Nelle pagine culturali del "Corriere della Sera" di
martedì 14 marzo si avvisa il pubblico dei lettori che
lo storico Giovanni De Luna ha fatto uscire per i tipi
della Utet la terza edizione della sua "Storia del
Partito D'Azione" (pp.468, € 26.00).
Nella nuova introduzione,scrive a pagina 41 il "Corriere", l'autore sostiene che "l'esperienza
storica del Partito d'Azione s'identificò con lalotta
partigiana tanto da esaurirsi ben presto dopo il 25
aprile.
E perciò critica chi oggi presenta l'azionismocome un fenomeno ancora attuale".
De Luna ci scuserà se abbiamo qualcosa da ridire su questo suo giudizio tanto più perché ci sentiamo,
direttamente o indirettamente, chiamati in causa dal momento che, ci sembra, nessuno più di noi del 'Nuovo
Partito d'Azione' può sentirsi oggi più impegnato a livello nazionale nel ridar attualità politica
all'azionismo.
Non è la prima volta che Giovanni DeLuna formula questo giudizio, che non condividiamo
affatto, ma che, ovviamente, rispettiamo.
Quel che vorremmo da De Luna non è che egli cambi idea in proposito, ma che non si fermi a giudizi apodittici, non sufficientemente argomentati, che non scambi il suo ruolo di storico insigne dell'azionismo con altri ruoli, la storia con l'attualità, il piano politico con il piano storico. Di più, per il momento, non possiamo e non vogliamo dire.
Quando De Luna vorràspiegare in profondità e con dovizia di argomenti
quali sono i motivi per cui egli critica chi considera l'azionismo ancora attuale, potremo riparlarne con
maggior cognizione di causa.