|
Basta!
Il governo Berlusconi,
sostenuto da falsi democristiani, falsi liberali, falsi socialisti,
falsi repubblicani, confluiti tutti nel Popolo della Libertà, si
muove contro la legalità costituzionale, voltando le spalle e di
fatto contestando, in un gioco sempre più
scoperto, la validità dei principi su cui si fonda lo Stato
repubblicano sorto nel 1948.
Se non avremo la capacità di
persuadere all’uso della ragione questa eterogenea, seppur compatta,
maggioranza parlamentare, che sembra correre sempre più
frettolosamente verso il punto di rottura di un equilibrio fin
dall’inizio alterato , lo Stato collasserà e la parola passerà
allora solo alla forza.
Chi in questo Stato si riconosce e
non accetta la menzogna propagandistica di una presunta
‘costituzione materiale’, che si sarebbe sostituita alla
‘costituzione formale’, tuttora vigente, come norma suprema e
regolativa della vita civile, non ha alcuna riserva sulla
legittimità della maggioranza e del Governo e sul loro diritto di
legiferare e di governare.
Non accetta, però, non può
accettare, che il consenso ottenuto dal voto degli elettori
autorizzi il Governo a proporre e il Parlamento a varare leggi che
calpestino principi fondamentali, non negoziabili, del nostro
ordinamento giuridico, dell’Europa e del mondo civile.
Dopo
la seconda bocciatura da parte della Corte Costituzionale degli
espedienti giuridici ideati per sottrarre il Presidente del
Consiglio dei Ministri,e solo lui, all’eventualità di procedimenti
giudiziari, previsti e presumibilmente temuti, per la terza volta il
Governo si accinge a riproporre qualcosa di simile al Lodo Alfano,
o, in alternativa, intende portare al voto del Parlamento un disegno
di legge sul ‘processo breve’, che potrebbe consentire agli imputati
di sfuggire al pronunciamento dei giudici, sfruttando la carta della
‘prescrizione’ e che viola in modo intollerabile il principio
dell’uguaglianza dei cittadini.
Tutti i sofismi, le
contorsioni verbali, le reticenze, le menzogne pietose, con cui, in
precedenza, questa volontà era stata mascherata, come se fosse
dettata dalla necessità di tutelare le massime cariche dello Stato o
dalla necessità, a tutti evidente, di una ‘riforma della giustizia’,
sono crollati e le bugie, pervicacemente sostenute, per mesi, da
deputati, sottosegretari, ministri, che, incuranti di perdere la
faccia, hanno difeso come interesse di tutti l’interesse del Capo,
hanno lasciato il posto ad una disarmante ammissione della verità.
Questa sera. a ‘L’infedele’, due giornalisti della stampa filo-governativa, in presenza del
Ministro Bondi, hanno dichiarato, quasi con candore, che i
provvedimenti allo studio servono soltanto per salvare Berlusconi
dai processi e, in subordine, per accondiscendere alle richieste
della Lega, a loro dire, molto sensibile agli aspetti ‘simbolici’
dei problemi!
Si stenta a credere a quale grado di
improntitudine e di impudicizia sia giunto chi oggi si trova
nell’area del potere! Il Ministro della Cultura Bondi, scimmiottando
recenti esternazioni del ‘lombardiano’ Brunetta contro il
‘culturame’ (Riccardo Lombardi deve essersi rivoltato nella tomba)
vi ha aggiunto una tirata delle sue contro gli intellettuali
‘radical chic’, rei di mettersi di traverso alla volontà del popolo
e del suo capo.
Bene, questa sera, anche chi si ostinava a
non crederci, a pensarlo e a non dirlo, o a dirlo con
circonlocuzioni ed eufemismi, si è trovato di fronte ad una limpida
prosopopea del fascismo.
Bando, dunque, agli equivoci,
perché la ‘democrazia’ del Popolo della Libertà – con l’eccezione,
forse, di Fini e di pochi altri, che rischiano, però, di essere
travolti – si è finalmente rivelata per quella che è: la ‘democrazia
del fascismo’.
Che fu certo un governo ‘popolare’, nel quale
il potere arbitrario del Capo veniva periodicamente legittimato dal
consenso popolare (opportunamente manipolato dai mezzi di
propaganda). Ma di esso egli, poi, si giovò per decidere, secondo il
suo arbitrio, l’alleanza con Hitler, le leggi razziali e l’entrata
in guerra: cose che, sicuramente, il popolo non avrebbe voluto e non
volevano neanche quei ‘radical chic’ <i>ante
litteram</i> che a questa sorta di democrazia, spuria e
barbara, si opposero, pagando con il carcere, la tortura e la morte.
E del fascismo il Popolo della Libertà condivide anche
un’idea di libertà che prescinde dall’uguaglianza; che rinnega il
principio di uguaglianza, fondamento della Stato italiano, come di
tutti gli Stati civili del mondo. Tanto che molte leggi che il
Centro-Destra ha licenziato o si appresta a porre in calendario lo
violano, introducendo un’ aperta distinzione tra cittadini di ceto
superiore e cittadini di ceto inferiore, o magari discriminando i
clandestini, in rispetto della sensibilità ‘simbolica’ della Lega.
Saremo ‘giacobini’, noi del Partito d’Azione, ma a questi
mostri giuridici e politici, partoriti dalla malafede, non ci
piegheremo mai.
E, questa volta, non ci sarà un altro
Aventino. Giorno per giorno manterremo il campo e lo riconquisteremo
insieme ai molti italiani, che, ora più che mai, sentono agitarsi
dentro di sé lo spirito del Risorgimento e della
Resistenza.
Vittorio Emanuele Esposito
Membro del Coordinamento nazionale
N.P.A. |