|
PROGRAMMA DEI 7 PUNTI
I sette punti del programma per la candidatura del Segretario NPA alle primarie del centro-sinistra
1) Lotta alla povertà con introduzione di un reddito universale di cittadinanza e di altre misure di Welfare universalistico.
2) Manovra straordinaria decennale di rientro del debito pubblico fino al raggiungimento ed oltre della soglia massima del 60% del rapporto debito/Pil prevista dal trattato di Maastricht.
3) Legge-quadro contro la corruzione con confisca totale dei beni oltre un accertamento superiore ai 250.000 euro.
4) Legge-quadro contro l'evasione fiscale con confisca totale dei beni
oltre un importo evaso accertato superiore ai 500.000 euro.
5) Nuova legge di confisca dei patrimoni mafiosi.
6) Legge-quadro contro la delocalizzazione delle aziende e degli impianti produttivi all'estero.
7) Lotta agli sprechi ed ai privilegi della Casta politica. Riduzione dei costi del sistema politico.
-------------------------------------------------------------------------------- torna ad inizio pagina
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO SUL PUNTO 1: Lotta alla povertà con introduzione di un reddito universale di cittadinanza e di altre misure di Welfare universalistico - a cura di Pino Quartana
Per introdurre in Italia un vero Welfare universalistico che copra minimamente anche la "seconda società" e non solo pensioni e cassa integrazione e che introduca quindi una indennità di disoccupazione o un reddito di cittadinanza (ma sarebbe preferibile la prima) ai disoccupati e agli inoccupati, servono circa 20 miliardi di euro ogni anno, come posta ordinaria del bilancio statale. Per coloro che lavorano come precari bisogna vedere grado e tipo di precarietà. Ai precari si può destinare un reddito integrativo commisurato allo stipendio precario che percepiscono, qualcosa che assomigli all'imposta negativa sul reddito, la stessa che si può prevedere per i redditi delle famiglie incapienti. Bisogna quantificare con una certa precisione quanti sono i cittadini italiani che versano in questo stato.
Con 20 miliardi di euro l'anno si possono dare 400 euro mensili esentasse a circa 4 milioni di cittadini italiani bisognosi di un minimo di sostegno per non cadere preda della disperazione. Poniamo l'esempio di due giovani sposi, magari entrambi laureati ed entrambi disoccupati; potrebbero contare su un reddito di disoccupazione cumulato di 800 euro mensili. Esentasse ovviamente. Con questa somma si potrebbe risolvere anche il problema di quel milione di cittadini italiani 'over 40' che stanno in mezzo alla strada con figli e mutui da pagare.
Sono contrario però ad attingere da questa posta di bilancio, virtuale per ora, i fondi necessari al rifinanziamento della Cassa Integrazione Guadagni, che, secondo me, dovrebbe essere finanziata oltre che con i fondi già usati attualmente anche da una tassa di solidarietà versata dagli stessi lavoratori. La "seconda società" deve richiedere cure a parte e non confluire in questi ambiti, perché purtroppo questi vanno tenuti distinti per chiarezza altrimenti chi ne farà le spese saranno sempre disoccupati ed inoccupati; l'esperienza ci insegna che se disoccupati ed inoccupati vogliono far massa con i lavoratori occupati e garantiti, quasi mai avviene il contrario essendo i sindacati sempre sordi alle esigenze della "seconda società".
Si potrebbe anche anticipare a 55 anni la pensione sociale o la pensione maturata già in base a contributi versati in precedenza (qui si tocca un'altro argomento spinoso che sono i contributi pensionistici silenti) per quegli 'over 50' che ormai il mercato del lavoro non prende più nemmeno in considerazione.
