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COMUNICATO STAMPA A CURA DEL DIPARTIMENTO ECONOMIA E FINANZA  N.P.A.


In questi giorni si susseguono con ritmo sincronizzato gli annunci che la crisi può considerarsi ormai alle spalle, ci sono timidi segnali di ripresa o comunque di inversioni di tendenza. Gli annunci rimbalzano dagli USA all’Europa, e viceversa, ed investono naturalmente anche il nostro Paese. Su tutti i giornali di oggi sono riportate le dichiarazioni del Governatore di Bankitalia, Draghi. Sia nell’annuncio di quest’ultimo che su tutti quelli provenienti dal resto d’Europa e dagli USA, la notizia che l’economia potrebbe ripartire dal 2010 è accompagnata immediatamente dalle preoccupazioni che “molte imprese rischiano la chiusura”, che il credito bancario non viene concesso, come sperato, che ancora milioni di lavoratori rischiano il posto, e la prova viene fornita giornalmente da quelli che si arrampicano sui tetti o sulle gru.

I non addetti penseranno che vi sia una grave contraddizione nelle dichiarazioni dei politici e dei Governatori. Si chiederanno : ma che razza di ripresa sarà mai se si continua a licenziare, se le fabbriche continuano a chiudere, se il credito alle pmi non viene concesso?

Tranquilli, nessuna contraddizione.

E’ tutto maledettamente normale.

Le ristrutturazioni, da parte delle imprese, vengono fatte in ogni epoca : quando c’è sviluppo, occorrono le innovazioni tecnologiche, che espellono manodopera, quando iniziano le crisi, le prime imprese chiudono i battenti ed espellono manodopera, quando si spera inizi la ripresa, le imprese piu’ deboli vengono tagliate fuori, la crisi lascia sul terreno migliaia di morti, e di conseguenza milioni di lavoratori perdono definitivamente il posto del lavoro.

Questo processo è iniziato da almeno 40 anni e non si è mai fermato. Evidentemente occorre ben altro perché si verifichi una reale inversione di tendenza e tutti gli uomini sulla terra possano sperare almeno di lavorare.


Francesco Calvano

Dipartimento economia e finanza N.P.A.



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