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  COMUNICATI (presto online l'archivio completo 2005/2009)    
 
COMUNICATO NPA RIDUZIONE STIPENDIO PARLAMENTARI
 
COMUNICATO DIPARTIMENTO LEGALITA'
 
GOVERNO MONTI: L'NPA CHIEDE UN GOVERNO TECNICO SENZA POLITICI
 
PATRIMONIALE DEBITO PUBBLICO: PARTE UNA CAMPAGNA DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE
 
COMUNICAZIONE STAMPA - NASCE L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "PARTITO D'AZIONE"
 
COMUNICAZIONE STAMPA - RIPARTE L'AZIONE POLITICA DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE
 
COMUNICAZIONE STAMPA - NUOVO STATUTO NPA 
 
DICHIARAZIONE DI PINO A. QUARTANA, SEGRETARIO NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE: Adesso la responsabilità è tutta sulle spalle del PD 
 
MESSAGGIO DI DE MAGISTRIS ALLA CONFERENZA STAMPA DEI CANDIDATI DELL' NPA CAMPANIA 
 
CONFERENZA STAMPA PER I CANDIDATI NPA NELLA LISTA NAPOLI E' TUA 
 
IL NUOVO PARTITO D'AZIONE DI MILANO E DELLA LOMBARDIA APPOGGIA LA LISTA DELL'ARANCIA DI MILLY MORATTI 
 
CHIEDIAMO AL PRESIDENTE NAPOLITANO DI SCIOGLIERE LE CAMERE 
 
NUOVO PARTITO D'AZIONE, DIPARTIMENTO COMUNICAZIONE 
 
LA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NPA DI FIRENZE 
 
IL NUOVO PARTITO D'AZIONE CAMPANIA CON DE MAGISTRIS PER RIPULIRE LA POLITICA A NAPOLI 
 
LA QUARTA VIA E' LA SOLA VIA DI USCITA ALLA CRISI DEL MODELLO SOCIALE 
 
COMNICATO FINALE DELLA DIREZIONE NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE 
 
AVVISO DI CONVOCAZIONE DELLA DIREZIONE NAZIONALE NPA 
 
LE PRIMARIE NON GARANTISCONO DA SOLE LA DEMOCRATICITA' DEL CONFRONTO 
 
COMUNICATO STAMPA: ANNULLARE LE PRIMARIE DEL 23 GENNAIO PER SINDACO DI NAPOLI 
 
NUOVE NOMINA NELLA DIREZIONE NAZIONALE NPA 
 
NUOVE NOMINE PER CHIUDERE AL MEGLIO IL 2010 
 
COORDINAMENTO REGIONALE N.P.A CAMPANIA CANDIDATURA DI LIBERO MANCUSO ALLE PRIMARIE DEL CENTRO-SINISTRA PER SINDACO DI NAPOLI 
 
PRIMARIE; SI CANDIDA ANCHE IL SEGRETARIO NAZIONALE NPA 
 
L'NPA AL CONGRESSO NAZIONALE PSDI 
 
Messaggio del Nuovo Partito d'Azione ai manifestanti del 16 ottobre 
 
Nuove nomine nei dipartimenti Comunicazione ed Organizzazione 
 
IL NUOVO PARTITO d'AZIONE E IL NO B DAY 2 
 
Documento sulla riforma elettorale 
 
Al Direttore ed alla Redazione del quotidiano “ La Repubblica ” 
 
NO ALLA FASCISTIZZAZIONE DELL'ITALIA 
 
L'N.P.A. Lazio si mobilita contro la legge elettorale
 
PER SAKINEH
 
CONVOCATA RIUNIONE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE DELLA TOSCANA
 
SI SONO CONCLUSI I LAVORI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NPA
 
SEGNALAZIONE SUL CARCERE DI PISTOIA A FINI
 
SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA' DEL PARTITO PER PAUSA ESTIVA
 
NOMINA IN COORDINAMENTO NAZIONALE
 
L'ITALIA STA DIVENTANDO LA REPUBBLICA OCCIDENTALE DEL MALE
 
SI E' RIUNITA LA DIREZIONE NAZIONALE DEL 'NUOVO PARTITO d'AZIONE'
 
SINTESI DELL'INTERVENTO DEL SEGRETARIO PINO A. QUARTANA AL CONGRESSO NAZIONALE DEL PSI
 
L'NPA INVITATO AL CONGRESSO NAZIONALE DEL PSI
 
IL GUITTO PLANETARIO
 
IL SIGNOR BERLUSCONI SCONFESSI DELL'UTRI O SE NE VADA A CASA INSIEME A LUI
 
IL NUOVO VANGELO DI EMMA E DELLA RAZZA 'IMPRENDITORA'
 
SEGNALI PROMETTENTI DALLA VICENDA BRANCHER
 
DA PARTE DELLE DESTRE UNA CORRUZIONE MORALE SENZA FRENI NE' LIMITI
 
NPA IN FRIULI - VENEZIA GIULIA E TRENTINO - ALTO ADIGE
 
Nomina
 
Assemblea N.P.A. in Toscana - N.P.A. anche in Sardegna
 
La "grande manovra" finanziaria
 
Al via la campagna tesseramento N.P.A. 2010
 
Carcere di Pistoia (metafora di tutti i carceri d'Italia)
 
Nuove nomine
 
Il governo dei fatti... sporchi e i numeri della povertà in Italia
 
N.P.A. Toscana. Incontro con il magistrato Domenico Gallo
 
Questo incredibile e incoraggiante 25 aprile 2010
 
I Neoazionisti commemorano i martiri della Resistenza
 
Centrosinistra, una proposta di road map per il 2013
 
Scandalo pedofilia: il vittimismo fuori luogo delle gerarchie ecclesiastiche
 
Per lo scolapasta in testa è forse solo questione di mesi
 
Il Presidente Napolitano ha compiuto un grave errore
 
Il governo fasciopiduista gioca con il fuoco della guerra civile
 
Questo spettacolo non deve continuare
 
Finalmente una barzelletta di Berlusconi divertente
 
G8 e terremoto in Abruzzo: ormai anche la vergogna non ha più senso
 
Sosteniamo i lavoratori di Eutelia
 
L'ennesimo bavaglio della RAI
 
La pessima scelta di PD e IDV in Campania
 
Solidarietà a Radicali, Verdi e PRC
 
il NPA sostiene la protesta dei magistrati
 
Solidarietà ad Emma Bonino
 
Solidarietà al giudice Tosti
 
La nuova infamia della "Banda del caimano"
 
Informazione e censura


 

COMUNICATO NPA : RIDUZIONE STIPENDIO PARLAMENTARI

Non serve un provvedimento normativo approvato dalle Camere per ridursi lo stipendio, per dare il buon esempio, per dimostrare ai cittadini che i sacrifici sono davvero di tutti e per tutti. La "legge del buon esempio" deve essere anzitutto una legge interiore, etica, morale. Il buon esempio lo si può dare d’ufficio, destinando di propria iniziativa una parte del proprio stipendio di parlamentare ad associazioni che, senza scopo di lucro, aiutano gli “ultimi”, i bisognosi, i diseredati, i malati privi di mezzi, oppure devolvendola direttamente ad alcune di queste persone, sempre più purtroppo, oppresse da una società individualista e inquinata da ciniche logiche neoliberiste. L’appello del Nuovo Partito D’Azione è che i singoli parlamentari di ogni partito, compiano tale dovere, ciascuno in misura e in ragione della propria disponibilità e sensibilità, e poi pubblichino sul loro sito e/o sul sito del partito di appartenenza l’attestazione dell’avvenuta transazione. Se fossimo in Parlamento, noi, del Nuovo Partito d'Azione, compiremmo tale gesto senza alcuna esitazione, perchè per rappresentare veramente il popolo è necessario, anzitutto, comportarsi come degni cittadini. Si tratta di un gesto nobile, concreto, reale, per nulla demagogico, giacché demagogia sarebbe invece seguitare nel dichiarare che c’è la volontà di accompagnare i cittadini nei sacrifici, ma, in verità, lasciarli soli. Un’azione presente e non rinviata al futuro, non demandata ad una legge auspicata ma sempre posticipata e che, semmai arriverà, sarà profondamente edulcorata. Su cari parlamentari, mostrate a tutti come vi comportate, cosicchè i cittadini possano riconoscervi, uno ad uno, e constatare che, in fondo, ora che le cose si sono messe male, non li avete presi in giro.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ezio Pederiva, Direzione Politiche Sociali e Seconda Società
Roma 11 Gennaio 2012

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COMUNICATO DIPARTIMENTO LEGALITA'

I recentissimi fatti di cronaca che hanno evidenziato, anche negli ultimi giorni, gli oscuri ed invasivi legami tra la criminalità organizzata e istituzioni dello Stato, non sono una novità per nessuno. Sono solo l'ennesima attestazione della perversa osmosi tra malavita e stato che aggrava i già seri problemi (finanziari e non solo) di questo Paese. La Magistratura accerterà le eventuali responsabilità dei singoli, ma è giusto che anche i partiti vengano sollecitati da parte di chi ha cuore la legalità ed il bene comune, ad avviare non solo una riflessione, ma una operazione di trasparenza e verità su tutti gli esponenti che a vario titolo occupano ruoli all'interno delle istituzioni. Noi neoazionisti non possiamo non rilevare con indignazione la scarsa selezione critica di alcuni "personaggi" da parte dei partiti e l'inefficace opera di controllo ed espulsione immediata degli stessi, in caso di accertamento di illeciti commessi. Questo sarebbe il minimo sindacale per un partito serio che opera in un Paese serio. Purtroppo per noi e per l'Italia, molti di questi non hanno neppure più il senso del pudore e si ostinano senza vergogna alcuna, non solo a tollerale tra le loro fila persone sospettate di collusione o associazione mafiosa, ma addirittura a candidarli e a portarli in Parlamento. E' giunto il momento che l'indignazione popolare ponga fine a questo vergognoso scempio che non delegittima e squalifica solo la politica, ma una Nazione intera.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Gabriele Oliviero, DIPARTIMENTO LEGALITA'
Roma 11 Dicembre 2011

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GOVERNO MONTI: L'NPA CHIEDE UN GOVERNO TECNICO SENZA POLITICI

Dichiarazione del Presidente nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana: "Pur non essendo entusiasta dei governi tecnici, il Nuovo Partito d'Azione saluta con favore il probabile governo che il prof. Mario Monti si accinge a formare. Già non ci sembra vero che il devastante ciclone del governo Berlusconi si sia dissolto e oltre a questo sollievo c'è il pensiero che l'Italia sarà finalmente rappresentata da una delle persone più serie, preparate e stimate di cui può disporre. Sicuramente dalla prossima settimana l'Italia non sarà più lo zimbello del mondo e già questa ci sembra un'ottima notizia. Nonostante ciò, i pericoli sono ancora all'orizzonte. I mercati internazionali non possono placarsi solo perché c'è Mario Monti e all'interno dei due grandi schieramenti residuano ancora troppi atteggiamenti irresponsabili ed egoistici. Il Nuovo Partito d'Azione ritiene che il costituendo governo Monti debba essere un governo tecnico a tutti gli effetti, appoggiato sì dai partiti ma senza rappresentanti dei partiti, un governo tecnico-istituzionale a tempo che possa farci uscire dall'emergenza, riconquistare la fiducia dei mercati, rassicurare il Paese dalla paura dell'incubo default e ristabilire un quadro di normalità grazie al quale a giugno le coalizioni si possano affrontare elettoralmente. Ciò ovviamente sempre nella speranza che il nuovo centrosinistra possa prevalere e quindi che possa avviare l'inderogabile processo di ricostruzione e rinnovamento del Paese". .

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 12 Novembre 2011

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PATRIMONIALE E DEBITO PUBBLICO: PARTE UNA CAMPAGNA DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE"

Il Nuovo Partito d'Azione ha dato vita nei giorni scorsi ad una campagna nazionale per l'introduzione dell'imposta patrimoniale e per la riduzione del debito pubblico. E' il primo partito politico italiano ad assumere una iniziativa del genere su una tematica per la quale il Nuovo Partito d'Azione si è posto in una posizione di avanguardia rispetto a tutte le altre forze politiche sin dalla sua nascita avvenuta nel 2005. Infatti il Nuovo Partito d'Azione è da anni l'unico partito a richiedere apertamente l'introduzione della Patrimoniale ed è ora il primo partito che si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica, le forze economiche e sociali e le forze politiche ai fini della introduzione di questa imposta, che si rende ormai urgente ed indispensabile data anche l'emergenza del debito pubblico italiano. La campagna nazionale di propaganda durerà un anno, fino al settembre 2012. Moltissime sono le iniziative concrete che il partito orange metterà in cantiere nell'ambito della campagna. Si è partiti con una proposta complessiva su Patrimoniale, rientro del debito pubblico e nuovo Welfare inviata a tutti i parlamentari italiani e a tutti i segretari nazionali dei partiti del centrosinistra. Si proseguirà in ottobre con la costituzione di un Comitato Nazionale per la Patrimoniale che a giorni avrà anche il suo sito internet. Il Comitato promosso dai nuovi azionisti sarà aperto al contributo di quanti, tra politici di ogni schieramento e partito, giornalisti economici, economisti e semplici cittadini, vorranno aderirvi contribuendo così alla formazione di una volontà politica che sia in grado di far fronte al compito di introdurre una misura straordinaria come la Patrimoniale che è l'unica atta a scongiurare un pericolo straordinario, quello di un default dei titoli di Stato italiani e, per estensione, dell'enorme ed incombente tragedia economica e finanziaria che grava sull'Italia.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 24 Settembre 2011

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NASCE L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "PARTITO D'AZIONE"

Con la recentissima adozione del suo nuovo Statuto il Nuovo Partito d'Azione ha previsto la possibilità di creare associazioni collaterali o di stipulare dei 'patti di adesione' con associazioni esterne già esistenti. Nell'ambito di questo programma è stata appena costituita l'Associazione culturale "Partito d'Azione" il cui scopo sociale è quello di coltivare la memoria circa le idee, la storia, la cultura politica ed i personaggi del Partito d'Azione (1942-1947). Il primo obiettivo della Associazione è la creazione di un sito internet. Il Presidente della neonata associazione culturale è Stefano Beretta, già membro del Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 22 Agosto 2011

class="Stile7"> RIPARTE L'AZIONE POLITICA DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE

Riparte l'azione politica del Nuovo Partito d'Azione dopo l'azzeramento di tutti gli incarichi e di tutte le iscrizioni (e delle adesioni) dovuto all'adozione del nuovo Statuto. Passata quella fase, ora il Partito comincia a ricostituire i suoi organi. Proprio nei giorni scorsi il Presidente Nazionale dell'NPA, Pino A. Quartana (scompare la figura del Segretario Nazionale che viene sostituita da quella del Presidente Nazionale, una delle molte novità del nuovo Statuto), ha proceduto alla ricostituzione del Coordinamento Nazionale nominando i suoi nuovi membri. Il nuovo Coordinamento Nazionale dell'NPA è composto, oltre che dal Presidente del Partito, da Gabriele Oliviero, da Stefano Beretta e da Francesco Baroni. Tra le prime nomine ne sono state incluse anche delle altre in modo da poter riempire progressivamente fino alla metà di settembre tutte le caselle degli incarichi nazionali e regionali. Silvano Mulas è il segretario regionale della Lombardia nonché commissario straordinario in Liguria, Gabriele Oliviero è anche il responsabile nazionale del Dipartimento Legalità mentre Pietro Scotti è il responsabile nazionale del Dipartimento Organizzazione e Stefano Beretta è il responsabile nazionale del Dipartimento CULTURA e FORMAZIONE QUADRI. Subito dopo le nomine, il nuovo Coordinamento Nazionale si è riunito a Bologna nella giornata di sabato 20 agosto. A conclusione di un vasto esame della situazione politica nazionale, il Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione ha assunto una decisione di grandissima importanza non solo per il Partito, ma per tutto il Paese; ha deliberato cioè il lancio della campagna nazionale per la patrimoniale e per la riduzione del debito pubblico. Il piano dettagliato della campagna, la prima ad essere varata da un partito politico italiano su quello che è il più drammatico argomento della politica nazionale nel momento attuale, sarà discusso, sempre in Coordinamento Nazionale, in una riunione che si terrà nei prossimi giorni. .

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 22 Agosto 2011

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COMUNICAZIONE STAMPA - NUOVO STATUTO NPA

Da oggi è in vigore il nuovo Statuto del Nuovo Partito d'Azione. Il nuovo testo si è reso necessario per conferire un maggior impulso alle attività di Partito, per rispondere alle nuove sfide e per favorire un adeguamento normativo più vicino alla realtà concreta del Partito. Molte le novità previste: una Direzione Nazionale più ristretta, stabile ed efficiente, una maggiore articolazione interna fra iscritti ed aderenti, i congressi regionali, la Segreteria Nazionale che diventa Presidenza Nazionale, la creazione di una rete di associazioni collaterali di supporto al Partito oltre ad una definizione puntuale dei caratteri teorici del nuovo azionismo. Il nuovo Statuto è un elemento che favorirà alla ripresa settembrina dell'attività politica il rilancio dell'azione politica del Nuovo Partito d'Azione

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 13 Agosto 2011

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DICHIARAZIONE DI PINO A. QUARTANA, SEGRETARIO NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE:" Adesso la responsabilità è tutta sulle spalle del PD"

Il risultato clamoroso di Milano non è solo incoraggiante per i cittadini della metropoli del Nord, ma per tutta l'Italia. La clamorosa umiliazione subita dal berlusconismo nella sua tana è un ottimo augurio per le future, non più remotissime, elezioni politiche nazionali. L'Italia è stanca di Berlusconi e il centrosinistra ha il dovere di presentarsi unito senza snobbare ed ostacolare i suoi outsider come De Magistris, con il quale noi del Nuovo Partito d'Azione ci siamo schierati senza esitazioni quando ha deciso di intraprendere questa magnifica avventura. Non era un buon momento per Luigi De Magistris tradito da Vendola e preso di mira da molti ambienti che cercavano rivalse dopo l'archiviazione delle sue inchieste giudiziarie. In quel momento nel nostro piccolo affermammo che lo avremmo appoggiato ancora più di prima ed è per noi, ma soprattutto per la Napoli e per l'Italia degli onesti e del cambiamento una grandissima soddisfazione assistere questa notte alla sua fantastica affermazione. Adesso bisognerà che De Magistris diventi Sindaco della sua città. Non ci è piaciuta affatto la dichiarazione del piddino Enrico Letta di ieri pomeriggio secondo cui il centrosinistra si può ritrovare unito solo intorno a Morcone. Parole vane superate dai fatti. Adesso la responsabilità di non regalare Napoli agli amici di Cosentino è tutta sulle spalle del Pd e speriamo che il più grande partito del centrosinistra se ne faccia carico in modo convinto facendo confluire i suoi voti al secondo turno su Luigi De Magistris.

Pino A. Quartana

Segretario Nazionale Nuovo Partito d'Azione

Roma 16 Maggio 2011, ore 23.38

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MESSAGGIO DI DE MAGISTRIS ALLA CONFERENZA STAMPA DEI CANDIDATI DELL'NPA CAMPANIA

Scusate se non posso prendere parte alla conferenza stampa di presentazione delle vostre liste a causa di impegni precedentemente presi. Voglio che vi arrivi, comunque, il mio sostegno e la mia vicinanza. Sono molto contento delle liste che mi appoggiano in questa avventura che ci porterà a realizzare una nuova stagione etico-politica, soprattutto quando in queste liste sono presenti esponenti di un partito dalla lunga tradizione come è appunto il vostro: il partito d’Azione di Parri, Gobetti e Rosselli. Un partito di cui ho profondo rispetto anche per il ruolo assunto dai suoi tanti esponenti nella lotta anti-fascista e in promozione della democrazia. Adesso ci aspetta, a Napoli, una sfida importate per realizzare una stagione di rottura rispetto a questa ultra decennale amministrazione, giudicata fallimentare dalla maggioranza dei cittadini perchè incapace di risolvere i grandi problemi: dalla immondizia all’occupazione, dal degrado urbano allo sviluppo. Una stagione di rottura con la tradizione consociativa, con il partito della spesa pubblica trasversale, con la riduzione del Sud a periferia nazionale. Di contro, potrà partire una rinascita cittadina fondata sulla difesa del welfare e dei beni comuni, in primis l’acqua, in cui venga attuato un controllo della spesa pubblica perché sia garantita trasparenza e correttezza nell’utilizzo dei fondi. Soprattutto, una stagione che veda la raccolta differenziata porta a porta estesa a tutto il territorio cittadino per rispondere ad un’emergenza, cronicizzata e diventata norma, che certo non potrà essere sconfitta con la politica delle discariche e degli inceneritori. E’ una sfida, la nostra, difficile, ma non impossibile. I sondaggi, anche nella peggiore delle ipotesi, evidenziano una sostanziale parità con il candidato del Pd Morcone. Dato che dietro i sondaggi non sempre ci sono autorità indipendenti, questi dati confermano che noi siamo già al ballottaggio. E’ dunque fondamentale il massimo sforzo di tutti, di ciascun candidato, perché i nostri avversari sono forti e potenti: gli apparati, il voto di scambio, le lusinghe, le clientele. Avversari forti e potenti ma non imbattibili, se riusciremo a realizzare un movimento pacifico popolare di riscossa che veda protagonisti i cittadini e le cittadine che credono nella politica come partecipazione e nella democrazia come attivismo, coinvolgendo coloro che – comprensibilmente- hanno invece smesso di crederci. Dunque vi chiedo di impegnarvi, come del resto sto facendo e farò io stesso, in questo rush finale: incontrate i cittadini e le cittadine, state tra la gente, parlate e soprattutto ascoltate. Napoli è pronta, come dimostrato in queste ultime settimane di campagna elettorale, dove non c’è stato quartiere in cui non abbia registrato una grande voglia di cambiamento, un grande entusiasmo civico. Vi auguro buon lavoro e soprattutto vi ricordo ciò che ricordo a me stesso in ogni momento: se ci crediamo tutti, abbiamo già vinto.

