nazionale
del Partito Socialista Democratico Italiano che si terrà a Barletta in
Puglia dal 22 al 24 ottobre prossimi.
Porterà il saluto per conto dell'NPA il compagno Vittorio E. Esposito
della Direzione Nazionale. L'intervento di Esposito è previsto nel
pomeriggio di venerdì 22.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 20 Ottobre 2010
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Messaggio del Nuovo Partito d'Azione ai manifestanti del 16 ottobre
Anche il Nuovo Partito d'Azione sarà oggi al vostro fianco,
nel corteo di Roma, per tentare di arginare l'erosione
di diritti, a danno di tutti i lavoratori, che con la scusa
della crisi, ha preso il via in modo sempre più preoccupante
e precipitoso negli ultimi anni.
Lo sviluppo non può esistere, se a pagarne le conseguenze
sono le categorie meno protette.
Irene Del Prato
della Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 16 Ottobre 2010
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Nuove nomine nei dipartimenti Comunicazione ed Organizzazione
In
data odierna il responsabile dei dipartimenti Comunicazione ed
Organizzazione ha provveduto ad ufficializzare due nuove nomine.
Si tratta dei Compagni Andrea Fontana, nuovo membro del Dipartimento
Comunicazione e Marco Arduino, nuovo membro del Dipartimento
Organizzazione.
Ai due nuovi membri che da tempo si sono guadagnati la stima e la
fiducia della comunità neoazionista, vanno i migliori auguri di buon
lavoro..
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 5 Ottobre 2010
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IL NUOVO PARTITO d'AZIONE E IL NO B DAY 2
Il
Nuovo Partito d'Azione aderisce sul piano politico alla manifestazione
di sabato prossimo, il NO B DAY 2, ma questa volta, a differenza dello
scorso anno, non sarà fisicamente in piazza con i suoi militanti e le
sue bandiere.
L'NPA nutre forti perplessità su diversi aspetti dell'organizzazione di
questa manifestazione, ma, nello stesso tempo, vuole evitare di
scendere nello specifico perché polemiche e divisioni nel vasto fronte
dell'opposizione a Berlusconi sono già ad un livello patologico ed il
nostro Partito, che ha sempre auspicato la fine dei personalismi e
della litigiosità nel campo del centrosinistra e del fronte
antiberlusconiano, non sente di certo la necessità, soprattutto in
questo momento, di alimentare altre polemiche ed altre divisioni.
NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 30 Settembre 2010
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Documento sulla riforma elettorale
Approvato dall'Associazione per la Democrazia Costituzionale
L'evoluzione della crisi politica, sociale e istituzionale, che impone
in tempi ravvicinati la necessità di nuova elezioni politiche generali,
rende urgente una grande mobilitazione per evitare che si vada a votare
per la terza volta con la vigente legge elettorale, conosciuta come
“porcellum”. In questo sistema elettorale, l’effetto congiunto del
meccanismo delle liste bloccate con circoscrizioni elettorali di grandi
dimensioni ha espropriato il corpo elettorale di ogni residua
possibilità di influire sulla formazione della rappresentanza
parlamentare, con la conseguenza che i parlamentari sono scelti dai
‘capi’ dei partiti e dai loro gruppi dirigenti. Si è verificato,
pertanto, il paradosso che tutti i “rappresentanti” del popolo
italiano, nelle elezioni sia del 2006 sia del 2008, sono stati nominati
dall’alto: gli eletti, più che rappresentanti del popolo, sono – anche
in senso tecnico – dei delegati di partito, anzi del capo politico che
li ha nominati. Inoltre, è stata legittimata la tendenza a trasformare
le elezioni in una investitura popolare del capo, attraverso l’obbligo
giuridico di indicare il capo unico della coalizione. In questo modo il
sistema elettorale tende surrettiziamente a modificare la Costituzione,
comprimendo la centralità del Parlamento ed il ruolo del Presidente
della Repubblica, per instaurare il ‘premierato assoluto’ (come ebbe a
dire Leopoldo Elia). Bisogna considerare, inoltre, che il procedimento
di trasformazione dei voti in seggi, previsto dal porcellum, determina
un’inaudita manipolazione della volontà popolare, attraverso il premio
di maggioranza, che corregge l’orientamento manifestato dagli elettori
fino al punto da trasformare – per legge - una minoranza elettorale
(più forte delle altre per un solo voto) in una solida maggioranza
parlamentare, garantendole il 55% dei seggi della Camera dei Deputati.
Nella situazione politica contingente, che vede l’estrema umiliazione
del Parlamento ridotto a “cinghia di trasmissione” degli ordini del
Presidente del Consiglio, il ritorno alle urne con questa legge
elettorale, qualunque fosse l'orientamento manifestato dagli elettori,
produrrebbe un disastro politico. Con questo sistema le forze
politiche, che non intendono annullarsi in uno dei due partiti o in una
delle due coalizioni, sono destinate a scomparire dal Parlamento e i
due schieramenti principali possono sbarazzarsi di ogni forma di
dissenso interno, e ottenere il controllo totale del comportamento dei
parlamentari da loro nominati. Eliminato il pluralismo e trasformato il
Parlamento in un “bivacco di manipoli” del ‘Capo’ eletto dal popolo,
verrebbe meno ogni dialettica politico-parlamentare ed i parlamentari
non controllati dal Capo del governo sarebbero spinte sulla strada
dell'Aventino data la cancellazione di ogni dialettica
democratico-parlamentare. Se è innegabile l'esigenza di riforma della
legge elettorale, la ricerca della migliore formula elettorale non è
una questione tecnica che deve essere riservata agli addetti ai lavori.
Innanzitutto, bisogna sgomberare il campo dalle suggestioni e dai falsi
miti che hanno intossicato l'opinione pubblica. Il primo requisito di
ogni sistema elettorale è che esso deve essere coerente con la
Costituzione. Nella democrazia costituzionale, fondata sulla
partecipazione dei cittadini, (art. 49 Cost.), le elezioni politiche
generali non servono ad eleggere un Governo, né tanto meno il Capo del
Governo né a determinare quali forze politiche devono governare per
tutto l'arco della legislatura. Se così fosse, il popolo sovrano
conterebbe un solo giorno e poi dovrebbe tacere per cinque anni. Invece
la democrazia non si esaurisce in un unico atto, compiuto ogni cinque
anni, nel chiuso dell’urna, ma deve essere praticata ogni giorno. N
ella democrazia costituzionale, il popolo deve continuare a concorrere
a determinare la politica nazionale, anche dopo aver votato e lo fa –
di norma - attraverso i propri rappresentanti, che la Costituzione
vuole liberi da ogni vincolo di mandato proprio perchè devono essere
liberi di “rappresentare” (ed ascoltare) in ogni momento le domande
politiche ed i bisogni del popolo sovrano. Deve essere ripudiato,
pertanto, come ingannevole e corruttore il mito secondo cui attraverso
le elezioni i cittadini sono chiamati a scegliersi un Governo e un Capo
di Governo che non può più essere cambiato fino alle elezioni
successive. E' stato proprio Berlusconi, con i suoi comportamenti, a
disvelare il carattere populistico, autoritario ed antiparlamentare di
tale mito, che prefigura un ordinamento fondato sul principio della
supremazia del Capo politico sulle altre istituzioni, ciò che la
Costituzione italiana ha radicalmente ripudiato. La Costituzione ha
voluto rendere flessibile la formazione dei governi proprio per
consentire il regolare funzionamento degli organi rappresentativi, ai
quali spetta anche la funzione di correggere o modificare quegli
indirizzi politici o di governo che si dimostrassero inadeguati o
pregiudizievoli per il bene del popolo italiano. Nell'esercizio del
voto i poteri attribuiti dalla Costituzione al cittadino-elettore non
consistono nella possibilità di scegliere da chi deve essere comandato,
ma nella possibilità di scegliere delle persone che possano
rappresentare, nelle istituzioni, le domande sociali, gli interessi, i
bisogni e le esigenze che stanno a cuore ai cittadini. Per questo una
nuova legge elettorale, che sia conforme alla Costituzione, escludendo
ogni forma di indicazione o di investitura di un capo politico di
partito o di coalizione, deve perseguire questi tre obiettivi: a)
Ripristinare il principio democratico della rappresentanza e restituire
agli elettori la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti; b)
Superare la semplificazione dualistica e manichea del conflitto,
liberando il sistema politico dalla camicia di forza di un bipolarismo
forzato; c) Favorire la governabilità attraverso il ripristino del
metodo democratico fondato sulla centralità del Parlamento. Occorre,
pertanto, prefigurare un sistema elettorale, nel quale sia garantito
che la trasformazione dei voti in seggi rispecchi – in modo
proporzionale – il pluralismo delle domande politiche e sociali
presenti nel corpo elettorale e che la composizione delle assemblee
rappresentative non sia più dominio esclusivo delle élites di partito
ma il terreno sul quale la volontà degli elettori possa riscontrare (ed
eventualmente correggere) quella dei partiti politici, che devono
recuperare ruolo e dignità attraverso il consenso liberamente espresso
dal corpo elettorale, piuttosto che attraverso artificiosi meccanismi
di privilegio.
Gianni Ferrara, Claudio De Fiores, Domenico Gallo, Pietro Adami, Cesare
Antetomaso, Nicola Atlante, Gaetano Azzariti, Antonia Baraldi Sani,
Imma Barbarossa, Francesco Bilancia, Sergio Cararo, Stefano Falcinelli,
Luigi Ferrajoli, Irene Del Prato, Raniero La Valle, Mario Montefusco,
Gianluigi Pegolo, Anna Pizzo, Tiziano Rinaldini, Franco Ragusa, Franco
Russo, Giovanni Russo Spena, Ersilia Salvato, Cesare Salvi, Pino A.
Quartana.
26 Settembre 2010
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Al Direttore ed alla Redazione del quotidiano “ La Repubblica ”
Gentile
Direttore Mauro,
ovviamente aderisco anche io al Vs. appello a Berlusconi affinché
rinunci allo scudo legislativo anche se credo si tratti di una ipotesi
assolutamente irrealistica essendo ben nota l’insensibilità del
Berlusconi verso qualsiasi argomento di etica pubblica.
Se posso essere davvero franco credo che abbia più probabilità di
successo chi provasse ad andare a vendere ghiaccio agli esquimesi del
Polo Nord piuttosto che chi voglia cercare di convertire il Berlusconi
alla moralità pubblica.
Credo che purtroppo non ci sia più niente da fare per via
costituzionale o giuridica né naturalmente con le armi della “moral
suasion”, come nel caso del Vs. appello. L’anno scorso, esattamente in
questi stessi giorni di settembre, rivolsi una pubblica e solitaria
richiesta al Presidente della Repubblica affinché rinunciasse per la
sua parte all’allargamento dello scudo in modo tale che tutti gli
italiani capissero bene che quello serve solo ed unicamente al
Berlusconi.
Mi sono sempre chiesto perché i Padri Costituenti avessero previsto per
il Presidente della Repubblica un istituto che assomiglia molto da
vicino all’impeachment (mi riferisco all’articolo 90 della Costituzione
Italiana) e nulla di tutto ciò invece per il Presidente del Consiglio.
L’unica spiegazione che riesco a darmi è che allora era inimmaginabile
il piduismo, figuriamoci poi di vederlo al potere.
Non rimane quindi che la via politica attraverso la costruzione di una
alleanza la più larga possibile in grado di rimandare a casa il
Berlusconi alle prossime elezioni, sempre sperando che certi leaders
del centrosinistra non gli preparino ancora una volta una scialuppa di
salvataggio.
Cordiali saluti a Lei ed ai Suoi collaboratori anche a nome di tutti i
nuovi azionisti italiani.
Pino A. Quartana
Segretario Nazionale Nuovo Partito d'Azione, Roma
26 Settembre 2010
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NO ALLA FASCISTIZZAZIONE DELL'ITALIA
Il
Nuovo Partito d'Azione, appresa la notizia della negazione del permesso
per la manifestazione del XX settembre a Porta Pia, esprime la propria
indignazione ed il proprio disgusto per questi atteggiamenti che
dimostrano che è nelle intenzioni dei partiti al potere procedere alla
fascistizzazione dell'Italia. Dalla scuola, alla cultura, alle
istituzioni assistiamo all'attacco giornaliero a questa democrazia nata
dalla Resistenza e dal popolo. Questi attacchi devono cessare e chi
dovrebbe garantire la Libertà deve prendere atto della situazione di
pericolo per la Democrazia ed intervenire non solo a parole ma
soprattutto a con fatti.
Renato Bonini
Responsabile Area Laicità - Dipartimento nazionale Cultura del Nuovo Partito d'Azione
18 Settembre 2010
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L'N.P.A. Lazio si mobilita contro la legge elettorale
Anche
il Nuovo Partito d'Azione Regione Lazio aderisce alla campagna di
mobilitazione promossa dal movimento Libertà e Giustizia e da Valigia
Blu per una nuova legge elettorale. "E' intollerabile che da più di 5
anni sia vigente una legge che viola palesemente il diritto
costituzionale alla scelta dei rappresentanti in Parlamento -
sottolinea Irene del Prato segretario regionale del NPA - e, fatto
ancora più grave, ci accingiamo a tornare alle urne senza che alcuna
modifica sia stata apportata."
Per ripristinare l'adesione ai principi costituzionali, è necessaria la
più alta partecipazione della popolazione, il Nuovo Partito d'Azione
Lazio non esclude quindi che alla raccolta firme promossa da Libertà e
Giustizia e da Valigia Blu, già attiva sul web, possa venir affiancata
nei prossimi giorni una raccolta firme sul territorio
IRENE PRATO
Segretario regionale N.P.A. Lazio
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PER SAKINEH
l
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione. Pino A. Quartana, ha
firmato già da diversi giorni gli appelli per la signora Sakineh,
ennesima vittima della barbarie del regime oscurantista e medioevale
degli ayatollah iraniani. Il Nuovo Partito d'Azione aderisce anche al
sit-in che si tiene oggi davanti alla Ambasciata dell'Iran.
"Non vogliamo perdere l'occasione come uomini del nuovo azionismo - ha
dichiarato Quartana - per denunciare l'orrore costituito dall'esistenza
di regimi come quello iraniano nonché le sue atrocità. Non vogliamo
perdere neppure l'occasione per biasimare coloro che, pur dichiarandosi
di sinistra, tacciono oppure trovano ancora il modo di sollevare
distinguo ed obiezioni di qualsiasi genere su questi fatti orrendi
finendo col perdere completamente di credibilità nel momento in cui poi
essi si scagliano, spesso giustamente, contro le brutture delle società
occidentali contemporanee. Ma è purtroppo un discorso molto vecchio".
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 2 Settembre 2010
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CONVOCATA RIUNIONE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE DELLA TOSCANA
Mercoledì
8 Settembre, alle ore 21:00, è convocata la riunione del Nuovo Partito
d’azione della Toscana. All’ordine del giorno i seguenti argomenti:
-aspetti organizzativi per l’incontro/presentazione del libro di Elio
Veltri: “Mafia Pulita”;
-programmazione per le prossime iniziative legate al mondo del lavoro e
sulle tematiche ambientali
-varie ed eventuali
Per i nuovi: la sede del partito è a Pistoia, in località Villa di
Baggio (5/6 Km fuori città), nei pressi della Chiesa del paese.
