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“PREMIER, SE CONDANNATO NON LASCIO”

“Silvio Berlusconi non intende dimettersi da premier se fosse condannato in uno dei processi a suo carico”.

Alle 13 e 41 di oggi l’ANSA dirama un comunicato circa presunte dichiarazioni del cavalier Berlusconi rilasciate al dr. Vespa per una sua nuova opera letteraria che dicono esplicitamente:
“…ho ancora fiducia nell’esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze basate sui fatti”.

Dichiara a Vespa per il nuovo libro del conduttore di “Porta a Porta”:
“Se ci fosse una condanna, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto”.

Cosa possono significare queste parole in concreto?

Forse che il cavalier Berlusconi resisterà, con al fianco l’onorevole Maroni, ministro dell’intero e l’onorevole La Russa, ministro della difesa, e si opporrà alle decisioni della Magistratura? Magari rispolverando sciabole e moschetti per mantenere uno stato di non diritto ed imputando ai Magistrati italiani la volontà di sovvertire la verità?

Anche queste dichiarazioni presidenziali sollevano in me timori dovuti alla constatazione di quanto sia basso in concetto di Democrazia da una persona che è stata posta alla guida di un governo italiano.


Renato Bonini


Membro della Direzione nazionale N.P.A.





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