Luigi De Magistris

Napoli 6 Maggio 2011

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CONFERENZA STAMPA PER I CANDIDATI NPA NELLA LISTA NAPOLI E' TUA

Venerdi 6 maggio alle ore 16.30 presso i locali dello storico caffé letterario "Intra Moenia" di piazza Bellini si terrà una conferenza stampa del Nuovo Partito d'Azione per la presentazione dei suoi candidati nella lista civica Napoli é Tua a sostegno del candidato sindaco Luigi De Magistris. Durante la conferenza il Segretario Nazionale Pino Quartana il Segretario Regionale Francesco Postiglione e il candidato al comune di Napoli Bruno Brillante presenteranno le motivazioni della scelta di appoggiare Luigi De Magistris. Seguirà una breve presentazione dei candidati alle municipalità

NUOVO PARTITO D'AZIONE CAMPANIA
Il Segretario Regionale

Francesco Postiglione

Napoli 29 Aprile 2011

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IL NUOVO PARTITO D'AZIONE DI MILANO E DELLA LOMBARDIA APPOGGIA LA LISTA DELL'ARANCIA DI MILLY MORATTI

Il Nuovo Partito d'Azione di MIlano e della Lombardia ha deciso di appoggiare la Lista dell'Arancia di Milly Moratti, consigliere comunale e moglie del presidente dell’Inter che lotta da sempre per il suo progetto di "amministrazione condivisa". Nella Lista dell'Arancia, dove ogni spicchio corrisponde ad una zona di Milano, figura un lungo elenco di professionalità: capolista è la stessa Moratti, l'altra Moratti avversaria dell'attuale sindaco della città Letizia, cui seguono l’avvocato Massimiliano Gaspari, presidente del Circolo Arci Bellezza, molti medici, architetti, docenti universitari, giornalisti, ma anche artisti, attori e registi. Tra i nomi di spicco quello di Claudio Trotta, fondatore di Barleys Arts, traghettatore in Italia di tanti spettacoli e concerti, del fondatore di Zelig, Saturno Bioschi e quello di Gabriele Mazzotta, presidente dell’omonima Fondazione. Il Nuovo Partito d'Azione di MIlano e della Lombardia ha deciso per questa volta di non partecipare direttamente con propri candidati alla competizione elettorale, ma di sostenere in particolare due candidati della Lista di Milly Moratti, due candidati molto vicini al Nuovo Partito d'Azione; Elio Veltri (Presidente del Movimento Democrazia e Legalità) e Fabio Greggio (fondatore del Movimento Radicalsocialista)

NUOVO PARTITO D'AZIONE LOMBARDIA
Il Segretario Regionale

Silvano Mulas

Milano 23 Aprile 2011

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CHIEDIAMO AL PRESIDENTE NAPOLITANO DI SCIOGLIERE LE CAMERE

La legge sul cosiddetto processo breve è infame ed odiosa per tantissimi motivi. E' l'ennesima leggina ad personam concepita all'unico scopo di salvare il Caimano. Per ottenere questo scopo, l'orrida maggioranza di governo fasciopiduista non esita a gettare nel fango quel quasi nulla che resta del suo onore. Ormai il gioco è scoperto; in Italia nell'anno 2011 chi governa lo fa spudoratamente per scopi eversivo-criminali; proteggere i criminali, abbattere il sistema della giustizia, combattere i magistrati in quanto tali. Mai nulla di simile si era visto in Italia e nel resto del mondo. Con tutti i problemi che ha l'Italia, questa maggioranza di servi ha come unica preoccupazione quella di salvare il suo capo dalla galera e dall'interdizione dai pubblici uffici, anche se da questa legge ne deriverà che 15 mila processi salteranno. Reati gravissimi come Viareggio e L'Aquila saranno di fatto amnistiati soltanto per garantire, ancora una volta, l'impunità di Mister Bunga Bunga. Il Presidente Napolitano già fa sapere che dirà la sua. E' già qualcosa, ma secondo il Nuovo Partito d'Azione qualunque cosa il Presidente Napolitano potrà dire non basterà a salvare l'Italia dal banditismo politico-governativo. Qualche giorno fa il Presidente ventilò la possibilità di ricorrere alle prerogative dell'art. 88 della Costituzione. In quella occasione il Presidente Napolitano disse che non si poteva più andare avanti così. Il cosiddetto processo breve con tutti i danni e le ingiustizie che infliggerebbe al tessuto sano della società italiana, alle vittime dell'Aquila e di Viareggio ed ai loro familiari, è la goccia che fa traboccare un vaso già troppo colmo. Chiediamo al Presidente Giorgio Napolitano di sciogliere le Camere

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Segreteria Nazionale

Roma 14 Aprile 2011

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NUOVO PARTITO D'AZIONE, DIPARTIMENTO COMUNICAZIONE

A seguito delle deliberazioni della Direzione Nazionale N.P.A. e delle proposte operative emerse nella riunione del Coordinamento Nazionale, il Dipartimento Comunicazione del Nuovo Partito d'Azione, rende noto a tutta la comunità azionista la nascita del nuovo forum nazionale: http://orangeforum.forumfree.it/ Questo nuovo spazio virtuale sostituisce il precedente divenuto ormai obsoleto e non più rispondente ai requisiti di interattività ed usabilità di cui una comunità in continua espansione come la nostra necessitava. Il nuovo forum sarà amministrato dal compagno Andrea Fontana e ricadrà sotto la supervisione del Dipartimento Comunicazione. Invito tutti gli iscritti ed i simpatizzanti del Nuovo Partito d'Azione ad iscriversi ed a contribuire attivamente alle discussioni, con l'auspicio che possa diventare nel breve periodo, il centro di aggregazione e di discussione più significativo tra gli spazi virtuali riconducibili all'N.P.A. Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito a realizzare questo nuovo ed utile strumento.

Gabriele Oliviero
Responsabile Dipartimento Comunicazione

Roma 26 Marzo 2011

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Comunicato Vita di Partito: LA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NPA DI FIRENZE

Si è tenuta nei giorni scorsi a Firenze una riunione del Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione che è stata dedicata interamente ai problemi dell'organizzazione e dalla quale sono scaturite le seguenti decisioni; - A partire da lunedì 21 marzo il Dipartimento Organizzazione e Comunicazione si scinde in due Dipartimenti autonomi e separati; il primo seguirà tutti gli affari interni del Partito ed il secondo si occuperà solo della Comunicazione esterna ed interna del Partito; - I due Dipartimenti suddetti si struttureranno al loro interno in modo articolato suddividendosi ulteriormente in 4 Aree ciascuno; - Il Dipartimento Organizzazione diretto dal compagno Silvano Mulas assorbirà competenze finora assegnate in esclusiva alla Segreteria Nazionale ed avrà compiti specifici. Al tempo stesso, Silvano Mulas fungerà da supervisore di tutti gli affari correnti interni del Partito e da coordinatore di tutti gli organismi interni; - Il Dipartimento Organizzazione appronterà a breve un piano attuativo per la campagna nazionale per la riduzione del debito pubblico e per la patrimoniale e redigerà, in collaborazione con il Coordinamento Nazionale, il primo Regolamento interno del Partito. La nuova mappa organizzativa e l'organigramma aggiornato del Partito potranno essere consultabili su questo sito a partire dai prossimi giorni.

Nuovo Partito d'Azione
Coordinamento Nazionale

Roma 23 Marzo 2011

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IL NUOVO PARTITO D'AZIONE CAMPANIA CON DE MAGISTRIS PER RIPULIRE LA POLITICA A NAPOLI

Con l'ufficializzazione della candidatura di Luigi De Magistris a sindaco di Napoli si scioglie finalmente uno dei momenti più oscuri e vergognosi della politica cittadina e regionale di questi ultimi tempi: finalmente qualcuno ha il coraggio di uscire allo scoperto. Mentre il Pd locale latita, millantando candidature più volte declinate come quella di Raffaele Cantone o impossibili come quella di Roberto Saviano, solo allo scopo ormai chiaro di prendere tempo, Luigi De Magistris dopo essersi offerto più volte esce a volto aperto e così facendo invoglia tutto il centro-sinistra napoletano a svegliarsi e darsi da fare. Noi del Partito d'Azione, in prima linea nella campagna per le primarie a sindaco col sostegno a Libero Mancuso, e poi in prima linea nella denuncia dello scandalo brogli, con un comunicato di denuncia pubblicato appena il giorno dopo l'esito scandaloso delle primarie, non esitiamo adesso a contribuire a questo necessario scossone appoggiando la candidatura di un uomo onesto,determinato, da sempre fuori dalla logica del politichese, a sindaco di Napoli. Non possiamo ignorare la situazione politica nella quale emerge infine questa candidatura: dopo gli incresciosi e oscuri episodi di brogli il Pd in primo luogo e il centro-sinistra tutto ha fatto una pessima figura con la cittadinanza e un grande favore al centro-destra affaristico dei vari Consentino e Cesaro. Noi non siamo stati al gioco: abbiamo prima denunciato, poi chiesto con insistenza alla commissione di garanzia di continuare il suo lavoro, e intanto (unici in tutto il centro-sinistra locale) abbiamo sin da subito chiesto con forza al Pd di rimuovere ogni dubbio cacciando via dal partito l'indecente Cozzolino, che ancora si vanta di aver vinto le primarie. Abbiasmo chiesto atutti gli altri partiti che hanno partecipato a queste primarie di rendere nullo il responso del voto e di scegliere come unico candidato del centro sinistra Umberto Ranieri, in definitiva autentico e regolare vincitore, sottomettendoci alla volontà, quella vera, degli elettori napoletani accettando la sconfitta del nostro candidato. Non è andata così: nessun broglio già denunciato con prove inoppugnabili è stato portato alla luce, nessuna decisione sui ricorsi presentati dal comitato elettorale di Ranieri o Mancuso è stata presa, nessun atto doveroso come l'espulsione di Cozzolino dal Pd è stato eseguito, nessun comportamento di responsabilità o di onestà è stato preso dai partiti del centro-sinistra che governano attualmente questa città. E mentre gli uomini migliori candidati in queste primarie, Oddati, Ranieri, Mancuso, si dichiaravano disponibili a fare passi indietro, solo Cozzolino continuava a millantare la sua falsa vittoria, senza nemmeno l'umiltà di sottomettersi al controllo dei voti. Ora basta: con la candidatura di De Magistris si apre una pagina nuova. E ora che il magistrato ha detto che la sua è una candidatura aperta a tutte le forze che vorranno appoggiarlo, il Pd e gli altri partiti che latitano devono uscire dal nascondiglio. Noi intanto, coerenti e fedeli con la nostra strada, diciamo subito sì a questa svolta, come abbiamo sin dal primo giorno portato il sostegno al candidato Mancuso: e questo perché Il Nuovo Partito d’Azione, fedele ai suoi valori azionisti che risalgono a personaggi come Gobetti, Parri, Lussu, Galante Garrone, non si esalta per le persone ma lavora per i programmi. E perciò appoggiamo De Magistris, nella consapevolezza che a Napoli non servono santi o eroi, ma persone che lavorano per un progetto. Vanno affrontate tutte le questioni: il destino dell’area di Bagnoli, la delocalizzazione degli impianti a rischio, il risanamento del Centro Storico, lo sviluppo dell’idea di Napoli come città d’arte e di cultura, di ricerca e di alta tecnologia e con essi l’inquinamento, la mobilità urbana, la carenza di verde, la creazione di una rete di servizi sociali adeguata alle esigenze della popolazione ma anche alle necessità dello sviluppo civile della città, i parchi tecnologici, le strutture di supporto all’impresa, al commercio, all’artigianato e via elencando. E pertanto appoggiamo De Magistris proprio in quanto condivide e fa suo il nostro “progetto per Napoli”, già presentato al candidato Mancuso, che muove intorno a questi punti cruciali: 1) Il ripristino della legalità 2) la riforma dell’azienda comunale 3) Il risanamento sociale 4) La scuola 5) la casa e l’assetto urbanistico 6) Il Ciclo dei Rifiuti Appoggiamo De Magistris, ma certo nella consapevolezza che non basta l'uomo, serve la squadra giusta e anche e soprattutto un consiglio comunale di persone oneste e pronte a lavorare tanto e seriamente. Siamo disponili e vogliamo partecipare alla costruzione di questo nuovo consiglio comunale, dal quale deve partire il riscatto di questa città ancora una volta bistrattata dai suoi politici dopo il 23 gennaio. Con De Magistris per ripulire Napoli da un vecchio e insopportabile modo di fare politica al di sopra e alle spalle della gente. Oggi a Napoli, domani in Italia

Francesco Postiglione
Segretario Regionale del Nuovo Partito d'Azione Campania

Napoli 8 Marzo 2011

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LA QUARTA VIA E' LA SOLA VIA DI USCITA ALLA CRISI DEL MODELLO SOCIALE

Dalle giovani masse arabe in rivolta arriva un messaggio nuovo, un messaggio di libertà, democrazia, di rifiuto dell'esclusione sociale, di rifiuto a subire già da ragazzi un destino di miseria. Si delinea, a livelli ancor più insostenibili rispetto all'Italia o all' Occidente, una 'seconda società' anche in quei Paesi. I fenomeni sociali si stanno globalizzando e sincronizzando in vaste aree del pianeta. Internet favorisce questa sincronizzazione, ma non solo Internet. C'è una crescente presa di coscienza della ingiustizia della distribuzione delle ricchezze non solo tra il ricco Occidente (ma non più tanto ricco) ed il Terzo e Quarto Mondo ma all'interno di tutte le singole società nazionali del Terzo Mondo (il Quarto è forse ancora troppo povero anche per ribellarsi). Questa è la novità degli ultimi tempi così come la 'seconda società' araba, che prende coscienza dei suoi diritti. Sembra venire questa volta da quei giovani arabi in rivolta un messaggio che sorprende anche noi occidentali. Speriamo che sia il '68 o il 1989 o il 1789 dei giovani arabi e non l'ennesima anticamera di altri regimi fondamentalisti islamici. Ma se è così come spero, si apre un quadro davvero diverso. La "seconda società" aumenta di numero e prende coscienza di sé un po' dappertutto; negli Usa (ancora poco), in Italia, in Europa, nei paesi dell'ex blocco comunista e ora anche nei paesi arabi. Questo movimento non ha ancora il senso chiaro di molte cose. Mancano ancora le forze politiche che devono guidarlo. In Italia l'unica formazione politica che parla di questi temi, che ha la chiara consapevolezza di tutto ciò e che si candida a questo ruolo è il Nuovo Partito d'Azione, sia detto senza iattanza anzi con la profonda consapevolezza dei limiti organizzativi e dello spaventoso scarto di mezzi di supporto rispetto all'obiettivo. Noi abbiamo ben chiaro che i problemi italiani non sono solo specificamente italiani e non dipendono solo dalla presenza di Berlusconi. Senza che ciò significhi minimamente alleggerire Berlusconi e la sua cricca delle pesanti responsabilità che ha nella moltiplicazione delle sofferenze e delle ingiustizie sociali. Bisogna a questo punto avere lo sguardo acuto e penetrante per il presente ed ancor più per il futuro. Bisogna far capire a tutti, forze politiche di sinistra, di centro, di destra, al popolo, che bisogna preparare una radicale riforma delle nostre società e della società italiana in particolare perché le tendenze storiche immanenti non promettono nulla di buono per il presente ed ancor più per il futuro. Il radicale riorientamento del modello di società non è che va fatto perché c'è un gruppetto di visionari o di idealisti o di rivoluzionari che da un giorno all'altro si mette in testa che così non si può più andare avanti. Il radicale riorientamento sarà il necessario contraccolpo della convergenza di processi in atto su scala internazionale che moltissime persone ancora non vedono. Voglio dire, in altri termini, che un nuovo modello di società basato su più sobrietà, su una redistribuzione significativa di redditi, ricchezza patrimoniale, lavoro e opportunità, su una maggiore varietà di sistemi e forme di produzione, su maggiore equilibrio e felicità sociale, sulla conversione dell'eccesso di ricchezza verso la ricchezza sociale e solidale, sulle energie rinnovabili sarà la necessaria risposta ad un mondo che non ha più risposte da dare a masse sempre più ampie di popolazione ed in particolare ad una 'seconda società' composta soprattutto da un nuovo proletariato scolarizzato giovanile (ma non solo su quello ovviamente) che cresce sempre più come conseguenza anche di un impoverimento generale del Paese. L'impoverimento ha molte cause e purtroppo nessuna sembra congiunturale e tutte sembrano strutturali. Nell'ordine; 1) Una perdita progressiva di posti di lavoro a sua volta generata da altri fattori; globalizzazione, delocalizzazione produttiva, continuo avanzamento del progresso tecnologico che sostituisce il lavoro umano con il lavoro delle macchine, caduta progressiva del saggio di profitto del Capitale, almeno nelle società occidentali; 2) Progressivo esaurimento delle risorse naturali e delle materie prime tanto più sull'onda dell'esplosione della domanda da parte dei paesi BRIC che stanno ripercorrendo le fasi di industrializzazione e di accumulazione originaria del Capitale che in Occidente sono state già raggiunte decenni fa; 3) Una scolarizzazione progressiva ed un aumento della domanda di qualità della vita a cui non corrispondono nel mondo della produzione adeguati livelli di offerta di lavoro sia in termini qualitativi che in termini quantitativi; 4) Una progressiva concentrazione in tutti i Paesi della ricchezza in poche mani ed una progressiva proletarizzazione del ceto medio che diventa tragica quando dal ceto medio di scende alla fisiologica area della seconda società di emarginati, precari, disoccupati ecc. ecc. 5) Debiti pubblici statali in crescita o comunque difficilmente comprimibili in assenza di misure straordinarie che comunque fuoriescono dagli schemi del 'pensiero unico' liberista. La crescita delle fasce sociali in sofferenza e della 'seconda società' è anche il prodotto del progressivo disinteresse dello Stato rispetto ai meccanismi di regolazione sociale e dell'avvento della globalizzazione, che spinge l'impresa a produrre dove il costo del lavoro è molto minore e che, nello stesso tempo, determina un aumento dell'esercito di riserva, composto anche da molti immigrati, che comprime sempre più in basso le retribuzioni e le condizioni di lavoro. La finanziarizzazione dell'economia quindi in realtà c'entra poco o nulla ed è una schiocchezza retorica che la sinistra italiana sventola senza sapere di cosa sta parlando. Tutte queste condizioni strutturali non sembrano, al momento attuale, suscettibili di una inversione di tendenza. E qui si torna al mio discorso di partenza; tutte questi fattori determinano un progressivo impoverimento del Paese e dei ceti più deboli che si allargano in quantità e quindi la risposta non può che essere un riorientamento del nostro modello di società nel senso già detto. Questo riorientamento è, nella sostanza, anche la nostra ricetta; la Quarta Via neoazionista, un obiettivo al livello più alto possibile che il Nuovo Partito d'Azione metterà a disposizione di tutti coloro che cercano una via di uscita, sapendo bene che la via di uscita non potrà essere assolutamente il modello liberista che già sta producendo sconquassi immani, non potrà essere il comunismo che o è morto e seppellito storicamente oppure non si sa oggi cosa possa essere, non può nemmeno essere il modello socialdemocratico europeo che ha dimostrato di essere troppo blando di fronte alle nuove inquietanti tendenze prima descritte e troppo arrendevole nei confronti del totalitarismo insito nel liberismo selvaggio globalizzato.

Pino A. Quartana
Segretario del Nuovo Partito d'Azione

Roma 23 Febbraio 2011

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COMUNICATO FINALE DELLA DIREZIONE NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE

La Direzione Nazionale del ‘Nuovo Partito d’Azione’, riunitasi domenica 13 febbraio a Bologna, ha preso atto con orgoglio del processo di crescita qualitativo e quantitativo del Partito che prosegue senza soste al punto tale che al momento attuale l’NPA può essere oggettivamente considerato come l’unica nuova sigla politica, tra quelle nate negli ultimi anni, che si sta costruendo un suo riconosciuto spazio, seppur ancora non adeguatamente valorizzato, all’interno del centrosinistra. Questo processo di crescita, che ha ancora possibilità enormi, potrebbe essere molto più rapido se non permanessero tuttora oggettivi ostacoli costituiti soprattutto da una totale mancanza di risorse finanziarie. La Direzione Nazionale, anche in previsione di un ritorno anticipato alle urne, ha compiuto una ricognizione aggiornata del problema delle alleanze. La decisione più importante scaturita da Bologna è che il Nuovo Partito d’Azione ritenendo assolutamente indispensabile il formarsi di un nuovo soggetto politico-elettorale all’interno del centrosinistra lo individua nella proposta dei Verdi e del loro Presidente Nazionale, Angelo Bonelli, per la costruzione di un Polo ecologista, democratico e civico. Il Nuovo Partito d’Azione è quindi disponibile fin da subito ad aprire un canale privilegiato di confronto oltre che con i Verdi anche con tutti i soggetti (movimenti, associazioni della società civile, liste civiche locali) che possano riconoscersi in questo progetto, un progetto che può essere portatore di un valore aggiunto determinante per tutta la coalizione di centrosinistra. Per quanto riguarda la candidatura del Segretario Nazionale alle future o ipotetiche Primarie Nazionali del centrosinistra, la Direzione Nazionale l’ha ratificata ed ha deciso di mantenerla almeno fino al momento in cui non ci sarà qualche sostanziale novità sul loro effettivo svolgimento oppure sul processo di costruzione delle alleanze. La candidatura per le Primarie nazionali della coalizione sarà pubblicizzata unitamente ad una campagna nazionale che il Partito ha deciso a Bologna di indire e cioè una campagna per l’introduzione della tassa patrimoniale e per il rientro del debito pubblico. Il Nuovo Partito d’Azione sarà il primo partito italiano ad intraprendere una iniziativa del genere. I termini precisi della campagna saranno comunicati non appena il Dipartimento Economia e Finanza NPA avrà formulato una sua specifica proposta tecnica. Al tempo stesso, si è deciso di incaricare il Dipartimento Economia anche dell’esame tecnico di alcuni nuovi punti programmatici che la Segreteria Nazionale ha chiesto di inserire nel Programma dell’NPA. Infine è stata deliberata una generale riorganizzazione interna in modo che il Nuovo Partito d’Azione possa far fronte in maniera più solida ai nuovi grandi impegni che già nell’immediato sarà chiamato a sostenere.