Antonio Sammartino
Nuovo Partito d’azione della Toscana
http://npatoscana.blogspot.com/
339/3161701
npatoscana@virgilio.it
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 1 Settembre 2010
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SI SONO CONCLUSI I LAVORI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NPA
Si
è tenuto nei giorni 28 e 29 agosto scorsi a Rimini il Coordinamento
Nazionale del Nuovo Partito d'Azione. Dalla "due giorni" riminese sono
venute fuori molte deliberazioni la prima delle quali concerne alcune
nuove nomine. Da oggi il Lazio ha un nuovo segretario regionale nella
persona di Irene Del Prato, mentre a capo dell'NPA Lucania (Basilicata)
va il compagno Vincenzo Mazzotti. Le Politiche Sociali e la Seconda
Società sono state scorporate dal Dipartimento Economia e costituiranno
un Dipartimento a parte sotto la responsabilità del compagno Antonio
Sammartino già responsabile regionale della Toscana.
Delle molte altre cose decise a Rimini daremo notizia nei prossimi
giorni.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 31 Agosto 2010
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SEGNALAZIONE SUL CARCERE DI PISTOIA A FINI
Il
Segretario Regionale del Nuovo Partito d'Azione della Toscana, Antonio
Sammartino, ha inviato nei giorni scorsi al Presidente della Camera,
Gianfranco Fini,una segnalazione circa i problemi del carcere di
Pistoia ed ha ricevuto dalla sua segreteria particolarela seguente
risposta:
"Si comunica che il Presidente ha disposto la trasmissione della Sua
e-mail alla Commissione parlamentare competente, affinché i deputati
che ne fanno parte possano prenderne visione ed assumere le iniziative
che ritengano opportune. Con i migliori saluti".
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 31 Luglio 2010
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SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA' DEL PARTITO PER PAUSA ESTIVA
Le
attività del Nuovo Partito d'Azione saranno sospese a partire da
venerdì 30 luglio per la pausa agostana. Riprenderanno il giorno 27
agosto con la riunione del Coordinamento Nazionale che si terrà a
Rimini e che durerà tre giorni fino al 29 agosto. Questa sessione del
Coordinamento Nazionale sarà dedicata int...eramente ai problemi legati
alla ristrutturazione organizzativa del Partito.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 27 Luglio 2010
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NOMINA COORDINAMENTO NAZIONALE
Il
Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana, di concerto con gli
altri membri del Coordinamento Nazionale, ha provveduto in data odierna
ad integrare questo organismo di Partito, che era mancante da diversi
mesi di un componente, con la nomina di Stefano Beretta, già membro
della Direzione Nazionale. Al giovanissimo compagno Beretta vanno gli
auguri di buon lavoro da parte di tutta la comunità orange.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 23 Luglio 2010
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L'ITALIA STA DIVENTANDO LA REPUBBLICA OCCIDENTALE DEL MALE
Per
chi come noi azionisti ha impresso nel dna una idea altissima della
politica, della morale pubblica e del loro rapporto, una idea della
politica neanche come servizio per la società, ma addirittura come
missione, ha serie difficoltà a trovare i termini giusti per definire
ciò che sta avvenendo nel Paese e per definire coloro che lo governano
da due anni. Crediamo che non ci sia più una sola parola negativa che
non sia stata già usata da qualcuno. Anche noi neoazionisti ne abbiamo
dette tante. Probabilmente anche se ne trovassimo altre, avremmo serie
difficoltà ad usarle perché in questo Paese esistono ancora leggi come
quelle sulla diffamazione che proteggono i ricchi e la gentaglia che si
impossessa del potere. Sicuramente anche se ne trovassimo delle altre
sarebbero insufficienti a bollare il fenomeno del berlusconismo che è
un concentrato spaventoso ed agghiacciante di immoralità e di volgarità
al punto tale che nella Storia ha raggiunto precedenti simili solo nei
periodi bui del Medioevo oppure in certe malfamate repubbliche
contemporanee centroafricane. Ormai il paragone si fa solo con queste
ultime. Non si può più fare neppure con il Sudamerica, come si faceva
una volta. Il solo accostamento tra Berlusconi da un lato e Lula e
Chavez dall'altro sarebbe offensivo per i secondi.
Adesso sembra che il Cesare o magari il Nerone di Arcore senta l'odore
della fine e come Nerone sarebbe disposto a tutto, anche a bruciare
Roma, pur di salvarsi anche questa volta dalla pesante punizione che
meriterebbe. Non ha mai avuto alcun scrupolo in tal senso sin da quando
mosse i suoi primi passi come imprenditore immobiliare e televisivo.
Ecco quindi che era perfettamente prevedibile che intorno alla sua
figura si muovesse un sistema di potere dove eversori piduisti,
pitreisti e massoni vari agiscono indisturbati, insieme a condannati
per associazione mafiosa, a speculatori e sciacalli di ogni sorta
all'assalto dei beni pubblici, a corruttori di magistrati (quelli gli
vanno bene?) e a tutte le altre specie che la peggior fauna umana e
politica può contemplare. Adesso appare più chiaro ad un numero molto
maggiore di italiani perché il signor Berlusconi volesse anzi vuole
spasmodicamente ed in fretta la legge-bavaglio. La voleva e la vuole
per coprire le porcate non solo della sua cricca, ma di tutte le
cricche possibili. Voleva e vuole con metodi fasciopiduisti (e adesso
si può dire anche pitreisti) la legge-bavaglio per sotterrare le
porcherie compiute da tutte le P massoniche esistenti in questo povero
Paese imbavagliando magistratura, forze dell'ordine e stampa in modo da
far diventare definitivamente questo Paese come la Repubblica
occidentale del Male più di quanto non lo sia già per mille altri
fattori. Non parlamo poi della situazione disastrosa dell'economia e
dell'occupazione dove risolti i problemi della Casta, dei suoi famigli
e dei figli dei suoi famigli il signor B. se ne frega di tutti gli
altri ragazzi italiani, compresi di quelli che ingenuamente lo votano.
Non parliamo della situazione disastrosa e pre-default del debito
pubblico che nei due anni del suo governo si è aggravata in modo
veramente preoccupante tanto che da più di qualche osservatore
finanziario si teme che il prossimo attacco sarà proprio quello contro
l'Italia. Non parliamo dei bluff, come la ricostruzione in Abruzzo che
solo fino a qualche mese fa era uno dei rarissimi vanti del suo
regimetto fasciopiduista. Anche quell'imbroglio è naufragato sotto le
manganellate dei poliziotti spediti dal Governo contro i terremotati
dell'Aquila. Altro misero bluff è il numero di arresti contro i
mafiosi. Qui più che di bluff si tratta di appropriazione indebita ai
danni dei magistrati e delle forze dell'ordine ed anche ai danni di
Roberto Maroni, che, sia detto con onestà, è l'unico ministro decente
di questo governicchio. Maroni è una eccezione positiva non solo in
questo Governo ma anche nella Lega tanto è vero che basta che apra
bocca Bossi per far capire cosa sia davvero la Lega, vero puntello di
un governo reazionario, fascistoide, vandeano, sanfedista, eversivo e
chi più ne ha più ne metta. Tutte le peggiori definizioni sono valide
senza che l'una escluda l'altra.
In occasione della condanna d'Appello di Dell'Utri per associazione
mafiosa scrivemmo che nel caso il signor B. non avesse preso le
distanze dal suo braccio destro,
il Presidente della Repubblica Napolitano, in accordo con il Presidente
della Camera, avrebbe dovuto trovare la determinazione per sciogliere
almeno una Camera ed andare a nuove elezioni in base all'articolo 88
della Costituzione. Non lo ha fatto e noi non avevamo alcun dubbio su
questo. Rinnoviamo quindi la richiesta anzi la rendiamo ufficiale. So,
sappiamo, bene che è una cosa molto difficile dove non c'è una
consuetudine, ma neppure di un Premier così c'era consuetudine. So bene
che è molto difficile, ma in un momento di enorme gravità come questo è
necessario che la parte sana delle istituzioni compia uno sforzo
coordinato e supplementare per allontanare la tessera 1816 della P2 dal
potere.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 18 Luglio 2010
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SI E' RIUNITA LA DIREZIONE NAZIONALE DEL 'NUOVO PARTITO d'AZIONE'
La Direzione Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione' riunitasi domenica
11 luglio a Pistoia ha assunto una vasta serie di decisioni e
deliberazioni che orienteranno l'azione e lo sviluppo del Partito nei
prossimi mesi.
In merito alla strategica questione delle alleanze, la Direzione ha
deciso all'unanimità di conferire un mandato esplorativo alla
Segreteria Nazionale per aprire un confronto teso alla ricerca di
stabili intese con i partiti dell'area laico-progressista e
riformatrice e quindi in prima istanza con i Verdi, con il Psi e con
Sel.
E' stato approvato inoltre un programma di iniziative pubbliche sui
temi che caratterizzano maggiormente il programma e l'identità del
Partito; una campagna di propaganda e di sensibilizzazione per la
patrimoniale e per la riduzione del debito pubblico con volantinaggi e
banchetti in tutta Italia, un convegno sulla legalità da tenere verso
la fine di settembre a Padova, la pubblicazione di un sito internet in
Belgio che pubblicherà i materiali delle inchieste giudiziarie vietati
dalla legge-bavaglio nel caso questo provvedimento dovesse passare
definitivamente in Parlamento, l'accelerazione finale per la
pubblicazione del giornale ufficiale del Partito, un osservatorio
sull'astensionismo elettorale e infine la redazione e quindi la
pubblicazione di un Libro Bianco sulla disperazione della "seconda
società". Per realizzare tutte queste iniziative estremamente
qualificanti sarà necessario procedere ad una ulteriore
ristrutturazione organizzativa interna anche in conseguenza del
continuo flusso di nuovi iscritti, militanti e simpatizzanti.
La Direzione Nazionale ha deliberato a tale scopo di dare carta bianca
alla Segreteria Nazionale ed al Coordinamento Nazionale che si
riuniranno per due giorni a Fiuggi nel prossimo mese di agosto.
Segreteria Nazionale e Coordinamento Nazionale avranno anche il compito
di redigere uno schema di bilancio economico 2010 e di aggiornare e
omogeneizzare lo Statuto nei punti in cui è stato modificato nel corso
degli ultimi diciotto mesi.
In conclusione, la Direzione Nazionale NPA ha approvato, sempre
all'unanimità, anche un Lodo Associazioni-NPA; in altre parole, si
tratta di un regolamento interno all'NPA che servirà a disciplinare i
rapporti fra il Partito e le Associazioni culturali di area.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 13 Luglio 2010
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SINTESI
DELL'INTERVENTO DI SALUTO DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO
D'AZIONE, PINO A. QUARTANA AL CONGRESSO NAZIONALE DEL PSI A PERUGIA
C'è
una sovrapposizione di crisi diverse che gravano sull'Occidente.
Riprendono spazio i seguaci dei profeti dela crisi, quelli di sinistra
che si rifanno alle previsioni marxiane sul crollo del capitalismo,
quelli di destra che riscoprono la profezia filosofica di Oswald
Spengler sul tramonto dell'Occidente.. C'è una crisi ancor più grave
che incombe sul'Italia, un Paese quasi fallito dove non c'è più nessuno
che sappia parlare alla generalità del Paese, che sappia parlare al
cuore del Paese, che sappia proporre un progetto, una nuova missione
per l'Italia.
Tanti italiani scoprono il
bluff ed il fallimento anche dell'uomo della Provvidenza, del ‘ghe
pensi mi'. Ma il dramma vero è che mentre si sgonfia il soufflé del
Cavaliere nero l'opposizione resta afasica, senza un progetto per
l'Italia e senza un progetto per riprendersi il governo, senza un
leader della coalizione e senza una coalizione.
La presente è una crisi epocale e mondiale del capitalismo che richiede
strade nuove che non sono quelle della destra ma forse neppure quelle
di buona parte della sinistra. Larghe zone della sinistra italiana, tra
cui il sindacato, parlano di cose appartenenti ad un mondo che quasi
non esiste più. Parlano solo dei problemi degli occupati, e nessuno si
interessa delle tragedie della 'seconda società'; parlano solo di
detassazione dei redditi da lavoro mentre non si accorgono della
necessità di un reddito di cttadinanza per i ‘non garantiti', per gli
invisibili, per gli emarginati, per i disperati di cui sempre più
spesso leggiamo sui giornali che si sono suicidati lasciando moglie e
figli affranti dal dolore ed ancor più disperati economicamente di
prima, parlano di aumento di prelievi tributari sugli stipendi alti ma
non parlano mai di patrimoniale, di perequazioni patrimoniali, parlano
di aumento degli stipendi come quasi come variabile indipendente senza
preoccuparsi dell'inflazione che si scaricherà non solo sui lavoratori
garantiti ma soprattutto su precari ed emarginati. Lavoro e tasse
sempre; patrimonio e redditi mai. Anche il centrosinistra poi ignora
del tutto, così come le destre, l'economia mafiosa che è ormai la prima
holding economico-finanziaria del Paese. Tutti i partiti del
centrosinistra con rarissime eccezioni sono accomunati non dallo schema
‘laburista', ma dallo schema ‘lavorista'. Ma il lavoro, almeno nella
sua morfologia tradizionale, è diminuito e già da molti anni Jeremy
Rifkin ci avvisa che ce ne sarà sempre di meno nel mondo e in
Occidente.
Il mondo a cui si riferisce ancora la sinistra tradizionale non esiste
più, il mondo nuovo della nuova sinistra non esiste ancora ma abbiamo
il dovere di offrire dei progetti nuovi. Una ricetta emerge sempre di
più; il mondo nuovo, quello che salverà anche l'Occidente
capitalistico, apparirà solo a condizione di una globale
redistribuzione dei redditi, delle opportunità e dei patrimoni.
Per questi e per tanti altri motivi, che non starò qui naturalmente ad
approfondire, ho apprezzato diversi passaggi della relazione
congressuale del segretario Nencini. Intanto una premessa. In questi
ultimi due anni, dal vostro congresso di Montecatini in poi, noi
abbiamo collaborato insieme a voi già in diverse occasioni. Ricordo il
Comitato per la Democrazia e ricordo la nascita della versione
originaria della coalizione SeL, dalla quale noi ci staccammo subito
perché ne avevamo colto sin dal primo momento i fattori di debolezza e
di ambiguità. Ultimamente ci siamo incontrati a Napoli con Riccardo
Nencini in occasione di un convegno sulla nuova sinistra ed oggi ci
ritroviamo qui con una nostra folta delegazione cogliendo anche
l'occasione per ringraziarvi dell'invito. Ci interessa in particolare
il tema del reddito di cittadinanza, il tema della difesa di quello che
Nencini definisce il ‘terzo popolo' e che noi neoazionisti definiamo,
sin dal nostro atto di fondazione, la seconda società. Inoltre fa parte
del nostro dna azionista e liberalsocialista anche il tema dei meriti e
dei bisogni che noi decliniamo con priorità sui bisogni, quindi bisogni
e meriti. Al di là quindi delle peculiarità dei nostri due partiti e
dei motivi che ne rendono differenziate le identità culturali e
politiche, credo che già questi temi siano sufficienti nella
frammentazione del centrosinistra a giustificare un legame forte con
voi.
