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Una polemica su chi è legittimato a rappresentare l'azionismo
nella politica italiana

Prof. Ferdinando Parlati
Segretario del 'Nuovo Partito d'Azione' per la Puglia e Candidato al Senato

Da qualche giorno va montando un'astiosa campagna denigratoria ai danni del 'Nuovo Partito d'Azione' condotta esclusivamente da due signori: il signor Luca Bagatin ed il signor Nicola Terraciano attraverso vari blog ed il sito www.liberalsocialisti.org. Costoro si coprono dietro la sigla di un fantomatico Partito d'Azione Liberalsocialista. Il primo ha polemizzato anche sul sito degli amici del PSDI con il compagno D'Ovidio, candidato al Senato in Lombardia col PSDI.
Il compagno D'Ovidio gli ha già risposto dicendo tutte cose giuste ed apprezzabili. Ma credo che dinanzi ad un nuovo attacco che viene dal sito di questo sedicente Partito d'Azione Liberalsocialista occorra sporcarsi un pochino le mani e mettere un po' meglio le cose a posto scendendo magari in una polemica francamente inutile e nella quale abbiamo cercato, fino a quando era possibile, di non entrare. Mentre partivano gli attacchi diretti a noi del Nuovo Partito d'Azione e attraverso di noi ai compagni ed alleati del PSDI e attraverso il PSDI ai compagni DS e finanche a Prodi ed a tutta la coalizione di centrosinistra, ci siamo informati su questa sigla fino ad oggi totalmente sconosciuta finanche a noi neo-azionisti (solo un nostro iscritto ne sapeva qualcosa, ma era convinto che questa sigla si fosse fusa già da tempo con la Sinistra Liberalsocialista di Nicolini e che, attraverso Nicolini, che è stato cooptato nella Direzione Nazionale dello SDI, si fosse dissolta nella Rosa nel Pugno). Invece, abbiamo appena appreso che costoro hanno rotto anche con Nicolini e che sono rimasti nel loro totale isolamento a buttare, tramite Internet, fango su tutti coloro che (noi nuovi azionisti, socialdemocratici, diesse, ulivisti, dipietristi eccetera, eccetera) nell'Unione, o nel centrosinistra che appoggia l'Unione (i 9 partiti dell'Unione più altre 10 formazioni che appoggiano l'Unione, tra cui, oggi, finalmente, anche una vera sigla azionista e cioè l'NPA), sono impegnati in questi giorni cruciali e decisivi per la storia del nostro Paese a vincere la battaglia elettorale ed a mandare a casa Berlusconi. Non si capisce bene di cosa ci accusino questo Bagatin ed il suo sodale Terraciano. Il PSDI viene tacciato da costoro di essere solo una "lista civetta arraffavoti" sostenuta dai DS, il che oltre ad essere un'accusa stupida e falsa è semplicemente una cosa offensiva nei riguardi del PSDI. Ma gli amici e compagni del PSDI sanno difendersi da soli e certamente sapranno rispondere come si deve anche all'incredibile dose di veleno sputata contro la figura di Giuseppe Saragat, come si può evincere facilmente leggendo lo scritto sul solito sito www.liberalsocialisti.org  "Su un 'Nuovo Partito d'Azione', i socialdemocratici, Saragat". Veniamo quindi alle accuse rivolte al Nuovo Partito d'Azione.
In realtà il castello accusatorio nei nostri confronti non comprende un solo ragionamento che tenga. L'unica cosa che si capisce è espressa nella forma seguente: "Siamo indignati nel vedere la presenza di un 'Nuovo partito d'azione' che nasce dal nulla e, guarda caso, a fianco di Prodi e 'camuffato' nelle liste del Psdi".
In altre parole, i due sono indignati perché il Nuovo Partito d'Azione, seppur dall'esterno ed in modo mediato, sostiene Prodi, anch'egli evidentemente oggetto di astioso rancore da parte della coppia sedicente liberalsocialista e/o azionista. Allo stesso modo, nel mirino dei due ci sono i Ds e Fassino.