Un reddito di cittadinanza sarebbe non solo un traguardo storico di giustizia sociale e di garanzia democratica e civile ai disperati o ai precari della "seconda società", ma avrebbe un formidabile effetto positivo su altri problemi ed ambiti sistemici. In particolare sarebbe una misura ottima;
a) per la democrazia, riducendo, soprattutto al centrosud, il vassallaggio feudale di tanti giovani verso i partiti al potere, giovani che ad un certo punto sono costretti, in massa, a vendere la loro dignità e la loro libertà ai vari cacicchi di potere, in primis proprio a quelli del PD, nell'illusione di avere un posto di lavoro, anche superprecario. Chi al sud non è disponibile a vendersi ai politicanti di governo non ha altra via se non quella di emigrare al Nord o all'estero;
b) per la legalità, ancora una volta particolarmente al Sud, perché l'erogazione dell'indennità o del reddito minimo dovrebbe essere legata ad un Patto che chi lo riceve stipula con lo Stato. Il patto è che il reddito minimo viene erogato solo a coloro che si tengano lontani da ogni fiancheggiamento con la criminalità;
c) per l'economia, perché la vera causa, la causa primaria della crisi economica,non solo in Italia ma in tutto l'Occidente, è la debolezza della domanda. Tutti gli altri scompensi, speculazione finanziaria in testa, altro non sono che epifenomeni di questo male, anche se sono in pochi che sembrano averlo capito.
La copertura finanziaria sarebbe senza aggravi per il bilancio dello Stato. Si tratta di riqualificare la spesa pubblica spostando fondi da un capitolo di bilancio all'altro. Si dovrebbe costituire un fondo speciale in cui confluiscano;
a) I fondi destinati attualmente alla Formazione Professionale che secondo una inchiesta pubblicata da "Repubblica " il 20 agosto scorso ammontano già da soli a circa 20 mld. di euro l'anno;
b) I fondi rinvenienti dall'aumento della tassazione dei guadagni finanziari sugli interessi del debito pubblico l'aliquota di tassazione dei quali passa dal 12,5% al 15%.
c) L'introduzione di una tassa sulla pubblicità televisiva e radiofonica al di sopra di un certo fatturato delle varie emittenti radiotelevisive. Una tassa dell'2% sugli spot radiotelevisi; l'1% da parte del committente e l'1% da parte del venditore di spazi pubblicitari.
I fondi rinvenienti dal taglio alla FP, una cosa ormai del tutto inutile visto che la FP è fatta non per le imprese o per i giovani in cerca di occupazione ma solo per le società di FP dietro le quali spesso si nascondono soci occulti che sono gli stessi uomini di potere o dei sindacati, vanno ulteriormente quantificati.
NOTA: Per quanto riguarda la somma derivante dall'aumento dal 12,5 al 15 delle cosiddette rendite finanziarie, non c'è stata la possibilità di ricavarla esplicitamente da nessuna parte. La prova l'ha fatta il compagno Piero Ferrari. Eppure la si può calcolare attraverso una piccola equazione. Se gli interessi pagati ogni anno dallo Stato per il servizio del debito pubblico sono circa 80 miliardi di lire allora lo Stato incassa dalla aliquota del 12,5% circa 10 miliardi e quindi la nuova posta di bilancio sarebbe di circa 2 mliliardi di euro. La tassa sugli spot terrebbe fuori le piccole emittenti e colpirebbe in maniera quasi primaria RAI e MEDIASET. Va ricalcolato il fatturato pubblicitario di RAI E MEDIASET ed applicato il 2%. Considerati i fatturati pubblicitari, dovrebbe trattarsi di una aliquota su un dato globale di 8 miliardi di euro quindi circa 160 milioni di euro, pochini per contribuire ai 20 miliardi ma significativi anche moralmente dal momento che la pubblicità televisiva è quella che droga i consumi e crea modelli di vita che sono pugni nell'occhio per la 'seconda società' e per l'etica pubblica, senza dire che in buona parte i prodotti che la gente acquista al supermercato sono già gravati da una tassa occulta aggiuntiva ed invisibile che è la tassa pubblicitaria. Ad un certo punto, la tassa sugli spot potrebbe venire intesa anche come una forma di restituzione ai più deboli della tassa pubblicitaria occulta che i grandi produttori fanno pagare soprattutto alla "seconda società", ai più poveri dei poveri, ma non solo a loro ovviamente.
