Home Page
Iscriviti
Contribuisci
Contattaci
Torna al menu In Primo Piano
Chi siamo
Il Programma
Simbolo del Nuovo Partito d'Azione
Lo Statuto

La cultura politica neo - azionista
Saggi, note, articoli e commenti dal Nuovo Partito d'Azione



IL SALUTO DEGLI AZIONISTI AI COMPAGNI RADICALI

 

Una delegazione del 'Nuovo Partito d'Azione', composta dal Commissario Regionale NPA della Toscana, Antonio Sammartino e dalla compagna Amanda Zollo, ha partecipato ieri pomeriggio come ospite al Congresso Nazionale dei Radicali Italiani che si sta svolgendo a Chianciano Terme.

Il compagno Sammartino è intervenuto ai lavori congressuali portando il saluto del Nuovo Partito d'Azione.

 

NUOVO PARTITO d'AZIONE

      Ufficio Stampa

Roma 14 Novembre 2009



Congresso di Radicali Italiani – Chianciano Terme -13 Novembre 2009


Ringraziando il Partito Radicale per l’invito, porto il saluto del Nuovo Partito d’Azione, nato nel 2005 per iniziativa di Pino Quartana, filosofo della politica e attuale segretario nazionale.

Il Nuovo Partito d’Azione si ricollega idealmente al Partito d’Azione fondato nel 1853 da Giuseppe Mazzini e al Partito d’Azione del 1943 – 1946. E’ soprattutto ispirandosi a quest’ultimo, alle idee di Piero Gobetti, al socialismo liberale di Carlo Rosselli e al liberalsocialismo di Guido Calogero e di Aldo Capitini, che il Nuovo partito d’Azione intende rappresentare oggi l’altra Sinistra, laica, liberale e democratica, socialmente impegnata, meno visibile, ma molto più concreta e radicale rispetto alla sinistra di ascendenza marxista.

Il Nuovo Partito d’Azione si ricollega alle medesime fonti culturali e politiche dei Radicali, si riconosce nelle loro battaglie civili, ne condivide l’analisi sulla carenza di democrazia e di legalità nel nostro paese rappresentata da quei poteri che ci hanno allontanato progressivamente dall’idea dell’Europa, come fu delineata, molti anni fa, dai padri dell’azionismo.

Con Voi, compagni Radicali, ci accomuna sicuramente il tema della laicità dello Stato; il principio

di laicità, che seppur indirettamente, è riconosciuto a livello costituzionale, e che non può essere un principio per noi e per voi negoziabile. Nessuno mette in discussione il diritto della Chiesa cattolica e dei suoi singoli di intervenire anche nel dibattito politico, ma diverso è, invece, il problema quando, in riferimento alla Pillola RU 486 la Chiesa stessa fa appello ad una disobbedienza civile, perché l’obiezione di coscienza in materia di vendita di farmaci corrisponde ad una vera disobbedienza civile. Il fatto che il farmacista obietti significa privare un cittadino della possibilità di accesso a determinati farmaci, mettendo quindi in discussione il suo diritto alla salute, dato che anche i farmaci cosiddetti immorali rientrano in quella grande definizione di diritto alla salute che viene data dall’Organizzazione mondiale della sanità come “benessere fisico, psichico e sociale”. In questo senso La Chiesa compie un’inopportuna invadenza di campo ed entra in conflitto con quelle che sono le regole proprie di uno Stato. Bisogna che le alte sfere del Vaticano ritornino all’insegnamento di Aldo Moro, che dopo la sconfitta referendaria sul divorzio, incitava i cattolici a testimoniare la loro fede attraverso la presenza nella società anziché a cercare di imporla attraverso le leggi, e quindi a rinunciare all’uso stesso delle leggi, alla modifica legislativa attraverso la maggioranza parlamentare per imporre un determinato punto di vista, cosa che rappresenta una contraddizione del principio laico, dato che mette in discussione i diritti delle minoranze.

Collegato al principio di laicità dello Stato come elemento non negoziabile, ci sentiamo di condividere e sostenere anche le battaglie in favore della libertà personale, della libertà di cura, della tutela del diritto alla salute, della illegittimità di trattamenti medici contrari al rispetto della persona umana (art 32 cost.) e su quello riguardante l’interruzione dei trattamenti medici per le persone in stato vegetativo permanente (come nel caso ultimo di Eluana Englaro).

Il Nuovo Partito d’Azione rivolge un’attenzione particolare verso quella “seconda società” dei precari, degli emarginati, dei disoccupati, dei poveri, dei senza tutela e degli emigrati senza diritti .

Per loro s’impegna alla costruzione di un sistema di welfare basato sulla garanzia per tutti del godimento dei diritti fondamentali: ad un reddito di cittadinanza, ad un’abitazione, ad un lavoro socialmente utile, oltre che all’istruzione, all’assistenza sanitaria e al godimento di un ambiente di vita salutare, promuovendo l’introduzione di una patrimoniale sugli alti redditi, la drastica riduzione della spesa improduttiva, il taglio della spesa per la politica e il contenimento delle spese militari.

Per noi oggi essere l’altra Sinistra vuol dire avere la capacità della compassione nei confronti di chi rappresenta una realtà colpita, sofferente, sentirsi quella realtà e sforzarsi di rimuovere le cause che la rendano tale. In questo atteggiamento di riavvicinamento della politica ai problemi reali delle persone, nella capacità di una forza politica, attraverso i suoi militanti, di rappresentare una realtà credibile, sentiamo il partito dei Radicali come interlocutore credibile ed essenziale (basti pensare all’ultimo lavoro d’inchiesta da Voi svolto sullo stato di detenzione in Italia).

Su questi temi (la laicità, le battaglie civili, l’attuazione di politiche nei confronti della cosiddetta seconda società”) il Nuovo Partito d’Azione, per le sue modestissime possibilità, è disponibile a dare il proprio contributo e a creare le premesse per un’alternativa vera all’attuale classe politica, al fine di evitare che alle prossime elezioni i cittadini siano nuovamente costretti a dover scegliere tra degli incapaci scelti dalle segreterie dei partiti e dei mafiosi.

E’ per i comuni obiettivi di libertà e di giustizia che pensiamo importante ed urgente una forte alleanza fra i partiti, che mantenendo ognuno la propria identità sposino la formula di una “rivoluzione democratica” per affrontare il risanamento finanziario, la creazione di nuove regole per la finanza e l’economia, la necessità di una democratizzazione di queste attività ed i sacrifici necessari a rendere possibile la ripresa di politiche sociali universalistiche e la difesa dell’ambiente. Grazie per l’attenzione e buon lavoro a tutti.


Antonio Sammartino

Commissario regionale della Toscana

Nuovo Partito d’Azione.





Torna su