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Nato a Roma nel 1914, dopo aver studiato a Torino, si trasferì
nel 1932 a Parigi con la famiglia, avendo il padre Lionello, storico
dell'arte e docente nell'Ateneo torinese, rifiutato di prestare il giuramento
di fedeltà al regime fascista.
Aderì al movimento «Giustizia
e Libertà», fondato nel 1929 da Carlo Rosselli e altri,
facendo proprio il socialismo liberale - critico nei confronti del marxismo
- dello stesso Rosselli, e collaborando assiduamente sia al settimanale
«Giustizia e Libertà», sia ai «Quaderni di
Giustizia e Libertà».
Nel vivo della lotta antifascista,
nonché sotto lo stimolo di apporti intellettuali molteplici,
maturarono i suoi interessi storiografici per le idee liberali e socialiste,
e specialmente per l'illuminismo.
Del 1940 è il volume sul piemontese
Dalmazzo Francesco Vasco, preparato per la tesi di laurea che Venturi
non poté discutere a causa dell'invasione nazista della Francia.
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Lasciata la Francia, non riuscì a ricongiungersi con la famiglia
che si era rifugiata negli Stati Uniti.
Mentre tentava di raggiungere
il Portogallo per imbarcarsi, fu arrestato in Spagna e incarcerato,
poi consegnato alle autorità italiane e confinato ad Avigliano
in Lucania.
Dal 1943 al 1945 fu partigiano combattente in Piemonte e
responsabile della stampa clandestina del Partito d'Azione, nel quale
il movimento «Giustizia e Libertà» era confluito.
Fino all'aprile del 1946 diresse il quotidiano torinese «GL».
Allo scioglimento del Partito d’Azione si dedicò agli studi
ed all’insegnamento universitario in varie università italiane.
E’ stato uno dei più grandi studiosi dell’illuminismo
italiano e della Rivoluzione Francese.
OPERE:
Il populismo russo,
Settecento riformatore (5 vol.),
Jeunesse de Diderot,
Le origini dell'Enciclopedia,
Scritti politici, Utopia e riforma nell'Illuminismo. |