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La cultura politica neo - azionista
Saggi, note, articoli e commenti dal Nuovo Partito d'Azione



Una nota d'attualità politica da parte del Segretario Nazionale del 'Nuovo Partito d'Azione", Pino A. Quartana. 
  
  
 CONSIDERAZIONI SU UN TRANQUILLO WEEK
END DI LORDURA
 
Capitale corrotta, nazione infetta si scriveva negli anni '60. Oggi quella definizione sembra da educande. Apriamo i giornali di oggi, sabato 24 ottobre, e veniamo investiti da una gragnuola di fatti talmente gravi da lasciar tramortiti. La presidente di un Consiglio Regionale viene allontanata, esiliata dalla Magistratura, dalla sua stessa regione dove non può per il momento più risiedere a causa dell'emergere di un sistema clientelare scientifico che opprime una regione già abbandonata alle cosche camorristiche, con i politici quasi tutti proni agli ordini dei boss. Sfiducia totale nella classe politica campana. Ormai ci vorrebbe un intervento del governo centrale. Ma chi presiede il Governo centrale? La stessa persona che, chi legge i giornali di oggi sabato 24 ottobre, viene indicato dal pentito della mafia siciliana Spatuzza come il garante politico del patto con Cosa Nostra all'epoca delle stragi degli anni '90. Si tratta della stessa persona che ha stipulato un altro patto, il patto con i ricchi, e che vuol tagliare l'Irap demolendo del tutto non solo l'assistenza sanitaria universale, ma i conti dello Stato. Per far ciò non guarda in faccia a nessuno e dichiara
guerra  finanche al suo ministro dell'Economia. Tra l'altro, poi è la stessa persona che tiene occupato un Paese intero anche con la sua discutibile vita privata e che oggi incassa il regalo inaspettato di un'altro sexygate, quello che investe il presidente di un'altra importante regione, questa volta appartenente allo schieramento di centrosinistra. Questo è il bollettino di una sola giornata,  di un solo week-end ottobrino, questo è un bollettino che basterebbe a buttare nel caos altri Paesi europei ed occidentali per qualche anno.
Conclusione; un Governo con la maggioranza più ampia mai verificatasi che sembra andare allo sbando, istituzioni pieni di gente marcia da tutte le parti, conti pubblici da stato prefallimentare, intere regioni con una classe politica in gran parte agli ordini dei boss
criminali, un pentito di mafia che accusa il Presidente del Consiglio davanti ai giudici.
Quale giudizio non contingente si può dare di questo disperato stato di cose?
Come noi neo-azionisti abbiamo già detto e ripetuto molte volte, non vediamo alcuna netta cesura tra la cosiddetta prima Repubblica e la seconda.
Il pentito Spatuzza ha rilasciato una deposizione ai giudici di Palermo. "Era la deposizione - si legge su "La Repubblica" di oggi - che mancava ai procuratori di Palermo nella loro investigazione sulla "trattativa" per legare ogni passaggio fra la prima e la seconda repubblica, fra Capaci e la nascita di Forza Italia". 
E' la conferma investigativa e giudiziaria di un assioma politico che il nostro Partito ha sempre sostenuto. Così come sosteniamo che tutto ciò che di grande si è fatto in Italia prima della conquista democristiana del potere nel 1948, e cioè la Resistenza, il CLN, la Costituzione, il governo Parri, non ha nulla a che vedere con la storia della Repubblica. Leggendo di questo lordura a getto continuo viene solo da pensare che il tempo è galantuomo come galantuomi furono i vecchi azionisti che sparsero il loro sangue per la democrazia e per la libertà e che preferirono farsi da parte e sciogliersi piuttosto che diventare complici di quelle forze politiche che avevano tradito e sporcato il sogno o l'utopia di un Paese civile e veramente democratico, giusto e socialmente avanzato, serio e stimato.  
Erano gli unici che volevano cambiare davvero la vecchia e sporca, già allora sporca (ma incomparabilmente meno sporca di quanto non lo sia oggi), Italia. Oggi ne abbiamo piena coscienza. Erano gli unici che volevano combattere davvero la mafia portando anche nelle desolate e feudali terre del Sud lo spirito della Resistenza, il vento del Nord. La storia narra che essi furono "calpesti e derisi" non solo dall'Italia conservatrice e reazionaria, la stessa che oggi si ritrovarappresentata in blocco dal Berlusconi, ma anche dagli altri partiti "democratici" con cui avevano combattuto insieme per liberare l'Italia.
La storia narra che il loro capo, il mitico comandante 'Maurizio', venne dileggiato, chiamato addirittura fesso. Sembrava che di loro non ci fosse più bisogno e poi già in quel tempo si esponevano al pubblico ludibrio gli anti-italiani e quando si pensava agli "anti-italiani" si pensava soprattutto a loro. Dopo sessant'anni di malgoverno e di patti infami i nodi vengono al pettine, le cose occultate vengono a galla e si tratta sempre delle stesse cose e delle stesse storie. Le storie di chi sessant'anni fa tradì la lotta di liberazione e di chi tradì coloro che non volevano tradire lo spirito di quelle lotte. Sessant'anni dopo la storia si vendica.

Uniquique suum.






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