Nuovo Partito d'Azione
Ufficio Stampa

Roma 15 Febbraio 2011

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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELLA DIREZIONE NAZIONALE NPA

La Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione è convocata per domenica 13 febbraio a Bologna presso la sala riunioni del Circolo ARCI Passpartout di Via Galliera 25 (zona Stazione - Via Indipendenza) con inizio ore 10,00- All'ordine del giorno della riunione i seguenti punti;

1) Ratifica da parte della Direzione Nazionale di tutte le nomine effettuate dal 12-7-2010 fino al 12-2-2011;

2) Esame della politica delle alleanze del Partito in vista di eventuali elezioni politiche nazionali e delle elezioni amministrative di primavera;

3) Decisioni in merito alla partecipazione del Nuovo Partito d'Azione alle eventuali Primarie nazionali del centrosinistra ed alle Primarie locali;

4) Esame della situazione organizzativa del Partito e proposte in merito a quest'ultima;

5) Proposte di integrazione del Programma del Partito;

6) Proposte di eventuali modifiche statutarie e di eventuali modifiche al simbolo del Partito;

7) Varie ed eventuali 

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione

Roma 1 Febbraio 2011

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LE PRIMARIE NON GARANTISCONO DA SOLE LA DEMOCRATICITA' DEL CONFRONTO

Dichiarazione del Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana, nonché candidato alle future Primarie Nazionali del centrosinistra.

Dopo le Primarie locali di Napoli e di Bologna stasera qualcuno a sinistra ha scoperto che le Primarie forse non sono la panacea di tutti i mali della nostra coalizione. In realtà non si sa nemmeno se c'è la coalizione. Nonostante questa presa d'atto, è comunque il caso di continuare a credere nell'energia ricostituente delle Primarie, tanto è vero che il sottoscritto, unico candidato outsider alle future Primarie nazionali del centrosinistra, mantiene, almeno per il momento, la sua candidatura. Ma stasera forse è più chiaro che le Primarie non sono sempre positive 'a prescindere'. Le Primarie "reali" possono essere truccate ed inquinate così come le Primarie "virtuali" possono essere alterate già in partenza dal sistema informativo o da regolamenti penalizzanti contro le forze politiche molto piccole. La positività delle Primarie dipende tutta dalle condizioni di contorno e dalle condizioni in cui i candidati partono già sin dal primo momento. 

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione

Roma 26 Gennaio 2011

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COMUNICATO STAMPA: ANNULLARE LE PRIMARIE DEL 23 GENNAIO PER SINDACO DI NAPOLI

Il Nuovo Partito d’Azione, a seguito degli incresciosi e oscuri episodi legati al voto delle primarie del centro-sinistra per sindaco di Napoli del 23 gennaio, chiede a tutti gli altri partiti che hanno partecipato a queste primarie di rendere nullo il responso del voto e di scegliere come unico candidato del centro sinistra Umberto Ranieri, in definitiva autentico e regolare vincitore delle primarie di ieri. Denunciamo fortemente gli episodi accaduti nei seggi di Miano, dove secondo le cifre alle 12 aveva già votato un numero di 700 persone con una media di un votante ogni 20 secondi, e specificamente nel seggio di via Ianfolla dove 68 elettori hanno votato Mancuso, 200 Ranieri, 230 Oddati e ben 1067 per Cozzolino, in un’area in cui il Pd prendeva in tutto 2300 voti. Oppure nel seggio di Soccavo di via Adriano, dove in sole tre ore hanno votato in folla diverse persone che palesemente secondo il giudizio di un nostro scrutatore non sapevano nemmeno cosa fossero le primarie. Denunciamo gli strani movimenti avvenuti nel seggio di Barra dove esponenti del Pdl distribuivano facsimili di voto, o quanto avvenuto a San Giovanni a Teduccio, dove Michele Langella, rappresentante di lista di Libero Mancuso, è stato impossibilitato a svolgere la sua funzione, perché palesemente minacciato da un consigliere circoscrizionale del PD. In attesa della risposta all’opportuno e anzi necessario ricorso di Ranieri, e al ricorso indipendente presentato da Mancuso, Il Nuovo Partito d’Azione annuncia con chiarezza che, pur avendo partecipato alle primarie sostenendo il candidato Libero Mancuso, non accetterà il responso delle stesse se questo dopo i ricorsi dovesse decretare la vittoria al bassoliniano Andrea Cozzolino, peraltro del tutto sfavorito nelle settimane precedenti. Chiediamo al Pd campano di fare definitiva chiarezza sui suoi uomini, e di espellere in un sussulto di dignità che da troppo tempo gli manca andrea Cozzolino dal suo partito per la vergognosa gestione della sua campagna elettorale, effettuata “pagando e promettendo” come dice un suo collega del Pd e consigliere regionale Corrado Gabriele. Se di fronte a esito negativo dei ricorsi nessuna posizione sarà presa dal Pd campano e dal candidato realmente e moralmente vincitore Umberto Ranieri, chiediamo al magistrato Libero Mancuso di farsi avanti con coraggio e di candidarsi a sindaco di Napoli in alternativa e in concorrenza con la candidatura dell’impresentabile Cozzolino. Queste primarie che dovevano essere occasione di festa democratica e trionfo della partecipazione, rischiano di diventare emblema del solito stile di voto nel territorio napoletano che centro-destra e centro-sinistra ben conoscono da tempo e che il Nuovo Partito d’Azione condanna senza esitazione.

PER IL NUOVO PARTITO D'AZIONE
Francesco Postiglione , Napoli 24 Gennaio 2011

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NUOVA NOMINA NELLA DIREZIONE NAZIONALE NPA

La compagna Barbara Salami di Reggio Emilia, assistente legale, imprenditrice nel ramo metalmeccanico e presidente di un consorzio export di aziende metalmeccaniche del Reggiano è stata nominata nei giorni scorsi membro della Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione. La nuova e valida compagna avrà un compito molto importante che porterà valore aggiunto al Partito su scala nazionale; sarà l'Amministratrice e la Tesoriera nazionale dell'NPA. Alla giovane e motivata compagna vanno gli auguri e le felicitazioni di tutto il Partito e della comunità orange..

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa Nazionale
Roma 17 Gennaio 2011

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NUOVE NOMINE PER CHIUDERE AL MEGLIO IL 2010

Il Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana, ha proceduto nei giorni scorsi a due nuove ed importanti nomine in Direzione Nazionale chiamando a farne parte il compagno Oscar Contino di Bergamo ed il compagno Enea Melandri. Quest'ultimo avrà il compito di avviare i primi passi per il radicamento del Partito nelle Marche, unica regione finora senza mai una presenza, neppure informale, dell'NPA. Ma il lavoro di rafforzamento non si è fermato qui. In previsione del lancio del giornale ufficiale del Partito, il Segretario ha nominato Francesco Postiglione, già membro della Direzione Nazionale e Segretario Regionale campano, come Direttore Politico. Sarà affiancato e coadiuvato da Francesco Baroni nel ruolo di Vice-Direttore Politico.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa - Dipartimento nazionale Comunicazione
Roma 29 Dicembre 2010

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LETTERA ALLA CITTA': PERCHE' L'NPA CAMPANIA APPOGGIA LIBERO MANCUSO

Gentile cittadino/a,

Solo alcuni minuti del tuo tempo per spiegarti perché il Nuovo Partito d’Azione ha scelto di appoggiare senza esitazioni un personaggio pubblico di indiscutibile integrità morale e politica, come Libero Mancuso, alle primarie del centro-sinistra per sindaco di Napoli. Il Nuovo Partito d’Azione, fedele ai suoi valori azionisti che risalgono a personaggi come Gobetti, Parri, Lussu, Galante Garrone, non si esalta per le persone ma lavora per i programmi. E’ con entusiasmo verso un nuovo programma di governo della città che abbiamo scelto di appoggiare il candidato Mancuso, consapevole che a Napoli non servono santi o eroi, ma persone che lavorano per un progetto. Vanno affrontate tutte le questioni: il destino dell’area di Bagnoli, la delocalizzazione degli impianti a rischio, il risanamento del Centro Storico, lo sviluppo dell’idea di Napoli come città d’arte e di cultura, di ricerca e di alta tecnologia e con essi l’inquinamento, la mobilità urbana, la carenza di verde, la creazione di una rete di servizi sociali adeguata alle esigenze della popolazione ma anche alle necessità dello sviluppo civile della città, i parchi tecnologici, le strutture di supporto all’impresa, al commercio, all’artigianato e via elencando. Il nostro progetto si chiama Progetto per Napoli ed è stato pubblicato mesi prima della candidatura di Libero Mancuso. Esso verte intorno a questi punti cruciali:

1) Il ripristino della legalità Nessun reale rinnovamento è possibile a Napoli se non si ristabiliscono le regole più elementari del vivere civile: rispettare la segnaletica stradale, pagare i biglietti sull’autobus, operare la differenziazione della spazzatura e versarla negli appositi contenitori, ma anche rifiutare comportamenti che trasformano diritti in favori e che alimentano la diffusione di attività illegali.

2) la riforma dell’azienda comunale I servizi attualmente previsti vanno accorpati in aree e di dipartimento. Va rapidamente realizzato un esteso decentramento a livello di Municipalità per migliorare la qualità dei servizi e la rapidità della loro erogazione.

3) Il risanamento sociale a) risanamento e riqualificazione delle condizioni abitative delle aree più degradate in centro e in periferia; b) attivazione di un dipartimento infanzia, di un dipartimento handicap e di un dipartimento anziani in seno ai servizi sociali del Comune c) Attivazione in ogni quartiere di un consultorio socio-sanitario per coordinare le iniziative volte alla prevenzione sanitaria e alla salvaguardia della salute dei cittadini oltre che per monitorare le singole situazioni sia dal punto di vista epidemiologico che da quello dell’efficacia degli interventi attuali;

4) La scuola La scuola dell’obbligo a Napoli deve essere a tempo pieno prolungato, fornito di mensa e di tutte le attrezzature necessarie a venire incontro alle esigenze dei giovani (palestra, teatro, biblioteca, fonoteca, cineteca ecc). Deve accogliere iniziative e progetti extracurricolari e transdisciplinari incentrati sull’educazione ambientale/alimentare, sull’ecoalfabetizzazione (orti didattici), sulla promozione della cittadinanza attiva. Iniziative e progetti innovativi, capaci di contrastare il senso di demoralizzazione e inutilità che sempre più pervade ogni forma di didattica convenzionale, e di sviluppare l’intelligenza emotiva, le attitudini cooperative e il pensiero critico degli studenti. Insieme alla scuola dell’obbligo occorre agire sulla formazione professionale, riqualificando dei disoccupati napoletani nella direzione di un nuovo sviluppo delle attività industriali ed artigianali. Un progetto da costruire con i sindacati le associazioni e l’imprenditoria, dell’artigianato e del commercio, utilizzando i fondi già disponibili della F.S,E. finora praticamente inutilizzato.

5) la casa e l’assetto urbanistico Occorre:

a) Fermare la crescita quantitativa dell’apparato urbano, che consuma il suolo e che aggrava ogni altro problema e nel contempo riqualificare l’esistente.

b) Ristrutturare le periferie costruite nell’ultimo mezzo secolo dotandole di tutti gli spazi, i servizi le strutture che mancano

c) Coibentare il maggior numero possibile di case per abbassare al minimo il consumo di energia e renderle autosufficienti sul piano energetico col fotovoltaico

d) Alberare vie e piazze (la città dovrebbe essere, per paradosso, un bosco con un’alta densità di edifici al suo interno).

e) Utilizzare al meglio il patrimonio di immobili ed aree che vengono dimessi da destinare a fini di utilità pubblica, centri sociali, day hospital

f) Decentrare l’apparato amministrativo in modo che la popolazione non debba spostarsi continuamente e possa vivere il proprio territorio e nel contempo controllarlo.

6) il traffico e la mobilità

Puntiamo a:

1) accelerare la delocalizzazione al Centro Direzionale;

2) utilizzare gli edifici della 167 di Secondigliano (le Vele) per la costruzione di un nuovo Centro Direzionale orientato a servire la provincia e in particolare la zona Nord di Napoli, dove dislocare uffici (Provincia, T.A.R. Giudice di Pace etc.) e attività di servizio alle imprese produttive della zona Nord

3) chiudere totalmente il centro storico alla circolazione delle auto private.

4) Rifiuti

Bisogna far decollare la differenziazione. Nelle zone di Napoli dove essa già esiste (Bagnoli, Rione Alto, Colli Aminei) è un successo totale. Non esiste altra strada. I cittadini devono avere i mezzi per differenziare ovunque. Chi sposa questo progetto sposa l’impegno del Nuovo Partito d’Azione per Napoli. Libero Mancuso ha scelto di condividere questi obiettivi, ed ha lo spessore morale e la competenza per realizzarli. Ha inoltre discontinuità totale con la gestione del passato, e una storia di battaglie per la propria città che risalgono agli anni ’70. Ma né lui né altri riusciranno senza l’impegno di ognuno di noi. Chiediamo che il tuo, insieme al nostro, cominci con un voto, il 23 gennaio, alle primarie. Ma per noi sarà solo l’inizio.

Francesco Postiglione
Segretario Regionale Campania del Nuovo Partito d’Azione


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PRIMARIE; SI CANDIDA ANCHE IL SEGRETARIO NAZIONALE NPA

Dopo una riflessione durata un paio di mesi e pure in presenza di alcune riserve di ordine personale, il Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana, ha deciso di correre per le prossime Primarie nazionali del centrosinistra che designeranno lo sfidante della coalizione contro Berlusconi. Ricordiamo che l'idea di candidare Pino A. Quartana era venuta agli inizi di settembre ad un gruppo di dirigenti ed iscritti del Nuovo Partito d'Azione che gli avevano rivolto un pubblico appello in tal senso. Il Nuovo Partito d'Azione chiede ora agli altri partiti della coalizione che le Primarie nazionali, se e quando si terranno, non saranno inficiate e falsate da clausole-capestro rivolte soprattutto ad eliminare dalla contesa quei candidati come il nostro che sono espressione di forze politiche piccole. Se le garanzie di par condicio ci saranno anche per noi e per il nostro candidato, il confronto sulle Primarie non si esaurirà in uno schema già da tempo scontato, quello della sfida, magari da combattere sul fil di lana, tra Bersani e Vendola, ma si arricchirà anche di motivi veramente nuovi e del tutto inediti come la candidatura del nostro Segretario Nazionale al quale va la stima e la piena fiducia di tutta la comunità neoazionista.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa - Dipartimento nazionale Comunicazione
Roma 28 Ottobre 2010

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L'NPA AL CONGRESSO NAZIONALE PSDI

Il Nuovo Partito d'Azione è stato invitato al XXVIII Congresso Nazionale del Partito Socialista Democratico Italiano che si terrà a Barletta in Puglia dal 22 al 24 ottobre prossimi. Porterà il saluto per conto dell'NPA il compagno Vittorio E. Esposito della Direzione Nazionale. L'intervento di Esposito è previsto nel pomeriggio di venerdì 22.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 20 Ottobre 2010

 

 

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Messaggio del Nuovo Partito d'Azione ai manifestanti del 16 ottobre

Anche il Nuovo Partito d'Azione sarà oggi al vostro fianco, nel corteo di Roma, per tentare di arginare l'erosione di diritti, a danno di tutti i lavoratori, che con la scusa della crisi, ha preso il via in modo sempre più preoccupante e precipitoso negli ultimi anni. Lo sviluppo non può esistere, se a pagarne le conseguenze sono le categorie meno protette. Irene Del Prato della Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 16 Ottobre 2010

 

 

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Nuove nomine nei dipartimenti Comunicazione ed Organizzazione

In data odierna il responsabile dei dipartimenti Comunicazione ed Organizzazione ha provveduto ad ufficializzare due nuove nomine. Si tratta dei Compagni Andrea Fontana, nuovo membro del Dipartimento Comunicazione e Marco Arduino, nuovo membro del Dipartimento Organizzazione. Ai due nuovi membri che da tempo si sono guadagnati la stima e la fiducia della comunità neoazionista, vanno i migliori auguri di buon lavoro..

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 5 Ottobre 2010

 

 

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IL NUOVO PARTITO d'AZIONE E IL NO B DAY 2

Il Nuovo Partito d'Azione aderisce sul piano politico alla manifestazione di sabato prossimo, il NO B DAY 2, ma questa volta, a differenza dello scorso anno, non sarà fisicamente in piazza con i suoi militanti e le sue bandiere. L'NPA nutre forti perplessità su diversi aspetti dell'organizzazione di questa manifestazione, ma, nello stesso tempo, vuole evitare di scendere nello specifico perché polemiche e divisioni nel vasto fronte dell'opposizione a Berlusconi sono già ad un livello patologico ed il nostro Partito, che ha sempre auspicato la fine dei personalismi e della litigiosità nel campo del centrosinistra e del fronte antiberlusconiano, non sente di certo la necessità, soprattutto in questo momento, di alimentare altre polemiche ed altre divisioni.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Ufficio Stampa,
Roma 30 Settembre 2010

 

 

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Documento sulla riforma elettorale

Approvato dall'Associazione per la Democrazia Costituzionale

L'evoluzione della crisi politica, sociale e istituzionale, che impone in tempi ravvicinati la necessità di nuova elezioni politiche generali, rende urgente una grande mobilitazione per evitare che si vada a votare per la terza volta con la vigente legge elettorale, conosciuta come “porcellum”. In questo sistema elettorale, l’effetto congiunto del meccanismo delle liste bloccate con circoscrizioni elettorali di grandi dimensioni ha espropriato il corpo elettorale di ogni residua possibilità di influire sulla formazione della rappresentanza parlamentare, con la conseguenza che i parlamentari sono scelti dai ‘capi’ dei partiti e dai loro gruppi dirigenti. Si è verificato, pertanto, il paradosso che tutti i “rappresentanti” del popolo italiano, nelle elezioni sia del 2006 sia del 2008, sono stati nominati dall’alto: gli eletti, più che rappresentanti del popolo, sono – anche in senso tecnico – dei delegati di partito, anzi del capo politico che li ha nominati. Inoltre, è stata legittimata la tendenza a trasformare le elezioni in una investitura popolare del capo, attraverso l’obbligo giuridico di indicare il capo unico della coalizione. In questo modo il sistema elettorale tende surrettiziamente a modificare la Costituzione, comprimendo la centralità del Parlamento ed il ruolo del Presidente della Repubblica, per instaurare il ‘premierato assoluto’ (come ebbe a dire Leopoldo Elia). Bisogna considerare, inoltre, che il procedimento di trasformazione dei voti in seggi, previsto dal porcellum, determina un’inaudita manipolazione della volontà popolare, attraverso il premio di maggioranza, che corregge l’orientamento manifestato dagli elettori fino al punto da trasformare – per legge - una minoranza elettorale (più forte delle altre per un solo voto) in una solida maggioranza parlamentare, garantendole il 55% dei seggi della Camera dei Deputati. Nella situazione politica contingente, che vede l’estrema umiliazione del Parlamento ridotto a “cinghia di trasmissione” degli ordini del Presidente del Consiglio, il ritorno alle urne con questa legge elettorale, qualunque fosse l'orientamento manifestato dagli elettori, produrrebbe un disastro politico. Con questo sistema le forze politiche, che non intendono annullarsi in uno dei due partiti o in una delle due coalizioni, sono destinate a scomparire dal Parlamento e i due schieramenti principali possono sbarazzarsi di ogni forma di dissenso interno, e ottenere il controllo totale del comportamento dei parlamentari da loro nominati. Eliminato il pluralismo e trasformato il Parlamento in un “bivacco di manipoli” del ‘Capo’ eletto dal popolo, verrebbe meno ogni dialettica politico-parlamentare ed i parlamentari non controllati dal Capo del governo sarebbero spinte sulla strada dell'Aventino data la cancellazione di ogni dialettica democratico-parlamentare. Se è innegabile l'esigenza di riforma della legge elettorale, la ricerca della migliore formula elettorale non è una questione tecnica che deve essere riservata agli addetti ai lavori. Innanzitutto, bisogna sgomberare il campo dalle suggestioni e dai falsi miti che hanno intossicato l'opinione pubblica. Il primo requisito di ogni sistema elettorale è che esso deve essere coerente con la Costituzione. Nella democrazia costituzionale, fondata sulla partecipazione dei cittadini, (art. 49 Cost.), le elezioni politiche generali non servono ad eleggere un Governo, né tanto meno il Capo del Governo né a determinare quali forze politiche devono governare per tutto l'arco della legislatura. Se così fosse, il popolo sovrano conterebbe un solo giorno e poi dovrebbe tacere per cinque anni. Invece la democrazia non si esaurisce in un unico atto, compiuto ogni cinque anni, nel chiuso dell’urna, ma deve essere praticata ogni giorno. N ella democrazia costituzionale, il popolo deve continuare a concorrere a determinare la politica nazionale, anche dopo aver votato e lo fa – di norma - attraverso i propri rappresentanti, che la Costituzione vuole liberi da ogni vincolo di mandato proprio perchè devono essere liberi di “rappresentare” (ed ascoltare) in ogni momento le domande politiche ed i bisogni del popolo sovrano. Deve essere ripudiato, pertanto, come ingannevole e corruttore il mito secondo cui attraverso le elezioni i cittadini sono chiamati a scegliersi un Governo e un Capo di Governo che non può più essere cambiato fino alle elezioni successive. E' stato proprio Berlusconi, con i suoi comportamenti, a disvelare il carattere populistico, autoritario ed antiparlamentare di tale mito, che prefigura un ordinamento fondato sul principio della supremazia del Capo politico sulle altre istituzioni, ciò che la Costituzione italiana ha radicalmente ripudiato. La Costituzione ha voluto rendere flessibile la formazione dei governi proprio per consentire il regolare funzionamento degli organi rappresentativi, ai quali spetta anche la funzione di correggere o modificare quegli indirizzi politici o di governo che si dimostrassero inadeguati o pregiudizievoli per il bene del popolo italiano. Nell'esercizio del voto i poteri attribuiti dalla Costituzione al cittadino-elettore non consistono nella possibilità di scegliere da chi deve essere comandato, ma nella possibilità di scegliere delle persone che possano rappresentare, nelle istituzioni, le domande sociali, gli interessi, i bisogni e le esigenze che stanno a cuore ai cittadini. Per questo una nuova legge elettorale, che sia conforme alla Costituzione, escludendo ogni forma di indicazione o di investitura di un capo politico di partito o di coalizione, deve perseguire questi tre obiettivi: a) Ripristinare il principio democratico della rappresentanza e restituire agli elettori la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti; b) Superare la semplificazione dualistica e manichea del conflitto, liberando il sistema politico dalla camicia di forza di un bipolarismo forzato; c) Favorire la governabilità attraverso il ripristino del metodo democratico fondato sulla centralità del Parlamento. Occorre, pertanto, prefigurare un sistema elettorale, nel quale sia garantito che la trasformazione dei voti in seggi rispecchi – in modo proporzionale – il pluralismo delle domande politiche e sociali presenti nel corpo elettorale e che la composizione delle assemblee rappresentative non sia più dominio esclusivo delle élites di partito ma il terreno sul quale la volontà degli elettori possa riscontrare (ed eventualmente correggere) quella dei partiti politici, che devono recuperare ruolo e dignità attraverso il consenso liberamente espresso dal corpo elettorale, piuttosto che attraverso artificiosi meccanismi di privilegio.