Uno dei due, credo Terraciano, ebbe l'onore di assistere come invitato per mezzo di Claudio Nicolini al congresso nazionale dei Ds. Sul suo sito il suo commento fu 'more solito' così intriso di tanto nausebondo livore verso i compagni ds e verso Fassino che basterebbe già solo questo dato per non parlare mai più di questa sigla. Ricordiamo alcune chicche per la totalità dei lettori che, come noi e come tutti i partiti di centrosinistra con cui noi del Nuovo Partito d'Azione intratteniamo costanti ed anche cordiali rapporti politici, non aveva mai, prima di questa polemica, sentito parlare dell'immenso.Partito d'Azione Liberalsocialista di Terraciano e Bagatin, unico (a loro dire) erede del Partito d'Azione, anzi nemmeno erede. Dicono di se stessi (da qui l'etimo di sedicenti), nella loro surrealtà totale, di essere proprio il vecchio e storico Partito d'Azione, senza paura del ridicolo. Il compagno Fassino invece per loro non è nulla più che lo "spilungone piemontese che non ride mai, con la sua faccia di equivoca e complessa serietà".
Fassino sarebbe anche colpevole, secondo il Terraciano, di elogiare "il termine riforma, su cui si appoggiano l'alleanza con Prodi e le speranze di vittoria e che non apparterrebbe alla destra, per cui non si deve, secondo Fassino, parlare di 'riforma Moratti' o di 'riforma Castelli', perché essi sono 'conservatori' (ragionamento poco persuasivo razionalmente)".
Se ho capito bene allora per Terraciano si deve parlare non di porcheria, non di controriforma, ma proprio di riforma nel caso della Moratti e di Castelli. Anzi; secondo lui si deve fare ancora di più. Si deve riconoscere che Berlusconi ha fatto tante buone cose. L'astio inestinguibile verso Fassino ed i Ds viene anche dal fatto che, naturalmente, questi ultimi non esprimono "nessun apprezzamento di alcun momento del lavoro fatto comunque dal governo di centro-destra in questi anni". Questo è un punto davvero importante che spiega molto del livore dei due esponenti del cosiddetto Partito d'Azione Liberalsocialista verso tutto il centrosinistra.
Ha veramente dell'incredibile che i Nostri biasimino il centrosinistra perché questo schieramento avrebbe quasi la colpa di non riconoscere quanto di buono ha fatto la tessera 1816 della P2 in questi cinque, martoriatissimi anni! Loro invece (per onestà intellettuale, naturalmente) sono disposti ad offrire riconoscimenti al Berlusca davvero insospettabili (sarebbe meglio dire, scandalosi) per due azionisti.
E' proprio così. Sono senza parole per tutto quanto ho appena scoperto sul sito www.liberalsocialisti.org.
I presunti azionisti del Partito d'Azione Liberalsocialista echeggiano purtroppo la peggiore propaganda dei berluscones:
"Con questa stabilità il governo di 'questo' centro-destra ha potuto fare in quasi tutti i settori della vita sociale più riforme di quante ne abbiano fatto tutti i governi precedenti messi insieme, a partire da quella istituzionale a quella sulla scuola, a quella sul lavoro, a quelle, molto discusse, sulla giustizia. Aumenti delle pensioni, degli stipendi, diminuzione delle tasse, opere pubbliche, poliziotti di quartiere, per il Sud solo interessi per i nuovi investimenti e verifica della loro efficacia, nuove centrali per l'energia, completamento del 25% del Mose (barriere mobili contro l'acqua alta) per salvare Venezia, 450.000 persone che lavorano nei cantieri.
60 mila persone che sono rimaste a lavorare, 300.000 precari nella scuola trovati (di cui assunti 150.000, 60.000 in corso, altri nuovi per inglese e informatica), eliminazione dei contratti co.co. di sinistra, riduzione degli LSU, la patente a punti, divieto del fumo (mezzo milione che hanno smesso di fumare), 650.000 immigrati regolarizzati (che pagano le imposte per mille miliardi), 320 mila imprese che non pagano più l'Irap, il voto per la prima volta degli italiani all'estero e loro rappresentanza parlamentare". (articolo; "Quel che ha fatto il governo di 'questo' centro destra a guida Berlusconi" tratto dal sito www.liberalsocialisti.org e pubblicato il 13 febbraio 2006). Ma neanche questo basta alla surreale coppia di liberalsocialisti doc, presunti azionisti discendenti da sacri lombi. Sentite ancora cosa hanno il coraggio di scrivere: "Berlusconi è attualmente il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, democraticamente eletto. Quando opera in questa veste, egli rappresenta l'Italia, cioè tutti noi. Se viene invitato in un altro Paese come tale e interviene come tale in una sede istituzionale di un altro paese, egli rappresenta tutti gli italiani.