Va bene quindi la proposta di Nencini di una Convenzione (il termine ha
una sua semantica prettamente giacobina e quindi mi piace già per
questo fatto), di un controparlamento delle forze politiche riformiste
o riformatrici d'Italia.
Devo dire però per onestà verso di voi che c'è invece qualcosa nella
relazionie di Riccardo Nencini che desta in noi azionisti delle riserve
e perplessità non proprio secondarie. Non voglio nemmeno entrare per il
momento nel merito della discussione sullo schema del Patto per
l'Italia che dovrebbe sostituire l'Unione e non voglio entrarvi almeno
per due motivi dettati non dalla passione politico-ideologica, ma dal
crudo realismo politico. Il primo motivo è che non dipenderà certamente
da noi azionisti e credo neppure da voi socialisti decidere veramente
chi debba essere o sarà il leader della coalizione e quale sarà la sua
composizione. Io credo che queste indicazioni spetteranno al solo
partito del centrosinistra che ha il reale potere di aggregazione; il
PD. Il secondo motivo nasce dalla considerazione che se nei tre anni
che ci separano dalle elezioni politiche il pallino decisionale
all'interno del PD dovesse tornare nelle mani dei teorici della
vocazione maggioritaria del PD, i quali sembrano che non si arrendano
ancora ai disastri che hanno combinato, allora, la formula del PATTO
PER L'ITALIA, che essa piaccia o non piaccia, perderebbe di
significato.
Un'ultima considerazione, che forse è quella a cui teniamo di più come
NPA. Io noto che all'interno del piano strategico proposto da Nencini
tra Patto per l'Italia, Patti Federativi bilaterali e Convenzioni
manchi soprattutto un tassello, quello che per noi è nell'immediato il
più importante, quello che invece dipende da noi azionisti e da voi
socialisti e da qualche altro; la nascita di un nuovo polo federativo
di aggregazione all'interno del centrosinistra. Manca l'anello di
congiunzione rappresentato da una Federazione Laico-Progressista che mi
sembrava l'idea venuta fuori in quel convegno napoletano organizzato
dall'amico Jim Cassano. E' l'anello in grado di garantire una relativa
autonomia ed una relativa soggettualità elettorale oltre che politica
dei laico-progressisti italiani. Comunque sia, queste sono solo le
prime impressioni a caldo. Abbiamo bisogno di capire meglio alcuni
passaggi della ricca relazione di Nencini, abbiamo bisogno di formulare
degli emendamenti, e senz'altro sarà il caso di farlo in un incontro
fra i nostri due partiti, incontro a cui mi dichiaro immediatamente
disponibile sin da ora e che può tenersi già prima delle vacanze
estive.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 12 Luglio 2010
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L'NPA INVITATO AL CONGRESSO NAZIONALE DEL PSI
l
'Nuovo Partito d'Azione' è stato invitato ai lavori del 2° Congresso
Nazionale del Partito Socialista Italiano che si apre domani a Perugia
e che si chiuderà domenica 11 luglio. Il nostro Partito sarà presente
al congresso socialista con una folta delegazione formata, oltre che
dal Segretario Nazionale, Pino A. Quartana, dai membri del
Coordinamento Nazionale NPA, Gabriele Oliviero e Silvano Mulas, dal
responsabile nazionale del Dipartimento Cultura del Partito, Vittorio
E. Esposito, da Vincenzo Mazzotti, membro dello stesso Dipartimento e
da Stefano Beretta, membro della Direzione Nazionale. L'intervento di
saluto del Segretario Nazionale NPA è previsto intorno alle 16,30 di
sabato. Oltre al segretario azionista, porteranno il loro saluto al
congresso del PSI i leaders di quasi tutti i partiti del centrosinistra
e dell'opposizione; Bersani del PD, Casini dell'UDC, Rutelli di
"Alleanza per l'Italia", Staderini dei Radicali Italiani, Ferrero del
PRC e Bonelli dei Verdi. Domenica 11 intanto è stata confermata la
riunione della Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione a
Pistoia, come già preannunciato nei giorni scorsi.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 8 Luglio 2010
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IL GUITTO PLANETARIO
"Sapete
- ha raccontato - ormai ho una certa età e inizio a dimenticarmi le
cose. Stamattina ad esempio volevo farmi una ciulatina con una
cameriera dell'albergo e questa mi ha risposto: ma presidente,
l'abbiamo già fatto un'ora fa! Vedete che scherzi fa la memoria". Lo
show è proseguito più tardi: "Ho la fila di ragazze che vogliono
sposarmi adesso che sono ridiventato single. E ci credo: sono
simpatico, sono ricco e in più sono anche vecchio: hanno tutte la
speranza che muoia presto per poi ereditare tutto!" Chi è che parla
così? Forse il milanese Massimo Boldi nei film della serie
comica"Vacanze di Natale"? Purtroppo no, nonè così. Neanche i
personaggi di Boldi sarebbero così stupidamente volgari. E non si
tratta di una pellicola comica, per quanto di una comicità di cui non
credo che come italiani ci sia da andar fierissimi, ma si tratta di una
visita di Stato all'estero. Le parole sono dell'ineffabile Silvio
Berlusconi , sì ancora lui, che durante la cena con le delegazioni
italiana e brasiliana ha proferito in Brasile quelle memorabili parole
che certamente passeranno alla Storiaal pari diquelle di Cavour.
Insomma si è fatto riconoscere anche in Brasile. Il signor B. alle sue
patetiche figuracce da due soldi è abituato, ma le sue figuracce non
possono che ricadere indirettamente anche sull'Italia,Vorremmo proprio
sapereche male ha fatto questo Paese per meritarsi tutto ciò, per
meritarsi anche questo sfregio".
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 30 giugno 2010
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IL SIGNOR BERLUSCONI SCONFESSI DELL'UTRI O SE NE VADA A CASA INSIEME A LUI
La
conferma in Corte d'Appello della condanna di primo grado a Dell'Utri,
uno dei fondatori del partito di Berlusconi e suo braccio destro da
tempi immemorabili, è una cosa già di per sè gravissima, tale da
imporre le sua immediata estromissione dal Parlamento. La sentenza in
sè non è soddisfacente, non tanto perché gli sono stati ridotti due
anni, ma perché, inspiegabilmente, essa si ferma alle vicende anteriori
al 1992 cioè non affronta lo scabroso rapporto avuto, secondo quanto
dichiarato da molti pentiti, dal Dell'Utri con esponenti mafiosi nel
periodo delle stragi dei primi anni '90. In ogni caso, la sentenza
ribadisce un fatto di una gravità tale per cui tutte le forze politiche
dovrebbero decretare la decadenza del Dell'Utri dal Parlamento. La
sentenza d'Appello ribadisce cioè che i rapporti del Dell'Utri con la
mafia sono fuori discussione; rapporti continui e non occasionali.
Detto per inciso, Dell'Utri ha avuto anche altre condanne come quella
per estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa, attualmente membro della
Direzione Nazionale del nostro Partito.
Ma c'è qualcosa di ancor più grave della condanna in appello, che in
teoria deve ancora essere definitivamente suffragata dal terzo grado di
giustizia, ed è la dichiarazione odierna del Dell'Utri sul mafioso
pluriomicida ed ergastolano Vittorio Mangano. Ricordiamo che analoghe
dichiarazioni di analogo tenore erano state pronunciate anche dal
Cavaliere azzurro con l'anima nera.
A questo punto si aprono problemi di immensa gravità; dal momento che
non è tollerabile in nessun Paese del mondo che il braccio destro
'storico' del Presidente del Consiglio venga condannato per due volte
per rapporti di associazione mafiosa. Di conseguenza, sono solo due le
strade che, in un Paese che voglia continuare a far parte del mondo
civile, si possono e si debbono prendere. La prima è che Berlusconi
sconfessi il suo braccio destro e che dia l'ok per la sua cacciata dal
Parlamento, anche se solo costretto a farlo per decenza formale. In
mancanza di tutto ciò, il Presidente della Repubblica Napolitano,
magari in accordo con il Presidente della Camera (a proposito; che
diranno ora quegli ex An, soprattutto vicini a Fini, che rivendicano
l'eredità di Borsellino e di Falcone?), dovrebbe trovare la
determinazione per sciogliere almeno una Camera ed andare a nuove
elezioni in base all'articolo 88 della Costituzione perché neanche
negli Stati-canaglia sarebbe accettabile continuare a tollerare la
presenza di un Presidente del Consiglio che con il suo silenzio
alimenterebbe i peggiori sospetti non solo e non tanto sulla sua
persona ma sulle intere istituzioni della Repubblica.
Nè è possibile far finta di ignorare che la condanna del suo braccio
destro Dell'Utri per associazione mafiosa, ribadita in Appello, si
riverbera pesantemente anche su di lui.
In ogni caso, in un momento irto di guai per il Paese, con una
congiuntura economica e finanziaria preoccupante, avere un Presidente
del Consiglio talmente compromesso e talmente ossessionato dalle sue
questioni personali, da un Presidente che comincia ad essere
abbandonato finanche da pezzi significativi del suo blocco di potere, è
una ulteriore sciagura che questo povero Paese non può assolutamente
più permettersi.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 28 giugno 2010
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IL NUOVO VANGELO DI EMMA E DELLA RAZZA 'IMPRENDITORA'
L'intervista
del Presidente degli Industriali italiani, Emma Marcegaglia, pubblicata
oggi sul quotidiano "La Repubblica" è l'esempio calzante di quello che
sente nel profondo la classe imprenditoriale italiana, che non è tutta
la "razza padrona", ma certamente fa parte di quella, soprattutto negli
ultimi tempi caratterizzati da una convergenza sempre più marcata con
il berlusconismo.
Colpisce soprattutto la assoluta indifferenza, al di là delle possibili
soluzioni alla crisi, per le sofferenze sociali di coloro, una gran
parte della popolazione, che non hanno evidentemente avuto la chance di
nascere in una famiglia ricca o di imprenditori come la sua. Quando il
giornalista di 'Repubblica' gli fa notare i costi delle
ristrutturazioni capitalistiche la Marcegaglia glissa quasi infastidita
attribuendo licenziamenti, povertà vecchie e nuove quasi ad eventi
naturalistici come la pioggia o il sole.
A volte la Marcegaglia dice anche delle cose sensate, come la necessità
di tagliare il deficit ed il debito pubblico, ma la sua ricetta è
francamente reazionaria; tagli a tutti e soldi solo per noi
imprenditori, per l'impresa posta al di sopra di tutto e di tutti, come
vuol fare il suo amichetto Silvio stravolgendo ancora una volta la
Costituzione. Secondo la Marcegaglia, i lavoratori dipendenti,
soprattutto gli operai delle imprese private, devono stare zitti e
massacrarsi sempre più di lavoro, mentre i disoccupati non esistono nel
senso che sono invisibili e che tali devono continuare ad rimanere. A
differenza degli stessi operai di Pomigliano, i disoccupati cronici o i
giovani senza futuro, gli italiani della 'seconda società' non debbono
neppure alzare la voce, nemmeno quando stanchi delle difficoltà della
vita, oppressi dalla loro disperata solitudine umana e sociale,
decidono di suicidarsi. Ovviamente queste cose la Marcegaglia non le ha
dette proprio così ma questo è quel lei ed i suoi sodali della razza
'imprenditora' italiana hanno in pancia.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 27 giugno 2010
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SEGNALI PROMETTENTI DALLA VICENDA BRANCHER
La
rinuncia del neoministro Brancher al cosiddetto "legittimo impedimento"
è un segnale importante che non va sottovalutato e che dimostra come il
regimetto fasciopiduista di Berlusconi non sia affatto imbattibile.
Quando, come nelle proteste contro la legge-bavaglio, le categorie
professionali, le associazioni della società civile si ribellano
all'unisono, quando lo stesso Presidente Napolitano decide che
l'avventurismo e l'arroganza di questa destra immorale ed eversiva è
troppo anche per lui, ecco che si aprono vistose crepe anche
all'interno della stessa maggioranza di destra, ecco che Berlusconi
vacilla, è costretto ad indietreggiare.
Tutto ciò potrebbe essere, ed in buona parte lo è, molto promettente se
non fosse per il fatto che da questo processo liberatorio sono del
tutto assenti i partiti dell'opposizione di centrosinistra che
continuano colpevolmente ad occuparsi solo dei piccoli cabotaggi
politicanti, incapaci come sono non solo del coordinamento di tutti
questi movimenti di protesta, ma di un progetto politico unitario per
poter tentare, prima o poi, di strappare il Paese dalle grinfie del
signor B.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 27 giugno 2010
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DA PARTE DELLE DESTRE UNA CORRUZIONE MORALE SENZA FRENI NE' LIMITI
Una
dichiarazione del Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino
A. Quartana sull'appellarsi al legittimo impedimento da parte del neo
ministro Brancher.
Una porcata al giorno toglie il giudice di torno. Questa è la vera
filosofia politica del signor B. Non avevamo il minimo dubbio come
nuovi azionisti che il premier al di sotto di ogni sospetto intendesse
blindare Brancher nominandolo Ministro del Federalismo. Neanche una
settimana dopo la nomina ed ecco che il sospetto diventa già realtà.
Non c'era d'altronde nessun motivo per creare un Ministero del
Federalismo che la Lega per prima non voleva. Il vero guaio è che il
tarlo della corruzione morale di un intero Paese, una corruzione morale
senza freni né limiti pervicacemente perseguita dalla maggioranza di
destra, continua a erodere tutti i livelli della vita nazionale e la
gente appare ormai assuefatta a cotanto schifo. A troppi italiani non
ripugna più adattarsi alla corruzione morale e d'altro tipo, ma la cosa
peggiore è che molti italiani non si accorgono nemmeno più del degrado.
Per una fascia cospicua di italiani che votano la destra è diventato
addirittura un valore lo schierarsi con i farabutti e il disprezzare
gli onesti.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 25 giugno 2010
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NPA IN FRIULI-VENEZIA GIULIA E TRENTINO-ALTO ADIGE
Il
Segretario Nazionale ha proceduto in data odierna alla nomina del nuovo
responsabile regionale del Nuovo Partito d'Azione per la regione Friuli
Venezia Giulia.
Si tratta di Ivan Buttignon, di Gorizia, giovanissimo docente
universitario di Storia dei Partiti e dei Movimenti Politici nelle
Università di Udine e di Trieste.
Con questa nomina comincia anche nel Friuli-Venezia Giulia il processo
di radicamento del Nuovo Partito d'Azione.