Gianni Ferrara, Claudio De Fiores, Domenico Gallo, Pietro Adami, Cesare Antetomaso, Nicola Atlante, Gaetano Azzariti, Antonia Baraldi Sani, Imma Barbarossa, Francesco Bilancia, Sergio Cararo, Stefano Falcinelli, Luigi Ferrajoli, Irene Del Prato, Raniero La Valle, Mario Montefusco, Gianluigi Pegolo, Anna Pizzo, Tiziano Rinaldini, Franco Ragusa, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Ersilia Salvato, Cesare Salvi, Pino A. Quartana.
26 Settembre 2010

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Al Direttore ed alla Redazione del quotidiano “ La Repubblica ”

Gentile Direttore Mauro, ovviamente aderisco anche io al Vs. appello a Berlusconi affinché rinunci allo scudo legislativo anche se credo si tratti di una ipotesi assolutamente irrealistica essendo ben nota l’insensibilità del Berlusconi verso qualsiasi argomento di etica pubblica. Se posso essere davvero franco credo che abbia più probabilità di successo chi provasse ad andare a vendere ghiaccio agli esquimesi del Polo Nord piuttosto che chi voglia cercare di convertire il Berlusconi alla moralità pubblica. Credo che purtroppo non ci sia più niente da fare per via costituzionale o giuridica né naturalmente con le armi della “moral suasion”, come nel caso del Vs. appello. L’anno scorso, esattamente in questi stessi giorni di settembre, rivolsi una pubblica e solitaria richiesta al Presidente della Repubblica affinché rinunciasse per la sua parte all’allargamento dello scudo in modo tale che tutti gli italiani capissero bene che quello serve solo ed unicamente al Berlusconi. Mi sono sempre chiesto perché i Padri Costituenti avessero previsto per il Presidente della Repubblica un istituto che assomiglia molto da vicino all’impeachment (mi riferisco all’articolo 90 della Costituzione Italiana) e nulla di tutto ciò invece per il Presidente del Consiglio. L’unica spiegazione che riesco a darmi è che allora era inimmaginabile il piduismo, figuriamoci poi di vederlo al potere. Non rimane quindi che la via politica attraverso la costruzione di una alleanza la più larga possibile in grado di rimandare a casa il Berlusconi alle prossime elezioni, sempre sperando che certi leaders del centrosinistra non gli preparino ancora una volta una scialuppa di salvataggio. Cordiali saluti a Lei ed ai Suoi collaboratori anche a nome di tutti i nuovi azionisti italiani.

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale Nuovo Partito d'Azione, Roma
26 Settembre 2010

 

 

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NO ALLA FASCISTIZZAZIONE DELL'ITALIA

Il Nuovo Partito d'Azione, appresa la notizia della negazione del permesso per la manifestazione del XX settembre a Porta Pia, esprime la propria indignazione ed il proprio disgusto per questi atteggiamenti che dimostrano che è nelle intenzioni dei partiti al potere procedere alla fascistizzazione dell'Italia. Dalla scuola, alla cultura, alle istituzioni assistiamo all'attacco giornaliero a questa democrazia nata dalla Resistenza e dal popolo. Questi attacchi devono cessare e chi dovrebbe garantire la Libertà deve prendere atto della situazione di pericolo per la Democrazia ed intervenire non solo a parole ma soprattutto a con fatti.

Renato Bonini
Responsabile Area Laicità - Dipartimento nazionale Cultura del Nuovo Partito d'Azione
18 Settembre 2010

 

 

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L'N.P.A. Lazio si mobilita contro la legge elettorale

Anche il Nuovo Partito d'Azione Regione Lazio aderisce alla campagna di mobilitazione promossa dal movimento Libertà e Giustizia e da Valigia Blu per una nuova legge elettorale. "E' intollerabile che da più di 5 anni sia vigente una legge che viola palesemente il diritto costituzionale alla scelta dei rappresentanti in Parlamento - sottolinea Irene del Prato segretario regionale del NPA - e, fatto ancora più grave, ci accingiamo a tornare alle urne senza che alcuna modifica sia stata apportata." Per ripristinare l'adesione ai principi costituzionali, è necessaria la più alta partecipazione della popolazione, il Nuovo Partito d'Azione Lazio non esclude quindi che alla raccolta firme promossa da Libertà e Giustizia e da Valigia Blu, già attiva sul web, possa venir affiancata nei prossimi giorni una raccolta firme sul territorio

IRENE PRATO
Segretario regionale N.P.A. Lazio

 

 

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PER SAKINEH

l Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione. Pino A. Quartana, ha firmato già da diversi giorni gli appelli per la signora Sakineh, ennesima vittima della barbarie del regime oscurantista e medioevale degli ayatollah iraniani. Il Nuovo Partito d'Azione aderisce anche al sit-in che si tiene oggi davanti alla Ambasciata dell'Iran. "Non vogliamo perdere l'occasione come uomini del nuovo azionismo - ha dichiarato Quartana - per denunciare l'orrore costituito dall'esistenza di regimi come quello iraniano nonché le sue atrocità. Non vogliamo perdere neppure l'occasione per biasimare coloro che, pur dichiarandosi di sinistra, tacciono oppure trovano ancora il modo di sollevare distinguo ed obiezioni di qualsiasi genere su questi fatti orrendi finendo col perdere completamente di credibilità nel momento in cui poi essi si scagliano, spesso giustamente, contro le brutture delle società occidentali contemporanee. Ma è purtroppo un discorso molto vecchio".

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 2 Settembre 2010

 

 

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CONVOCATA RIUNIONE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE DELLA TOSCANA

Mercoledì 8 Settembre, alle ore 21:00, è convocata la riunione del Nuovo Partito d’azione della Toscana. All’ordine del giorno i seguenti argomenti: -aspetti organizzativi per l’incontro/presentazione del libro di Elio Veltri: “Mafia Pulita”; -programmazione per le prossime iniziative legate al mondo del lavoro e sulle tematiche ambientali -varie ed eventuali Per i nuovi: la sede del partito è a Pistoia, in località Villa di Baggio (5/6 Km fuori città), nei pressi della Chiesa del paese. Antonio Sammartino Nuovo Partito d’azione della Toscana http://npatoscana.blogspot.com/ 339/3161701 npatoscana@virgilio.it

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 1 Settembre 2010

 

 

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SI SONO CONCLUSI I LAVORI DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NPA

Si è tenuto nei giorni 28 e 29 agosto scorsi a Rimini il Coordinamento Nazionale del Nuovo Partito d'Azione. Dalla "due giorni" riminese sono venute fuori molte deliberazioni la prima delle quali concerne alcune nuove nomine. Da oggi il Lazio ha un nuovo segretario regionale nella persona di Irene Del Prato, mentre a capo dell'NPA Lucania (Basilicata) va il compagno Vincenzo Mazzotti. Le Politiche Sociali e la Seconda Società sono state scorporate dal Dipartimento Economia e costituiranno un Dipartimento a parte sotto la responsabilità del compagno Antonio Sammartino già responsabile regionale della Toscana. Delle molte altre cose decise a Rimini daremo notizia nei prossimi giorni.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 31 Agosto 2010

 

 

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SEGNALAZIONE SUL CARCERE DI PISTOIA A FINI

Il Segretario Regionale del Nuovo Partito d'Azione della Toscana, Antonio Sammartino, ha inviato nei giorni scorsi al Presidente della Camera, Gianfranco Fini,una segnalazione circa i problemi del carcere di Pistoia ed ha ricevuto dalla sua segreteria particolarela seguente risposta: "Si comunica che il Presidente ha disposto la trasmissione della Sua e-mail alla Commissione parlamentare competente, affinché i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione ed assumere le iniziative che ritengano opportune. Con i migliori saluti".

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 31 Luglio 2010

 

 

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SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA' DEL PARTITO PER PAUSA ESTIVA

Le attività del Nuovo Partito d'Azione saranno sospese a partire da venerdì 30 luglio per la pausa agostana. Riprenderanno il giorno 27 agosto con la riunione del Coordinamento Nazionale che si terrà a Rimini e che durerà tre giorni fino al 29 agosto. Questa sessione del Coordinamento Nazionale sarà dedicata int...eramente ai problemi legati alla ristrutturazione organizzativa del Partito.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 27 Luglio 2010

 

 

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NOMINA COORDINAMENTO NAZIONALE

Il Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana, di concerto con gli altri membri del Coordinamento Nazionale, ha provveduto in data odierna ad integrare questo organismo di Partito, che era mancante da diversi mesi di un componente, con la nomina di Stefano Beretta, già membro della Direzione Nazionale. Al giovanissimo compagno Beretta vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutta la comunità orange.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 23 Luglio 2010

 

 

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L'ITALIA STA DIVENTANDO LA REPUBBLICA OCCIDENTALE DEL MALE

Per chi come noi azionisti ha impresso nel dna una idea altissima della politica, della morale pubblica e del loro rapporto, una idea della politica neanche come servizio per la società, ma addirittura come missione, ha serie difficoltà a trovare i termini giusti per definire ciò che sta avvenendo nel Paese e per definire coloro che lo governano da due anni. Crediamo che non ci sia più una sola parola negativa che non sia stata già usata da qualcuno. Anche noi neoazionisti ne abbiamo dette tante. Probabilmente anche se ne trovassimo altre, avremmo serie difficoltà ad usarle perché in questo Paese esistono ancora leggi come quelle sulla diffamazione che proteggono i ricchi e la gentaglia che si impossessa del potere. Sicuramente anche se ne trovassimo delle altre sarebbero insufficienti a bollare il fenomeno del berlusconismo che è un concentrato spaventoso ed agghiacciante di immoralità e di volgarità al punto tale che nella Storia ha raggiunto precedenti simili solo nei periodi bui del Medioevo oppure in certe malfamate repubbliche contemporanee centroafricane. Ormai il paragone si fa solo con queste ultime. Non si può più fare neppure con il Sudamerica, come si faceva una volta. Il solo accostamento tra Berlusconi da un lato e Lula e Chavez dall'altro sarebbe offensivo per i secondi. Adesso sembra che il Cesare o magari il Nerone di Arcore senta l'odore della fine e come Nerone sarebbe disposto a tutto, anche a bruciare Roma, pur di salvarsi anche questa volta dalla pesante punizione che meriterebbe. Non ha mai avuto alcun scrupolo in tal senso sin da quando mosse i suoi primi passi come imprenditore immobiliare e televisivo. Ecco quindi che era perfettamente prevedibile che intorno alla sua figura si muovesse un sistema di potere dove eversori piduisti, pitreisti e massoni vari agiscono indisturbati, insieme a condannati per associazione mafiosa, a speculatori e sciacalli di ogni sorta all'assalto dei beni pubblici, a corruttori di magistrati (quelli gli vanno bene?) e a tutte le altre specie che la peggior fauna umana e politica può contemplare. Adesso appare più chiaro ad un numero molto maggiore di italiani perché il signor Berlusconi volesse anzi vuole spasmodicamente ed in fretta la legge-bavaglio. La voleva e la vuole per coprire le porcate non solo della sua cricca, ma di tutte le cricche possibili. Voleva e vuole con metodi fasciopiduisti (e adesso si può dire anche pitreisti) la legge-bavaglio per sotterrare le porcherie compiute da tutte le P massoniche esistenti in questo povero Paese imbavagliando magistratura, forze dell'ordine e stampa in modo da far diventare definitivamente questo Paese come la Repubblica occidentale del Male più di quanto non lo sia già per mille altri fattori. Non parlamo poi della situazione disastrosa dell'economia e dell'occupazione dove risolti i problemi della Casta, dei suoi famigli e dei figli dei suoi famigli il signor B. se ne frega di tutti gli altri ragazzi italiani, compresi di quelli che ingenuamente lo votano. Non parliamo della situazione disastrosa e pre-default del debito pubblico che nei due anni del suo governo si è aggravata in modo veramente preoccupante tanto che da più di qualche osservatore finanziario si teme che il prossimo attacco sarà proprio quello contro l'Italia. Non parliamo dei bluff, come la ricostruzione in Abruzzo che solo fino a qualche mese fa era uno dei rarissimi vanti del suo regimetto fasciopiduista. Anche quell'imbroglio è naufragato sotto le manganellate dei poliziotti spediti dal Governo contro i terremotati dell'Aquila. Altro misero bluff è il numero di arresti contro i mafiosi. Qui più che di bluff si tratta di appropriazione indebita ai danni dei magistrati e delle forze dell'ordine ed anche ai danni di Roberto Maroni, che, sia detto con onestà, è l'unico ministro decente di questo governicchio. Maroni è una eccezione positiva non solo in questo Governo ma anche nella Lega tanto è vero che basta che apra bocca Bossi per far capire cosa sia davvero la Lega, vero puntello di un governo reazionario, fascistoide, vandeano, sanfedista, eversivo e chi più ne ha più ne metta. Tutte le peggiori definizioni sono valide senza che l'una escluda l'altra. In occasione della condanna d'Appello di Dell'Utri per associazione mafiosa scrivemmo che nel caso il signor B. non avesse preso le distanze dal suo braccio destro, il Presidente della Repubblica Napolitano, in accordo con il Presidente della Camera, avrebbe dovuto trovare la determinazione per sciogliere almeno una Camera ed andare a nuove elezioni in base all'articolo 88 della Costituzione. Non lo ha fatto e noi non avevamo alcun dubbio su questo. Rinnoviamo quindi la richiesta anzi la rendiamo ufficiale. So, sappiamo, bene che è una cosa molto difficile dove non c'è una consuetudine, ma neppure di un Premier così c'era consuetudine. So bene che è molto difficile, ma in un momento di enorme gravità come questo è necessario che la parte sana delle istituzioni compia uno sforzo coordinato e supplementare per allontanare la tessera 1816 della P2 dal potere.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 18 Luglio 2010

 

 

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SI E' RIUNITA LA DIREZIONE NAZIONALE DEL 'NUOVO PARTITO d'AZIONE'

La Direzione Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione' riunitasi domenica 11 luglio a Pistoia ha assunto una vasta serie di decisioni e deliberazioni che orienteranno l'azione e lo sviluppo del Partito nei prossimi mesi. In merito alla strategica questione delle alleanze, la Direzione ha deciso all'unanimità di conferire un mandato esplorativo alla Segreteria Nazionale per aprire un confronto teso alla ricerca di stabili intese con i partiti dell'area laico-progressista e riformatrice e quindi in prima istanza con i Verdi, con il Psi e con Sel. E' stato approvato inoltre un programma di iniziative pubbliche sui temi che caratterizzano maggiormente il programma e l'identità del Partito; una campagna di propaganda e di sensibilizzazione per la patrimoniale e per la riduzione del debito pubblico con volantinaggi e banchetti in tutta Italia, un convegno sulla legalità da tenere verso la fine di settembre a Padova, la pubblicazione di un sito internet in Belgio che pubblicherà i materiali delle inchieste giudiziarie vietati dalla legge-bavaglio nel caso questo provvedimento dovesse passare definitivamente in Parlamento, l'accelerazione finale per la pubblicazione del giornale ufficiale del Partito, un osservatorio sull'astensionismo elettorale e infine la redazione e quindi la pubblicazione di un Libro Bianco sulla disperazione della "seconda società". Per realizzare tutte queste iniziative estremamente qualificanti sarà necessario procedere ad una ulteriore ristrutturazione organizzativa interna anche in conseguenza del continuo flusso di nuovi iscritti, militanti e simpatizzanti. La Direzione Nazionale ha deliberato a tale scopo di dare carta bianca alla Segreteria Nazionale ed al Coordinamento Nazionale che si riuniranno per due giorni a Fiuggi nel prossimo mese di agosto. Segreteria Nazionale e Coordinamento Nazionale avranno anche il compito di redigere uno schema di bilancio economico 2010 e di aggiornare e omogeneizzare lo Statuto nei punti in cui è stato modificato nel corso degli ultimi diciotto mesi. In conclusione, la Direzione Nazionale NPA ha approvato, sempre all'unanimità, anche un Lodo Associazioni-NPA; in altre parole, si tratta di un regolamento interno all'NPA che servirà a disciplinare i rapporti fra il Partito e le Associazioni culturali di area.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 13 Luglio 2010

 

 

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SINTESI DELL'INTERVENTO DI SALUTO DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL NUOVO PARTITO D'AZIONE, PINO A. QUARTANA AL CONGRESSO NAZIONALE DEL PSI A PERUGIA

C'è una sovrapposizione di crisi diverse che gravano sull'Occidente. Riprendono spazio i seguaci dei profeti dela crisi, quelli di sinistra che si rifanno alle previsioni marxiane sul crollo del capitalismo, quelli di destra che riscoprono la profezia filosofica di Oswald Spengler sul tramonto dell'Occidente.. C'è una crisi ancor più grave che incombe sul'Italia, un Paese quasi fallito dove non c'è più nessuno che sappia parlare alla generalità del Paese, che sappia parlare al cuore del Paese, che sappia proporre un progetto, una nuova missione per l'Italia.

Tanti italiani scoprono il bluff ed il fallimento anche dell'uomo della Provvidenza, del ‘ghe pensi mi'. Ma il dramma vero è che mentre si sgonfia il soufflé del Cavaliere nero l'opposizione resta afasica, senza un progetto per l'Italia e senza un progetto per riprendersi il governo, senza un leader della coalizione e senza una coalizione.

La presente è una crisi epocale e mondiale del capitalismo che richiede strade nuove che non sono quelle della destra ma forse neppure quelle di buona parte della sinistra. Larghe zone della sinistra italiana, tra cui il sindacato, parlano di cose appartenenti ad un mondo che quasi non esiste più. Parlano solo dei problemi degli occupati, e nessuno si interessa delle tragedie della 'seconda società'; parlano solo di detassazione dei redditi da lavoro mentre non si accorgono della necessità di un reddito di cttadinanza per i ‘non garantiti', per gli invisibili, per gli emarginati, per i disperati di cui sempre più spesso leggiamo sui giornali che si sono suicidati lasciando moglie e figli affranti dal dolore ed ancor più disperati economicamente di prima, parlano di aumento di prelievi tributari sugli stipendi alti ma non parlano mai di patrimoniale, di perequazioni patrimoniali, parlano di aumento degli stipendi come quasi come variabile indipendente senza preoccuparsi dell'inflazione che si scaricherà non solo sui lavoratori garantiti ma soprattutto su precari ed emarginati. Lavoro e tasse sempre; patrimonio e redditi mai. Anche il centrosinistra poi ignora del tutto, così come le destre, l'economia mafiosa che è ormai la prima holding economico-finanziaria del Paese. Tutti i partiti del centrosinistra con rarissime eccezioni sono accomunati non dallo schema ‘laburista', ma dallo schema ‘lavorista'. Ma il lavoro, almeno nella sua morfologia tradizionale, è diminuito e già da molti anni Jeremy Rifkin ci avvisa che ce ne sarà sempre di meno nel mondo e in Occidente.

Il mondo a cui si riferisce ancora la sinistra tradizionale non esiste più, il mondo nuovo della nuova sinistra non esiste ancora ma abbiamo il dovere di offrire dei progetti nuovi. Una ricetta emerge sempre di più; il mondo nuovo, quello che salverà anche l'Occidente capitalistico, apparirà solo a condizione di una globale redistribuzione dei redditi, delle opportunità e dei patrimoni.

