Nuovo fascismo
e mancanza di libertà.
Avrei preferito non aver la necessità di dover
ritornare sull’argomento inerente al tentativo di rifascistizzazione della
Repubblica Italiana. Purtroppo i
provvedimenti legislativi all’approvazione delle camere, riportano in modo pregnante all’attualità
questo nuovo compiersi del Piano di Rinascita Democratica, patrimonio
della Loggia deviata P2, del suo 33 Gran Maestro Gelli e del “muratore”
Berlusconi Silvio, matricola 625 di tale Loggia. Il fatto che la
Democrazia italiana sia in pericolo non è una novità. Il pericolo è
iniziato da quando il Berlusconi Silvio, matricola 625, è sceso “in campo”
nella politica italiana.
E’ curioso constatare che molte delle
“battaglie” dell’attuale premier coincidono con la Premessa, gli
Obiettivi, i Programmi, gli Organigrammi Economico/finanziari contemplati
nelle dodici pagine del Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2,
che vi consiglio di rileggere andando nel sito Wikipedia/Wikisuorce.
Dalla comparazione di quanto esposto e auspicato nel Piano piduista e
quanto hanno combinato i governi Berlusconi Silvio, matricola 625, si
potrà notare che il cerchio non si è ancora chiuso e che questo Presidente
del Consiglio, con i suoi lacchè, ministri, viceministri, segretari e
sottosegretari stanno sempre di più stringendo la vite nella vita
democratica italiana e che tale cosa è destinata non solo a continuare ma
anche ad aumentare la pressione soffocatrice della Libertà. Consiglio
vivamente a tutti voi di scaricare dalla rete il “Piano…” e leggerlo
attentamente. Solo così potremo conoscere quello che ci aspetta perdurando
un sì scellerato governo di inconsistenti e servili ministri.
L’andar
pari passo tra la repressione del cittadino, della stampa, della
Magistratura con la clericalizzazione dello Stato e dei suoi organi,
stampa, vita sociale, ingerenza ecclesiastica nella vita dello Stato,
nella scuola ed in tutto le altre espressioni della vita, ci deve far
riflettere e deve portare il problema sotto gli occhi di tutti.
In
questa situazione anche il Comitato per la Democrazia deve continuare la
sua opera, anzi incrementarla aumentando la propria attività e, magari,
chiedendo un nuovo incontro con il capo dello Stato (per quello che serve)
cominciando a pensare seriamente di trasformarsi in un nuovo Comitato di
Liberazione Nazionale.
Dal Berlusconi, matricola 625. Ma veloci!
L’avversario non perde tempo. Neanche noi dobbiamo farlo!
Renato Bonini
Membro della Direzione nazionale
N.P.A.