Home Page
Iscriviti
Contribuisci
Contattaci
Torna al menu In Primo Piano
Chi siamo
Il Programma
Simbolo del Nuovo Partito d'Azione
Lo Statuto

La cultura politica neo - azionista
Saggi, note, articoli e commenti dal Nuovo Partito d'Azione


 

 

Perché abbiamo lasciato SeL

Dal blog di Pino A. Quartana



 Soltanto da qualche giorno abbiamo reso pubblica la nostra decisione, la decisione del ‘Nuovo Partito d’Azione’ di lasciare definitivamente la coalizione elettorale di ‘Sinistra e Libertà’ o meglio di non confermare la nostra adesione con una dichiarazione ufficiale. Anzi il 17 marzo avevamo posto una riserva ed il 22 aprile questa riserva l’abbiamo sciolta definitivamente, ma in senso negativo; l’NPA non farà parte della SeL né l’appoggerà esternamente in modo diretto o indiretto. Sono già molti i compagni, gli osservatori e gli amici di altri partiti o movimenti che vorrebbero conoscere le motivazioni di questa nostra presa di distanza, per certi versi inattesa e clamorosa. Non voglio sottrarmi a questa richiesta. L’NPA ha partecipato a diverse riunioni di SeL, riunioni del tavolo di coordinamento generale e riunioni della commissione Programma.

Ci era stato assegnato un certo numero di candidature, senza dire che due punti sui venti del programma di SeL erano stati fortemente voluti da noi azionisti (in particolare il punto in cui si parla di tassa sui patrimoni ed il punto in cui si parla di lotta alle mafie e di confisca dei patrimoni mafiosi). Quindi c’erano tutte le condizioni per aggiungerci ai cinque partner fondatori come membri a tutti gli effetti dell’alleanza (composta dal Movimento per la Sinistra di Vendola, dal Partito Socialista di Nencini, dai Verdi di Grazia Francescato, dal partito di Sinistra Democratica di Fava e dall’associazione Unire la Sinistra di Guidoni). C’è da dire che quando noi ci siamo seduti ai vari tavoli di quella coalizione,  i soci fondatori avevano già stabilito il nome della stessa (che a dire il vero non ci piaceva) ed il logo, che riportava chiaramente solo il simbolo dei Verdi e meno chiaramente quello dei socialisti. Poi c’era un grafema che nelle intenzioni avrebbe dovuto rappresentare SD e MPS ma credo che quasi nessun elettore se ne accorgerà. Naturalmente non abbiamo detto una sola parola sul simbolo né abbiamo chiesto che venisse aggiunto il nostro. Quindi sembrava andasse tutto bene fino al 16 marzo, il giorno della presentazione ufficiale della lista all’Hotel Nazionale di Roma. La sera prima, parlando con uno dei cinque segretari ‘fondatori’, mi veniva chiesto di essere puntuale e presente alla conferenza stampa. Ovviamente, del resto. Sarò anche stato ingenuo almeno in quel momento, ma non avevo dubbi che al tavolo dei presentatori della lista ci sarebbe stata una sedia anche per l’NPA. E invece con mia grande sorpresa ho visto la mattina della conferenza stampa che il tavolo era rimasto a 5. Non c’era  più posto per altri. Il giorno dopo ho chiesto, come era ovviamente nel pieno diritto degli azionisti, spiegazioni in merito, prima in forma verbale e poi in forma ufficiale. Quel giorno mandai due mail; la prima a Marco Di Lello, coordinatore della segreteria socialista e facente funzioni di segretario nazionale in assenza di Nencini, quest’ultimo in cura in ospedale per un incidente stradale, e la seconda, di analogo tenore, a Grazia Francescato, leader dei Verdi. Nella missiva chiedevo che alla prima riunione raggiungibile del Coordinamento generale dell’alleanza di SeL venisse fatta una verifica politica in grado di accertare la “composizione dell’alleanza e lo status delle varie forze politiche all’interno di essa“. Aggiungevo che fino alla riunione del Coordinamento e fino a quando non fosse stato fatto un definitivo chiarimento circa la situazione delle sigle politiche non fondatrici (quindi non solo su Npa; si parlava in quei giorni anche di altri apporti laici), noi neoazionisti avremmo continuato a partecipare ai lavori  delle varie commissioni e dei vari tavoli di lavoro, ma non avremmo partecipato alle manifestazioni esterne, tra cui quella di Piazza Farnese. E così abbiamo fatto per diversi giorni. Nel frattempo però nessuna risposta arrivava per quanto riguardava il legittimo chiarimento da noi richiesto. Ad un certo punto mi accorsi anche che continuavano a fare riunioni senza più chiamarci e a partire da quel momento non ho chiamato,  non abbiamo chiamato più nessuno né mi sono fatto più vivo nei confronti di nessuno dei dirigenti di questi partiti. Nè loro hanno più chiamato noi. Con una sola eccezione; quella di un membro della segreteria nazionale del PS che mi telefonò chiedendomi le ragioni delle nostre lamentele. Gli dissi tutto e mi rispose molto affabilmente che si sarebbe rifatto vivo con qualche risposta. Non si è fatto più sentire neppure lui. Quello di SeL nei nostri riguardi è stato un atteggiamento politico ambiguo, scorretto e, quel che è peggio, assolutamente incomprensibile. Tanto più incomprensibile perché con Verdi e Sinistra Democratica abbiamo collaborato attivamente, anche con nostri candidati, nella lista La SINISTRA che si è presentata nelle elezioni regionali abruzzesi di dicembre. Nello stesso tempo, con i socialisti di Nencini abbiamo dato vita, sin dalla scorsa estate, al ‘Comitato per la Democrazia’. Fino al momento in cui abbiamo chiesto un po’ di chiarezza i rapporti, sia politici, sia personali erano buoni, in qualche caso ottimi, e continui. Poi, di colpo è calato il silenzio totale, come se, invece di chieder loro un po’ di chiarezza sulla composizione dell’alleanza, gli avessimo chiesto chissà quale cosa turpe ed innominabile. A rafforzare ancor più il nostro orientamento di chiudere con loro sopraggiungeva nel frattempo una incredibile dichiarazione di Nicky Vendola su Berlusconi (cfr. agenzie del 24 marzo) . Il leader di SeL definiva Berlusconi come  “un uomo geniale e strabiliante” , come ’”un individuo geniale”, come  “un self made man che riesce a costruire un’intera epopea della vita culturale nazionale” , come ” un prototipo di uomo nuovo che si e’ saputo imporre sulla scena italiana”. Vendola disse pure che “Noi abbiamo fatto un errore tragico: demonizzare il personaggio e intenderne poco il meccanismo culturale di riproduzione del consenso. La sinistra e’ stata molto contro Berlusconi mentre diventava berlusconiana dentro le proprie viscere e i propri accampamenti”. Sarebbe meglio di fronte a quest’ultima (questa sì davvero strabiliante) affermazione di Vendola che il capo di SeL parlasse solo per    sè. In ogni caso, uno che dice cose del genere non può parlare anche per il ‘Nuovo Partito d’Azione’, né l’Npa può sentirsi minimamente rappresentato da una coalizione di sinistra  il cui capo si esprime in questi termini. Abbiamo preso le distanze da SeL anche per questo. A dire il vero ci sarebbe ancora qualche altra cosa da dire su di loro, ma credo che queste due possano bastare ampiamente a spiegare le ragioni del nostro abbandono.



Torna su