Per questi e per tanti altri motivi, che non starò qui naturalmente ad approfondire, ho apprezzato diversi passaggi della relazione congressuale del segretario Nencini. Intanto una premessa. In questi ultimi due anni, dal vostro congresso di Montecatini in poi, noi abbiamo collaborato insieme a voi già in diverse occasioni. Ricordo il Comitato per la Democrazia e ricordo la nascita della versione originaria della coalizione SeL, dalla quale noi ci staccammo subito perché ne avevamo colto sin dal primo momento i fattori di debolezza e di ambiguità. Ultimamente ci siamo incontrati a Napoli con Riccardo Nencini in occasione di un convegno sulla nuova sinistra ed oggi ci ritroviamo qui con una nostra folta delegazione cogliendo anche l'occasione per ringraziarvi dell'invito. Ci interessa in particolare il tema del reddito di cittadinanza, il tema della difesa di quello che Nencini definisce il ‘terzo popolo' e che noi neoazionisti definiamo, sin dal nostro atto di fondazione, la seconda società. Inoltre fa parte del nostro dna azionista e liberalsocialista anche il tema dei meriti e dei bisogni che noi decliniamo con priorità sui bisogni, quindi bisogni e meriti. Al di là quindi delle peculiarità dei nostri due partiti e dei motivi che ne rendono differenziate le identità culturali e politiche, credo che già questi temi siano sufficienti nella frammentazione del centrosinistra a giustificare un legame forte con voi.

Va bene quindi la proposta di Nencini di una Convenzione (il termine ha una sua semantica prettamente giacobina e quindi mi piace già per questo fatto), di un controparlamento delle forze politiche riformiste o riformatrici d'Italia.

Devo dire però per onestà verso di voi che c'è invece qualcosa nella relazionie di Riccardo Nencini che desta in noi azionisti delle riserve e perplessità non proprio secondarie. Non voglio nemmeno entrare per il momento nel merito della discussione sullo schema del Patto per l'Italia che dovrebbe sostituire l'Unione e non voglio entrarvi almeno per due motivi dettati non dalla passione politico-ideologica, ma dal crudo realismo politico. Il primo motivo è che non dipenderà certamente da noi azionisti e credo neppure da voi socialisti decidere veramente chi debba essere o sarà il leader della coalizione e quale sarà la sua composizione. Io credo che queste indicazioni spetteranno al solo partito del centrosinistra che ha il reale potere di aggregazione; il PD. Il secondo motivo nasce dalla considerazione che se nei tre anni che ci separano dalle elezioni politiche il pallino decisionale all'interno del PD dovesse tornare nelle mani dei teorici della vocazione maggioritaria del PD, i quali sembrano che non si arrendano ancora ai disastri che hanno combinato, allora, la formula del PATTO PER L'ITALIA, che essa piaccia o non piaccia, perderebbe di significato.

Un'ultima considerazione, che forse è quella a cui teniamo di più come NPA. Io noto che all'interno del piano strategico proposto da Nencini tra Patto per l'Italia, Patti Federativi bilaterali e Convenzioni manchi soprattutto un tassello, quello che per noi è nell'immediato il più importante, quello che invece dipende da noi azionisti e da voi socialisti e da qualche altro; la nascita di un nuovo polo federativo di aggregazione all'interno del centrosinistra. Manca l'anello di congiunzione rappresentato da una Federazione Laico-Progressista che mi sembrava l'idea venuta fuori in quel convegno napoletano organizzato dall'amico Jim Cassano. E' l'anello in grado di garantire una relativa autonomia ed una relativa soggettualità elettorale oltre che politica dei laico-progressisti italiani. Comunque sia, queste sono solo le prime impressioni a caldo. Abbiamo bisogno di capire meglio alcuni passaggi della ricca relazione di Nencini, abbiamo bisogno di formulare degli emendamenti, e senz'altro sarà il caso di farlo in un incontro fra i nostri due partiti, incontro a cui mi dichiaro immediatamente disponibile sin da ora e che può tenersi già prima delle vacanze estive.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 12 Luglio 2010

 

 

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L'NPA INVITATO AL CONGRESSO NAZIONALE DEL PSI
l 'Nuovo Partito d'Azione' è stato invitato ai lavori del 2° Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano che si apre domani a Perugia e che si chiuderà domenica 11 luglio. Il nostro Partito sarà presente al congresso socialista con una folta delegazione formata, oltre che dal Segretario Nazionale, Pino A. Quartana, dai membri del Coordinamento Nazionale NPA, Gabriele Oliviero e Silvano Mulas, dal responsabile nazionale del Dipartimento Cultura del Partito, Vittorio E. Esposito, da Vincenzo Mazzotti, membro dello stesso Dipartimento e da Stefano Beretta, membro della Direzione Nazionale. L'intervento di saluto del Segretario Nazionale NPA è previsto intorno alle 16,30 di sabato. Oltre al segretario azionista, porteranno il loro saluto al congresso del PSI i leaders di quasi tutti i partiti del centrosinistra e dell'opposizione; Bersani del PD, Casini dell'UDC, Rutelli di "Alleanza per l'Italia", Staderini dei Radicali Italiani, Ferrero del PRC e Bonelli dei Verdi. Domenica 11 intanto è stata confermata la riunione della Direzione Nazionale del Nuovo Partito d'Azione a Pistoia, come già preannunciato nei giorni scorsi.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 8 Luglio 2010



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IL GUITTO PLANETARIO
"Sapete - ha raccontato - ormai ho una certa età e inizio a dimenticarmi le cose. Stamattina ad esempio volevo farmi una ciulatina con una cameriera dell'albergo e questa mi ha risposto: ma presidente, l'abbiamo già fatto un'ora fa! Vedete che scherzi fa la memoria". Lo show è proseguito più tardi: "Ho la fila di ragazze che vogliono sposarmi adesso che sono ridiventato single. E ci credo: sono simpatico, sono ricco e in più sono anche vecchio: hanno tutte la speranza che muoia presto per poi ereditare tutto!" Chi è che parla così? Forse il milanese Massimo Boldi nei film della serie comica"Vacanze di Natale"? Purtroppo no, nonè così. Neanche i personaggi di Boldi sarebbero così stupidamente volgari. E non si tratta di una pellicola comica, per quanto di una comicità di cui non credo che come italiani ci sia da andar fierissimi, ma si tratta di una visita di Stato all'estero. Le parole sono dell'ineffabile Silvio Berlusconi , sì ancora lui, che durante la cena con le delegazioni italiana e brasiliana ha proferito in Brasile quelle memorabili parole che certamente passeranno alla Storiaal pari diquelle di Cavour. Insomma si è fatto riconoscere anche in Brasile. Il signor B. alle sue patetiche figuracce da due soldi è abituato, ma le sue figuracce non possono che ricadere indirettamente anche sull'Italia,Vorremmo proprio sapereche male ha fatto questo Paese per meritarsi tutto ciò, per meritarsi anche questo sfregio".

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 30 giugno 2010



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IL SIGNOR BERLUSCONI SCONFESSI DELL'UTRI O SE NE VADA A CASA INSIEME A LUI
La conferma in Corte d'Appello della condanna di primo grado a Dell'Utri, uno dei fondatori del partito di Berlusconi e suo braccio destro da tempi immemorabili, è una cosa già di per sè gravissima, tale da imporre le sua immediata estromissione dal Parlamento. La sentenza in sè non è soddisfacente, non tanto perché gli sono stati ridotti due anni, ma perché, inspiegabilmente, essa si ferma alle vicende anteriori al 1992 cioè non affronta lo scabroso rapporto avuto, secondo quanto dichiarato da molti pentiti, dal Dell'Utri con esponenti mafiosi nel periodo delle stragi dei primi anni '90. In ogni caso, la sentenza ribadisce un fatto di una gravità tale per cui tutte le forze politiche dovrebbero decretare la decadenza del Dell'Utri dal Parlamento. La sentenza d'Appello ribadisce cioè che i rapporti del Dell'Utri con la mafia sono fuori discussione; rapporti continui e non occasionali. Detto per inciso, Dell'Utri ha avuto anche altre condanne come quella per estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa, attualmente membro della Direzione Nazionale del nostro Partito. Ma c'è qualcosa di ancor più grave della condanna in appello, che in teoria deve ancora essere definitivamente suffragata dal terzo grado di giustizia, ed è la dichiarazione odierna del Dell'Utri sul mafioso pluriomicida ed ergastolano Vittorio Mangano. Ricordiamo che analoghe dichiarazioni di analogo tenore erano state pronunciate anche dal Cavaliere azzurro con l'anima nera. A questo punto si aprono problemi di immensa gravità; dal momento che non è tollerabile in nessun Paese del mondo che il braccio destro 'storico' del Presidente del Consiglio venga condannato per due volte per rapporti di associazione mafiosa. Di conseguenza, sono solo due le strade che, in un Paese che voglia continuare a far parte del mondo civile, si possono e si debbono prendere. La prima è che Berlusconi sconfessi il suo braccio destro e che dia l'ok per la sua cacciata dal Parlamento, anche se solo costretto a farlo per decenza formale. In mancanza di tutto ciò, il Presidente della Repubblica Napolitano, magari in accordo con il Presidente della Camera (a proposito; che diranno ora quegli ex An, soprattutto vicini a Fini, che rivendicano l'eredità di Borsellino e di Falcone?), dovrebbe trovare la determinazione per sciogliere almeno una Camera ed andare a nuove elezioni in base all'articolo 88 della Costituzione perché neanche negli Stati-canaglia sarebbe accettabile continuare a tollerare la presenza di un Presidente del Consiglio che con il suo silenzio alimenterebbe i peggiori sospetti non solo e non tanto sulla sua persona ma sulle intere istituzioni della Repubblica. Nè è possibile far finta di ignorare che la condanna del suo braccio destro Dell'Utri per associazione mafiosa, ribadita in Appello, si riverbera pesantemente anche su di lui. In ogni caso, in un momento irto di guai per il Paese, con una congiuntura economica e finanziaria preoccupante, avere un Presidente del Consiglio talmente compromesso e talmente ossessionato dalle sue questioni personali, da un Presidente che comincia ad essere abbandonato finanche da pezzi significativi del suo blocco di potere, è una ulteriore sciagura che questo povero Paese non può assolutamente più permettersi.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 28 giugno 2010



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IL NUOVO VANGELO DI EMMA E DELLA RAZZA 'IMPRENDITORA'
L'intervista del Presidente degli Industriali italiani, Emma Marcegaglia, pubblicata oggi sul quotidiano "La Repubblica" è l'esempio calzante di quello che sente nel profondo la classe imprenditoriale italiana, che non è tutta la "razza padrona", ma certamente fa parte di quella, soprattutto negli ultimi tempi caratterizzati da una convergenza sempre più marcata con il berlusconismo. Colpisce soprattutto la assoluta indifferenza, al di là delle possibili soluzioni alla crisi, per le sofferenze sociali di coloro, una gran parte della popolazione, che non hanno evidentemente avuto la chance di nascere in una famiglia ricca o di imprenditori come la sua. Quando il giornalista di 'Repubblica' gli fa notare i costi delle ristrutturazioni capitalistiche la Marcegaglia glissa quasi infastidita attribuendo licenziamenti, povertà vecchie e nuove quasi ad eventi naturalistici come la pioggia o il sole. A volte la Marcegaglia dice anche delle cose sensate, come la necessità di tagliare il deficit ed il debito pubblico, ma la sua ricetta è francamente reazionaria; tagli a tutti e soldi solo per noi imprenditori, per l'impresa posta al di sopra di tutto e di tutti, come vuol fare il suo amichetto Silvio stravolgendo ancora una volta la Costituzione. Secondo la Marcegaglia, i lavoratori dipendenti, soprattutto gli operai delle imprese private, devono stare zitti e massacrarsi sempre più di lavoro, mentre i disoccupati non esistono nel senso che sono invisibili e che tali devono continuare ad rimanere. A differenza degli stessi operai di Pomigliano, i disoccupati cronici o i giovani senza futuro, gli italiani della 'seconda società' non debbono neppure alzare la voce, nemmeno quando stanchi delle difficoltà della vita, oppressi dalla loro disperata solitudine umana e sociale, decidono di suicidarsi. Ovviamente queste cose la Marcegaglia non le ha dette proprio così ma questo è quel lei ed i suoi sodali della razza 'imprenditora' italiana hanno in pancia.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 27 giugno 2010



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SEGNALI PROMETTENTI DALLA VICENDA BRANCHER
La rinuncia del neoministro Brancher al cosiddetto "legittimo impedimento" è un segnale importante che non va sottovalutato e che dimostra come il regimetto fasciopiduista di Berlusconi non sia affatto imbattibile. Quando, come nelle proteste contro la legge-bavaglio, le categorie professionali, le associazioni della società civile si ribellano all'unisono, quando lo stesso Presidente Napolitano decide che l'avventurismo e l'arroganza di questa destra immorale ed eversiva è troppo anche per lui, ecco che si aprono vistose crepe anche all'interno della stessa maggioranza di destra, ecco che Berlusconi vacilla, è costretto ad indietreggiare. Tutto ciò potrebbe essere, ed in buona parte lo è, molto promettente se non fosse per il fatto che da questo processo liberatorio sono del tutto assenti i partiti dell'opposizione di centrosinistra che continuano colpevolmente ad occuparsi solo dei piccoli cabotaggi politicanti, incapaci come sono non solo del coordinamento di tutti questi movimenti di protesta, ma di un progetto politico unitario per poter tentare, prima o poi, di strappare il Paese dalle grinfie del signor B.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 27 giugno 2010




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DA PARTE DELLE DESTRE UNA CORRUZIONE MORALE SENZA FRENI NE' LIMITI
Una dichiarazione del Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione, Pino A. Quartana sull'appellarsi al legittimo impedimento da parte del neo ministro Brancher. Una porcata al giorno toglie il giudice di torno. Questa è la vera filosofia politica del signor B. Non avevamo il minimo dubbio come nuovi azionisti che il premier al di sotto di ogni sospetto intendesse blindare Brancher nominandolo Ministro del Federalismo. Neanche una settimana dopo la nomina ed ecco che il sospetto diventa già realtà. Non c'era d'altronde nessun motivo per creare un Ministero del Federalismo che la Lega per prima non voleva. Il vero guaio è che il tarlo della corruzione morale di un intero Paese, una corruzione morale senza freni né limiti pervicacemente perseguita dalla maggioranza di destra, continua a erodere tutti i livelli della vita nazionale e la gente appare ormai assuefatta a cotanto schifo. A troppi italiani non ripugna più adattarsi alla corruzione morale e d'altro tipo, ma la cosa peggiore è che molti italiani non si accorgono nemmeno più del degrado. Per una fascia cospicua di italiani che votano la destra è diventato addirittura un valore lo schierarsi con i farabutti e il disprezzare gli onesti.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 25 giugno 2010




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NPA IN FRIULI-VENEZIA GIULIA E TRENTINO-ALTO ADIGE
Il Segretario Nazionale ha proceduto in data odierna alla nomina del nuovo responsabile regionale del Nuovo Partito d'Azione per la regione Friuli Venezia Giulia. Si tratta di Ivan Buttignon, di Gorizia, giovanissimo docente universitario di Storia dei Partiti e dei Movimenti Politici nelle Università di Udine e di Trieste. Con questa nomina comincia anche nel Friuli-Venezia Giulia il processo di radicamento del Nuovo Partito d'Azione. Simultaneamente alla nomina di Buttignon, il Segretario Nazionale ha affidato alla compagna Mary Balzano, già membro della Direzione Nazionale del Partito, l'incarico di commissario NPA per la regione Trentino-Alto Adige.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 21 giugno 2010




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Nomina
Il Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana, ha proceduto nella giornata di ieri ad una nuova nomina. Vincenzo Garraffa, entrato la settimana scorsa nel Partito, è stato chiamato a far parte della Direzione Nazionale.

Nuovo Partito d'Azione
Ufficio Stampa
Roma 15 Giugno 2010


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Assemblea N.P.A. in Toscana - N.P.A. anche in Sardegna
Presso la sede regionale del Nuovo Partito d'Azione della Toscana sita a Pistoia in Via di Villa di Baggio Montanina n. 73 si terrà sabato 12 giugno con inizio alle ore 18,00 una assemblea dei quadri, degli iscritti e dei simpatizzanti toscani del Partito.
Durante l'assemblea si celebrerà anche la Festa del Tesseramento 2010.
Sarà presente all'incontro il Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana.

N.P.A. anche in Sardegna
Il Segretario Nazionale del Partito, Pino A. Quartana, ha nominato in data odierna la compagna Pia Piga di Cagliari a Referente per l'NPA in Sardegna. La figura del Referente, come vale già per la Liguria, sarà oggetto di una definizione più precisa e di ratifica nel corso della riunione della Direzione Nazionale che sarà convocata a breve termine. L'intenzione della Segreteria Nazionale e del Coordinamento Nazionale è di considerare la figura del Referente come quella di un ruolo da adottare in situazioni molto particolari.
In ogni caso, questa nomina costituisce il primissimo passo per la penetrazione del Nuovo Partito d'Azione anche in Sardegna, patria di Emilio Lussu e di una forte tradizione azionista!
Alla compagna Pia Piga auguri e felicitazioni da parte di tutto l'NPA.

NUOVO PARTITO d'AZIONE
Ufficio Stampa
Roma 10 giugno 2010

 

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LA "GRANDE MANOVRA" FINANZIARIA
Finalmente con due anni di ritardo- questo Governo, tanto arrogante e presuntuoso, quanto dilettantesco (salvo rare eccezioni), spinto dall'incalzare della crisi, è costretto ad abbassare la guardia e a mostrare tutta la propria sprovvedutezza e inconsistenza, tentando di porvi riparo in extremis, di fronte alla minaccia della bancarotta dello Stato.

Con un Debito Pubblico che viaggiava verso il 115%, un declino strutturale del sistema produttivo, una produttività calante e una crescita poco sopra allo zero, inferiore a quella degli altri paesi europei, una disoccupazione in aumento, in gran parte mascherata con l'espediente dei contratti precari, il Cavaliere Nero, tornato al potere di slancio, dopo aver affossato il governo Prodi –che, faticosamente, aveva avviato, con qualche significativo successo, l'opera di risanamento-, ha promesso mari e monti ad un elettorato che chiedeva soltanto di continuare ad illudersi e proiettava le proprie paure su nemici fantastici: i ‘comunisti', gli ‘immigrati', l' ‘Islam', il ‘relativismo morale' e l'eclissi dei valori tradizionali, senza curarsi dei mali antichi e recenti che impediscono all'Italia di affermarsi come paese civile, democratico e moderno.

L'abolizione dell'ICI sulla prima casa (dei ricchi), il salvataggio della Compagnia di Bandiera (interamente a spese dei contribuenti), la ripresa delle Grandi Opere –come il Ponte di Messina- la gestione megalomane dei grandi eventi - come il G8 – e delle emergenze – come i rifiuti di Napoli e il terremoto dell'Aquila- sono stati i momenti di un attivismo frenetico volto a dimostrare l'efficacia realizzatrice dell' Uomo d'Affari, sceso in politica, rispetto alle lentezze e alle irrisolutezze consuetudinarie della politica, a dar prova di un altro ‘stile', che in nome della ‘politica del fare' ha preteso di giustificare ed imporre la svalutazione delle prassi e dei controlli democratici, tanto da suscitare, alla fine, un dissenso sempre più fermo all'interno della sua stessa maggioranza.

Nessuna strategia per la ripresa dello sviluppo è stata impostata, nessuna politica finanziaria orientata verso questo obiettivo è stata seguita. Solo una politica di mantenimento dell'esistente, fatta di tagli a voci essenziali di bilancio nel tentativo di evitare l'aumento della spesa pubblica, che, nonostante tutto, ha continuato a crescere, così come il peso fiscale sui cittadini è aumentato a dispetto di tutte le promesse.
Ed è sopraggiunta la crisi importata dall'America, come ennesimo alibi per nuovi favori resi all'oligarchia delle banche e agli evasori ed esportatori all'estero di parte cospicua della ricchezza prodotta in Italia con il lavoro e il sacrificio di tutti, cui si è fornito uno ‘scudo fiscale', giustificato con la necessità di recuperare risorse, mentre le aziende chiudono o si delocalizzano e ai lavoratori, messi sulla strada, viene offerta la magra consolazione di ammortizzatori sociali, necessariamente a termine.

La truffa finanziaria ha messo alle corde la nostra, già fragilissima, economia, facendo pagare al popolo ignaro un prezzo altissimo. Ma il Capo del Governo e il coro dei suoi giannizzeri e cortigiani si sono affannati a rassicurare il Paese che tutto andava bene, che il peggio era passato, che l'Italia era uscita dal ciclone, reggendo meglio dei patners europei. A nessuno è venuto mai il sospetto che argomenti del genere dovevano essere sostenuti non di fronte alle anonime platee televisive, ma al cospetto delle centinaia di migliaia di cittadini rimasti senza lavoro e senza speranze e di quelle famiglie, esaltate per la loro capacità di risparmio, che vedono vanificati, in un solo colpo, i sacrifici di un'intera vita.

Nel frattempo un anno di attività politica è stato quasi esclusivamente impegnato per difendere il ‘Premier' dalle accuse, seguite alla scoperta dei suoi boccacceschi ‘festini', e il Parlamento è rimasto bloccato su provvedimenti di legge, sfornati a ripetizione dal pool dei suoi avvocati e consulenti, per metterlo a riparo dalle indagini e dalle vicende giudiziarie relative ai suoi affari privati. Alla fine è emerso il groviglio di interessi, di favori, di arbitri, di corruttela, che il nuovo di ‘stile' di gestione della cosa pubblica recava con sé e la ‘politica del fare' si è rivelata contornata dalla ‘politica dell'affare', come derivato di un metodo dirigistico e personalistico insofferente dei limiti imposti dalla legge.

