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Nato a Torino nel 1910.
Insigne musicologo.
Viene incarcerato una prima
volta nel 1929 per attività antifascista.
Aderisce al gruppo
torinese di «Giustizia e libertà» e, il 15 maggio
del '35, subisce per la seconda volta l'arresto, insieme con i suoi
amici Einaudi, Ginzburg, Foa, Antonicelli, Bobbio, Pavese, Carlo Levi
e Luigi Salvatorelli.
Viene condannato dal Tribunale Speciale a sette
anni di reclusione.
Nel carcere di Civitavecchia suoi compagni di cella
sono Foa, Riccardo Bauer e Ernesto Rossi.
Dopo la sua liberazione, avvenuta
nel 1940, collabora con Einaudi e la sua casa editrice, dove ha come
amici e compagni di lavoro Giaime Pintor, Felice Balbo, Pavese e Ginzburg.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre '43, si unisce alla Resistenza entrando
nel gruppo Giustizia e Libertà di Canavese, ed aderendo in seguito
al Partito d'Azione.
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Nel dopoguerra, il Conservatorio "G. Verdi" di Torino lo chiama
ad insegnare Storia della musica nel 1954 e l'Università gli
offre nel 1962 l'insegnamento per incarico che ricoprirà fino
al 1975.
Collaboratore della casa editrice Einaudi, fu critico musicale
de "L'Unità" di Torino (1946-67) e del settimanale
"L'Espresso" (1955-67), e dal 1967 passò a "La
Stampa".
Membro dell'Accademia di S. Cecilia dal 1956, svolse anche
attività letteraria (traducendo, fra l'altro, opere di Goethe,
Schiller, Gotthelf, Hesse, Wiechert, e l'autobiografia di Wagner).
Il
26 febbraio 1981 ebbe un gravissimo incidente automobilistico, nel quale
perse la vita la moglie.
Nel 1985 ricevette il Premio internazionale
"Feltrinelli" dell'Accademia dei Lincei.
Morì il 26
dicembre del 1988. |