Simultaneamente alla nomina di Buttignon, il Segretario Nazionale ha
affidato alla compagna Mary Balzano, già membro della Direzione
Nazionale del Partito, l'incarico di commissario NPA per la regione
Trentino-Alto Adige.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 21 giugno 2010
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Nomina
Il
Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana, ha proceduto nella
giornata di ieri ad una nuova nomina. Vincenzo Garraffa, entrato la
settimana scorsa nel Partito, è stato chiamato a far parte della
Direzione Nazionale.
Nuovo Partito d'Azione
Ufficio Stampa
Roma 15 Giugno 2010
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Assemblea N.P.A. in Toscana - N.P.A. anche in Sardegna
Presso
la sede regionale del Nuovo Partito d'Azione della Toscana sita a
Pistoia in Via di Villa di Baggio Montanina n. 73 si terrà sabato 12
giugno con inizio alle ore 18,00 una assemblea dei quadri, degli
iscritti e dei simpatizzanti toscani del Partito.
Durante l'assemblea si celebrerà anche la Festa del Tesseramento 2010.
Sarà presente all'incontro il Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana.
N.P.A. anche in Sardegna
Il Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana, ha nominato in
data odierna la compagna Pia Piga di Cagliari a Referente per l'NPA in
Sardegna. La figura del Referente, come vale già per la Liguria, sarà
oggetto di una definizione più precisa e di ratifica nel corso della
riunione della Direzione Nazionale che sarà convocata a breve termine.
L'intenzione della Segreteria Nazionale e del Coordinamento Nazionale è
di considerare la figura del Referente come quella di un ruolo da
adottare in situazioni molto particolari.
In ogni caso, questa nomina costituisce il primissimo passo per la
penetrazione del Nuovo Partito d'Azione anche in Sardegna, patria di
Emilio Lussu e di una forte tradizione azionista!
Alla compagna Pia Piga auguri e felicitazioni da parte di tutto l'NPA.
NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 10 giugno 2010
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LA "GRANDE MANOVRA" FINANZIARIA
Finalmente
con due anni di ritardo- questo Governo, tanto arrogante e presuntuoso,
quanto dilettantesco (salvo rare eccezioni), spinto dall'incalzare
della crisi, è costretto ad abbassare la guardia e a mostrare tutta la
propria sprovvedutezza e inconsistenza, tentando di porvi riparo in
extremis, di fronte alla minaccia della bancarotta dello Stato.
Con un Debito Pubblico che viaggiava verso il 115%, un declino
strutturale del sistema produttivo, una produttività calante e una
crescita poco sopra allo zero, inferiore a quella degli altri paesi
europei, una disoccupazione in aumento, in gran parte mascherata con
l'espediente dei contratti precari, il Cavaliere Nero, tornato al
potere di slancio, dopo aver affossato il governo Prodi –che,
faticosamente, aveva avviato, con qualche significativo successo,
l'opera di risanamento-, ha promesso mari e monti ad un elettorato che
chiedeva soltanto di continuare ad illudersi e proiettava le proprie
paure su nemici fantastici: i ‘comunisti', gli ‘immigrati', l' ‘Islam',
il ‘relativismo morale' e l'eclissi dei valori tradizionali, senza
curarsi dei mali antichi e recenti che impediscono all'Italia di
affermarsi come paese civile, democratico e moderno.
L'abolizione dell'ICI sulla prima casa (dei ricchi), il salvataggio
della Compagnia di Bandiera (interamente a spese dei contribuenti), la
ripresa delle Grandi Opere –come il Ponte di Messina- la gestione
megalomane dei grandi eventi - come il G8 – e delle emergenze – come i
rifiuti di Napoli e il terremoto dell'Aquila- sono stati i momenti di
un attivismo frenetico volto a dimostrare l'efficacia realizzatrice
dell' Uomo d'Affari, sceso in politica, rispetto alle lentezze e alle
irrisolutezze consuetudinarie della politica, a dar prova di un altro
‘stile', che in nome della ‘politica del fare' ha preteso di
giustificare ed imporre la svalutazione delle prassi e dei controlli
democratici, tanto da suscitare, alla fine, un dissenso sempre più
fermo all'interno della sua stessa maggioranza.
Nessuna strategia per la ripresa dello sviluppo è stata impostata,
nessuna politica finanziaria orientata verso questo obiettivo è stata
seguita. Solo una politica di mantenimento dell'esistente, fatta di
tagli a voci essenziali di bilancio nel tentativo di evitare l'aumento
della spesa pubblica, che, nonostante tutto, ha continuato a crescere,
così come il peso fiscale sui cittadini è aumentato a dispetto di tutte
le promesse.
Ed è sopraggiunta la crisi importata dall'America, come ennesimo alibi
per nuovi favori resi all'oligarchia delle banche e agli evasori ed
esportatori all'estero di parte cospicua della ricchezza prodotta in
Italia con il lavoro e il sacrificio di tutti, cui si è fornito uno
‘scudo fiscale', giustificato con la necessità di recuperare risorse,
mentre le aziende chiudono o si delocalizzano e ai lavoratori, messi
sulla strada, viene offerta la magra consolazione di ammortizzatori
sociali, necessariamente a termine.
La truffa finanziaria ha messo alle corde la nostra, già fragilissima,
economia, facendo pagare al popolo ignaro un prezzo altissimo. Ma il
Capo del Governo e il coro dei suoi giannizzeri e cortigiani si sono
affannati a rassicurare il Paese che tutto andava bene, che il peggio
era passato, che l'Italia era uscita dal ciclone, reggendo meglio dei
patners europei. A nessuno è venuto mai il sospetto che argomenti del
genere dovevano essere sostenuti non di fronte alle anonime platee
televisive, ma al cospetto delle centinaia di migliaia di cittadini
rimasti senza lavoro e senza speranze e di quelle famiglie, esaltate
per la loro capacità di risparmio, che vedono vanificati, in un solo
colpo, i sacrifici di un'intera vita.
Nel frattempo un anno di attività politica è stato quasi esclusivamente
impegnato per difendere il ‘Premier' dalle accuse, seguite alla
scoperta dei suoi boccacceschi ‘festini', e il Parlamento è rimasto
bloccato su provvedimenti di legge, sfornati a ripetizione dal pool dei
suoi avvocati e consulenti, per metterlo a riparo dalle indagini e
dalle vicende giudiziarie relative ai suoi affari privati. Alla fine è
emerso il groviglio di interessi, di favori, di arbitri, di corruttela,
che il nuovo di ‘stile' di gestione della cosa pubblica recava con sé e
la ‘politica del fare' si è rivelata contornata dalla ‘politica
dell'affare', come derivato di un metodo dirigistico e personalistico
insofferente dei limiti imposti dalla legge.
Ora basta!!! Questa compagnia di ventura che ha preso il potere in
Italia non può continuare a mentire, a gettare fumo negli occhi, a
servirsi degli strumenti della democrazia per mantenere e rafforzare il
potere delle varie ‘cricche', che la sostengono. Bisogna dire chiaro e
tondo che la ‘manovra' finanziaria che è stata precipitosamente
confezionata per dare una risposta all'emergenza che si è determinata
in Europa, è un ulteriore inganno, un'ennesima parata dimostrativa. E',
infatti, del tutto insufficiente rispetto alla necessità di un
abbattimento del Debito Pubblico, che, in questo biennio, è salito al
120%; non serve a rilanciare l'economia e a colmare in tempi brevi il
deficit di bilancio e a ridurre la disoccupazione; apre nuove gravi
ferite nei settori strategici, riducendo i servizi dello Stato ai
cittadini; limita ulteriormente l'autonomia delle Regioni, che si
troveranno costrette a far ricorso a nuove e più pesanti tasse: altro
che non mettere ‘le mani nelle tasche degli italiani'! Le si dovranno
mettere, per delega, pesantemente e in modo indifferenziato.
Ma, soprattutto, è ancora una volta una manovra cieca e senza
obiettivi, che non sposta di un capello il rapporto squilibrato tra le
classi sociali e le due parti del paese, o meglio continua a ridefinire
questo rapporto a vantaggio dei cet privilegiatii e delle regioni
ricche.
Il Nuovo Partito d'Azione, già da un quinquennio indica alle forze
politiche le conseguenze dirompenti di un Debito Pubblico tra i più
elevati al mondo, che ingessa il bilancio dello Stato e impedisce
qualsiasi politica sociale degna del nome, proponendo misure come una
Tassa annuale Progressiva e Combinata (TPPC) sui patrimoni mobiliari e
sulle transazioni immobiliari, a partire dai patrimoni familiari
superiori a 400.000 euro o la devoluzione allo Stato dell'8 per mille e
altri interventi indispensabili per restringere la forbice
ricchezza-povertà che nell'ultimo quindicennio si è allargata a
dismisura, vanificando le promesse di giustizia sociale contenute nella
Costituzione Repubblicana.
Si può obiettare che di fronte al fenomeno criminoso di un'evasione
sociale, che sottrae alla collettività 120 milioni di euro, misure e
interventi di questo tipo possono apparire velleitari e ininfluenti. Ma
ci sono molti modi per stanare i contribuenti infedeli e costringerli a
partecipare alle spese dello Stato secondo il loro effettivo potere,
peraltro eccessivo, smisurato e ingiustificabile. E' solo una questione
di volontà politica, che non può certo manifestarsi finché alla guida
del paese ci saranno burattini sospesi ai fili delle oligarchie
economiche, o, peggio ancora, se burattino e burattinaio si
identificano nella stessa persona
Vittorio Emanuele Esposito
Resp. Dip. Cultura Nuovo Partito d'Azione
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AL VIA LA CAMPAGNA TESSERAMENTO NPA 2010
In data odierna si apre ufficialmente la campagna tesseramento N.P.A. per il 2010.
Rispetto
agli scorsi anni, questa volta abbiamo deciso di posticipare il tutto
di alcune settimane per ultimare alcune importanti novità sia dal punto
di vista organizzativo sia da quello della comunicazione.
Una
delle novità più significative è la pubblicazione del nuovo sito del
partito, sicuramente più funzionale ed accattivante. Dai positivi
commenti che ci sono giunti rileviamo che questa operazione è stata
molto apprezzata dalla comunità neoazionista e non solo.
Sotto
il profilo organizzativo invece è doveroso ringraziare i Segretari e i
Commissari regionali che ogni giorno si spendono per costituire gruppi
organizzati ed operanti sul territorio.
Non
credo sia necessario soffermarti troppo su questi aspetti perché sono
già chiaramente espressi nella lettera agli iscritti e ai simpatizzanti
scritta dal Segretario Quartana, ma sono sicuro che quanti si sono
avvicinati al Nuovo Partito d'Azione negli ultimi tempi hanno
sicuramente trovato una comunità politica nuova ed innovativa,
affiatata e solida. Una casa dove rifugiarsi in questi burrascosi tempi
politici e all'interno della quale progettare e costruire assieme il
domani.
Gli importanti risultati
raggiunti sotto tutti i punti di vista e le positivissime impressioni
che sempre più persone ci esprimono, sono il ringraziamento più grande
che ci ripaga pienamente del duro lavoro svolto fino ad ora e ci danno
coraggio e forza per affrontare con sempre maggiore impegno, onestà e
trasparenza le sfide future.
Gabriele Oliviero
Resp. Dipartimento comunicazione ed organizzazione N.P.A.
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CARCERE DI PISTOIA (METAFORA DI TUTTI I CARCERI D'ITALIA)
In
riferimento all'incontro tenutosi lunedì 17 Maggio con i rappresentanti
della Provincia e il terzo settore sul tema riguardante la situazione
carceraria di Pistoia, a titolo personale e mosso unicamente
dall'intento di rendere in qualche modo giustizia a tanti detenuti che
incontro all'interno dell'istituto, vorrei precisare alcune mie
considerazioni e sottoporvi alcune proposte. Vorrei descrivere ai
rappresentanti della Provincia la situazione più nel dettaglio al fine
di far comprendere l'entità del problema, che necessita di misure
urgenti.
Il
carcere di Pistoia soffre come tutti i carceri il problema del
sovraffollamento: 140/150 detenuti su una capienza tollerabile di 80.
Nella
parte del carcere adibita all'isolamento dove transitano coloro che
sono in attesa della conferma degli arresti in carcere e anche i
detenuti sottoposti a misure disciplinari, a differenza del significato
della parola (isolamento) quindi per un solo detenuto, ve ne sono
regolarmente in ogni singola cella 2/3, in spazi ristrettissimi.
All'interno
della sezione dell'Istituto, al 1° piano, le celle sono di circa 6 mq e
sono ristretti, nel vero senso della parola, 3 – 4 detenuti, quando la
capienza prevista sarebbe al massimo per 2 persone. Al 2° piano vi sono
celle che sarebbero per ¾ detenuti al massimo e ve ne sono collocati
regolarmente 6; e sempre al secondo piano altre celle, che sarebbero
per una capienza di 5/6 detenuti al massimo, ve ne sono regolarmente 9.
Per chi è ammesso al lavoro
interno, anche se è prevista una turnazione sono comunque pochi i
detenuti lavoranti, sono autorizzati, (escluso per chi svolge la
funzione di cuoco, aiuto cuoco e lavori di manutenzione straordinaria),
solamente per poche ore giornaliere e per mansioni non tanto
gratificanti come lo scopino, pulire le docce, portare i sacchi dello
sporco, ecc. Chi non lavora, i più, stanno prevalentemente in cella.
Sono solamente ammesse 2 uscite all'aria aperta di 1 ora ciascuno: una
la mattina e una la sera.
Lascio
immaginare a voi le condizioni igienico sanitarie, la pericolosità per
il contagio delle malattie, la mancanza di adeguate cure mediche e
visite specialistiche. Gli unici farmaci che non mancano mai sono gli
psicofarmaci, che invece abbondano…
Per ciascun detenuto sono autorizzati 6 colloqui al mese con i propri familiari.
Il
dramma è reale e a dimostrazione di questo, tanto ce ne fosse bisogno,
è da ricordare il tentato suicidio di un cittadino tunisino,
fortunatamente non riuscito per il tempismo degli agenti carcerari,
residente a Pistoia, con problemi trascorsi di tossicodipendenza, e che
pochi mesi prima ha perso la compagna che si è suicidata nel carcere di
Sollicciano.