Ora basta!!! Questa compagnia di ventura che ha preso il potere in Italia non può continuare a mentire, a gettare fumo negli occhi, a servirsi degli strumenti della democrazia per mantenere e rafforzare il potere delle varie ‘cricche', che la sostengono. Bisogna dire chiaro e tondo che la ‘manovra' finanziaria che è stata precipitosamente confezionata per dare una risposta all'emergenza che si è determinata in Europa, è un ulteriore inganno, un'ennesima parata dimostrativa. E', infatti, del tutto insufficiente rispetto alla necessità di un abbattimento del Debito Pubblico, che, in questo biennio, è salito al 120%; non serve a rilanciare l'economia e a colmare in tempi brevi il deficit di bilancio e a ridurre la disoccupazione; apre nuove gravi ferite nei settori strategici, riducendo i servizi dello Stato ai cittadini; limita ulteriormente l'autonomia delle Regioni, che si troveranno costrette a far ricorso a nuove e più pesanti tasse: altro che non mettere ‘le mani nelle tasche degli italiani'! Le si dovranno mettere, per delega, pesantemente e in modo indifferenziato.

Ma, soprattutto, è ancora una volta una manovra cieca e senza obiettivi, che non sposta di un capello il rapporto squilibrato tra le classi sociali e le due parti del paese, o meglio continua a ridefinire questo rapporto a vantaggio dei cet privilegiatii e delle regioni ricche.

Il Nuovo Partito d'Azione, già da un quinquennio indica alle forze politiche le conseguenze dirompenti di un Debito Pubblico tra i più elevati al mondo, che ingessa il bilancio dello Stato e impedisce qualsiasi politica sociale degna del nome, proponendo misure come una Tassa annuale Progressiva e Combinata (TPPC) sui patrimoni mobiliari e sulle transazioni immobiliari, a partire dai patrimoni familiari superiori a 400.000 euro o la devoluzione allo Stato dell'8 per mille e altri interventi indispensabili per restringere la forbice ricchezza-povertà che nell'ultimo quindicennio si è allargata a dismisura, vanificando le promesse di giustizia sociale contenute nella Costituzione Repubblicana.

Si può obiettare che di fronte al fenomeno criminoso di un'evasione sociale, che sottrae alla collettività 120 milioni di euro, misure e interventi di questo tipo possono apparire velleitari e ininfluenti. Ma ci sono molti modi per stanare i contribuenti infedeli e costringerli a partecipare alle spese dello Stato secondo il loro effettivo potere, peraltro eccessivo, smisurato e ingiustificabile. E' solo una questione di volontà politica, che non può certo manifestarsi finché alla guida del paese ci saranno burattini sospesi ai fili delle oligarchie economiche, o, peggio ancora, se burattino e burattinaio si identificano nella stessa persona


Vittorio Emanuele Esposito
Resp. Dip. Cultura Nuovo Partito d'Azione

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AL VIA LA CAMPAGNA TESSERAMENTO NPA 2010
In data odierna si apre ufficialmente la campagna tesseramento N.P.A. per il 2010.

Rispetto agli scorsi anni, questa volta abbiamo deciso di posticipare il tutto di alcune settimane per ultimare alcune importanti novità sia dal punto di vista organizzativo sia da quello della comunicazione.

Una delle novità più significative è la pubblicazione del nuovo sito del partito, sicuramente più funzionale ed accattivante. Dai positivi commenti che ci sono giunti rileviamo che questa operazione è stata molto apprezzata dalla comunità neoazionista e non solo.

Sotto il profilo organizzativo invece è doveroso ringraziare i Segretari e i Commissari regionali che ogni giorno si spendono per costituire gruppi organizzati ed operanti sul territorio.

Non credo sia necessario soffermarti troppo su questi aspetti perché sono già chiaramente espressi nella lettera agli iscritti e ai simpatizzanti scritta dal Segretario Quartana, ma sono sicuro che quanti si sono avvicinati al Nuovo Partito d'Azione negli ultimi tempi hanno sicuramente trovato una comunità politica nuova ed innovativa, affiatata e solida. Una casa dove rifugiarsi in questi burrascosi tempi politici e all'interno della quale progettare e costruire assieme il domani.

Gli importanti risultati raggiunti sotto tutti i punti di vista e le positivissime impressioni che sempre più persone ci esprimono, sono il ringraziamento più grande che ci ripaga pienamente del duro lavoro svolto fino ad ora e ci danno coraggio e forza per affrontare con sempre maggiore impegno, onestà e trasparenza le sfide future.

Gabriele Oliviero
Resp. Dipartimento comunicazione ed organizzazione N.P.A.

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CARCERE DI PISTOIA (METAFORA DI TUTTI I CARCERI D'ITALIA)
In riferimento all'incontro tenutosi lunedì 17 Maggio con i rappresentanti della Provincia e il terzo settore sul tema riguardante la situazione carceraria di Pistoia, a titolo personale e mosso unicamente dall'intento di rendere in qualche modo giustizia a tanti detenuti che incontro all'interno dell'istituto, vorrei precisare alcune mie considerazioni e sottoporvi alcune proposte. Vorrei descrivere ai rappresentanti della Provincia la situazione più nel dettaglio al fine di far comprendere l'entità del problema, che necessita di misure urgenti.

Il carcere di Pistoia soffre come tutti i carceri il problema del sovraffollamento: 140/150 detenuti su una capienza tollerabile di 80.

Nella parte del carcere adibita all'isolamento dove transitano coloro che sono in attesa della conferma degli arresti in carcere e anche i detenuti sottoposti a misure disciplinari, a differenza del significato della parola (isolamento) quindi per un solo detenuto, ve ne sono regolarmente in ogni singola cella 2/3, in spazi ristrettissimi.

All'interno della sezione dell'Istituto, al 1° piano, le celle sono di circa 6 mq e sono ristretti, nel vero senso della parola, 3 – 4 detenuti, quando la capienza prevista sarebbe al massimo per 2 persone. Al 2° piano vi sono celle che sarebbero per ¾ detenuti al massimo e ve ne sono collocati regolarmente 6; e sempre al secondo piano altre celle, che sarebbero per una capienza di 5/6 detenuti al massimo, ve ne sono regolarmente 9.

Per chi è ammesso al lavoro interno, anche se è prevista una turnazione sono comunque pochi i detenuti lavoranti, sono autorizzati, (escluso per chi svolge la funzione di cuoco, aiuto cuoco e lavori di manutenzione straordinaria), solamente per poche ore giornaliere e per mansioni non tanto gratificanti come lo scopino, pulire le docce, portare i sacchi dello sporco, ecc. Chi non lavora, i più, stanno prevalentemente in cella. Sono solamente ammesse 2 uscite all'aria aperta di 1 ora ciascuno: una la mattina e una la sera.

Lascio immaginare a voi le condizioni igienico sanitarie, la pericolosità per il contagio delle malattie, la mancanza di adeguate cure mediche e visite specialistiche. Gli unici farmaci che non mancano mai sono gli psicofarmaci, che invece abbondano…

Per ciascun detenuto sono autorizzati 6 colloqui al mese con i propri familiari.

Il dramma è reale e a dimostrazione di questo, tanto ce ne fosse bisogno, è da ricordare il tentato suicidio di un cittadino tunisino, fortunatamente non riuscito per il tempismo degli agenti carcerari, residente a Pistoia, con problemi trascorsi di tossicodipendenza, e che pochi mesi prima ha perso la compagna che si è suicidata nel carcere di Sollicciano.

Nella fase attuale assistiamo all'ingresso di detenuti che padre Alex Zanotelli definirebbe gente “sbolognata”, con forti problematiche di tipo sanitario, psicologico e sempre più spesso di tipo psichiatrico che, qualora vigesse lo stato di diritto, sarebbero inseriti in altre strutture più idonee per curare le patologie che presentono. Unita a questa condizione di forte disagio gli stessi sono molte volte imputati, con pene severe, di reati di scarsa pericolosità sociale: furto di una maglietta, “furto” di bustine di zucchero all'interno di un bar, vendita di vestiti contraffatti (quest'ultimo detenuto, con moglie disoccupata e figlio piccolo è stato condannato ad una pena di più di 3 anni). I colletti bianchi fuori e i disgraziati dentro, ma questo è un altro discorso…

A questo punto scindendo le competenze del Ministero di Grazia e Giustizia e di altre Istituzioni, da quelle dell'Ente Provincia, credo che quest'ultima sul tema del carcere debba concentrarsi sul rafforzare, promuovere e finanziare azioni rieducative (come oltretutto direbbe la nostra Costituzione), muovendosi in questa direzione:

- Promuovere, incentivare e sostenere azioni di carattere educativo e culturale come il teatro, musica, pittura e quant'altro (la devianza come ricordava Pasolini si combatte prima di tutto con la cultura);

- Sostenere e valorizzare il prezioso lavoro del volontariato penitenziario che si prende cura anche materialmente dei soggetti detenuti (dall'acquisto degli indumenti per chi non ha parenti e non nessuna entrata, al sostegno di natura economica, ecc..). La rieducazione passa anche attraverso la salvaguardia della dignità personale;

- Promuovere attività formative rivolte ai detenuti e ove possibile, tenendo conto degli spazi messi a disposizione dall'istituto, svolgere una tipologia di corsi che abbiano una maggiore rispondenza con il mercato occupazionale;

- Prevedere che almeno una volta/due al mese, un operatore del centro inpiego, faccia l'iscrizione dei detenuti che ne facciano richiesta nelle liste dell'ufficio di collocamento. Questo dopo i due anni di disoccupazione consente all'azienda che volesse assumere, degli sgravi contributivi significativi ( legge 407/90 ). In quasi tutte le altre Province viene già fatto, non si capisce perché a Pistoia non venga praticato.

- Sostenere anche finanziariamente quelle azioni mirate all'inserimento lavorativo rivolto ai detenuti che possono essere ammessi alle misure alternative (come ad esempio la semilibertà e affidamento ai servizi sociali). Questo tipo d'inserimento vede il lavoro come parte essenziale nel percorso rieducativo del detenuto sia per quanto concerne l'acquisizione di competenze di tipo professionali, sia quelle cosiddette trasversali (capacità nella gestione dei rapporti personali, osservanza degli orari, adeguarsi progressivamente ai ritmi che un lavoro stesso richiede, ecc..). La legge Gozzini, che regolamenta le misure alternative è un provvedimento legislativo che va difeso perché funziona (nella misura in cui lo si sostiene anche economicamente), registrando delle percentuali bassissime di recidiva dei detenuti ammessi alle misure alternative. Occupandomi da circa 14 anni d'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (art. 4 legge 381/91), posso confermare che la tipologia di svantaggio legata allo stato detentivo è quella che dà maggiori risultati positivi, in termini occupazionali, al termine del percorso.

Antonio Sammartino
Segretario regionale della Toscana NPA
http://npatoscana.blogspot.com

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NUOVE NOMINE
Nell'ambito del Piano di potenziamento organizzativo dell'NPA, entrato in vigore nello scorso mese di settembre 2009, il Segretario Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione', Pino A. Quartana, ha proceduto in data odierna alle seguenti nomine;

a) Il compagno Vittorio E. Esposito già responsabile nazionale del Dipartimento Cultura e segretario regionale della Calabria, è il Direttore Politico del nuovo giornale del Partito che tra non molto inizierà le sue pubblicazioni. Si tratterà di un bimestrale, formato tabloid, 20 pagine in edizione online ed anche cartacea.

Con questa prestigiosissima nomina per il compagno Esposito scatta, nello stesso tempo, il divieto di cumulare più di tre incarichi dirigenziali importanti per cui, essendo il titolare della Direzione Politica del giornale ufficiale dell'NPA e delle altre due cariche sopra menzionate, il compagno Esposito rinuncia alla carica di componente il Coordinamento Nazionale;

b) Il compagno Antonio Sammartino a conclusione del periodo di prova di sei mesi come Commissario Regionale diventa il Segretario Regionale NPA della Toscana dopo aver dato ottima prova delle sue capacità e del suo attaccamento al Partito.

A tutti e due i compagni congratulazioni ed auguri per un sempre più proficuo lavoro politico al servizio del neoazionismo e del Nuovo Partito d'Azione.

Ufficio Stampa
Roma 19 maggio 2010

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IL GOVERNO DEI FATTI... SPORCHI
E I NUMERI DELLA POVERTA' IN ITALIA

La povertà interessa poco al sistema dei media, perché essendo cosa grave e preoccupante non lascia spazio al gossip. E interessa poco anche alla politica, a quella di governo come a quella d'opposizione. Sarebbe invece assai utile, e salutare,
occuparsene, perché la "fotografìa" della povertà ci dice molto sul profilo, non solo sociale, ma anche politico e morale del nostro Paese. Ci permette, senza dubbio, di capire meglio questa Italia, per molti aspetti sempre più "opaca" nei suoi movimenti profondi, e sempre meno decifrabile con le tradizionali categorie dell'analisi politica. Basta dare un'occhiata al Rapporto 2008-2009 realizzato dalla Commissione d'indagine sull'esclusione sociale per rendersene conto. Da tale rapporto si evince chiaramente che la base su cui poggia l'intera piramide sociale, lo zoccolo duro più esteso, che dovrebbe sorreggere tutto il resto, è fragile e segnato da forme molteplici di "deprivazione". Viviamo con la testa nel mondo fantasmagorico del consumo opulento (abbiamo aspettative da consumatori ricchi), ma poggiamo i piedi, e tutto il corpo, sulla linea di galleggiamento. I numeri, e soprattutto i confronti, la comparazione con il resto d'Europa, stanno lì a ricordarcelo. Non si tratta solo di quegli 8 milioni di “poveri in senso relativo”(per povertà relativa s'intende la soglia sotto la spesa mensile di € 999,67 euro per 2 persone), né di quei 3 milioni di “assolutamente poveri” (cioè incapaci di accedere a beni ritenuti essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile), che l'Istat ha censito, ma si tratta anche di quei 18.896.000 individui che non possono essere definiti tecnicamente come poveri (per il livello del reddito o della spesa mensile), ma che della povertà o della minaccia di povertà portano tutte le stigmate e di cui: 4 milioni che arrivano con grande difficoltà a fine mese e che non potrebbero affrontare una spesa imprevista di 700 euro senza finire “sotto”; 3,5 milioni , che nei 12 mesi precedenti all'intervista hanno avuto difficoltà per sostenere le spese della vita quotidiana; 6 milioni censiti come vulnerabili, spesso proprietari dell'appartamento in cui vivono, con disponibilità di auto, tv, elettrodomestici, ma tuttavia in difficoltà.
La crisi ha incominciato a mordere anche sulle fasce fino ad ora considerate relativamente "forti" del mercato del lavoro: sui titolari di un posto fìsso, sui lavoratori autonomi, sulle stesse mansioni impiegatizie e in qualche caso persino manageriali, spesso coperte dagli ammortizzatori sociali ma gravate da un "peso" normalmente accettabile (uno o due figli minorenni o in cerca di lavoro, un famigliare non autosufficiente, la necessità di cure specialistiche) e divenuto insostenibile in caso di cassa integrazione, o anche della impossibilità di prestare lavoro straordinario.
Le politiche di contrasto alla povertà adottate da questo governo: la carta acquisti (social card), il bonus famiglia, l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e il bonus elettrico, risultano alla prova dei fatti insufficienti. Nel loro complesso si calcola che le quattro innovazioni del sistema di tax-benefit determinino, congiuntamente, una riduzione della quota di famiglie assolutamente povere dal 4.27% al 3.89% (meno di 0,4 punti percentuali). Circa 91.000 famiglie su un milione escono dalla povertà assoluta.La diffusione della povertà relativa si abbassa di meno di mezzo punto percentuale, dal 17.55% al 17.07%. Anche la diseguaglianza si riduce, seppur in modo contenuto.
Le risorse che i provvedimenti del Governo complessivamente indirizzano alle famiglie assolutamente povere ammontano a 192 milioni di euro, che costituiscono un supporto nel complesso esiguo rispetto a quanto sarebbe necessario a portare l'insieme di queste famiglie al di sopra della soglia di povertà assoluta (3,86 miliardi). L'impatto della carta sulla povertà assoluta è significativo ma buona parte dei poveri assoluti non ottiene questo trasferimento. Se si vuole raggiungere un risultato apprezzabile, appare inevitabile un'ulteriore revisione dei criteri di accesso (Questa limitata penetrazione della carta acquisti tra le famiglie povere in senso assoluto dipende in primo luogo dai criteri anagrafici di selezione, che escludono chi ha più di tre anni o meno di 65 anni. Sono fuori dal suo campo di applicazione, ad esempio, le famiglie numerose con figli non in piccolissima età, tra le quali è noto che il disagio economico è, in Italia, particolarmente diffuso).

A fronte di questa situazione risulta ancora più vergognosa la spesa colossale, oltre mezzo miliardo di euro, che il governo italiano ha invece utilizzato tra la Maddalena e l'Aquila per i tre giorni di vertice del G8 (il vertice più caro della storia). Per dotare l'isola sarda di alberghi, sale conferenze, porti e giardini erano già stati bruciati 327milioni e 500mila euro. Fondi che ora gli atti dell'inchiesta della Procura di Firenze rileggano in chiave diversa, descrivendoli come il banchetto di una “cricca” tutta presa dalla spartizione di appalti senza concorrenza e senza trasparenza. I magistrati hanno arrestato i protagonisti di quelle opere, ai vertici della struttura di Bertolaso che ha gestito l'affare. Tutte le opere della Maddalena sono diventate inutili quando il premier ha deciso di cambiare scenario e spostare la riunione all'Aquila, tra le macerie e i senzatetto. Il tutto a carissimo prezzo: altri 184 milioni e 974 mila euro bruciate per le tre giornate abruzzesi. In tutto, appunto, oltre mezzo miliardo: il tributo dei contribuenti italiani al vertice più folle, costoso e inutile della storia recente. E come nell'assegnazione delle opere della Maddalena, anche scorrendo la lista dei lavori per l'Aquila le sorprese abbondano. Ci sono anzitutto i soliti noti del ristretto giro di Palazzo Chigi che tra i clienti privilegiati di tutti gli eventi internazionali non mancano mai. Come Relais le jardin che per oltre un milione di euro si è aggiudicata la fornitura del servizio di catering per i banchetti organizzati per i capi di Stato. Solo che Relais non è una società qualsiasi: appartiene alla famiglia di Stefano Ottavini, sposata con Maria Letta, figlia di Gianni Letta, l'onnipotente sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
In una regione che aveva pianto almeno 308 morti per il sisma e doveva restituire una vita dignitosa a 80.000 senzatetto, i gadget delle grandi occasioni paiano affronti. Trascurando le ciotoline d'argento Bulgari gentile omaggio per i capi di Stato, si va dalle 60 penne “edizione unica” fornite da Museovivo al costo di 26mila euro e utilizzate dai leader solo per apportare il loro prezioso autografo sui trattati. Ci sono poi la fornitura di poltrone Frau per le sedute di quei tre giorni e costate 373mila euro; gli addobbi floreali per 63mila euro; la pellicola protettiva per il rivestimento degli ascensori (9mila); i portablocchi notes forniti dalla rinomata Pineider al prezzo di 78 mila euro. Altri 23 milioni di euro spesi per gli interventi nella scuola sottufficiali delle Fiamme Gialle per creare gli ambienti del vertice inclusa la ristrutturazione di 1.090 stanze nelle quali hanno soggiornato i leader e i loro staff. Le camere sono state arredate al top, dotandole di tv, telefoni e ogni altro tipo di comfort. I restauri in genere valorizzano gli investimenti immobiliari. Ma qui è diverso. La caserma dove si è tenuto il summit non è di proprietà dello Stato: con le cartolarizzazioni volute dal vecchio governo Berlusconi per reperire denaro fresco per le casse pubbliche, è stata venduta nel 2004 e appartiene ora a un pool di banche e istituzioni finanziarie come Immobiliare Sgr spa, IMI, Barclays Capital, Royal BanK of Scotland e persino Lehman Brothers. A loro lo stato paga ogni anno 13 milioni di euro di affitto. Un canone ragguardevole, che nel 2009 si è arricchito anche dei vantaggi conseguenti ai faraonici lavori di adeguamento pretesi dall'impresa Berlusconi – Bertolaso sulla struttura. Opere dispendiose a fronte delle quali la proprietà non si è lasciata intenerire. Non solo, a G8 terminato hanno ottenuto il totale ripristino dei luoghi, ossia il ritorno delle sale da summit al loro compito di scuola militare costato altri 4 milioni di euro.
Con tanti saluti ai terremotati aquilani che continuano a protestare per le carenze della ricostruzione e vogliono rimuovere da soli le macerie.

A questo punto le domande e le incazzature sono tante. Possiamo perlomeno dire che chi si riconosce nei valori cristiani, e quindi credenti cattolici e non, non possono sostenere, né votare, tali personaggi e che la Chiesa compie uno scandalo (nonchè talvolta anche illeciti giudiziari), quando intrattiene rapporti con questi uomini di potere?
E l'operaio comune, la povera gente, il pensionato, come fanno a non capire che questi personaggi non potranno mai tutelare i loro interessi, ma che saranno da questi più o meno palesemente derubati oppure semplicemente ignorati? A noi la social card, a loro le ciotoline d'argento Bulgari…


Antonio Sammartino
Segretario regionale N.P.A. Toscana

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N.P.A. TOSCANA. INCONTRO CON IL MAGISTRATO DOMENICO GALLO

Con la presente si rende noto che all'indirizzo http://npatoscana.blogspot.com è visionabile il video dell'incontro con il Magistrato Domenico Gallo, che si è tenuto il 17 Aprile 2010, presso la sede toscana del Nuovo Partito d'Azione.
L'incontro sul tema “difesa della Costituzione e libertà d'informazione”,che fa parte di una serie di iniziative che il gruppo di compagni e simpatizzanti del Nuovo Partito d'Azione della Toscana (NPA) intende organizzare al fine di costruire dal basso una nuova resistenza, affronta principalmente il tema della giustizia, in cui si svela efficacemente la truffa linguistica del cosiddetto "processo breve".
Per ragioni di spazio di memoria supportabile dal web sono state tolte alcune parti, tra cui l'introduzione, alcuni passaggi dell'intervento del relatore, nonchè alcuni interventi del pubblico.