-------------------------------------------------------------------------------- torna ad inizio pagina
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO SUL PUNTO 2: Manovra straordinaria decennale di rientro del debito pubblico fino al raggiungimento ed oltre della soglia massima del 60% del rapporto debito/Pil prevista dal trattato di Maastricht.
a cura di Pino Quartana
Confesso di non aver ben capito cosa l'Europa sulla spinta del Ministro delle Finanze della Repubblica di Germania esattamente vuole dai paesi PIGS e dall'Italia. Ho l'impressione che ciò che si vorrebbe chiedere ai PIGS o ai PIIGS o è assolutamente folle oppure è, al contrario, qualcosa un po' all'italiana che non risolve veramente quello che da sempre noi NPA indichiamo come il vero dramma italiano; il debito pubblico, problema dei problemi a cui finora non è importato niente a nessuno, giusto per dire quale è il valore effettivo di questa classe politica. Resto quindi dell'avviso che la ricetta che sto per proporre è non solo l'unica veramente risolutiva ma anche l'unica che si può, anche se con coraggio, perseguire senza massacrare ulteriormente la massa del popolo italiano ed in particolare i più poveri, tanto che questo piano decennale coincide con la riforma del Welfare cosa che, lo capisco bene, a prima vista può sembrare assolutamente contraddittoria. Ma in politica la contraddizione logica non esiste se è possibile tenere insieme due esigenze che sembrano fare a pugni reciprocamente ma che sono vitali per il destino di un popolo, di una grande Nazione quale l'Italia, nonostante tutto il fango e la vergogna che produce quotidianamente continua ad essere; si tratta dei due problemi più gravi e misconosciuti della società italiana che solo un conservatore o un reazionario può intendere come non conciliabili.
Il macigno asfissiante del debito pubblico italiano è un problema di una gravità eccezionale. Per capire quanto sia grave basterebbe pensare ad un dato che quasi nessuno conosce e cioè la massa di derivati finanziari, nella fattispecie di quelli denominati CDS cioè credit default swap, puntati contro il nostro Paese. Se per il momento la speculazione internazionale si accanisce contro l'Irlanda, dopo aver massacrato la Grecia, ed in attesa del Portogallo, bisogna dire e far sapere che il grosso delle scommesse della grande speculazione internazionale è assorbita dal monte-premi di CDS sottoscritto contro l'Italia.
Per aggredire seriamente e realisticamente il problema-madre di tutti o di quasi tutti i problemi italiani occorre prenderlo da due parti contemporaneamente;
a) dal lato della finanza ordinaria di bilancio;
b) dal lato della finanza straordinaria di bilancio.
A: manovra ordinaria di bilancio
Premesse sul bilancio dello Stato italiano.
Il bilancio dell'esercizio finanziario dello Stato Italiano 2011 approvato il 14 ottobre scorso con la Legge di Stabilità, una volta chiamata Legge Finanziaria, prevede le seguenti poste di bilancio;
BILANCIO ENTRATE
1) entrate tributarie, extratributarie e derivanti da alienazioni patrimoniali: 477,304 mld. di euro
2) debito pubblico da rifinanziare nell'anno 2011: 261 mld. euro
TOTALE ENTRATE= 738.337.922.571 euro (738 miliardi e 337 milioni di euro)
BILANCIO USCITE
1) Spese correnti; circa 489 mld. euro
2) Spese per investimenti; circa 40 mld. euro
3) Rimborso passività finanziarie (in altre parole, lo stock di debito pubblico in scadenza nell'anno 2011 da rifinanziare e cioè i 261 mld della posta di bilancio entrate.
Totale USCITE (a pareggio) = 738.337.922.571
Attenzione però; le vere spese dello Stato cioè quelle che vanno a finanziare tutto, in realtà, sono meno dei 489 mld. perché nei 489 sono già compresi i circa 80-84 miliardi di spese per interessi sui titoli del debito pubblico (quindi i Bot, i CCT, i BTP che già sono ai minimi storici per cui un rialzo anche minimo dei tassi provocherebbe un buco ancora più grande. C'è solo da sperare che le politiche Usa e della Fed non riaccendino l'inflazione con conseguente rialzo dei tassi e tragico appesantimento ulteriore dell'onere del debito pubblico). In realtà quindi lo Stato spende in tutto solo 400 dei 738 mld di uscite iscritte a bilancio. Ecco perché la coperta è diventata troppo corta.