Nella fase attuale
assistiamo all'ingresso di detenuti che padre Alex Zanotelli
definirebbe gente “sbolognata”, con forti problematiche di tipo
sanitario, psicologico e sempre più spesso di tipo psichiatrico che,
qualora vigesse lo stato di diritto, sarebbero inseriti in altre
strutture più idonee per curare le patologie che presentono. Unita a
questa condizione di forte disagio gli stessi sono molte volte
imputati, con pene severe, di reati di scarsa pericolosità sociale:
furto di una maglietta, “furto” di bustine di zucchero all'interno di
un bar, vendita di vestiti contraffatti (quest'ultimo detenuto, con
moglie disoccupata e figlio piccolo è stato condannato ad una pena di
più di 3 anni). I colletti bianchi fuori e i disgraziati dentro, ma
questo è un altro discorso…
A
questo punto scindendo le competenze del Ministero di Grazia e
Giustizia e di altre Istituzioni, da quelle dell'Ente Provincia, credo
che quest'ultima sul tema del carcere debba concentrarsi sul
rafforzare, promuovere e finanziare azioni rieducative (come oltretutto
direbbe la nostra Costituzione), muovendosi in questa direzione:
- Promuovere, incentivare e sostenere azioni di carattere educativo e culturale come il teatro, musica, pittura e quant'altro (la devianza come ricordava Pasolini si combatte prima di tutto con la cultura);
- Sostenere e valorizzare il prezioso lavoro del volontariato penitenziario
che si prende cura anche materialmente dei soggetti detenuti
(dall'acquisto degli indumenti per chi non ha parenti e non nessuna
entrata, al sostegno di natura economica, ecc..). La rieducazione passa
anche attraverso la salvaguardia della dignità personale;
- Promuovere attività formative rivolte ai detenuti
e ove possibile, tenendo conto degli spazi messi a disposizione
dall'istituto, svolgere una tipologia di corsi che abbiano una maggiore
rispondenza con il mercato occupazionale;
- Prevedere
che almeno una volta/due al mese, un operatore del centro inpiego,
faccia l'iscrizione dei detenuti che ne facciano richiesta nelle liste
dell'ufficio di collocamento. Questo dopo i due anni di
disoccupazione consente all'azienda che volesse assumere, degli sgravi
contributivi significativi ( legge 407/90 ). In quasi tutte le altre
Province viene già fatto, non si capisce perché a Pistoia non venga
praticato.
- Sostenere
anche finanziariamente quelle azioni mirate all'inserimento lavorativo
rivolto ai detenuti che possono essere ammessi alle misure alternative
(come ad esempio la semilibertà e affidamento ai servizi sociali).
Questo tipo d'inserimento vede il lavoro come parte essenziale nel
percorso rieducativo del detenuto sia per quanto concerne
l'acquisizione di competenze di tipo professionali, sia quelle
cosiddette trasversali (capacità nella gestione dei rapporti personali,
osservanza degli orari, adeguarsi progressivamente ai ritmi che un
lavoro stesso richiede, ecc..). La legge Gozzini, che regolamenta le
misure alternative è un provvedimento legislativo che va difeso perché
funziona (nella misura in cui lo si sostiene anche economicamente),
registrando delle percentuali bassissime di recidiva dei detenuti
ammessi alle misure alternative. Occupandomi da circa 14 anni
d'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (art. 4 legge 381/91),
posso confermare che la tipologia di svantaggio legata allo stato
detentivo è quella che dà maggiori risultati positivi, in termini
occupazionali, al termine del percorso.
Antonio Sammartino
Segretario regionale della Toscana NPA
http://npatoscana.blogspot.com
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NUOVE NOMINE
Nell'ambito
del Piano di potenziamento organizzativo dell'NPA, entrato in vigore
nello scorso mese di settembre 2009, il Segretario Nazionale del 'Nuovo
Partito d'Azione', Pino A. Quartana, ha proceduto in data odierna alle
seguenti nomine;
a) Il
compagno Vittorio E. Esposito già responsabile nazionale del
Dipartimento Cultura e segretario regionale della Calabria, è il
Direttore Politico del nuovo giornale del Partito che tra non molto
inizierà le sue pubblicazioni. Si tratterà di un bimestrale, formato
tabloid, 20 pagine in edizione online ed anche cartacea.
Con
questa prestigiosissima nomina per il compagno Esposito scatta, nello
stesso tempo, il divieto di cumulare più di tre incarichi dirigenziali
importanti per cui, essendo il titolare della Direzione Politica del
giornale ufficiale dell'NPA e delle altre due cariche sopra menzionate,
il compagno Esposito rinuncia alla carica di componente il
Coordinamento Nazionale;
b) Il
compagno Antonio Sammartino a conclusione del periodo di prova di sei
mesi come Commissario Regionale diventa il Segretario Regionale NPA
della Toscana dopo aver dato ottima prova delle sue capacità e del suo
attaccamento al Partito.
A tutti
e due i compagni congratulazioni ed auguri per un sempre più proficuo
lavoro politico al servizio del neoazionismo e del Nuovo Partito
d'Azione.
Ufficio Stampa
Roma 19 maggio 2010
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IL GOVERNO DEI FATTI... SPORCHI
E I NUMERI DELLA POVERTA' IN ITALIA
La
povertà interessa poco al sistema dei media, perché essendo cosa grave
e preoccupante non lascia spazio al gossip. E interessa poco anche alla
politica, a quella di governo come a quella d'opposizione. Sarebbe
invece assai utile, e salutare, occuparsene, perché la
"fotografìa" della povertà ci dice molto sul profilo, non solo sociale,
ma anche politico e morale del nostro Paese. Ci permette, senza dubbio,
di capire meglio questa Italia, per molti aspetti sempre più "opaca"
nei suoi movimenti profondi, e sempre meno decifrabile con le
tradizionali categorie dell'analisi politica. Basta dare un'occhiata al
Rapporto 2008-2009 realizzato dalla Commissione d'indagine
sull'esclusione sociale per rendersene conto. Da tale rapporto si
evince chiaramente che la base su cui poggia l'intera piramide sociale,
lo zoccolo duro più esteso, che dovrebbe sorreggere tutto il resto, è
fragile e segnato da forme molteplici di "deprivazione". Viviamo con la
testa nel mondo fantasmagorico del consumo opulento (abbiamo
aspettative da consumatori ricchi), ma poggiamo i piedi, e tutto il
corpo, sulla linea di galleggiamento. I numeri, e soprattutto i
confronti, la comparazione con il resto d'Europa, stanno lì a
ricordarcelo. Non si tratta solo di quegli 8 milioni di “poveri in
senso relativo”(per povertà relativa s'intende la soglia sotto la spesa
mensile di € 999,67 euro per 2 persone), né di quei 3 milioni di
“assolutamente poveri” (cioè incapaci di accedere a beni ritenuti
essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente
accettabile), che l'Istat ha censito, ma si tratta anche di quei
18.896.000 individui che non possono essere definiti tecnicamente come
poveri (per il livello del reddito o della spesa mensile), ma che della
povertà o della minaccia di povertà portano tutte le stigmate e di cui:
4 milioni che arrivano con grande difficoltà a fine mese e che non
potrebbero affrontare una spesa imprevista di 700 euro senza finire
“sotto”; 3,5 milioni , che nei 12 mesi precedenti all'intervista hanno
avuto difficoltà per sostenere le spese della vita quotidiana; 6
milioni censiti come vulnerabili, spesso proprietari dell'appartamento
in cui vivono, con disponibilità di auto, tv, elettrodomestici, ma
tuttavia in difficoltà.
La crisi ha incominciato a mordere anche sulle fasce fino ad ora
considerate relativamente "forti" del mercato del lavoro: sui titolari
di un posto fìsso, sui lavoratori autonomi, sulle stesse mansioni
impiegatizie e in qualche caso persino manageriali, spesso coperte
dagli ammortizzatori sociali ma gravate da un "peso" normalmente
accettabile (uno o due figli minorenni o in cerca di lavoro, un
famigliare non autosufficiente, la necessità di cure specialistiche) e
divenuto insostenibile in caso di cassa integrazione, o anche della
impossibilità di prestare lavoro straordinario.
Le politiche di contrasto alla povertà adottate da questo governo: la
carta acquisti (social card), il bonus famiglia, l'abolizione dell'Ici
sulla prima casa e il bonus elettrico, risultano alla prova dei fatti
insufficienti. Nel loro complesso si calcola che le quattro innovazioni
del sistema di tax-benefit determinino, congiuntamente, una riduzione
della quota di famiglie assolutamente povere dal 4.27% al 3.89% (meno
di 0,4 punti percentuali). Circa 91.000 famiglie su un milione escono
dalla povertà assoluta.La diffusione della povertà relativa si abbassa
di meno di mezzo punto percentuale, dal 17.55% al 17.07%. Anche la
diseguaglianza si riduce, seppur in modo contenuto.
Le risorse che i provvedimenti del Governo complessivamente indirizzano
alle famiglie assolutamente povere ammontano a 192 milioni di euro, che
costituiscono un supporto nel complesso esiguo rispetto a quanto
sarebbe necessario a portare l'insieme di queste famiglie al di sopra
della soglia di povertà assoluta (3,86 miliardi). L'impatto della carta
sulla povertà assoluta è significativo ma buona parte dei poveri
assoluti non ottiene questo trasferimento. Se si vuole raggiungere un
risultato apprezzabile, appare inevitabile un'ulteriore revisione dei
criteri di accesso (Questa limitata penetrazione della carta acquisti
tra le famiglie povere in senso assoluto dipende in primo luogo dai
criteri anagrafici di selezione, che escludono chi ha più di tre anni o
meno di 65 anni. Sono fuori dal suo campo di applicazione, ad esempio,
le famiglie numerose con figli non in piccolissima età, tra le quali è
noto che il disagio economico è, in Italia, particolarmente diffuso).
A fronte di questa situazione risulta ancora più vergognosa la spesa
colossale, oltre mezzo miliardo di euro, che il governo italiano ha
invece utilizzato tra la Maddalena e l'Aquila per i tre giorni di
vertice del G8 (il vertice più caro della storia). Per dotare l'isola
sarda di alberghi, sale conferenze, porti e giardini erano già stati
bruciati 327milioni e 500mila euro. Fondi che ora gli atti
dell'inchiesta della Procura di Firenze rileggano in chiave diversa,
descrivendoli come il banchetto di una “cricca” tutta presa dalla
spartizione di appalti senza concorrenza e senza trasparenza. I
magistrati hanno arrestato i protagonisti di quelle opere, ai vertici
della struttura di Bertolaso che ha gestito l'affare. Tutte le opere
della Maddalena sono diventate inutili quando il premier ha deciso di
cambiare scenario e spostare la riunione all'Aquila, tra le macerie e i
senzatetto. Il tutto a carissimo prezzo: altri 184 milioni e 974 mila
euro bruciate per le tre giornate abruzzesi. In tutto, appunto, oltre
mezzo miliardo: il tributo dei contribuenti italiani al vertice più
folle, costoso e inutile della storia recente. E come nell'assegnazione
delle opere della Maddalena, anche scorrendo la lista dei lavori per
l'Aquila le sorprese abbondano. Ci sono anzitutto i soliti noti del
ristretto giro di Palazzo Chigi che tra i clienti privilegiati di tutti
gli eventi internazionali non mancano mai. Come Relais le jardin che
per oltre un milione di euro si è aggiudicata la fornitura del servizio
di catering per i banchetti organizzati per i capi di Stato. Solo che
Relais non è una società qualsiasi: appartiene alla famiglia di Stefano
Ottavini, sposata con Maria Letta, figlia di Gianni Letta,
l'onnipotente sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
In una regione che aveva pianto almeno 308 morti per il sisma e doveva
restituire una vita dignitosa a 80.000 senzatetto, i gadget delle
grandi occasioni paiano affronti. Trascurando le ciotoline d'argento
Bulgari gentile omaggio per i capi di Stato, si va dalle 60 penne
“edizione unica” fornite da Museovivo al costo di 26mila euro e
utilizzate dai leader solo per apportare il loro prezioso autografo sui
trattati. Ci sono poi la fornitura di poltrone Frau per le sedute di
quei tre giorni e costate 373mila euro; gli addobbi floreali per 63mila
euro; la pellicola protettiva per il rivestimento degli ascensori
(9mila); i portablocchi notes forniti dalla rinomata Pineider al prezzo
di 78 mila euro. Altri 23 milioni di euro spesi per gli interventi
nella scuola sottufficiali delle Fiamme Gialle per creare gli ambienti
del vertice inclusa la ristrutturazione di 1.090 stanze nelle quali
hanno soggiornato i leader e i loro staff. Le camere sono state
arredate al top, dotandole di tv, telefoni e ogni altro tipo di
comfort. I restauri in genere valorizzano gli investimenti immobiliari.
Ma qui è diverso. La caserma dove si è tenuto il summit non è di
proprietà dello Stato: con le cartolarizzazioni volute dal vecchio
governo Berlusconi per reperire denaro fresco per le casse pubbliche, è
stata venduta nel 2004 e appartiene ora a un pool di banche e
istituzioni finanziarie come Immobiliare Sgr spa, IMI, Barclays
Capital, Royal BanK of Scotland e persino Lehman Brothers. A loro lo
stato paga ogni anno 13 milioni di euro di affitto. Un canone
ragguardevole, che nel 2009 si è arricchito anche dei vantaggi
conseguenti ai faraonici lavori di adeguamento pretesi dall'impresa
Berlusconi – Bertolaso sulla struttura. Opere dispendiose a fronte
delle quali la proprietà non si è lasciata intenerire. Non solo, a G8
terminato hanno ottenuto il totale ripristino dei luoghi, ossia il
ritorno delle sale da summit al loro compito di scuola militare costato
altri 4 milioni di euro.
Con tanti saluti ai terremotati aquilani che continuano a protestare
per le carenze della ricostruzione e vogliono rimuovere da soli le
macerie.
A questo punto le domande e le incazzature sono tante. Possiamo
perlomeno dire che chi si riconosce nei valori cristiani, e quindi
credenti cattolici e non, non possono sostenere, né votare, tali
personaggi e che la Chiesa compie uno scandalo (nonchè talvolta anche
illeciti giudiziari), quando intrattiene rapporti con questi uomini di
potere?
E l'operaio comune, la povera gente, il pensionato, come fanno a non
capire che questi personaggi non potranno mai tutelare i loro
interessi, ma che saranno da questi più o meno palesemente derubati
oppure semplicemente ignorati? A noi la social card, a loro le
ciotoline d'argento Bulgari…
Antonio Sammartino
Segretario regionale N.P.A. Toscana -------------------------------------------------------------------------------- torna ad inizio pagina
N.P.A. TOSCANA. INCONTRO CON IL MAGISTRATO DOMENICO GALLO
Con la presente si rende noto che all'indirizzo http://npatoscana.blogspot.com è
visionabile il video dell'incontro con il Magistrato Domenico Gallo,
che si è tenuto il 17 Aprile 2010, presso la sede toscana del Nuovo
Partito d'Azione. L'incontro sul tema “difesa della Costituzione
e libertà d'informazione”,che fa parte di una serie di iniziative che
il gruppo di compagni e simpatizzanti del Nuovo Partito d'Azione della
Toscana (NPA) intende organizzare al fine di costruire dal basso una
nuova resistenza, affronta principalmente il tema della giustizia, in
cui si svela efficacemente la truffa linguistica del cosiddetto
"processo breve".
Per ragioni di spazio di memoria supportabile dal web sono state tolte
alcune parti, tra cui l'introduzione, alcuni passaggi dell'intervento
del relatore, nonchè alcuni interventi del pubblico.