Antonio Sammartino
Segretario regionale N.P.A. Toscana

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QUESTO INCREDIBILE ED INCORAGGIANTE 25 APRILE 2010
Quest'anno la celebrazione del 25 aprile si svolge in concomitanza di fatti del tutto inediti e per certi aspetti anche paradossali. Succede, in poche parole, che le destre che governano il Paese si spaccano clamorosamente e drammaticamente proprio a ridosso del 25 aprile e proprio nel momento in cui esse sembrano invincibili ed invulnerabili dopo la loro quasi vittoria alle elezioni regionali.

Succede che questa spaccatura dagli esiti imprevedibili si consuma proprio quando sembra che il fasciopiduismo sembra essere sul punto di spiccare l'ultimo assalto e di uccidere definitivamente la democrazia nel nostro Paese con le pseudo riforme reazionarie a cui si prestano finanche elementi dell'opposizione, con le leggi liberticide sulle intercettazioni telefoniche, con le leggi punitive contro i magistrati, con i progetti di un federalismo pre-secessionista che separerebbe de facto Nord e Sud, con una serie infinita di atti odiosi e barbarici come quello di umiliare i bambini poveri delle mense scolastiche o di manifestare pubblicamente contro la sepoltura di una povera bambina morta non importa a quale religione la piccola morta sia stata assegnata nel brevissimo attimo della sua vita. Fino a pochi giorni fa sembrava che i vari volti del neofascismo presenti da sempre in questa maggioranza reazionaria (denuncio questo stato di cose da tanto tempo, sia a nome mio personale, sia a nome del Nuovo Partito d'Azione) si potessero scatenare a proprio piacimento sulla pelle non solo dell'opposizione, ma della democrazia e del Paese.

Alla fin fine, oggi come negli anni '20 e '30 del secolo scorso, il dato non cambia; il fascismo ha varie anime, esse sono tutte rappresentate in questa maggioranza di governo di destra estrema e tutte parlano lo stesso linguaggio, sempre il solito, il linguaggio di quello che Eco chiama il fascismo eterno; spietatezza, insensibilità ed irrisione nei confronti dei poveri e dei deboli, volgarità, violenza sociale e verbale (all'epoca mussoliniana anche fisica), generale disprezzo verso la cultura, la scienza, il progresso e la democrazia sia a livello teorico che pratico, legame indissolubile con gli altri poteri forti conservatori e reazionari (Chiesa e grande industria) in funzione antipopolare, intolleranza verso il dissenso e verso qualsiasi forma di critica, cesarismo straccione e macchiettistico e nella versione berlusconiana c'è anche l'oltraggio permanente contro chi combatte la mafia (l'ultimo esempio di cronaca è la velenosa critica del Cavaliere in nero a Roberto Saviano) e l'impunità verso la corruzione. Questo è e sarà sempre il fascismo.

A ridosso di questo 25 aprile 2010 succedono cose incredibili. La cosa più importante è che colui che è stato per tanto tempo il massimo rappresentante di una delle anime del neofascismo, anzi il rappresentante massimo della tradizione di diretta continuità col fascismo storico, colui che già si rese autore del passaggio dal neofascismo verso la non del tutto chiara e convincente categoria del postfascismo (mai comunque diventata antifascismo), prova amaramente sulla propria pelle il bastone fascista della denigrazione politica e personale e della intolleranza verso la dialettica interna delle opinioni; succede quindi che in età tutt'altro che tenera egli probabilmente abbia capito veramente, e forse per la prima volta nella sua vita, cosa sia il fascismo, che è esattamente ciò che sta subendo in questi giorni, seppure in dosi ancora minime. Meglio tardi che mai verrebbe da dire. Si arriva così all'assurdo che i suoi luogotenenti davanti all'intera Italia lancino accuse di squadrismo e di fascismo proprio verso coloro che erano stati fino all'altro giorno i propri sodali più stretti. Se questi fatti inediti e paradossali sono da prendere sul serio allora essi si caricano di significati straordinari anche per chi si appresta a celebrare la data del 25 aprile. Quando l'antifascismo sembra essere diventata purtroppo solo un'opera di testimonianza minoritaria e crepuscolare (anche per colpa di chi avrebbe dovuto rappresentarlo e difenderlo), quando il neofascismo nelle sue varie vesti si appresta a sbaragliare il campo della democrazia, delle opposizioni e dell'antifascismo, ecco che dal seno profondo del neofascismo nasce in extremis una imprevedibile coscienza della sua natura barbarica e quindi un atto di ribellione contro le proprie origini e radici (in ciò, prima ancora che nel reato di lesa maestà verso il Berlusconi, risiede l'accusa di "tradimento" rivolta a Fini ed al suo gruppo). Se non bastassero i film sulla guerra (che tra l'altro questa tv di regime non ci fa più vedere), se non bastassero le periodiche celebrazioni delle associazioni partigiane a dimostrare cosa è stato il fascismo, quanto è accaduto negli ultimi giorni nella politica italiana è forse la più potente arma di convincimento soprattutto per i giovani della necessità di combattere il fascismo nelle sue varie e nuove forme. Direi che questi recentissimi fatti costituiscono addirittura la dimostrazione matematica della attualità dell'antifascismo, un concetto non solo da riattualizzare ma da riscoprire profondamente e da rilanciare. Il 25 aprile quest'anno non poteva arrivare in un momento più propizio da questo punto di vista specifico. C'è un secondo motivo che ci riempie di soddisfazione come nuovi azionisti ed è costituito dal fatto, anch'esso dai forti significati simbolici e storici, che quest'anno finalmente, dopo più di sessant'anni anni di assenza, torna nelle sfilate del 25 aprile la bandiera azionista, torna la tradizione politica e culturale che ha contribuito più di altre alla Liberazione; torna a pieno titolo e con forza nella giornata milanese (quella senz'altro più significativa, senza nulla togliere alle altre città) del 25 aprile 2010. Non voglio dire che in tutti questi anni gli azionisti o gli ex-azionisti non ci siano stati, ci mancherebbe altro. Ci sono stati ed hanno tenuto vivi memoria e valori, ma quest'anno torniamo nelle celebrazioni del 25 aprile come soggetto politico organizzato, come espressione qui ed oggi della nuova casa politica degli azionisti, ci torniamo visibilmente con i nostri nuovi colori orange . Ci torniamo come partito del nuovo azionismo e questa è un'altra cosa, è un'altra importante e storica novità, una novità che non può non far piacere ad ogni vero democratico, a chi ha combattuto decenni fa il fascismo ed a chi lo vuol combattere oggi.

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I NEOAZIONISTI COMMEMORANO I MARTIRI DELLA RESISTENZA
In occasione del 65° anniversario della Liberazione dal nazifascismo l'N.P.A. intende onorare la memoria del Partito d'Azione e di tutti i Martiri milanesi caduti durante la Resistenza.

La commemorazione avrà luogo a Milano alle ore 11:00 in via Manzoni al civico 45, storica sede del partito che guidò la lotta partigiana, dove si osserverà un minuto di silenzio.

Alle ore 14:00 i neoazionisti si raduneranno in piazza Oberdan assieme alla “Orange car” - sulla quale si esibirà dal vivo la rock band T.O.W.E.D. - per confluire nel grande corteo che proseguirà la sua sfilata fino in Piazza del Duomo.

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CENTROSINISTRA, UNA PROPOSTA DI ROAD MAP PER IL 2013
Roma 6 Aprile 2010

Dopo il quasi deprimente risultato delle regionali per il centrosinistra si apre il compito più importante; allestire una alleanza per il 2013 in grado di vincere. L'umore che circola nel centrosinistra in questi giorni è quasi di sconforto; il disorientamento è massimo.

Ogni partito cerca formule più o meno salvifiche oppure più o meno astruse per presentarsi con possibilità di vittoria all'appuntamento. Saggiamente qualcuno dice che bisogna cominciare a preparare ben bene le cose già dalle prossime settimane, benché la confusione regni sovrana. Eppure alcuni paletti e punti fermi sulle cose da fare dovrebbero essere già ben chiari a tutti. Innanzitutto mi sembra del tutto inutile scervellarsi sulle alleanze, sul chi includere e sul chi escludere. Le elezioni regionali non hanno dato molte vie di uscite a chi vuol ancora giocare con formule complicate. La via indicata dalle urne è una sola: trovare il modo di mettere tutti insieme, tutte le forze politiche minimamente organizzate, anche le più piccole,

perché nel 2013, se andrà tutto per il meglio, magari

si vincerà per 24.000 voti come nel 2006 e si potrà perdere per 10.000 voti come in Piemonte.

Una grande alleanza di partiti e movimenti basata su poche idee-forza e non su un programma incomprensibile come quello del 2008 (composto da 280 pagine); un programma su una decina di punti che diano il segno di un grande cambiamento possibile e di una speranza per quanta più gente possibile. Per arrivare a questo programma si dovrebbero studiare molto bene, con studi e sondaggi molto approfonditi, i due blocchi sociali con cui il centrosinistra deve fare i conti; il blocco sociale del centrodestra ed il blocco dell'astensione. Incunearsi nell'uno anche in minima parte e scongelare una minima parte dell'altro sarebbero i due fattori determinanti per il cambiamento dello scenario politico.

Quindi per la vittoria fra tre anni.

Le due cose dovranno essere completate da un terzo obiettivo; fermare l'emorragia di voti in uscita dal centrosinistra o verso il blocco del centrodestra o verso la grande regione polare dell'astensionismo. Solo all'interno di questa nuova vastissima alleanza (che la si chiami Unione 2 o no, poco importa) poi si potranno impostare sottoblocchi di alleanze. Una idea che sta circolando molto in questi giorni è quella di una federazione di tutti i partiti e movimenti a sinistra del PD, ma ci potrebbero essere anche altre sotto-aggregazioni interne. Molto dipenderà anche da quale legge elettorale ci accompagnerà alle elezioni del 2013. Per fare tutte queste cose devono cambiare però anche i rapporti fra i partiti dello schieramento di centrosinistra, dove è tutta una gara ad essere ognuno più autoreferenziale e snob dell'altro. Ci vuole più generosità, ci vuole più coerenza ed omogeneità di comportamenti di fronte al comune nemico, ci vuole più apertura anche verso i piccoli partiti o i piccoli soggetti non tradizionali, che potrebbero fare la differenza e pescare più facilmente nel voto astensionista.

In un certo senso non ci sono più partiti di serie A, di serie B e di serie C dopo queste elezioni regionali; siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno da solo può fare ben poco e tutti hanno bisogno di tutti.

E, soprattutto, bisogna dire basta ai troppi atteggiamenti da divi.

Il centrosinistra o, comunque, il vasto fronte di opposizione

comincia ad essere troppo popolato, ormai saturo direi, di narcisi, di primedonne, di santoni, di semidei della politica altezzosi e suscettibili anche con i propri simili. Troppi personalismi, troppi egocentrismi, troppi fans di questo o di quello.

Un generale bagno di umiltà e di serietà, magari nel ricordo di quanti, azionisti, comunisti, socialisti ecc., negli anni '30 e '40 del secolo scorso non esitarono a far fronte comune contro il nazifascismo e contro la dittatura (senza neanche sapere cosa fosse il divismo in politica; caso mai sapevano cosa era l'eroismo), sarebbe sommamente auspicabile ed utile da parte di tutti.

In questo centrosinistra si sta veramente esagerando con i vezzi da primedonne. Non si è meno leader di un altro se si chiede collaborazione o la si offre ad un partito del nostro stesso schieramento; non ci si deve sentire diminuiti se non si cerca sempre di primeggiare sui partiti vicini, se si offre per primi collaborazione contro il nemico comune. Al contrario, leader vero dovrebbe essere magari colui disposto a sacrificare anche il proprio orgoglio personale o di partito in vista di un obiettivo nobile ed alto che riguarda l'avvenire non solo del centrosinistra, ma dell'intero popolo italiano.

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SCANDALO PEDOFILIA: IL VITTIMISMO FUORI LUOGO DELLE GERARCHIE ECCLESIASTICHE

Alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno interessato esponenti della chiesa cattolica romana apostolica esprimo perplessità su quanto accaduto e sulla gestione ecclesiale dello scandalo. Ciò anche alla luce del fatto che è improponibile pensare che le gerarchie cattoliche non fossero a conoscenza dei fatti e che non abbiano avuto la possibilità di intervenire per fermare questi episodi di degenerazione. La responsabilità di quanto successo è da attribuire quindi non ai singoli “peccatori” in tonaca nera ma al silenzio, forse compiacente, dei superiori di questi ultimi ed ai tentativi di negare e soffocare quegli immondi episodi. E' del tutto fuori luogo dunque il clima di vittimismo da parte delle più alte gerarchie ecclesiasstiche che sembra voler essere un muro per difendere il massimo esponente della chiesa da giudizi e critiche dovuti. Se le gerarchie, ai vari livelli, effettivamente condannano quanto accaduto perché non denunciano i presunti pedofili all’Autorità giudiziaria laica dei paesi nei quali gli episodi di pedofilia hanno avuto luogo? Domanda forse inutile perchè ben si sa che la politica seguita in questi casi dalle gerarchie ecclesiasitiche è quella del negare, negare, negare, ed occultare. Così come avviene per l’altro imbarazzante caso della ragazza trovata mummificata nel solaio di una chiesa di Potenza. Non è possibile che per 17 anni nessuno abbia mai messo piede in queli locali. Nè è pensabile a mio parere che i prevosti a quella chiesa non fossero a conoscenza di quel cadavere abbandonato nel sottotetto. Ma forse il non poter dire chi aveva accesso a quei locali è stato il vero impedimento. Si deve infine anche stigmatizzare il fatto che in quasi tutti i luoghi delle violenze sessuali l’Autorità Giudiziaria non abbia mai voluto affrontare penalmente il problema degli abusi sessuali su minorenni compiuti da sacerdoti e religiosi.

Renato Bonini
Responsabile nazionale Dipartimento Reti Neoazioniste (Rete per la laicità, Rete per la legalità) del NUOVO PARTITO d'AZIONE

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PER LO SCOLAPASTA IN TESTA E' FORSE SOLO QUESTIONE DI MESI
22 marzo 2010

Pur sapendo bene quanto le pagliacciate siano di casa a destra, purtuttavia non volevo credere ad una segnalazione che mi è giunta, segnalazione riguardante un passaggio del discorso tenuto in Piazza San Giovanni dal barzellettiere-Capo Governo circa il cancro. Avevo pensato alla solita metafora sfiatata usata in quindici anni da questo personaggio e riferita, come di solito, alla sinistra o ai magistrati. Invece, incredibile a dirsi ed a pensarsi, è proprio vero che Berlusconi ha affermato che sarà il suo governo a sconfiggere il cancro. Mentre dal corteo un suo miserabile seguace irrideva con un cartello del gioco dei Tarocchi finanche alla memoria di Paolo Borsellino, il Conducator di Arcore senza timore di sfidare il ridicolo ha detto testualmente dal palco:"Vogliamo anche vincere il cancro che colpisce ogni anno 250mila italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri cittadini". Secondo lui quindi un Governo può in quanto tale avere addirittura la forza di sconfiggere il cancro! Ci sarebbe da piegarsi in due dalle risate se non fosse per il piccolo particolare che uno dei Paesi più importanti del pianeta, il nostro, sta purtroppo in mano ad un personaggio del genere.

Non è difficile pensare a questo punto della tristissima situazione italiana che per lo scolapasta in testa al Berlusconi sia solo questione di mesi e non di anni.

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IL PRESIDENTE NAPOLITANO HA COMPIUTO UN GRAVE ERRORE
6 marzo 2010

Il Presidente della Repubblica ha risposto alle domande di alcuni cittadini che gli avevano chiesto ragione della sua firma al decreto salva-liste adducendo sostanzialmente motivi di opportunità politica e replicando che "non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo". Non sta certamente a me ricordare al Presidente Napolitano che primo e più alto compito della Presidenza della Repubblica è la tutela della Costituzione e dei diritti costuzionali, il primo dei quali è l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. E anche di tutti i partiti, per estensione. Qui invece la Costituzione viene violata perché se fosse stata respinta la lista di un partito piccolo come può essere il Nuovo Partito d'Azione non credo proprio che nessuno si sarebbe preoccupato, né tanto meno il Capo dello Stato, di richiedere un provvedimento che ci rimettesse in gioco. Eppure anche i nostri elettori o quelli di un altro partito piccolo hanno gli stessi diritti di quelli di un partito come il Pdl. Ogni considerazione di opportunità politica è del tutto secondaria rispetto alla garanzia sull'osservanza delle regole e dei principi sanciti dalla Costituzione ed è gravissimo l'argomento usato dal Presidente Napolitano per giustificare il suo atto.

Pino A. Quartana

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IL GOVERNO FASCIOPIDUISTA GIOCA COL FUOCO DELLA GUERRA CIVILE
6 marzo 2010

Il governo dell'illegalità, del malaffare, del malgoverno, della corruzione, del malcostume giustificati dall'urgenza del “fare”, il governo di tutte le schifezze possibili ed immaginabili non si è fatto scrupolo di mettere a segno l'ennesima porcata fascista ed eversiva sfiorando i confini del golpismo istituzionale in modo tale che per la prima volta va a toccare, a partita già cominciata, finanche le regole elettorali che sono sempre state rispettate anche nei momenti più bui della Repubblica e che l'art.72 della Costituzione sottrae alla possibilità di una decretazione governativa, sia pure nell'ingannevole forma di una ‘interpretazione autentica', che di fatto maschera una volontà di innovazione della legge ‘ad usum Delphini'.

Non esageravamo quindi già mesi e mesi fa quando da azionisti ci appellavamo a tutte le forze politiche, anche a quelle fuori dal centrosinistra, per la costruzione di un nuovo CLN e per una nuova Resistenza.

Siamo ormai in una situazione di sfacelo politico ed istituzionale con una maggioranza di incapaci anche a redigere delle liste elettorali, per loro stessa ammissione; per non dire di tutto il resto: una maggioranza che si disinteressa totalmente dei problemi del Paese, che calpesta la legalità e la democrazia ogni giorno, ora tentando di barare anche sulle elezioni al solo scopo di resistere al governo con tutti i mezzi.

Prima di apporre la propria firma ad un decreto, che segna di fatto la fine della democrazia e inaugura il regime dell'arbitrio e della dittatura della maggioranza, il Capo dello Stato avrebbe dovuto riflettere su tutte le esclusioni che, in precedenza e in questa stessa tornata elettorale, sono state decise per inottemperanza delle procedure previste, a danno di liste di candidati, con un impedimento, del tutto analogo, alla volontà popolare di esprimersi e di concorrere alla formazione degli organismi rappresentativi. Solo un provvedimento ‘erga omnes' assunto concordemente dal Parlamento avrebbe potuto sanare la situazione anomala che si è creata. Ma questo governo ha preferito la soluzione più arrogante e lesiva dell'unità del corpo elettorale, assumendosi la responsabilità storica e politica di generare nel paese un clima da guerra civile.

Il modo in cui il centrosinistra e le opposizioni continuano a trattare il problema dell'emergenza democratica risulta alla luce di quanto sta accadendo in queste ore sempre più inadeguato. Abbiamo l'impressione che i nostri amici del centrosinistra arrivino sempre in ritardo, colti sempre da sorpresa nel loro inguaribile perbenismo istituzionale e politico. Se siamo ormai in una situazione sempre più vicina ad un regime sudamericano e fascista tipo anni '50 allora bisogna combattere ogni giorno con ben altre misure e con ben altra intransigenza. In quanto all'ennesima via libera concessa dal Presidente della Repubblica, contrariamente ai pronostici dei nostri amici e compagni del centrosinistra, noi non avevamo dubbi né nutrivamo illusioni sulle scelte dell'attuale uomo del Colle essendoci fatti di questa Presidenza un concetto ben preciso e purtroppo non proprio positivo.

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QUESTO SPETTACOLO NON DEVE CONTINUARE

Prendiamo atto dello spiacevole episodio capitato al Segretario del PD Bersani durante il suo intervento al Festival di Sanremo.
Non possiamo però fare a meno di rilevare che a nostro avviso, questo danno d'immagine è stato causato da un marchiano errore politico.
Un segretario di partito, soprattutto quello del più grande partito di opposizione, dovrebbe sapere che la politica ha le sue sedi opportune e non può essere ridotta a fenomeno puramente folkloristico.
Scegliere un festival musicale sperando di utilizzarlo come passerella può riservare brutte sorprese.
Bersani dovrebbe capire che quando la politica abbandona la sua funzione pedagogica e si abbassa ad assecondare gli istinti nazionalpopolari compie un grave danno a se stessa e alle persone che dovrebbe rappresentare e governare.

La cosa ancora più grave è il tentativo (secondo me patetico) di utilizzare gli stessi metodi della destra per ottenere o migliorare il consenso. Da questo punto di vista la sinistra è perdente, lo è sempre stata e continuerà ad esserlo.

Consigliamo quindi a Bersani (ma non solo) di evitare in futuro i tappeti rossi e i riflettori dei teatri di varietà e di concentrarsi sui problemi veri del Paese, i cui drammatici episodi si svolgono nelle fabbriche, nelle strade, negli ospedali, nelle scuole...