Lo si poteva criticare solo se fosse intervenuto all'estero ad assemblee private. Egli ha rappresentato l'Italia al Congresso unito degli Stati Uniti ed ha ricevuto consensi da Repubblicani e Democratici. Questa è la verità, di questo bisognava e bisogna con onestà politica prendere atto".
Anche quest'ultimo particolare ovviamente è falso.
Sappiamo bene che, come a Vicenza in Confindustria, negli USA a Berlusconi è stata necessaria una claque di stagisti del Congresso, come è stato messo in rilievo da tutti i giornali seri. Chi conosceva il signor Terraciano aveva già visto giusto anni fa (era il 1999). Il circolo "Giustizia e Libertà" di Sassari ' titolava sul suo sito:
"Imbarazzante intervento sull'Unione Sarda del 18/11/99 di Nicola Terracciano (Vice-Presidente del Movimento Giustizia e Libertà): l'incondizionato appoggio ad un beniamino della destra isolana è l'ultimo inquietante segnale dello stato confusionale in cui versano i vertici del Movimento GL italiano e sardo".
Si trattava dell'appoggio dato da Terraciano ad Efisio Serrenti, nel 1999 Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna con i voti del centro-destra, "personaggio che - scrivevano i compagni del circolo GL di Sassari - viene incensato da un male informato ed evidentemente mal consigliato (dobbiamo accordare il beneficio del dubbio) Nicola Terracciano (che vive e opera fuori dalla Sardegna)".
Efisio Serrenti fino a quel momento era stato uno dei massimi dirigenti del Partito Sardo d'Azione prima di esserne espulso per il suo sostegno alla coalizione di destra, vincitrice delle elezioni regionali sarde (quelle svoltesi prima della affermazione di Soru).
"Noi che abbiamo sempre aspramente criticato - scrivevano i compagni del circolo Giustizia e Libertà di Sassari, successivamente usciti dall'associazione - il Partito Sardo d'Azione quando altri tessevano alleanze più o meno sottotraccia, siamo costretti a far notare che l'apprezzamento espresso nei confronti di Serrenti interviene in un momento delicatissimo della vita interna di questo partito, alla vigilia di un congresso che gli amici di Serrenti possono vincere - anche grazie alle patenti di legittimità offerte in modo sconsiderato da un movimento politico che si fregia sempre più a torto di una insegna gloriosa, determinando il passaggio di campo di questa forza politica, che pure con i suoi rilevantissimi limiti, ha una storia tutt'altro che di destra. Chi difende Serrenti sulle pagine del maggiore quotidiano sardo sarà pure felice di vedere la Sardegna al guinzaglio del Cavaliere. Ma questo che ha a che fare con 'Giustizia e Libertà'?" Chi difendeva Serrenti dalle colonne dell'Unione Sarda? Terraciano. Io credo che sia superfluo aggiungere qualsiasi commento.
In quanto a Bagatin, questo supponente giovanotto si fa vanto di ricevere spazio dal quotidiano L'Opinione diretto dall'ultrà berlusconiano Arturo Diaconale.
Curioso anche un altro particolare che si può riscontrare sul suo blog; i tanti link a siti della Massoneria o delle varie Massonerie di cui peraltro il Bagatin mostra di essere convinto sostenitore. Adesso io non voglio demonizzare Bagatin, come egli fa con estrema incoscienza con noi neoazionisti, con i compagni socialdemocratici e con i compagni ds e quindi con Prodi e con tutto il centrosinistra. Quel che voglio dirgli è che, ammesso, e non concesso, che loro due siano veramente degli azionisti, noi siamo evidentemente azionisti di un'altra pasta, non pseudoazionisti. Similmente allo Statuto dei Ds, nel nostro Statuto, che con un po' di attenzione Bagatin potrebbe visionare senza dire tante bufale, c'è la stessa norma che c'è tra i ds per quanto riguarda l'incompatibilità tra democrazia e società segrete; così come per un iscritto ai ds, un nostro iscritto non può essere nello stesso tempo anche un affiliato ad una qualsiasi setta massonica. Il massimo che possiamo seriamente concedere a questi due signori è che la loro è, al massimo, una particolare versione di liberalsocialismo. Poco a che fare con l'azionismo autentico che è nostro e non solo perché lo diciamo noi (per noi contano, a tal proposito, i riconoscimenti dei partiti del centrosinistra, non quello dei due signori Bagatin e Terraciano). Oggi, una patente di liberalsocialismo non si nega a nessuno. Anche De Michelis si professa liberalsocialista stando con Berlusconi e nessuno se lo mangia vivo per questa sua autocertificazione ideologica. D'altronde, sulla differenza tra liberalsocialismo ed azionismo abbiamo già detto qualcosa di illuminante e di nuovo.  