E deve sperare che il mercato dei capitali continui a dargli fiducia perché con 260 miliardi di titoli pubblici in scadenza si può andare avanti solo se gli investitori rifinanziano continuamente glistessi stock di debito in scadenza; basterebbe una sola volta che non venisse rifinanziato che sarebbe 'default' con Apocalisse sociale dal momento che il debito finanziario iscritto in un solo esercizio di bilancio, in questo caso nel 2011, equivale quasi alla spesa corrente effettiva (344 mld a fronte di 400 di spesa corrente effettiva).
A questo punto mi viene in mente una domanda; ma quale esponente politico di destra, di centro e di sinistra parla di queste cose e cerca di comunicarle? Non aspettonemmeno la risposta. Ve lo dico io subito; nessuno, e ciò per vari motivi, il primo dei quali è che se ne parlasse la classe politica, inamovibile da decenni, dovrebbe confessare il suo fallimento, la sua inettitudine e la sua tendenza criminale. Molti politici queste cose non le sanno anche per deformazione culturale o per superficialità. Se si trattasse di una impresa privata, lo Stato italiano avrebbe già portato i libri contabili in Tribunale da decenni.
Altri particolari tecnici interessanti sono i seguenti; la spesa corrente effettiva (cioè quella al netto degli interessi sul debito pubblico e al netto dello stock di debito pubblico da rifinanziare) è solo il 25% del PIL (1.520 mld) e solo il 22% del debito pubblico accumulato storicamente (1.828 mld). Il rapporto debito/Pil che è quello preso in considerazione dal trattato di Maastricht, al di là delle fumisterie di Tremonti sul debito pubblico allargato al settore privato, è del 120% (1.520 : 1.828). Un'altra cosa da rilevare è che, dal punto di vista della gestione corrente, il bilancio dello Stato sarebbe addirittura in forte attivo se non si dovessero pagare gli 84 mld annui di interessi sul debito pubblico e quindi se non ci fosse il debito pubblico o se fosse abbastanza ridotto. Per finire, gli interessi incidono sulle spese correnti lorde per ben il 20% del bilancio statale!
Il danno fatto dalle classi politiche degli ultimi decenni è quindi enorme e spaventoso. Nella migliore delle ipotesi, una agonia interminabile fatta di sacrifici e tagli (a vuoto ed inutili sostanzialmente ormai sotto il profilo del risanamento finanziario alla luce di questi indicatori esponenziali) continui è quello che ci aspetta come cittadini italiani. La peggiore non la voglio neanche evocare. Come se ne esce? Le ricette finora messe in campo dagli altri partiti o sono canagliesche (quelle della attuale maggioranza di centrodestra) o sono irrilevanti (quelle del centrosinistra nei rarissimi momenti in cui i 'noti politici' si accorgono dell'esistenza del Big Problem). Come se ne esce? Proposte dettagliate, veri e propri progetti non li ha messi in campo finora nessuno. Mai. Forse questo mio/nostro è il primo, il primo che può risolvere davvero il problema, il primo che lo fa in maniera progressista e con un reale vantaggio per tutti nel medio-lungo termine, il primo dotato di saggezza e di realismo ma anche di grande coraggio riformatore.