Antonio Sammartino
Segretario regionale N.P.A. Toscana
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QUESTO INCREDIBILE ED INCORAGGIANTE 25 APRILE 2010
Quest'anno la celebrazione del 25 aprile si svolge in concomitanza di
fatti del tutto inediti e per certi aspetti anche paradossali. Succede,
in poche parole, che le destre che governano il Paese si spaccano
clamorosamente e drammaticamente proprio a ridosso del 25 aprile e
proprio nel momento in cui esse sembrano invincibili ed invulnerabili
dopo la loro quasi vittoria alle elezioni regionali.
Succede
che questa spaccatura dagli esiti imprevedibili si consuma proprio
quando sembra che il fasciopiduismo sembra essere sul punto di spiccare
l'ultimo assalto e di uccidere definitivamente la democrazia nel nostro
Paese con le pseudo riforme reazionarie a cui si prestano finanche
elementi dell'opposizione, con le leggi liberticide sulle
intercettazioni telefoniche, con le leggi punitive contro i magistrati,
con i progetti di un federalismo pre-secessionista che separerebbe de
facto Nord e Sud, con una serie infinita di atti odiosi e barbarici
come quello di umiliare i bambini poveri delle mense scolastiche o di
manifestare pubblicamente contro la sepoltura di una povera bambina
morta non importa a quale religione la piccola morta sia stata
assegnata nel brevissimo attimo della sua vita. Fino a pochi giorni fa
sembrava che i vari volti del neofascismo presenti da sempre in questa
maggioranza reazionaria (denuncio questo stato di cose da tanto tempo,
sia a nome mio personale, sia a nome del Nuovo Partito d'Azione) si
potessero scatenare a proprio piacimento sulla pelle non solo
dell'opposizione, ma della democrazia e del Paese.
Alla
fin fine, oggi come negli anni '20 e '30 del secolo scorso, il dato non
cambia; il fascismo ha varie anime, esse sono tutte rappresentate in
questa maggioranza di governo di destra estrema e tutte parlano lo
stesso linguaggio, sempre il solito, il linguaggio di quello che Eco
chiama il fascismo eterno; spietatezza, insensibilità ed irrisione nei
confronti dei poveri e dei deboli, volgarità, violenza sociale e
verbale (all'epoca mussoliniana anche fisica), generale disprezzo verso
la cultura, la scienza, il progresso e la democrazia sia a livello
teorico che pratico, legame indissolubile con gli altri poteri forti
conservatori e reazionari (Chiesa e grande industria) in funzione
antipopolare, intolleranza verso il dissenso e verso qualsiasi forma di
critica, cesarismo straccione e macchiettistico e nella versione
berlusconiana c'è anche l'oltraggio permanente contro chi combatte la
mafia (l'ultimo esempio di cronaca è la velenosa critica del Cavaliere
in nero a Roberto Saviano) e l'impunità verso la corruzione. Questo è e
sarà sempre il fascismo.
A
ridosso di questo 25 aprile 2010 succedono cose incredibili. La cosa
più importante è che colui che è stato per tanto tempo il massimo
rappresentante di una delle anime del neofascismo, anzi il
rappresentante massimo della tradizione di diretta continuità col
fascismo storico, colui che già si rese autore del passaggio dal
neofascismo verso la non del tutto chiara e convincente categoria del
postfascismo (mai comunque diventata antifascismo), prova amaramente
sulla propria pelle il bastone fascista della denigrazione politica e
personale e della intolleranza verso la dialettica interna delle
opinioni; succede quindi che in età tutt'altro che tenera egli
probabilmente abbia capito veramente, e forse per la prima volta nella
sua vita, cosa sia il fascismo, che è esattamente ciò che sta subendo
in questi giorni, seppure in dosi ancora minime. Meglio tardi che mai
verrebbe da dire. Si arriva così all'assurdo che i suoi luogotenenti
davanti all'intera Italia lancino accuse di squadrismo e di fascismo
proprio verso coloro che erano stati fino all'altro giorno i propri
sodali più stretti. Se questi fatti inediti e paradossali sono da
prendere sul serio allora essi si caricano di significati straordinari
anche per chi si appresta a celebrare la data del 25 aprile. Quando
l'antifascismo sembra essere diventata purtroppo solo un'opera di
testimonianza minoritaria e crepuscolare (anche per colpa di chi
avrebbe dovuto rappresentarlo e difenderlo), quando il neofascismo
nelle sue varie vesti si appresta a sbaragliare il campo della
democrazia, delle opposizioni e dell'antifascismo, ecco che dal seno
profondo del neofascismo nasce in extremis una imprevedibile coscienza
della sua natura barbarica e quindi un atto di ribellione contro le
proprie origini e radici (in ciò, prima ancora che nel reato di lesa
maestà verso il Berlusconi, risiede l'accusa di "tradimento" rivolta a
Fini ed al suo gruppo). Se non bastassero i film sulla guerra (che tra
l'altro questa tv di regime non ci fa più vedere), se non bastassero le
periodiche celebrazioni delle associazioni partigiane a dimostrare cosa
è stato il fascismo, quanto è accaduto negli ultimi giorni nella
politica italiana è forse la più potente arma di convincimento
soprattutto per i giovani della necessità di combattere il fascismo
nelle sue varie e nuove forme. Direi che questi recentissimi fatti
costituiscono addirittura la dimostrazione matematica della attualità
dell'antifascismo, un concetto non solo da riattualizzare ma da
riscoprire profondamente e da rilanciare. Il 25 aprile quest'anno non
poteva arrivare in un momento più propizio da questo punto di vista
specifico. C'è un secondo motivo che ci riempie di soddisfazione come
nuovi azionisti ed è costituito dal fatto, anch'esso dai forti
significati simbolici e storici, che quest'anno finalmente, dopo più di
sessant'anni anni di assenza, torna nelle sfilate del 25 aprile la
bandiera azionista, torna la tradizione politica e culturale che ha
contribuito più di altre alla Liberazione; torna a pieno titolo e con
forza nella giornata milanese (quella senz'altro più significativa,
senza nulla togliere alle altre città) del 25 aprile 2010. Non voglio
dire che in tutti questi anni gli azionisti o gli ex-azionisti non ci
siano stati, ci mancherebbe altro. Ci sono stati ed hanno tenuto vivi
memoria e valori, ma quest'anno torniamo nelle celebrazioni del 25
aprile come soggetto politico organizzato, come espressione qui ed oggi
della nuova casa politica degli azionisti, ci torniamo visibilmente con
i nostri nuovi colori orange . Ci torniamo come partito del nuovo
azionismo e questa è un'altra cosa, è un'altra importante e storica
novità, una novità che non può non far piacere ad ogni vero
democratico, a chi ha combattuto decenni fa il fascismo ed a chi lo
vuol combattere oggi.
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I NEOAZIONISTI COMMEMORANO I MARTIRI DELLA RESISTENZA
In occasione del 65° anniversario della Liberazione dal nazifascismo
l'N.P.A. intende onorare la memoria del Partito d'Azione e di tutti i
Martiri milanesi caduti durante la Resistenza.
La
commemorazione avrà luogo a Milano alle ore 11:00 in via Manzoni al
civico 45, storica sede del partito che guidò la lotta partigiana, dove
si osserverà un minuto di silenzio.
Alle
ore 14:00 i neoazionisti si raduneranno in piazza Oberdan assieme alla
“Orange car” - sulla quale si esibirà dal vivo la rock band T.O.W.E.D.
- per confluire nel grande corteo che proseguirà la sua sfilata fino in
Piazza del Duomo.
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CENTROSINISTRA, UNA PROPOSTA DI ROAD MAP PER IL 2013
Roma 6 Aprile 2010
Dopo
il quasi deprimente risultato delle regionali per il centrosinistra si
apre il compito più importante; allestire una alleanza per il 2013 in
grado di vincere. L'umore che circola nel centrosinistra in questi
giorni è quasi di sconforto; il disorientamento è massimo.
Ogni
partito cerca formule più o meno salvifiche oppure più o meno astruse
per presentarsi con possibilità di vittoria all'appuntamento.
Saggiamente qualcuno dice che bisogna cominciare a preparare ben bene
le cose già dalle prossime settimane, benché la confusione regni
sovrana. Eppure alcuni paletti e punti fermi sulle cose da fare
dovrebbero essere già ben chiari a tutti. Innanzitutto mi sembra del
tutto inutile scervellarsi sulle alleanze, sul chi includere e sul chi
escludere. Le elezioni regionali non hanno dato molte vie di uscite a
chi vuol ancora giocare con formule complicate. La via indicata dalle
urne è una sola: trovare il modo di mettere tutti insieme, tutte le
forze politiche minimamente organizzate, anche le più piccole,
perché nel 2013, se andrà tutto per il meglio, magari
si vincerà per 24.000 voti come nel 2006 e si potrà perdere per 10.000 voti come in Piemonte.
Una
grande alleanza di partiti e movimenti basata su poche idee-forza e non
su un programma incomprensibile come quello del 2008 (composto da 280
pagine); un programma su una decina di punti che diano il segno di un
grande cambiamento possibile e di una speranza per quanta più gente
possibile. Per arrivare a questo programma si dovrebbero studiare molto
bene, con studi e sondaggi molto approfonditi, i due blocchi sociali
con cui il centrosinistra deve fare i conti; il blocco sociale del
centrodestra ed il blocco dell'astensione. Incunearsi nell'uno anche in
minima parte e scongelare una minima parte dell'altro sarebbero i due
fattori determinanti per il cambiamento dello scenario politico.
Quindi per la vittoria fra tre anni.
Le
due cose dovranno essere completate da un terzo obiettivo; fermare
l'emorragia di voti in uscita dal centrosinistra o verso il blocco del
centrodestra o verso la grande regione polare dell'astensionismo. Solo
all'interno di questa nuova vastissima alleanza (che la si chiami
Unione 2 o no, poco importa) poi si potranno impostare sottoblocchi di
alleanze. Una idea che sta circolando molto in questi giorni è quella
di una federazione di tutti i partiti e movimenti a sinistra del PD, ma
ci potrebbero essere anche altre sotto-aggregazioni interne. Molto
dipenderà anche da quale legge elettorale ci accompagnerà alle elezioni
del 2013. Per fare tutte queste cose devono cambiare però anche i
rapporti fra i partiti dello schieramento di centrosinistra, dove è
tutta una gara ad essere ognuno più autoreferenziale e snob dell'altro.
Ci vuole più generosità, ci vuole più coerenza ed omogeneità di
comportamenti di fronte al comune nemico, ci vuole più apertura anche
verso i piccoli partiti o i piccoli soggetti non tradizionali, che
potrebbero fare la differenza e pescare più facilmente nel voto
astensionista.
In un certo senso
non ci sono più partiti di serie A, di serie B e di serie C dopo queste
elezioni regionali; siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno da solo può
fare ben poco e tutti hanno bisogno di tutti.
E, soprattutto, bisogna dire basta ai troppi atteggiamenti da divi.
Il centrosinistra o, comunque, il vasto fronte di opposizione
comincia
ad essere troppo popolato, ormai saturo direi, di narcisi, di
primedonne, di santoni, di semidei della politica altezzosi e
suscettibili anche con i propri simili. Troppi personalismi, troppi
egocentrismi, troppi fans di questo o di quello.
Un
generale bagno di umiltà e di serietà, magari nel ricordo di quanti,
azionisti, comunisti, socialisti ecc., negli anni '30 e '40 del secolo
scorso non esitarono a far fronte comune contro il nazifascismo e
contro la dittatura (senza neanche sapere cosa fosse il divismo in
politica; caso mai sapevano cosa era l'eroismo), sarebbe sommamente
auspicabile ed utile da parte di tutti.
In
questo centrosinistra si sta veramente esagerando con i vezzi da
primedonne. Non si è meno leader di un altro se si chiede
collaborazione o la si offre ad un partito del nostro stesso
schieramento; non ci si deve sentire diminuiti se non si cerca sempre
di primeggiare sui partiti vicini, se si offre per primi collaborazione
contro il nemico comune. Al contrario, leader vero dovrebbe essere
magari colui disposto a sacrificare anche il proprio orgoglio personale
o di partito in vista di un obiettivo nobile ed alto che riguarda
l'avvenire non solo del centrosinistra, ma dell'intero popolo italiano. --------------------------------------------------------------------------------torna ad inizio pagina
SCANDALO PEDOFILIA: IL VITTIMISMO FUORI LUOGO DELLE GERARCHIE ECCLESIASTICHE
Alla
luce degli ultimi avvenimenti che hanno interessato esponenti della
chiesa cattolica romana apostolica esprimo perplessità su quanto
accaduto e sulla gestione ecclesiale dello scandalo. Ciò anche alla
luce del fatto che è improponibile pensare che le gerarchie cattoliche
non fossero a conoscenza dei fatti e che non abbiano avuto la
possibilità di intervenire per fermare questi episodi di degenerazione.
La responsabilità di quanto successo è da attribuire quindi non ai
singoli “peccatori” in tonaca nera ma al silenzio, forse compiacente,
dei superiori di questi ultimi ed ai tentativi di negare e soffocare
quegli immondi episodi. E' del tutto fuori luogo dunque il clima di
vittimismo da parte delle più alte gerarchie ecclesiasstiche che sembra
voler essere un muro per difendere il massimo esponente della chiesa da
giudizi e critiche dovuti. Se le gerarchie, ai vari livelli,
effettivamente condannano quanto accaduto perché non denunciano i
presunti pedofili all’Autorità giudiziaria laica dei paesi nei quali
gli episodi di pedofilia hanno avuto luogo? Domanda forse inutile
perchè ben si sa che la politica seguita in questi casi dalle gerarchie
ecclesiasitiche è quella del negare, negare, negare, ed occultare. Così
come avviene per l’altro imbarazzante caso della ragazza trovata
mummificata nel solaio di una chiesa di Potenza. Non è possibile che
per 17 anni nessuno abbia mai messo piede in queli locali. Nè è
pensabile a mio parere che i prevosti a quella chiesa non fossero a
conoscenza di quel cadavere abbandonato nel sottotetto. Ma forse il non
poter dire chi aveva accesso a quei locali è stato il vero impedimento.
Si deve infine anche stigmatizzare il fatto che in quasi tutti i luoghi
delle violenze sessuali l’Autorità Giudiziaria non abbia mai voluto
affrontare penalmente il problema degli abusi sessuali su minorenni
compiuti da sacerdoti e religiosi.
Renato Bonini
Responsabile nazionale Dipartimento Reti Neoazioniste (Rete per la
laicità, Rete per la legalità) del NUOVO PARTITO d'AZIONE
-------------------------------------------------------------------------------- torna ad inizio pagina
PER LO SCOLAPASTA IN TESTA E' FORSE SOLO QUESTIONE DI MESI
22 marzo 2010
Pur
sapendo bene quanto le pagliacciate siano di casa a destra, purtuttavia
non volevo credere ad una segnalazione che mi è giunta, segnalazione
riguardante un passaggio del discorso tenuto in Piazza San Giovanni dal
barzellettiere-Capo Governo circa il cancro. Avevo pensato alla solita
metafora sfiatata usata in quindici anni da questo personaggio e
riferita, come di solito, alla sinistra o ai magistrati. Invece,
incredibile a dirsi ed a pensarsi, è proprio vero che Berlusconi ha
affermato che sarà il suo governo a sconfiggere il cancro. Mentre dal
corteo un suo miserabile seguace irrideva con un cartello del gioco dei
Tarocchi finanche alla memoria di Paolo Borsellino, il Conducator di
Arcore senza timore di sfidare il ridicolo ha detto testualmente dal
palco:"Vogliamo anche vincere il cancro che colpisce ogni anno 250mila
italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri cittadini". Secondo
lui quindi un Governo può in quanto tale avere addirittura la forza di
sconfiggere il cancro! Ci sarebbe da piegarsi in due dalle risate se
non fosse per il piccolo particolare che uno dei Paesi più importanti
del pianeta, il nostro, sta purtroppo in mano ad un personaggio del
genere.