Gabriele Oliviero
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.

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FINALMENTE UNA BARZELLETTA DI BERLUSCONI DIVERTENTE

Ieri il nostro indegno Premier si è esibito come al solito nella cosa che gli riesce meglio; raccontare barzellette. Ne ha dispensate ben due; una sulle sue presunte persecuzioni. Stando a quanto riferisce il quotidiano "La Repubblica", la prima barzelletta avrebbe avuto per argomento un piano per ucciderlo. La seconda barzelletta, molto più riuscita, racconta invece di un progetto che il governo intenderebbe portare avanti per inasprire le pene per i reati di corruzione. Quest'ultima è una barzelletta di Berlusconi che è riuscita finalmente a farci divertire.

Il Coordinamento Nazionale
Roma 19 febbraio 2010


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G8 E TERREMOTO IN ABRUZZO: ORMAI ANCHE LA VERGOGNA NON HA PIU' SENSO

E' difficile commentare lo squallore che sta emergendo nell'affaire G8 e in quello del terremoto in Abruzzo.

Considerare indecenti le parole utilizzate (e fortunatamente intercettate) di alcuni imprenditori che “si sfregavano le mani” mentre ancora molte persone stavano agonizzando sotto le macerie, non rende l'idea dello stato d'animo che proviamo e del conseguente disgusto.

Non credo neppure utile fermarsi e limitarsi a riflettere su quanto è avvenuto perchè la riflessione non è utile a nessuno, se non a quelli che approfittano dell'inerzia altrui per compiere i propri loschi affari.

Non serve pensare perchè la questione è chiarissima e mette a nudo una ferita che in questo paese non si è mai rimarginata. Non credo sia neppure più sufficiente fare appelli al buonsenso della politica perchè, per l'ennesima volta, la politica ha mostrato la sua vera faccia.

Credo sia necessario agire e lo debbono fare le persone oneste, le vittime, quelli usati come cavie e senza scrupoli per perseguire un arricchimento personale disgustoso ed infame.

Prima ancora, il dolore è stato sbattuto senza pudore sui teleschermi, dato in pasto ai voyeuristi nostrani e utilizzato a fini di propaganda elettorale ed in quegli attimi, forse, erano altre le persone che “si sfregavano le mani”...

E' inutile appellarsi a questa politica, capace solo di soddisfare se stessa speculando sulla pelle delle vittime innocenti.

E' la popolazione d'Abruzzo a dover agire e reagire a questo scempio. E' la popolazione d'Abruzzo a doversi riappropriare di quello che gli appartiene e che gli è stato scippato con l'inganno e l'affabulazione.

Chiedere che venga fatta chiarezza è il minimo che si può pretendere e noi neoazionisti invitiamo i magistrati che si stanno occupando di queste faccende ad andare fino in fondo con coraggio perchè la giustizia è un diritto per i cittadini offesi ed un dovere dello stato verso le sue genti.

Chiediamo inoltre le dimissioni di Bertolaso che riteniamo non più nelle condizioni di ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato.

Per questa volta ci asteniamo dal chiedere quelle del suo protettore, solo perchè lo riteniamo incapace di provare vergogna.

Gabriele Oliviero
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.

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SOSTENIAMO I LAVORATORI DI EUTELIA

Riceviamo e sottoscriviamo:

AGILE – ex EUTELIA
COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!
E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di
OLIVETTI-GETRONICS- BULL-EUTELIA- NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s..r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l'ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma - Siena_Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.
NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d'ordine è che se non siamo visibili all'opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.
Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti
Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio
Altrimenti questa azienda morirà

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia
GRAZIE

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L'ENNESIMO BAVAGLIO DELLA R.A.I.

Apprendiamo con stupore e profonda indignazione la decisione del Comitato di Vigilanza della R.A.I. che di fatto sortisce l'effetto di snaturare tutte le trasmissioni di approfondimento politico sulle tre reti del servizio pubblico, in concomitanza della campagna elettorale per le amministrative.

L'obiettivo che si vuole raggiungere è quello di ridurre il più possibile il dibattito ed il contraddittorio, sostituendolo con una asettica e contingentata tribuna politica.

Questo colpo di mano, sostenuto ed avallato dalla maggioranza di governo, è l'ennesimo attentato alla libertà d'espressione e al diritto dei cittadini ad essere informati in modo compiuto.

Condanniamo questo modo di agire che riteniamo antidemocratico e censorio ed auspichiamo che tutte le forze di opposizione facciano sentire la loro voce in modo corale contro l'ennesima vergogna italiana.


Gabriele Oliviero
Resp. Dipartimento Comunicazione N.P.A.

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LA PESSIMA SCELTA DEL PD E DELL'IDV IN CAMPANIA
Roma 10 febbraio 2010

Sembra davvero incredibile che per 'salvare la Campania dal clan dei Casalesi' il PD e l'IDV debbano proporre De Luca e non abbiano pensato ad altri candidati meno discussi.

Il Nuovo Partito d'Azione si è tirato fuori da queste elezioni regionali per protestare contro il cupio dissolvi che attanaglia il centrosinistra nel suo complesso ed i vari partiti in particolare, ma se avesse avuto un minimo interesse alle regionali della Campania avrebbe proposto come governatore una figura degnissima ed integra come il 'maestro di strada' Marco Rossi Doria, già candidato indipendente alle passate elezioni al Comune di Napoli, una vita passata nel salvare i bambini poveri di Napoli, i bambini dei Quartieri Spagnoli dall'evasione e dalla dispersione scolastiche. Ma perché il PD ed ora addirittura l'IDV pensano che solo un De Luca possa salvare la Campania ed il centrosinistra?

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione

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SOLIDARIETA' NPA AI RADICALI, AI VERDI ED AL PRC
Roma 10 febbraio 2010

Il 'Nuovo Partito d'Azione' esprime la sua profonda solidarietà agli amici radicali che stanno provando sulla propria pelle cosa significhi affrontare da soli una campagna elettorale alle amministrative contro una legge elettorale che sembra fatta apposta per salvaguardare i privilegi di alcune forze politiche a discapito di quelle più piccole e meno radicate sul territorio. Essi lamentano la difficoltà di trovare gli autenticatori delle loro firme, come se fossero un partito appena nato. Solidarietà anche all'amico Bonelli, presidente dei Verdi, che sta portando avanti uno sciopero della fame per protestare contro la censura della Rai contro i partiti piccoli, specialmente contro quelli della sinistra che hanno perso la benché minima visibilità sulle reti della televisione di Stato. Solidarietà anche al segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che protesta contro una norma che esclude tutte le forze politiche più piccole dagli spazi televisivi delle varie Tribune elettorali.

L'unica cosa che ci dispiace far rilevare circa i Radicali, i Verdi e il PRC è che alle elezioni politiche del 2008, quando noi dell'NPA tentammo di presentarci per la prima volta alle politiche in alcune circoscrizioni non riuscendo però alla fine a presentare le firme, loro non ebbero nulla da obiettare alla scandalosa leggina del governo Prodi con cui si esentavano di fatto tutti i partiti dal raccogliere le firme. Noi e pochissimi altri non rientrammo nei benefici di quel provvedimento e denunciammo quel grave vulnus alla democrazia. Comunque nessuno dei partiti che oggi si sentono discriminati ci diede la benché minima solidarietà o ebbe qualcosa da ridire circa quella leggina salva-casta. Infine, ci chiediamo, e chiediamo anche agli altri partiti della sinistra, perché fu sciolto il Comitato per la Democrazia che sarebbe stato oggi uno strumento prezioso per vigilare sulle pari opportunità per tutti i partiti.

Il Coordinamento Nazionale NPA

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IL NUOVO PARTITO d'AZIONE SOSTIENE LA PROTESTA DEI MAGISTRATI

Il 'Nuovo Partito d'Azione' plaude alla manifestazione di protesta tenuta dai magistrati italiani nella giornata di inaugurazione dell'anno giudiziario. Nello stesso tempo, l'NPA ritiene francamente ridicole e mistificatorie le accuse di questo indegno governo contro i magistrati che sono i veri baluardi della lotta contro la criminalità. Ridicole e mistificatorie sono anche le sceneggiate propagandistiche del governo come quella di Reggio Calabria, un governo che, per quanta spudoratezza sia capace di esprimere e per quanta complicità abbia da parte degli organi di informazione al suo servizio, proprio non riesce ad essere preso minimamente sul serio da nessuno quando parla di lotta alla mafia. Se fosse capace di essere creduto e credibile a tal riguardo sarebbe come dire che gli asini volano o che lo scopo dei ladri è quello di arrestare gli altri ladri.

Pino A. Quartana
Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione

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SOLIDARIETA' AD EMMA BONINO

Il Nuovo Partito d'Azione vuole esprimere la sua piena solidarietà ad Emma Bonino, dopo gli inqualificabili attacchi alla sua persona mossi dalla stampa vicina alla destra.

Temiamo che questi signori (se così si possono qualificare) non avendo argomenti politici da contrapporre alle riconosciute qualità intellettuali ed operative della Bonino, capace di farsi apprezzare a livello nazionale e continentale durante la sua missione di Commissario europeo, hanno scelto di usare i mezzi della demonizzazione e della calunnia nell'ennesimo tentativo di infangare l'immagine dell'avversario; attività in cui sono diventati da tempo maestri.


Gabriele Oliviero
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.

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SOLIDARIETA' AL GIUDICE TOSTI

Il Nuovo Partito d'Azione, memore delle lotte per il diritto, la democrazia, la laicità che hanno caratterizzato la grande esperienza dell'azionismo e segnato in modo indelebile la Carta Costituzionale della nostra Repubblica, denuncia la resa definitiva delle forze politiche italiane alle pretese egemoniche del Vaticano ed esprime tutta la sua convinta solidarietà e vicinanza al giudice Luigi Tosti, vittima dell' intreccio perverso delle reciproche convenienze, che, da cittadino libero e da uomo di legge, ha combattuto con estremo coraggio una battaglia solitaria per la riaffermazione dei principi posti a base dello Stato italiano e dell'Unione Europea.

Il provvedimento di radiazione assunto dal Consiglio Superiore della Magistratura, non tenendo nella giusta considerazione le motivazioni del giudice e disattendendo la sentenza della Corte europea dei Diritti Umani, recentemente pronunciatasi sull'illegittimità dell'esposizione di simboli religiosi negli edifici pubblici, è la prova del tasso di inquinamento confessionale, di confusione e di opportunismo, che ormai domina l'insieme dei funzionari dello Stato e dei rappresentanti del popolo.

Nel generale declino culturale della Seconda Repubblica, nel progressivo allontanamento e isolamento della Nazione dagli ideali di libertà e di giustizia, di pluralismo e di rispetto delle minoranze che connotano la Civiltà europea, il Nuovo Partito d'Azione, certo di interpretare e di rappresentare le più profonde esigenze del Popolo italiano, si pone alla testa di una sempre più urgente ‘rivoluzione democratica', e chiama tutti i cittadini onesti e consapevoli dei rischi che incombono all'impegno per una riscossa civile e per una rinascita dello Stato di diritto.

Vittorio Emanuele Esposito
Membro del Coordinamento nazionale N.P.A.

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LA NUOVA INFAMIA DELLA 'BANDA DEL CAIMANO
Roma 22 gennaio 2010

Non è solo il 18° o 19°, abbiamo perso pure il conto, provvedimento ad personam ; quanto sta accadendo sotto la truffaldina espressione di "processo breve" è qualcosa di inaudito e di mai verificatosi prima nella storia italiana e non solo italiana; è una vera e propria legalizzazione 'de facto' della criminalità comune, peraltro, scempio nello scempio, con effetti retroattivi. Legalizzazione e santificazione di ogni tipo di criminalità; di quella politica, di quella affaristica, di quella di strada. Un governo che disprezza i magistrati e che esalta la delinquenza comune, non dimentichiamo la frase del signor B. sul mafioso Mangano, è una cosa che non esiste in nessun Paese al mondo, neanche negli Stati- canaglia, ed è una cosa che non si verificava dai tempi del Medioevo barbarico. E' il frutto di una variante dl fascismo che noi nuovi azionisti da tempo chiamiamo fasciopiduismo e che per certi aspetti è addirittura peggio del fascismo storico.

La differenza tra fascismo e fasciopiduismo sta tutto nell'uso specifico della delinquenza a fini politici: il fascismo storico adoperava la violenza squadristica per tutelare gli interessi reazionari degli agrari e per imporre la dittatura ma fino ad un certo punto sembrò voler combattere la delinquenza comune. Il fasciopiduismo invece dietro l'involucro di una dialettica formalmente democratica riempita da contenuti reazionari tenta l'eversione attraverso la demolizione della magistratura e simultaneamente strizza l'occhio alla grande e piccola delinquenza di tutti i tipi in odio alla magistratura stessa e pur di salvare il capo dai propri problemi giudiziari che non sono problemi politici ma problemi riguardanti reati comuni. L'attuale maggioranza parlamentare di destra sedicente liberale, ma in realtà neofascista, è diventata la body guard di un piduista e in funzione di questo interesse privato orienta tutte le altre sue azioni politiche. Con la leggina sul processo breve si propone di andare ben oltre lo squallore di una ennesima legge ad personam ; essa non si limita più soltanto ad accettare la leadership di un piduista, ma dispiega ed accetta il piduismo come filosofia politica, diciamo così, estendendola al massimo grado di pericolosità eversiva sia nelle istituzioni che nella società, non sfasciando più solo le istituzioni e la Costituzione, ma la stessa convivenza civile e attentando finanche, tanto peggio tanto meglio, alla stessa sicurezza personale dei cittadini, che invece di essere difesi dai banditi e dai delinquenti, come ogni governo anche il più miserabile al mondo farebbe, vengono invece coscientemente e cinicamente esposti agli attacchi di tutti i tipi di delinquenza comune.

Il celebre anatema di Salvemini contro Giolitti, ministro della malavita, alla luce di quanto fa la Banda del Caimano, appare veramente ingeneroso verso lo statista di Dronero. Qui c'è ormai la rivendicazione sfrontata e sfacciata di interessi criminali che si sono impadroniti delle istituzioni. Qui ci sono fatti incontrovertibili che testimoniano urbi et orbi di come la destra al governo sia ormai il referente politico di tutti gli interessi criminali ed illeciti che si aggirano e si muovono nel Paese e che il signor B. non si fa scrupolo di sommare pur di tenersi a galla a tutti i costi; scippatori, spacciatori di droga, rapitori, rapinatori, truffatori, concussori, corruttori, ladri di regime, speculatori, bancarottieri, usurai e chi più ne ha più ne metta da oggi si riconosceranno non più in quanto singoli ma come categorie criminali nella destra al governo e quest'ultima, a sua volta, si autoconsacra come referente politico di tutte le categorie della criminalità.

La storia allucinante ed incredibile del 'processo breve' ci dice chiaramente che le destre reazionarie al governo hanno perso ogni larvale sembianza di soggetto politico ed hanno assunto i connotati sostanziali di una banda vera e propria. Fanno venire in mente proprio una banda di rapinatori di banca che vistisi accerchiati dalle forze di polizia che li aspettano fuori non esitano a farsi scudo dei clienti tenuti in ostaggio e a farsi strada con qualsiasi mezzo anche a costo di uccidere chi gli si para davanti, chiunque sia.

Nel caso in questione, pur mutando la scena, la dinamica resta perfettamente la stessa; i berluscones non esitano un attimo a farsi scudo (una parola sempre ricorrente nel loro lessico) del Paese ed ora anche dei cittadini inermi ridotti alla misera condizione di cavie sociali.

E' un qualcosa che lascia agghiacciati; le parole proprio si ghiacciano in bocca tanta è l'enormità di quello che sta accadendo. Arroganza, spregiudicatezza è dire poco; per salvare il loro boss, i parlamentari delle destre uniti nella santificazione della delinquenza di ogni tipo non esitano neanche per un attimo a sfasciare la giustizia di un intero Paese, a calpestare in modo infame i diritti di tante vittime (ma forse davanti alle prospettive derivanti dall'apertura integrale del nuovo elettorato criminale essi pensano di compensare le 100.000 vittime direttamente interessate dai processi che non si faranno più e che si spera non li votino più, caso mai l'abbiano fatto nel 2008, con i 100.000 che la faranno franca per sempre).

Le voci di preparativi di attentati mafiosi contro la vita di cinque magistrati della Procura di Palermo, la bomba a Reggio Calabria e le armi trovate in coincidenza con la visita del presidente Napolitano sono segnali terribili che la mafia lancia perché il centrodestra gli ha dato il segnale di via libera definitivo, un segnale di sostanziale impunità nei confronti delle grandi organizzazioni mafiose che è stato già preceduto da tanti altri; la legge sulle intercettazioni, quella sui beni sequestrati alla mafia ecc. I mafiosi hanno fiutato l'aria nuova fasciopiduista e rassicurati, ringalluzziti, ora rialzano la testa. Se dovesse capitare qualcosa di brutto ad uno dei magistrati esposti in prima fila nella lotta alla mafia e nelle zone più calde del Paese, noi del Nuovo Partito d'Azione riterremo moralmente responsabile il governo Berlusconi.

E' arrivato seriamente il momento in cui tutte le opposizioni devono lavorare per creare il nuovo CLN necessario all'Italia. A taluni noti esponenti del centrosinistra occorre dire con estrema franchezza che adesso devono smetterla di farsi prendere per i fondelli dalle destre; una volta sperando nello spirito delle riforme, un'altra confidando in Fini e nelle divisioni del centrodestra (vedremo i finiani cosa faranno alla Camera). Con le bande non si dialoga. Le bande vanno combattute senza risparmio di forze, senza complimenti, esattamente come la Banda del Caimano ha fatto e fa quotidianamente con il centrosinistra.

Il PD deve prendere coscienza dei suoi doveri e delle sue responsabilità storiche. Basta con i regali di D'Alema e di Veltroni, con le loro scelte suicide che hanno ridotto il centrosinistra ad un campo di macerie nel quale i nuovi lanzichenecchi scorazzano impunemente.

Ma una parola di estrema franchezza questa volta bisogna dirla anche agli elettori del centrodestra. Tante volte sentiamo cittadini disgustati da quanto accade in Italia. Sentiamo spesso che ad essi viene rivolta la fatidica domanda se si vergognano di essere italiani. Forse non è giusto vergognarsi del proprio Paese anche se ridotto ad uno scenario da Basso Impero come l'attuale. Ciò vale anche per gli azionisti che da tempo immemore vengono tacciati di essere degli "anti-italiani" mentre gli azionisti si inorgogliscono, e non torto, di essere tacciati come tali. Tanta gente nel centrosinistra si chiede come mai questa destra non abbia il minimo senso della vergogna. Non dimentichiamo mai però che questa maggioranza è stata votata ed è stata votata dalla parte peggiore dell'Italia. Noi del centrosinistra, noi azionisti, nonostante tutto dobbiamo cercare di non cadere nella tentazione di vergognarci di essere italiani, nonostante ci sarebbero centinaia di motivi per farlo. Sicuramente la metà d'Italia che vota la Banda non si vergogna di farlo. E però, d'ora in poi, noi di centrosinistra, noi azionisti saremo legittimati a vergognarci dell'altra mezza Italia composta dagli elettori della Banda del Caimano, saremo davvero legittimati a vergognarci di essere loro connazionali.

Il Coordinamento Nazionale NP

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INFORMAZIONE E CENSURA

Si sta sempre più concretizzando un sospetto che avevamo da tempo e cioè il fatto che gli organi di informazione - soprattutto di alcuni settori determinati della sinistra - salvo alcune accezioni come il quotidiano Europa, hanno completamente blindato i loro spazi nel tentativo di escludere in modo categorico tutte le voci che di fatto non appartengono a quello che presumo sia diventato una specie di club privato.
Abbiamo più volte segnalato le nostre comunicazioni e le nostre proposte su tematiche molto rilevanti ai quotidiani, soprattutto Repubblica o Il Fatto credendo in una loro propensione ad accogliere ed appoggiare la pluralità delle posizioni che è, a nostro umile avviso, un arricchimento non solo del dibattito politico, ma motivo di confronto, proposta e condivisione di intenti.
Abbiamo constatato, però, che per assurdo è più facile far passare queste informazioni sui media più vicini alla destra che non su quelli che per affinità culturale e politica dovrebbero essere a noi più prossimi.
Credo che questo atteggiamento sia meditato e portato a compimento in modo perfettamente lucido e calcolato e questo in barba a tutte le dichiarazioni, le manifestazioni e le anime belle che a "spada tratta" difendono la libertà e la pluralità dell'informazione.
Diventa ogni giorno più evidente che il concetto che questi signori hanno della libertà di informazione sia alquanto distorto se non addirittura settario.
Per esperienza diretta ci siamo accorti che nella marea di informazioni inutili che riempiono questi giornali, non vi è posto per l'analisi ed il contributo politico dell'N.P.A. (ma non solo dell'N.P.A.) e questo diventa ancora più grave quando queste censure vengono sistematicamente applicate allorchè si parla della cultura e della storia azionista di cui il Nuovo Partito d'Azione è l'unico portabandiera politico.
Viene da chiedersi perchè veniamo deliberatamente censurati.
Forse perchè qualcuno vede nella rinascita politica dell'azionismo un pericolo?
Forse perchè qualcuno vede negativamente il compimento di una operazione mai riuscita a nessuno per oltre sessant'anni se non all'N.P.A.?
Le domande sono molte ma nessuna risposta è ancora pervenuta da parte loro, perchè a questi campioni del “libero pensiero” le idee e le proposte degli azionisti non interessano, anche quando sono perfettamente compatibili o assimilabili alle loro.


Gabriele Oliviero
membro del Coordimanento nazionale N.P.A.


 

 

 
       

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