A: manovra ordinaria di bilancio
La manovra di bilancio (A) deve tendere alla creazione di un vero, fortissimo e progressivamente sempre più ampio 'avanzo primario'da perseguire essenzialmente con il taglio della spesa inutile. Sembra incredibile ma ci sono ancora nel bilancio dello Stato tanti sprechi e tante spese inutili e la nostra manovra NPA deve gravare solo sui parassiti di Stato e non sulla povera gente che lavora o che muore di fame
1) Abolizione delle Province e accorpamento dei piccoli comuni;
2) Tagli dei privilegi della Casta politica (riduzione degli emolumenti complessivi ai parlamentari, ai consiglieri regionali ecc. riduzione fortissima delle società partecipate dagli Enti Locali con relativi emolumenti principeschi ai consiglieri di amministrazione, taglio fortissimo delle cosiddette auto blu, che per alcuni economisti assorbono da sole (solo le auto blu) l'incredibile cifra di 20 mld, miliardi, non milioni, di euro;
3) Stop ai privilegi fiscali e finanziari concessi al Vaticano ed ai suoi enormi 'possedimenti' detenuti in territorio italiano;
Simultaneamente, non in alternativa ma in aggiunta ad A, dovrebbe scattare la manovra di finanza straordinaria B. L'obiettivo è quello di trovare dei fondi straordinari da collocare in un Fondo Speciale* dove per 10 anni verrebbero accumulati i proventi e man mano riacquistati i titoli del debito pubblico. Se la manovra vuol risolvere veramente il problema del debito pubblico riportandolo, in dieci anni e prima ancora, ai parametri di Maastricht (rapporto non > 60% debito/PIL) dobbiamo prevedere non le cretinate finora dette qui e là da vari esponenti politici di destra e di sinistra, ma non meno di 70 mld di euro straordinari aggiuntivi per dieci anni di fila!
Anche qui, come in A, determinante è capire dove prendere tutti questi soldi, mentre in A è importante agire sul lato delle spese e dei tagli alle spese, cioè a chi toglierli; qui il problema è ancora più difficile. A chi li prendiamo?
Da B si vede in particolare come il progetto neoazionista della mia candidatura assume valenze rivoluzionarie. Se secondo tutti i politici che hanno governato, anche quelli di centrosinistra (elencare le porcate di D'Alema e di Prodi sarebbe già sfibrante tante sono state), non si poteva toccare il Vaticano, non si poteva toccare la mafia, non si potevano toccare gli straricchi o coloro che con lo Stato hanno sempre mangiato a quattro ganasce, se non si potevano toccare i propri clientes (e quindi a tutta forza con il parassitismo di Stato, con il clientelismo ecc.), se non si poteva toccare la Casta politica e sindacale (cioè se stessi), chi si doveva toccare; semplice, per loro, i lavoratori, e soprattutto i più poveri o anche coloro che hanno sempre lavorato davvero senza nulla chiedere mai allo Stato o alla Casta. Sempre questi hanno pagato. Questo progetto per la prima volta spariglia il banco (altro che lo sparigliare di Vendola che non modifica nulla, per non parlare di Bersani).
B - PIano decennale di finanza straordinaria sul piano delle entrate: obiettivo 70 miliardi di euro all'anno per dieci anni
1) Tassa patrimoniale progressiva; obiettivo: 30 mld euro all'anno per dieci anni
(qui abbiamo il compito di verificare più in dettaglio la sostenibilità di questa cifra)
2) Dismissioni del patrimonio pubblico (qui è importante individuare le dismissioni che non gravino sui beni pubblici veramente sentiti dai cittadini come utili allo Stato):10 mld. di euro per dieci anni
3) Nuova legge di attacco ai patrimoni mafiosi, alla borghesia mafiosa dei colletti bianchi(qui non si tratta più di sequestrare la tenuta agricola nella campagna siciliana, ma smascherare chi sta dietro alle nuove grandi ricchezze della mafia, infiltratasi nella finanza e nelle imprese, anche di quelle quotate in Borsa, anche nelle Borse estere e nei paradisi fiscali. La mafia "fattura" 140 miliardi all'anno e conta su un patromonio effettivo di 1.000 mld di euro (altro che i pochi milioni della tenuta di Bagheria che poi lo Stato spesso non riesce nemmeno a mettere a frutto o a utilizzare. Ma questo è oggetto di un altro punto del programma delle Primarie):
obiettivo annuo aggiuntivo: 15 mld almeno
4) Aumento del recupero dell'evasione fiscale, altro enorme scandalo italiano. Ci vogliono anche qui nuove leggi che non siano punitive verso la maggioranza dei citaddini normali ed onesti, ma verso ben determinate categoprie professionali sulle quali bisogna rivolgere una attenzione mirata e nelle quali si concentra di fatto il grosso dell'evasione fiscale (gioielleri, ristoranti, dentisti, medici liberi professionisti, società di capitali sempre in passivo, artigiani ecc. ecc.).