Non è difficile pensare a
questo punto della tristissima situazione italiana che per lo
scolapasta in testa al Berlusconi sia solo questione di mesi e non di
anni. --------------------------------------------------------------------------------torna ad inizio pagina IL PRESIDENTE NAPOLITANO HA COMPIUTO UN GRAVE ERRORE
6 marzo 2010
Il
Presidente della Repubblica ha risposto alle domande di alcuni
cittadini che gli avevano chiesto ragione della sua firma al decreto
salva-liste adducendo sostanzialmente motivi di opportunità politica e
replicando che "non era sostenibile che potessero non parteciparvi
nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista
del maggior partito politico di governo". Non sta certamente a me
ricordare al Presidente Napolitano che primo e più alto compito della
Presidenza della Repubblica è la tutela della Costituzione e dei
diritti costuzionali, il primo dei quali è l'uguaglianza di tutti i
cittadini davanti alla legge. E anche di tutti i partiti, per
estensione. Qui invece la Costituzione viene violata perché se fosse
stata respinta la lista di un partito piccolo come può essere il Nuovo
Partito d'Azione non credo proprio che nessuno si sarebbe preoccupato,
né tanto meno il Capo dello Stato, di richiedere un provvedimento che
ci rimettesse in gioco. Eppure anche i nostri elettori o quelli di un
altro partito piccolo hanno gli stessi diritti di quelli di un partito
come il Pdl. Ogni considerazione di opportunità politica è del tutto
secondaria rispetto alla garanzia sull'osservanza delle regole e dei
principi sanciti dalla Costituzione ed è gravissimo l'argomento usato
dal Presidente Napolitano per giustificare il suo atto.
Pino A. Quartana
-------------------------------------------------------------------------------- torna ad inizio pagina
IL GOVERNO FASCIOPIDUISTA GIOCA COL FUOCO DELLA GUERRA CIVILE
6 marzo 2010
Il
governo dell'illegalità, del malaffare, del malgoverno, della
corruzione, del malcostume giustificati dall'urgenza del “fare”, il
governo di tutte le schifezze possibili ed immaginabili non si è fatto
scrupolo di mettere a segno l'ennesima porcata fascista ed eversiva
sfiorando i confini del golpismo istituzionale in modo tale che per la
prima volta va a toccare, a partita già cominciata, finanche le regole
elettorali che sono sempre state rispettate anche nei momenti più bui
della Repubblica e che l'art.72 della Costituzione sottrae alla
possibilità di una decretazione governativa, sia pure nell'ingannevole
forma di una ‘interpretazione autentica', che di fatto maschera una
volontà di innovazione della legge ‘ad usum Delphini'.
Non
esageravamo quindi già mesi e mesi fa quando da azionisti ci
appellavamo a tutte le forze politiche, anche a quelle fuori dal
centrosinistra, per la costruzione di un nuovo CLN e per una nuova
Resistenza.
Siamo ormai in una
situazione di sfacelo politico ed istituzionale con una maggioranza di
incapaci anche a redigere delle liste elettorali, per loro stessa
ammissione; per non dire di tutto il resto: una maggioranza che si
disinteressa totalmente dei problemi del Paese, che calpesta la
legalità e la democrazia ogni giorno, ora tentando di barare anche
sulle elezioni al solo scopo di resistere al governo con tutti i mezzi.
Prima di apporre la propria firma
ad un decreto, che segna di fatto la fine della democrazia e inaugura
il regime dell'arbitrio e della dittatura della maggioranza, il Capo
dello Stato avrebbe dovuto riflettere su tutte le esclusioni che, in
precedenza e in questa stessa tornata elettorale, sono state decise per
inottemperanza delle procedure previste, a danno di liste di candidati,
con un impedimento, del tutto analogo, alla volontà popolare di
esprimersi e di concorrere alla formazione degli organismi
rappresentativi. Solo un provvedimento ‘erga omnes' assunto
concordemente dal Parlamento avrebbe potuto sanare la situazione
anomala che si è creata. Ma questo governo ha preferito la soluzione
più arrogante e lesiva dell'unità del corpo elettorale, assumendosi la
responsabilità storica e politica di generare nel paese un clima da
guerra civile.
Il modo in cui il
centrosinistra e le opposizioni continuano a trattare il problema
dell'emergenza democratica risulta alla luce di quanto sta accadendo in
queste ore sempre più inadeguato. Abbiamo l'impressione che i nostri
amici del centrosinistra arrivino sempre in ritardo, colti sempre da
sorpresa nel loro inguaribile perbenismo istituzionale e politico. Se
siamo ormai in una situazione sempre più vicina ad un regime
sudamericano e fascista tipo anni '50 allora bisogna combattere ogni
giorno con ben altre misure e con ben altra intransigenza. In quanto
all'ennesima via libera concessa dal Presidente della Repubblica,
contrariamente ai pronostici dei nostri amici e compagni del
centrosinistra, noi non avevamo dubbi né nutrivamo illusioni sulle
scelte dell'attuale uomo del Colle essendoci fatti di questa Presidenza
un concetto ben preciso e purtroppo non proprio positivo.
--------------------------------------------------------------------------------torna ad inizio pagina
QUESTO SPETTACOLO NON DEVE CONTINUARE
Prendiamo
atto dello spiacevole episodio capitato al Segretario del PD Bersani
durante il suo intervento al Festival di Sanremo. Non possiamo
però fare a meno di rilevare che a nostro avviso, questo danno
d'immagine è stato causato da un marchiano errore politico.
Un segretario di partito, soprattutto quello del più grande partito di
opposizione, dovrebbe sapere che la politica ha le sue sedi opportune e
non può essere ridotta a fenomeno puramente folkloristico.
Scegliere un festival musicale sperando di utilizzarlo come passerella può riservare brutte sorprese.
Bersani dovrebbe capire che quando la politica abbandona la sua
funzione pedagogica e si abbassa ad assecondare gli istinti
nazionalpopolari compie un grave danno a se stessa e alle persone che
dovrebbe rappresentare e governare.
La
cosa ancora più grave è il tentativo (secondo me patetico) di
utilizzare gli stessi metodi della destra per ottenere o migliorare il
consenso. Da questo punto di vista la sinistra è perdente, lo è sempre
stata e continuerà ad esserlo.
Consigliamo
quindi a Bersani (ma non solo) di evitare in futuro i tappeti rossi e i
riflettori dei teatri di varietà e di concentrarsi sui problemi veri
del Paese, i cui drammatici episodi si svolgono nelle fabbriche, nelle
strade, negli ospedali, nelle scuole...
Gabriele Oliviero
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.
--------------------------------------------------------------------------------torna ad inizio pagina FINALMENTE UNA BARZELLETTA DI BERLUSCONI DIVERTENTE
Ieri
il nostro indegno Premier si è esibito come al solito nella cosa che
gli riesce meglio; raccontare barzellette. Ne ha dispensate ben due;
una sulle sue presunte persecuzioni. Stando a quanto riferisce il
quotidiano "La Repubblica", la prima barzelletta avrebbe avuto per
argomento un piano per ucciderlo. La seconda barzelletta, molto più
riuscita, racconta invece di un progetto che il governo intenderebbe
portare avanti per inasprire le pene per i reati di corruzione.
Quest'ultima è una barzelletta di Berlusconi che è riuscita finalmente
a farci divertire.
Il Coordinamento Nazionale
Roma 19 febbraio 2010
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G8 E TERREMOTO IN ABRUZZO: ORMAI ANCHE LA VERGOGNA NON HA PIU' SENSO
E' difficile commentare lo squallore che sta emergendo nell'affaire G8 e in quello del terremoto in Abruzzo.
Considerare
indecenti le parole utilizzate (e fortunatamente intercettate) di
alcuni imprenditori che “si sfregavano le mani” mentre ancora molte
persone stavano agonizzando sotto le macerie, non rende l'idea dello
stato d'animo che proviamo e del conseguente disgusto.
Non
credo neppure utile fermarsi e limitarsi a riflettere su quanto è
avvenuto perchè la riflessione non è utile a nessuno, se non a quelli
che approfittano dell'inerzia altrui per compiere i propri loschi
affari.
Non serve pensare perchè
la questione è chiarissima e mette a nudo una ferita che in questo
paese non si è mai rimarginata. Non credo sia neppure più sufficiente
fare appelli al buonsenso della politica perchè, per l'ennesima volta,
la politica ha mostrato la sua vera faccia.
Credo
sia necessario agire e lo debbono fare le persone oneste, le vittime,
quelli usati come cavie e senza scrupoli per perseguire un
arricchimento personale disgustoso ed infame.
Prima
ancora, il dolore è stato sbattuto senza pudore sui teleschermi, dato
in pasto ai voyeuristi nostrani e utilizzato a fini di propaganda
elettorale ed in quegli attimi, forse, erano altre le persone che “si
sfregavano le mani”...
E' inutile appellarsi a questa politica, capace solo di soddisfare se stessa speculando sulla pelle delle vittime innocenti.
E'
la popolazione d'Abruzzo a dover agire e reagire a questo scempio. E'
la popolazione d'Abruzzo a doversi riappropriare di quello che gli
appartiene e che gli è stato scippato con l'inganno e l'affabulazione.
Chiedere
che venga fatta chiarezza è il minimo che si può pretendere e noi
neoazionisti invitiamo i magistrati che si stanno occupando di queste
faccende ad andare fino in fondo con coraggio perchè la giustizia è un
diritto per i cittadini offesi ed un dovere dello stato verso le sue
genti.
Chiediamo inoltre le
dimissioni di Bertolaso che riteniamo non più nelle condizioni di
ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato.
Per questa volta ci asteniamo dal chiedere quelle del suo protettore, solo perchè lo riteniamo incapace di provare vergogna.
Gabriele Oliviero
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.
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SOSTENIAMO I LAVORATORI DI EUTELIA
Riceviamo e sottoscriviamo:
AGILE – ex EUTELIA
COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!
E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di
OLIVETTI-GETRONICS- BULL-EUTELIA- NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s..r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi ,
l'ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa
sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno
di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure
nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado le nostre
manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma - Siena_Montepaschi
– Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di
noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza
Barberini, nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad
eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.
NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la
parola d'ordine è che se non siamo visibili all'opinione pubblica il
PROBLEMA NON ESISTE.
Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti
Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei
prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di
tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi
sono senza stipendio
Altrimenti questa azienda morirà
Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia
GRAZIE
--------------------------------------------------------------------------------torna ad inizio pagina L'ENNESIMO BAVAGLIO DELLA R.A.I.
Apprendiamo
con stupore e profonda indignazione la decisione del Comitato di
Vigilanza della R.A.I. che di fatto sortisce l'effetto di snaturare
tutte le trasmissioni di approfondimento politico sulle tre reti del
servizio pubblico, in concomitanza della campagna elettorale per le
amministrative.
L'obiettivo che
si vuole raggiungere è quello di ridurre il più possibile il dibattito
ed il contraddittorio, sostituendolo con una asettica e contingentata
tribuna politica.
Questo colpo di
mano, sostenuto ed avallato dalla maggioranza di governo, è l'ennesimo
attentato alla libertà d'espressione e al diritto dei cittadini ad
essere informati in modo compiuto.
Condanniamo
questo modo di agire che riteniamo antidemocratico e censorio ed
auspichiamo che tutte le forze di opposizione facciano sentire la loro
voce in modo corale contro l'ennesima vergogna italiana.
Gabriele Oliviero
Resp. Dipartimento Comunicazione N.P.A.
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LA PESSIMA SCELTA DEL PD E DELL'IDV IN CAMPANIA
Roma 10 febbraio 2010
Sembra
davvero incredibile che per 'salvare la Campania dal clan dei Casalesi'
il PD e l'IDV debbano proporre De Luca e non abbiano pensato ad altri
candidati meno discussi.
Il Nuovo
Partito d'Azione si è tirato fuori da queste elezioni regionali per
protestare contro il cupio dissolvi che attanaglia il centrosinistra
nel suo complesso ed i vari partiti in particolare, ma se avesse avuto
un minimo interesse alle regionali della Campania avrebbe proposto come
governatore una figura degnissima ed integra come il 'maestro di
strada' Marco Rossi Doria, già candidato indipendente alle passate
elezioni al Comune di Napoli, una vita passata nel salvare i bambini
poveri di Napoli, i bambini dei Quartieri Spagnoli dall'evasione e
dalla dispersione scolastiche. Ma perché il PD ed ora addirittura l'IDV
pensano che solo un De Luca possa salvare la Campania ed il
centrosinistra?
Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione
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SOLIDARIETA' NPA AI RADICALI, AI VERDI ED AL PRC
Roma 10 febbraio 2010 Il
'Nuovo Partito d'Azione' esprime la sua profonda solidarietà agli amici
radicali che stanno provando sulla propria pelle cosa significhi
affrontare da soli una campagna elettorale alle amministrative contro
una legge elettorale che sembra fatta apposta per salvaguardare i
privilegi di alcune forze politiche a discapito di quelle più piccole e
meno radicate sul territorio. Essi lamentano la difficoltà di trovare
gli autenticatori delle loro firme, come se fossero un partito appena
nato. Solidarietà anche all'amico Bonelli, presidente dei Verdi, che
sta portando avanti uno sciopero della fame per protestare contro la
censura della Rai contro i partiti piccoli, specialmente contro quelli
della sinistra che hanno perso la benché minima visibilità sulle reti
della televisione di Stato. Solidarietà anche al segretario di
Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che protesta contro una norma
che esclude tutte le forze politiche più piccole dagli spazi televisivi
delle varie Tribune elettorali.
L'unica
cosa che ci dispiace far rilevare circa i Radicali, i Verdi e il PRC è
che alle elezioni politiche del 2008, quando noi dell'NPA tentammo di
presentarci per la prima volta alle politiche in alcune circoscrizioni
non riuscendo però alla fine a presentare le firme, loro non ebbero
nulla da obiettare alla scandalosa leggina del governo Prodi con cui si
esentavano di fatto tutti i partiti dal raccogliere le firme. Noi e
pochissimi altri non rientrammo nei benefici di quel provvedimento e
denunciammo quel grave vulnus alla democrazia. Comunque nessuno dei
partiti che oggi si sentono discriminati ci diede la benché minima
solidarietà o ebbe qualcosa da ridire circa quella leggina salva-casta.