Del resto, chi è veramente azionista? Chi, pur esistendo solo da pochissimi mesi, come noi, si è già conquistato in un modo o nell'altro il diritto di poter entrare nel vivo della lotta politica, raccogliendo firme, offrendo candidati, mossi non da smania di poltrone, ma dall'imperativo categorico di mandare a casa il cartello delle estreme destre capeggiato dal Caimano, in una riedizione della lotta di Resistenza che vede di nuovo, 60 anni dopo, tutte le forze democratiche e di sinistra lottare per sventare un nuovo, grave pericolo per la democrazia, oppure chi, pur proclamandosi azionista (anzi, non senza una abbondante dose di patetica presunzione, il Partito d'Azione di una volta evidentemente per diritto divino e di casta  come se si trattasse di titoli nobiliari trasmissibili come avveniva secoli fa di contro alla nostra condizione di 'anonimi' venuti dal basso), si rifugia in un ambiguo terzismo parolaio, totalmente avulso dalla politica vera, la cui cifra essenziale è gettare continuo veleno sul centrosinistra e di offrire vergognosi riconoscimenti al signor B? E' più azionista il fastidio con cui il giovanotto di Pordenone accusa la sinistra di essere giustizialista e fintamente liberale ("anche a sinistra cominciano a candidare gli "sbirri", avete notato?" dice lui), usando toni che, ancora una volta, riecheggiano lo snaturato odio dei destri e dei berluscones verso tutti coloro i quali vogliono far giustizia vera in questo povero Paese (il giovanotto tra l'altro irride anche al noto appello di Borrelli, il quale, secondo lui, dovrebbe pensare a fare il magistrato e basta), oppure è più azionista chi, come noi, in perfetta consonanza con il pensiero di un grande azionista storico come Alessandro Galante Garrone, ma anche con Giorgio Bocca (per citarne anche uno della vecchia guardia ancora in attività), ritiene che il valore della legalità democratica sia intrinseco all'azionismo? 
In un libro-intervista realizzato nel '94 da un allievo magistrato, Paolo Borgna, Galante Garrone affermava: "Ritorna l'azionismo, nell'affermazione della legalità; nella scoperta, soprattutto a sinistra, soprattutto tra i giovani, della legalità come "potere dei senza potere".
Per questo Galante Garrone era stato un sostenitore di Mani Pulite e del Borrelli oggetto dell'irrisione del pseudo-azionista Bagatin.
"È fondamentale che la coraggiosa e illuminata iniziativa del pool milanese" aveva detto Galante Garrone "dopo tanta sonnolenza della magistratura, o, piuttosto, delle sue più alte sfere, e tanti inciampi frapposti dalla classe politica e una colpevole indifferenza di tanta opinione pubblica, sia condotta a termine con energia, per evitare l'annichilimento di tanti ammirevoli sforzi".
E' più azionista chi, come noi, sente enorme gratitudine per la cattolica Tina Anselmi che ha scoperchiato con coraggio il verminaio massonico-eversivo della P2, cui erano iscritti Berlusconi e Cicchitto, o chi ammira da azionista, o sedicente tale, la Massoneria come il Bagatin? E' più azionista chi chiede ospitalità a Diaconale o chi solidarizza, anche quando è scomodo farlo finanche all'interno della sinistra, con Marco Travaglio?
Queste domande contengono degli indicatori di visioni generali della politica e dell'azionismo che denotano una differenza alquanto rilevante, addirittura incolmabile. Se così stanno le cose, altro che imitazioni da cui diffidare. La nostra non è affatto un'imitazione. Si imita quando si vuole apparire uguali ad una cosa che già esiste, la si assume a modello. Il nostro modello è il vecchio Partito d'Azione, non la strana cosina liberalsocialista che si spaccia come suo unico e nobile (sic) erede.  Non è proprio il caso in questione perché noi non vogliamo assolutamente essere uguali ai due signori in questione, non ci teniamo proprio e non lo siamo proprio, a quanto pare (per nostra fortuna). Quale delle due sigle sia quindi legittimata a rappresentare più credibilmente l'azionismo nella politica italiana, questo poi lo lasciamo stabilire al pubblico.

Prof. Ferdinando Parlati
Segretario del 'Nuovo Partito d'Azione' per la Puglia
e Candidato al Senato

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