Obiettivo aggiuntivo: 15 mld.
TOTALE manovra B: 70 miliardi di euro
Dove andranno questi 70 mld. di euro? Devono andare in un Fondo Speciale, altrimenti il rischio è che vengano utilizzati come bancomat da una classe politica indegna per mettere toppe qui e là, anche nel caso si tratti di propositi degni e addirittura nobili. Questi soldi non devono essere toccati e devono essere investiti nella riduzione progressiva del debito pubblico il che significa avvicinare il momento in cui l'Italia potrà tornare ad essere un Paese in crescita e un Paese finanziariamente sano e significa anticipare anche il momento in cui per la prima volta nella sua storia potrà diventare anche un Paese giusto e civile.
* - Nota a margine sul Fondo Speciale.
Questi soldi del piano B possono andare anche nel già presente Fondo di Ammortamento dei titoli del Debito Pubblico.
Al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato è intestato il conto numero 522 detenuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze presso la Banca d'Italia
La gestione delle somme accreditate e utilizzate del conto intestato al Fondo presso la Banca d'Italia è attribuita al Ministro che la esercita con le modalità deliberate per decreto (ultima versione D.M. 29 maggio 2001).
Le entrate del Fondo di Ammortamento affluiscono attraverso i capitoli di bilancio numero 4055 (dismissioni patrimoniali e vendita partecipazioni dello Stato) e numero 3330 (versamenti per donazioni ed eventuali assegnazioni da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze). Le somme che transitano in bilancio sono trasferite al conto 522 intestato al Fondo per mezzo di decreti di variazione dall'entrata alla spesa, sottoposti alla registrazione della Corte dei Conti, e di successivi mandati informatici di pagamento tramite il capitolo di spesa numero 9565, di pertinenza del centro di responsabilità – Tesoro – (unità previsionale di base 3.3.9.7. – Ammortamento titoli di Stato) del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Le dismissioni delle partecipazioni detenute direttamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze sono la fonte primaria delle entrate del Fondo.
L'obiettivo prioritario di riduzione dell'ammontare del debito pubblico in circolazione viene perseguito utilizzando sia la modalità degli acquisti sul mercato di titoli in essere (buy-back), sia attraverso i rimborsi a scadenza.
Entrate e trasferimenti al Fondo
1) Entrate
Complessivamente, nell'anno 2009, sono confluiti sui due capitoli di entrata euro 681.722.183,61
Nel dettaglio:
• a giugno 2009, sul capitolo 4055, sono affluiti 665.727.741,63 milioni di euro a seguito della cessione della quota spettante al Ministero dell'Economia e delle Finanze dei diritti di opzione, relativi all'aumento di capitale ENEL, operazione effettuata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. per conto del Ministero stesso;
• ad aprile 2009, sul capitolo 3330, è stato effettuato un versamento pari a euro 421.911,40, per la cessazione operativa di fondi di cui all'art. 2 comma duodecies della legge del 31maggio 1965 n. 575 sulle disposizioni contro la mafia, ai sensi dell'art. 45 comma 1 lettera f) del D.P.R. 30 dicembre 2003 n. 398, che attribuisce al Fondo d'ammortamento i proventi derivanti dalla vendita di attività mobiliari e immobiliari confiscate dall'autorità giudiziaria;
• tra gennaio e giugno 2009, sul capitolo 3330, sono state effettuate donazioni per complessivi 2.500 euro da parte di privati cittadini sul conto corrente postale intestato al Fondo, come contributo per l'estinzione del debito pubblico. Cari compagni, notate questo ultimo particolare, la generosità delle donazioni volontarie dei cittadini per l'estinzione del debito pubblico hanno prodotto in un anno intero solo 2.500 euro!!! Vi risparmio ulteriori riflessioni su questo dato che può sembrare insignificante.
-------------------------------------------------------------------------------- torna ad inizio pagina
|