Infine, ci chiediamo, e chiediamo anche agli altri partiti della
sinistra, perché fu sciolto il Comitato per la Democrazia che sarebbe
stato oggi uno strumento prezioso per vigilare sulle pari opportunità
per tutti i partiti.
Il Coordinamento Nazionale NPA
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IL NUOVO PARTITO d'AZIONE SOSTIENE LA PROTESTA DEI MAGISTRATI Il
'Nuovo Partito d'Azione' plaude alla manifestazione di protesta tenuta
dai magistrati italiani nella giornata di inaugurazione dell'anno
giudiziario. Nello stesso tempo, l'NPA ritiene francamente ridicole e
mistificatorie le accuse di questo indegno governo contro i magistrati
che sono i veri baluardi della lotta contro la criminalità. Ridicole e
mistificatorie sono anche le sceneggiate propagandistiche del governo
come quella di Reggio Calabria, un governo che, per quanta spudoratezza
sia capace di esprimere e per quanta complicità abbia da parte degli
organi di informazione al suo servizio, proprio non riesce ad essere
preso minimamente sul serio da nessuno quando parla di lotta alla
mafia. Se fosse capace di essere creduto e credibile a tal riguardo
sarebbe come dire che gli asini volano o che lo scopo dei ladri è
quello di arrestare gli altri ladri.
Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione
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SOLIDARIETA' AD EMMA BONINO
Il
Nuovo Partito d'Azione vuole esprimere la sua piena solidarietà ad Emma
Bonino, dopo gli inqualificabili attacchi alla sua persona mossi dalla
stampa vicina alla destra.
Temiamo
che questi signori (se così si possono qualificare) non avendo
argomenti politici da contrapporre alle riconosciute qualità
intellettuali ed operative della Bonino, capace di farsi apprezzare a
livello nazionale e continentale durante la sua missione di Commissario
europeo, hanno scelto di usare i mezzi della demonizzazione e della
calunnia nell'ennesimo tentativo di infangare l'immagine
dell'avversario; attività in cui sono diventati da tempo maestri.
Gabriele Oliviero
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.
--------------------------------------------------------------------------------torna ad inizio pagina SOLIDARIETA' AL GIUDICE TOSTI
Il Nuovo Partito d'Azione, memore delle lotte per il diritto, la
democrazia, la laicità che hanno caratterizzato la grande esperienza
dell'azionismo e segnato in modo indelebile la Carta Costituzionale
della nostra Repubblica, denuncia la resa definitiva delle forze
politiche italiane alle pretese egemoniche del Vaticano ed esprime
tutta la sua convinta solidarietà e vicinanza al giudice Luigi Tosti,
vittima dell' intreccio perverso delle reciproche convenienze, che, da
cittadino libero e da uomo di legge, ha combattuto con estremo coraggio
una battaglia solitaria per la riaffermazione dei principi posti a base
dello Stato italiano e dell'Unione Europea.
Il
provvedimento di radiazione assunto dal Consiglio Superiore della
Magistratura, non tenendo nella giusta considerazione le motivazioni
del giudice e disattendendo la sentenza della Corte europea dei Diritti
Umani, recentemente pronunciatasi sull'illegittimità dell'esposizione
di simboli religiosi negli edifici pubblici, è la prova del tasso di
inquinamento confessionale, di confusione e di opportunismo, che ormai
domina l'insieme dei funzionari dello Stato e dei rappresentanti del
popolo.
Nel generale declino
culturale della Seconda Repubblica, nel progressivo allontanamento e
isolamento della Nazione dagli ideali di libertà e di giustizia, di
pluralismo e di rispetto delle minoranze che connotano la Civiltà
europea, il Nuovo Partito d'Azione, certo di interpretare e di
rappresentare le più profonde esigenze del Popolo italiano, si pone
alla testa di una sempre più urgente ‘rivoluzione democratica', e
chiama tutti i cittadini onesti e consapevoli dei rischi che incombono
all'impegno per una riscossa civile e per una rinascita dello Stato di
diritto.
Vittorio Emanuele Esposito
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.
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LA NUOVA INFAMIA DELLA 'BANDA DEL CAIMANO
Roma 22 gennaio 2010
Non è solo il 18° o 19°, abbiamo perso pure il conto, provvedimento ad
personam ; quanto sta accadendo sotto la truffaldina espressione di
"processo breve" è qualcosa di inaudito e di mai verificatosi prima
nella storia italiana e non solo italiana; è una vera e propria
legalizzazione 'de facto' della criminalità comune, peraltro, scempio
nello scempio, con effetti retroattivi. Legalizzazione e santificazione
di ogni tipo di criminalità; di quella politica, di quella affaristica,
di quella di strada. Un governo che disprezza i magistrati e che esalta
la delinquenza comune, non dimentichiamo la frase del signor B. sul
mafioso Mangano, è una cosa che non esiste in nessun Paese al mondo,
neanche negli Stati- canaglia, ed è una cosa che non si verificava dai
tempi del Medioevo barbarico. E' il frutto di una variante dl fascismo
che noi nuovi azionisti da tempo chiamiamo fasciopiduismo e che per
certi aspetti è addirittura peggio del fascismo storico.
La
differenza tra fascismo e fasciopiduismo sta tutto nell'uso specifico
della delinquenza a fini politici: il fascismo storico adoperava la
violenza squadristica per tutelare gli interessi reazionari degli
agrari e per imporre la dittatura ma fino ad un certo punto sembrò
voler combattere la delinquenza comune. Il fasciopiduismo invece dietro
l'involucro di una dialettica formalmente democratica riempita da
contenuti reazionari tenta l'eversione attraverso la demolizione della
magistratura e simultaneamente strizza l'occhio alla grande e piccola
delinquenza di tutti i tipi in odio alla magistratura stessa e pur di
salvare il capo dai propri problemi giudiziari che non sono problemi
politici ma problemi riguardanti reati comuni. L'attuale maggioranza
parlamentare di destra sedicente liberale, ma in realtà neofascista, è
diventata la body guard di un piduista e in funzione di questo
interesse privato orienta tutte le altre sue azioni politiche. Con la
leggina sul processo breve si propone di andare ben oltre lo squallore
di una ennesima legge ad personam ; essa non si limita più soltanto ad
accettare la leadership di un piduista, ma dispiega ed accetta il
piduismo come filosofia politica, diciamo così, estendendola al massimo
grado di pericolosità eversiva sia nelle istituzioni che nella società,
non sfasciando più solo le istituzioni e la Costituzione, ma la stessa
convivenza civile e attentando finanche, tanto peggio tanto meglio,
alla stessa sicurezza personale dei cittadini, che invece di essere
difesi dai banditi e dai delinquenti, come ogni governo anche il più
miserabile al mondo farebbe, vengono invece coscientemente e
cinicamente esposti agli attacchi di tutti i tipi di delinquenza
comune.
Il celebre anatema di
Salvemini contro Giolitti, ministro della malavita, alla luce di quanto
fa la Banda del Caimano, appare veramente ingeneroso verso lo statista
di Dronero. Qui c'è ormai la rivendicazione sfrontata e sfacciata di
interessi criminali che si sono impadroniti delle istituzioni. Qui ci
sono fatti incontrovertibili che testimoniano urbi et orbi di come la
destra al governo sia ormai il referente politico di tutti gli
interessi criminali ed illeciti che si aggirano e si muovono nel Paese
e che il signor B. non si fa scrupolo di sommare pur di tenersi a galla
a tutti i costi; scippatori, spacciatori di droga, rapitori,
rapinatori, truffatori, concussori, corruttori, ladri di regime,
speculatori, bancarottieri, usurai e chi più ne ha più ne metta da oggi
si riconosceranno non più in quanto singoli ma come categorie criminali
nella destra al governo e quest'ultima, a sua volta, si autoconsacra
come referente politico di tutte le categorie della criminalità.
La
storia allucinante ed incredibile del 'processo breve' ci dice
chiaramente che le destre reazionarie al governo hanno perso ogni
larvale sembianza di soggetto politico ed hanno assunto i connotati
sostanziali di una banda vera e propria. Fanno venire in mente proprio
una banda di rapinatori di banca che vistisi accerchiati dalle forze di
polizia che li aspettano fuori non esitano a farsi scudo dei clienti
tenuti in ostaggio e a farsi strada con qualsiasi mezzo anche a costo
di uccidere chi gli si para davanti, chiunque sia.
Nel
caso in questione, pur mutando la scena, la dinamica resta
perfettamente la stessa; i berluscones non esitano un attimo a farsi
scudo (una parola sempre ricorrente nel loro lessico) del Paese ed ora
anche dei cittadini inermi ridotti alla misera condizione di cavie
sociali.
E' un qualcosa che
lascia agghiacciati; le parole proprio si ghiacciano in bocca tanta è
l'enormità di quello che sta accadendo. Arroganza, spregiudicatezza è
dire poco; per salvare il loro boss, i parlamentari delle destre uniti
nella santificazione della delinquenza di ogni tipo non esitano neanche
per un attimo a sfasciare la giustizia di un intero Paese, a calpestare
in modo infame i diritti di tante vittime (ma forse davanti alle
prospettive derivanti dall'apertura integrale del nuovo elettorato
criminale essi pensano di compensare le 100.000 vittime direttamente
interessate dai processi che non si faranno più e che si spera non li
votino più, caso mai l'abbiano fatto nel 2008, con i 100.000 che la
faranno franca per sempre).
Le
voci di preparativi di attentati mafiosi contro la vita di cinque
magistrati della Procura di Palermo, la bomba a Reggio Calabria e le
armi trovate in coincidenza con la visita del presidente Napolitano
sono segnali terribili che la mafia lancia perché il centrodestra gli
ha dato il segnale di via libera definitivo, un segnale di sostanziale
impunità nei confronti delle grandi organizzazioni mafiose che è stato
già preceduto da tanti altri; la legge sulle intercettazioni, quella
sui beni sequestrati alla mafia ecc. I mafiosi hanno fiutato l'aria
nuova fasciopiduista e rassicurati, ringalluzziti, ora rialzano la
testa. Se dovesse capitare qualcosa di brutto ad uno dei magistrati
esposti in prima fila nella lotta alla mafia e nelle zone più calde del
Paese, noi del Nuovo Partito d'Azione riterremo moralmente responsabile
il governo Berlusconi.
E'
arrivato seriamente il momento in cui tutte le opposizioni devono
lavorare per creare il nuovo CLN necessario all'Italia. A taluni noti
esponenti del centrosinistra occorre dire con estrema franchezza che
adesso devono smetterla di farsi prendere per i fondelli dalle destre;
una volta sperando nello spirito delle riforme, un'altra confidando in
Fini e nelle divisioni del centrodestra (vedremo i finiani cosa faranno
alla Camera). Con le bande non si dialoga. Le bande vanno combattute
senza risparmio di forze, senza complimenti, esattamente come la Banda
del Caimano ha fatto e fa quotidianamente con il centrosinistra.
Il
PD deve prendere coscienza dei suoi doveri e delle sue responsabilità
storiche. Basta con i regali di D'Alema e di Veltroni, con le loro
scelte suicide che hanno ridotto il centrosinistra ad un campo di
macerie nel quale i nuovi lanzichenecchi scorazzano impunemente.
Ma
una parola di estrema franchezza questa volta bisogna dirla anche agli
elettori del centrodestra. Tante volte sentiamo cittadini disgustati da
quanto accade in Italia. Sentiamo spesso che ad essi viene rivolta la
fatidica domanda se si vergognano di essere italiani. Forse non è
giusto vergognarsi del proprio Paese anche se ridotto ad uno scenario
da Basso Impero come l'attuale. Ciò vale anche per gli azionisti che da
tempo immemore vengono tacciati di essere degli "anti-italiani" mentre
gli azionisti si inorgogliscono, e non torto, di essere tacciati come
tali. Tanta gente nel centrosinistra si chiede come mai questa destra
non abbia il minimo senso della vergogna. Non dimentichiamo mai però
che questa maggioranza è stata votata ed è stata votata dalla parte
peggiore dell'Italia. Noi del centrosinistra, noi azionisti, nonostante
tutto dobbiamo cercare di non cadere nella tentazione di vergognarci di
essere italiani, nonostante ci sarebbero centinaia di motivi per farlo.
Sicuramente la metà d'Italia che vota la Banda non si vergogna di
farlo. E però, d'ora in poi, noi di centrosinistra, noi azionisti
saremo legittimati a vergognarci dell'altra mezza Italia composta dagli
elettori della Banda del Caimano, saremo davvero legittimati a
vergognarci di essere loro connazionali.
Il Coordinamento Nazionale NP
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INFORMAZIONE E CENSURA
Si
sta sempre più concretizzando un sospetto che avevamo da tempo e cioè
il fatto che gli organi di informazione - soprattutto di alcuni settori
determinati della sinistra - salvo alcune accezioni come il quotidiano
Europa, hanno completamente blindato i loro spazi nel tentativo di
escludere in modo categorico tutte le voci che di fatto non
appartengono a quello che presumo sia diventato una specie di club
privato. Abbiamo più volte segnalato le nostre comunicazioni e le
nostre proposte su tematiche molto rilevanti ai quotidiani, soprattutto
Repubblica o Il Fatto credendo in una loro propensione ad accogliere ed
appoggiare la pluralità delle posizioni che è, a nostro umile avviso,
un arricchimento non solo del dibattito politico, ma motivo di
confronto, proposta e condivisione di intenti.
Abbiamo constatato, però, che per assurdo è più facile far passare
queste informazioni sui media più vicini alla destra che non su quelli
che per affinità culturale e politica dovrebbero essere a noi più
prossimi.
Credo che questo atteggiamento sia meditato e portato a compimento in
modo perfettamente lucido e calcolato e questo in barba a tutte le
dichiarazioni, le manifestazioni e le anime belle che a "spada tratta"
difendono la libertà e la pluralità dell'informazione.
Diventa ogni giorno più evidente che il concetto che questi signori
hanno della libertà di informazione sia alquanto distorto se non
addirittura settario.
Per esperienza diretta ci siamo accorti che nella marea di informazioni
inutili che riempiono questi giornali, non vi è posto per l'analisi ed
il contributo politico dell'N.P.A. (ma non solo dell'N.P.A.) e questo
diventa ancora più grave quando queste censure vengono sistematicamente
applicate allorchè si parla della cultura e della storia azionista di
cui il Nuovo Partito d'Azione è l'unico portabandiera politico.
Viene da chiedersi perchè veniamo deliberatamente censurati.
Forse perchè qualcuno vede nella rinascita politica dell'azionismo un pericolo?
Forse perchè qualcuno vede negativamente il compimento di una
operazione mai riuscita a nessuno per oltre sessant'anni se non
all'N.P.A.?
Le domande sono molte ma nessuna risposta è ancora pervenuta da parte
loro, perchè a questi campioni del “libero pensiero” le idee e le
proposte degli azionisti non interessano, anche quando sono
perfettamente compatibili o assimilabili alle loro.
Gabriele Oliviero
membro del Coordimanento nazionale N.P.A.
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