IL MORALISMO NON C'ENTRA
NULLA
La
"controffensiva di autunno" di S.B. è iniziata a svilupparsi sulla base
del seguente tema: l'opposizione ha finora impostato una campagna di
discredito, violando la privacy del Premier e condannando le sue
performances in camera da letto. Tutto questo è un'inaccettabile
violazione del privato personale e "falso moralismo". Allora, moralismo
per moralismo, vi facciamo vedere che anche insospettabili difensori della
morale cattolica hanno i loro scheletri nell'armadio.
Feltri ha lanciato la palla e il
Premier (che da qualche tempo mostra delle borse
sotto gli occhi, che rendono ancor più ambiguo sfuggente e vendicativo il
suo sguardo) si è concesso anche il lusso di bacchettarlo, prendendo, con
generosità sospetta, le difese del direttore de 'L'avvenire' e
atteggiandosi ad imparziale difensore di una regola della vita civile, che
vieta le ingerenze nella vita privata degli uomini pubblici (magari, com'è
probabile, dopo aver concordato la linea da seguire col neodirettore de '
Il giornale' scelto per le sue attitudini di giornalista killer, messe già
in atto contro la first lady ribelle).
Ma il fatto è che "il
moralismo non c'entra niente" e viene tirato in causa per montarci sopra
un ragionamento sofistico ad effetto. Per la stragrande maggioranza degli
italiani, che seguono una morale sessuale secolarizzata, il Premier può
tranquillamente avere tutte le amanti che vuole e, nel segreto del talamo,
abbandonarsi a tutte le pratiche del caso.
Affari suoi!
Quello
che, come Capo del Governo non può fare e che gli viene in modo sacrosanto
contestato è:
1) Mentire ed essere reticente rispetto alle domande
che gli vengono rivolte sulle contraddizioni emerse nel suo comportamento.
Come può, infatti, ergersi a difensore della famiglia e dei valori
cattolici, che addirittura pretenderebbe fossero i valori di tutto il
popolo italiano, e personalmente seguire un modo di vita ispirato ai
contrari principi dell'edonismo e dell'etica post-moderna del 'self-love'?
2) Fare del suo "amore per le donne" un criterio per il
reclutamento della nuova classe politica, cooptata in base a requisiti
estetici, o, magari, a corrispondenze sentimentali o alle capacità
adulatorie della componente femminile della sua corte. [che questo sia
avvenuto in diverse occasioni è attestato dalle critiche che sono state
espresse da uomini del suo schieramento e dai familiari: se ciò non fosse
vero, egli sarebbe tenuto a dimostrarlo e non semplicemente a negarlo]
3) Annunciare una "legge antiprostituzione" che, a sua detta,
dovrebbe colpire 'giustamente' non solo lo sfruttamento, ma anche l'
'utilizzazione' da parte dei clienti e servirsi, nel medesimo tempo, di
un'organizzazione per reclutare delle 'escort', cioè delle prostitute di
alto bordo [contro le prove di questo, egli dovrebbe pubblicamente e
apertamente difendersi e non limitarsi a dichiarare che si tratta di
calunnie diffamatorie]
Il "moralismo" non c'entra proprio nulla e
il fatto che siano emerse contraddizioni in materia di vita sessuale è
solo una circostanza, che, certamente, fa emergere a tinte più vive il
"deficit di credibilità" personale del signor S.B. di cui in
questi quindici anni si sono avute ampie esemplificazioni e in tutti i
campi.
Vittorio E. Esposito
della
Direzione Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione'