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La cultura politica neo - azionista
Saggi, note, articoli e commenti dal Nuovo Partito d'Azione



Si sta sempre più concretizzando un sospetto che avevamo da tempo e cioè il fatto che gli organi di informazione - soprattutto di alcuni settori determinati della sinistra - salvo alcune accezioni come il quotidiano Europa, hanno completamente blindato i loro spazi nel tentativo di escludere in modo categorico tutte le voci che di fatto non appartengono a quello che presumo sia diventato una specie di club privato.
Abbiamo più volte segnalato le nostre comunicazioni e le nostre proposte su tematiche molto rilevanti ai quotidiani, soprattutto Repubblica o Il Fatto credendo in una loro propensione ad accogliere ed appoggiare la pluralità delle posizioni che è, a nostro umile avviso, un arricchimento non solo del dibattito politico, ma motivo di confronto, proposta e condivisione di intenti.
Abbiamo constatato, però, che per assurdo è più facile far passare queste informazioni sui media più vicini alla destra che non su quelli che per affinità culturale e politica dovrebbero essere a noi più prossimi.
Credo che questo atteggiamento sia meditato e portato a compimento in modo perfettamente lucido e calcolato e questo in barba a tutte le dichiarazioni, le manifestazioni e le anime belle che a "spada tratta" difendono la libertà e la pluralità dell'informazione.
Diventa ogni giorno più evidente che il concetto che questi signori hanno della libertà di informazione sia alquanto distorto se non addirittura settario.
Per esperienza diretta ci siamo accorti che nella marea di informazioni inutili che riempiono questi giornali, non vi è posto per l'analisi ed il contributo politico dell'N.P.A. (ma non solo dell'N.P.A.) e questo diventa ancora più grave quando queste censure vengono sistematicamente applicate allorchè si parla della cultura e della storia azionista di cui il Nuovo Partito d'Azione è l'unico portabandiera politico.
Viene da chiedersi perchè veniamo deliberatamente censurati.
Forse perchè qualcuno vede nella rinascita politica dell'azionismo un pericolo?
Forse perchè qualcuno vede negativamente il compimento di una operazione mai riuscita a nessuno per oltre sessant'anni se non all'N.P.A.?
Le domande sono molte ma nessuna risposta è ancora pervenuta da parte loro, perchè a questi campioni del “libero pensiero” le idee e le proposte degli azionisti non interessano, anche quando sono perfettamente compatibili o assimilabili alle loro.



Gabriele Oliviero



membro del Coordimanento nazionale N.P.A.




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